NASCAR | Weekly News – #24

di Gabriele Dri @StockCarLiveITA
21 Novembre 2022 - 12:00

Ritorna il consueto appuntamento invernale con le notizie in breve dal mondo della NASCAR. A due settimane dal gran finale di Phoenix si fa il punto sul progetto Le Mans, sul mercato e sulle altre avventure a quattro ruote dei piloti


È entrata nel vivo la seconda fase di test per la Chevrolet Camaro Next Gen che parteciperà alla prossima edizione della 24 ore di Le Mans nel Garage 56. Le prove si sono svolte con un prototipo avanzato al Virginia International Raceway ancora una volta con Mike Rockenfeller al volante a circa tre mesi di distanza dalle prime prove svoltesi a Road Atlanta a fine agosto.

Ancora una volta sotto la guida del capo progetto Chad Knaus, ma anche con la collaborazione di Greg Ives ora non più crew chief di Alex Bowman, la divisione di Hendrick Motorsports ha provato per due giorni sullo stradale della Virginia soluzioni nuove per rendere più competitiva la vettura.

“Il mio ruolo per il Garage 56 sarà quello ufficialmente di crew chief.” Così ha debuttato Ives aggiungendo “ma alla fine nel nostro team ci sono molte persone intelligenti e quindi sarà un lavoro di gruppo per trovare una soluzione comune. Solo così ci sarà uno sviluppo migliore. Penso tuttavia che sia necessario dare un ruolo definito alle persone anche per dare a tutti un senso di responsabilità. Questo è il primo di tanto test che faremo e con il passare dei giorni ci capiremo sempre meglio.”

“No, questa vettura decisamente non è come se fosse stata appena costruita, tuttavia stiamo ancora cercando di farla andare il più a lungo possibile. Tuttavia, per come si è svolto il test sono soddisfatto delle prestazioni ottenute. Dobbiamo cominciare a risolvere i bug.” ha detto Chad Knaus dopo la prima giornata di lunedì.

Knaus ha aggiunto ha aggiunto che la vettura portata in pista è più rappresentativa di quella che si vedrà a giugno in Francia dopo aggiornamenti effettuati su telaio, motore, sospensione, specchietti (assenti nel primo prototipo), aerodinamica (notevoli i dive planes, ma anche l’irrigidimento di splitter e diffusore). Un approfondimento tecnico più dettagliato è stato sviluppato come sempre su Twitter da Bozi Tatarevic.

https://twitter.com/nascarg56/status/1592517177554665473

Rockenfeller ha commentato invece così: “Abbiamo fatto un passo in avanti talmente grande che non so da dove cominciare. Malgrado avessimo le stesse gomme, lo sviluppo della potenza è diverso. Adesso abbiamo il cambio al volante, il controllo di trazione, un nuovo cruscotto. È tutto diverso, ma decisamente più vicino alla vettura di Le Mans.

Ovviamente c’è ancora tanta strada da fare. Dobbiamo migliorare nel ritmo e nell’affidabilità [piccolo problema elettronico alla distribuzione in mattinata, alla pompa della benzina al pomeriggio, nda]. Ci sono ancora notevoli somiglianze con la vettura della Cup Series, ad esempio il peso, la potenza ed il grip, ma tutto è notevolmente più veloce e devi capire questa differenza. Penso che su questa pista (3.27 miglia pari a 5.26 km) con questa vettura siamo 10″ più veloci della Next Gen.”

Presenti in pista oltre ai rappresentanti di Hendrick anche quelli di Goodyear, NASCAR e Bosch, anche se il ruolo di questi ultimi non è stato chiarito.

Knaus ha proseguito così: “Anche se sarà una pietra miliare per noi, questo non significa che non ci siano delle sfide da affrontare e questo è il motivo per cui siamo qui ora. Penso però che tutte le persone presenti qui ed il loro grande contributo rappresentino l’importanza di questo progetto e l’impegno di tutti. Nel corso dei prossimi sei mesi ci saranno altri step evolutivi, vogliamo continuare a spingere per avere una vettura più veloce anche dal punto di vista del peso e dell’aerodinamica. La Goodyear ha fatto un ottimo lavoro con le mescole e sotto questo punto di vita abbiamo un punto di riferimento. Ci sarà ancora tanto da lavorare.”

I test avrebbero dovuto svolgersi anche martedì, ma il programma è stato frenato dalla notevole pioggia caduta nel pomeriggio. Non è ancora stato reso noto quando e dove ci sarà la prossima sessione.


È stato ufficializzato il programma delle cerimonie di fine anno a Nashville. I premi, inclusi quelli di Most Popular Driver le cui votazioni sono state aperte, saranno consegnati il 1° dicembre. Il giorno precedente ci sarà invece un evento con il pubblico, ma non i burnout in città. La cerimonia sarà trasmessa in differita in streaming da Peacock sabato 3 dicembre.


Rimanendo in Tennessee, dopo settimane di trattative, finalmente sembra esserci un accordo fra la città di Nashville e la NASCAR per il progetto di ritorno al Nashville Fairgrounds. L’ufficio del sindaco e il Bristol Motor Speedway, “incaricato” dalla NASCAR per la gestione degli eventi sullo storico short track cittadino, hanno firmato il rinnovo del contratto di gestione con l’impegno degli organizzatori di rinnovare le strutture circostanti in qualcosa di fruibile per la cittadinanza, per eventi motoristici e non, per tutto l’anno.

L’accordo, ancora da validare da parte di CdA della Fiera di Nashville, giunta comunale ed autorità sportive nel prossimo gennaio, permetterà dunque il futuro della pista a lungo termine e dovrebbe prevedere anche il ritorno della NASCAR, in qualche forma, a partire dal 2024.


Sono stati annunciati gli orari di partenza delle gare di Cup, Xfinity e Truck Series per il 2023. Oltre al proseguimento nella deriva che vede la bandiera verde sempre più posticipata nel pomeriggio americano, e nella serata italiana, da notare il fatto che ci saranno ben 21 gare “in chiaro” (cioè non su canali via cavo) negli USA, il numero più alto dal 2009.

Sempre parlando di categoria regina, saranno 11 le gare in notturna: il Busch Clash al LA Coliseum (a differenza del 2022), i Duel a Daytona, le due tappe di Bristol, la Coca-Cola 600 a Charlotte, la All-Star Race a North Wilkesboro, Nashville Superspeedway, la corsa estiva di Atlanta (per queste due corse idem come il Clash), la chiusura della regular season a Daytona e la Southern 500 a Darlington. Quasi al tramonto, invece, la corsa cittadina a Chicago.


Notizie in breve dal mercato piloti: nel primo tweet dalla tragica morte di Coy Gibbs, il Joe Gibbs Racing ha annunciato ufficialmente che Ty Gibbs sarà il sostituto di Kyle Busch in Cup Series. L’unica sorpresa in un comunicato scontato è che Ty non guiderà la storica #18 bensì la #54, ovvero lo stesso numero che il giovane pilota aveva in Xfinity Series. Il team ha annunciato che il primo numero usato fin dall’esordio 30 anni fa resterà in soffitta per il momento.

News anche dallo Stewart-Haas Racing: il ballottaggio fra Cole Custer e Ryan Preece è stato vinto dal secondo e quindi Preece guiderà la #41 in Cup Series a tempo pieno. Cole, invece, è stato retrocesso in Xfinity Series dove guiderà la seconda vettura del team al fianco del confermato Riley Herbst.

Tornerà per qualche gara anche Jimmie Johnson il quale nel weekend di Phoenix ha annunciato di essere diventato comproprietario del Petty GMS Motorsports insieme a Maury Gallagher e, seppur in forma nettamente minore, Richard Petty. Sotto lo stesso tetto ci saranno dunque due sette volte campioni della Cup Series con Johnson che ridurrà di nuovo il suo impegno, disputando solo qualche gara sia in IndyCar con Ganassi che in NASCAR con una terza vettura del Petty GMS.

Un approfondimento più ampio sul mercato NASCAR uscirà questa settimana su p300.it.


L’inverno concede anche più tempo per intavolare trattative. Già da alcune settimane sono iniziate le discussioni per quanto riguarda il nuovo contratto con le TV che entrerà in vigore nel 2025. Dopo le stoccate delle scorse settimane dell’associazione dei team, che chiedeva – giustamente – una fetta più grande della torta alla NASCAR, ora la NASCAR stessa sta cominciando a parlare con le emittenti.

Al momento ci sono solo voci di corridoio, ma la NASCAR chiede ovviamente un aumento del contributo rispetto agli attuali 820 milioni di dollari all’anno (rispettivamente 440 da NBC e 380 da FOX) che pagano le TV; la fascia appetibile sembra essere quella dei 900 milioni, non di più. Un aumento comprensibile, ma notevolmente inferiore rispetto al boom dei diritti vissuto negli ultimi anni da tutti gli altri campionati professionistici americani. Inoltre, il fattore streaming sarà determinante per l’aggiudicazione dei diritti.

Si tratta già per il 2024 anche in materia di calendario, con la NASCAR che sembra pronta ad organizzare per la Cup Series una gara fuori dai confini degli USA. Per la categoria principale sarebbe la prima all’estero dal 1958 quando si corse a Toronto. Ovviamente in pole position ci sono Canada e Messico con quest’ultima nazione pronta a mettere sul tavolo la carta Daniel Suárez per creare un evento con tanto pubblico.


Sempre parlando di estero, in settimana la NASCAR ha annunciato di aver preso in gestione il campionato GT Sprint Race che si disputa in Brasile. La categoria dal 2023 si chiamerà NASCAR Brazil Sprint Race e diventa così la quarta serie internazionale della NASCAR dopo Europa, Messico e Canada.

NASCAR Brazil Sprint Race

“Il Brasile è una nazione vivace, ricca di cultura motoristica e quindi è il posto perfetto per il nostro primo campionato in Sud America. Questa categoria ci permetterà di mostrare il lato più eccitante della NASCAR, il side-by-side, allo stesso lasciando al pubblico brasiliano una serie con cui hanno già confidenza. La nostra speranza – e volontà – è quella di aprire dei percorsi da altre nazioni verso gli USA per i migliori piloti, meccanici ed ingegneri.” Così Chad Seigler, Vice President of International della NASCAR nella conferenza stampa.

Il campionato GT Sprint Race è stato creato in Brasile nel 2012 da Thiago Marques, il fratello di Tarso che quest’anno sarebbe dovuto essere il pilota in Cup Series del Team Stange, squadra che invece non si è presentata in America ma ha continuato nella preparazione al grande salto proprio l’avventura nel GT Sprint Race con buoni risultati.

Come voce di corridoio, inoltre, ci sarebbe la volontà della NASCAR di creare una piattaforma comune, non è chiaro se basata sulla Next Gen, sulla Xfinity o su un telaio nuovo, a tutte le categorie internazionali, un progetto sicuramente da seguire.


Ovviamente c’è un mercato anche per i crew chief. Brian Pattie lascia il JTG Daugherty e si unisce alla #51 del Kyle Busch Motorsports nella Truck Series. A guidare il muretto di Ricky Stenhouse Jr. nel 2023 sarà Mike Kelley, lo stesso tecnico con cui il pilota vinse i due titoli in Xfinity Series nel 2011-12.

Scott Zipadelli lascia dopo sei anni l’Hattori Racing. Con il team Zipadelli ha vinto 14 gare ed il titolo 2018 insieme a Brett Moffitt.

Il JR Motorsports ha annunciato il suo lineup per il 2023. Mardy Lindley, proveniente dalla #51 Kyle Busch Motorsports, guiderà Sam Mayer e la #1; Jim Pohlman lascia il RCR (dove aveva svolto un ruolo tecnico e quello di sostituto crew chief in caso di squalifica altrui) e si riunisce a Justin Allgaier con cui vinse il titolo della ARCA Series nel 2008 in un pazzo finale in cui l’attuale pilota della #7 approfittò della faida fra Scott Speed e Stenhouse.

Jason Burdett lascia la #7 per la #9 e quindi accoglierà Brandon Jones nel team; Luke Lambert, infatti, seguirà Noah Gragson in Cup Series. Infine, Taylor Moyer lascia Mayer per unirsi a Josh Berry sulla #8. Il puzzle si conclude con la promozione di Mike Bumgarner da crew chief di Allgaier ad un ruolo dirigenziale.


La stagione NASCAR è finita ma i piloti non sono capaci di stare fermi. Austin Cindric e Chase Elliott hanno partecipato al weekend del Nitro Rallycross in Arizona; poco successo per entrambi malgrado le fugaci esperienze per entrambi negli anni scorsi, Chase ha collezionato un nono ed un 11° posto, Austin un 10° ed un 11°.

Decisamente più gloria c’è stata per Noah Gragson nell’inedita veste di spotter per Travis Pastrana che ha vinto gara1 ed è arrivato quinto in gara2. Noah ha anche confermato la sua presenza allo Snowball Derby, l’evento clou negli USA a dicembre.

Riley Herbst ha preso parte alla Baja 1000, la tradizionale e prestigiosa gara off road in Bassa California, insieme al cugino Pierce. I due si sono piazzati a classifica ufficializzata al netto delle penalità all’ottavo posto assoluto e terzo di classe. Ritirato invece uno dei big al via, Brendan Gaughan.

Dale Earnhardt Jr. ha partecipato nelle Late Model alla South Carolina 400 al Florence Motor Speedway, corsa spostata su questa pista dopo la demolizione dello storico ovale di Myrtle Beach. Earnhardt, al termine di una gara decisamente poco lineare e con qualche contatto di troppo, ha chiuso al nono posto; vittoria invece per Brenden Queen.


Lavori in corso su molte piste. A North Wilkesboro prosegue la ristrutturazione delle strutture in vista della All-Star Race 2023. A Pocono, invece, è stata demolita la storica, e molto old school, victory lane che verrà rimpiazzata da un’area più moderna. A Rockingham, infine, si tiene in vita la pista con la riasfaltatura nella speranza che anche qui prima o poi faccia ritorno la NASCAR.


È stato pubblicato il calendario 2023 della ARCA Series. Come ormai da tradizione saranno 20 le gare in programma, si inizierà ancora una volta da Daytona il 18 febbraio mentre l’epilogo sarà di nuovo a Toledo il 7 ottobre.


Si sono aperte le iscrizioni per il Chili Bowl 2023, l’evento più importante della scena dirt track in America. Per i numeri più interessanti (si raggiungerà la storica quota 400 iscritti?) bisognerà aspettare dicembre, ma si sa già chi mancherà all’evento. Kyle Larson ha mantenuto la promessa e salterà la 37esima edizione sotto il tetto dell’Expo Center di Tulsa, OK anche in polemica con l’organizzazione, accusata di mettere in palio un montepremi troppo basso (soli 10’000$ per il vincitore) in proporzione all’evento. Il Chili Bowl si svolgerà fra il 9 e il 14 gennaio.


Malgrado il passaggio al Richard Childress Racing, sono ancora pochi gli sponsor certi che saranno sulla #8 di Kyle Busch nel 2023. Uno dei pochi confermati è Lenovo, l’azienda produttrice di computer, che rimarrà sulla vettura come negli anni scorsi per un impegno limitato.


C’è un mercato anche di alleanze tecniche ed economiche. Dopo un decennio con il JD Motorsports, Gary Keller si unisce a Mike Harmon e il team del pilota dell’Alabama nel 2023 sarà denominato “Mike Harmon Racing with Gary Keller”


Il team tedesco 3F Racing, che durante quest’anno ha annunciato l’intenzione di disputare nel 2023 alcune gare in Cup Series con la vettura #30, ha preso vita e questo weekend al Florence Motor Speedway ha schierato una vettura nelle Limited Late Mode in una corsa di contorno alla già citata South Carolina 400 con il proprio pilota di sviluppo Christian Tate. Questo pilota, al rientro alle corse dopo un periodo di inattività, ha chiuso la gara con un discreto 16° posto, ma da notare anche la presenza in qualità di coach di Ryan Vargas, pilota in Xfinity Series alla ricerca di un sedile nel 2023 dopo l’addio al JD Motorsports.


Lo scorso weekend, in una gara di Late Model, Coleman Pressley ha vinto l’Hickory Fall Brawl, il tutto nella prima corsa disputata in molti anni. Cosa ha di particolare questo? Che Pressley è per tutto l’anno lo spotter di Joey Logano il quale in questa occasione ha invece ricambiato il favore. Una settimana di distanza da Phoenix, ruoli invertiti, stesso risultato finale.


Immagine di copertina: Zack Albert per twitter.com/nascarg56