NASCAR | Weekly News – #14

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Settimana molto animata in Nascar, con mercato e calendari protagonisti


Coronavirus: non si va a Fontana, recuperi al Road Course di Daytona

La pandemia colpisce ancora: le limitazioni imposte dallo stato della California hanno costretto la Nascar a modificare il calendario della stagione 2021 cancellando la tappa di Fontana prevista per il 27-28 febbraio, terza gara di Cup e Xfinity Series. Non è l’unica modifica tuttavia: queste due gare verranno sostituite da una tappa sul Road Course di Daytona e anticipate di una settimana, dunque questa si disputerà appena sette giorni dopo la Daytona500.

Modificato anche il weekend di Homestead, posticipato di una settimana e che perde la gara della Truck Series anch’essa accorpata alla tappa sul Road Course di Daytona. Questa manovra, alla quale non è stata fornita alcuna spiegazione dato che Homestead non è in California ed è già stata colpita duramente nell’ultimo anno con la perdita del finale del campionato, è stata anche la meno apprezzata, primo fra tutti da Kyle Busch.

Riassumendo, questa era il calendario prima della modifica:

  • 9-14 febbraio: Speedweeks Daytona (Clash, Duels, Truck, Xfinity e Cup Series con la Daytona500);
  • 19-21 febbraio: Miami-Homestead (Truck, Xfinity e Cup Series);
  • 27-28 febbraio: Fontana (Xfinity e Cup Series).

Questo invece il nuovo calendario:

  • 9-14 febbraio: Speedweeks Daytona (Clash, Duels, Truck, Xfinity e Cup Series con la Daytona500);
  • 20-21 febbraio: Daytona Road Course (Truck, Xfinity e Cup Series);
  • 27-28 febbraio: Miami-Homestead (Xfinity e Cup Series).

Questa decisione influisce notevolmente inoltre sul bilanciamento degli stessi calendari. Per la Cup Series diventano così ben sette le tappe su circuiti stradali (Daytona Road, Austin, Sonoma, Road America, Indianapolis Road, Watkins Glen e Charlotte Roval) su 36 gare, per la Xfinity sette (gli stessi della Cup solo con Mid-Ohio al posto di Sonoma) su 33 e infine per i Truck quattro (Daytona Road, Austin, Watkins Glen e Mosport) su 22.

Per chiudere una bella notizia: come conseguenza di questo spostamento, il previsto rifacimento dell’ovale di Fontana con trasformazione da speedway da 2 miglia a short track è stato posticipato dall’inverno 2021/22 al 2022/23, dunque nella stagione 2022 la Nascar correrà all’Auto Club Speedway ancora con in layout originale.


Ad Austin la Nascar userà il layout lungo

A proposito di circuiti stradali, l’ufficialità è arrivata nei giorni scorsi: la Nascar al Circuit Of The Americas nel weekend di debutto sulla pista texana userà il layout lungo da 5513 metri, ovvero lo stesso usato da F1, IndyCar e MotoGP. La possibilità infatti era anche quella di usare il circuito corto da 3700 metri (che taglia la parte finale delle esse, il tornantino e metà rettilineo), usato ad esempio nel 2013 dalle Supercars australiane e sul quale allora c’era stato un giro di esibizione di Kurt Busch, pilota ai tempi del Furniture Row. Non sono state ancora annunciate le lunghezze delle gare di Cup, Xfinity e Truck Series che si terranno il 22-23 maggio.


Test Next Gen: a Daytona proverà Buescher

Il 2020 per la vettura Next Gen si concluderà come previsto a Daytona nelle giornate di martedì e mercoledì e a guidare la vettura sarà, nella consueta rotazione fra piloti, team e costruttori, Chris Buescher. Il pilota del Roush Fenway sarà da solo in pista e al volante del modello originale, quello costruito da Nascar e RCR, giunto però alla terza fase di modifica, per prove aerodinamiche e di potenza.

Sarà questo il primo test su uno superspeedway. Se tutto andrà come previsto, nel 2021 ci saranno i primi test con la Goodyear per la definizione delle mescole, sette-otto sessioni ulteriori con i team e già dal mese di marzo la trasmissione dei dati ai costruttori per permettere loro il progetto della carrozzeria.


Riley Herbst sostituto di Chase Briscoe allo SHR

Lo si sapeva già da settimane ma ora è ufficiale: Riley Herbst guiderà nel 2021 la Ford Mustang #98 dello Stewart-Haas Racing sostituendo così Chase Briscoe che è stato promosso in Cup Series. Il giovane di Las Vegas dovrà dimostrare di essere all’altezza della situazione per fargli perdere la nomea di pilota pagante (lo sponsor è Monster) e far vedere che vale più del 12° posto ottenuto in classifica generale l’anno scorso al Joe Gibbs Racing, dove è stato sostituito da Daniel Hemric, con quattro top5 e 17 top10.


Myatt Snider a tempo pieno con il RCR

Pochi giorni più tardi è arrivato anche un altro annuncio di mercato relativo alla Xfinity Series: Myatt Snider dopo un 2020 in cui si è diviso fra Richard Childress Racing e RSS Racing mancando i playoff e concludendo l’anno al 16° posto, non solo è stato confermato dal team più blasonato, ma anche correrà a tempo pieno sulla vettura #2 (rinumerata ancora una volta). Anche per l’anomalo figlio d’arte – papà Marty è pit reporter per la NBC – sarà un sedile da onorare nel modo giusto visto che appena nel 2019 questa stessa vettura, che l’anno scorso era stata rinumerata col #21, è diventata campione con Tyler Reddick.


L’Our Motorsports raddoppia: a Daytona in pista Reddick. Poi arriverà Ferrucci?

L’Our Motorsports ha annunciato che nel 2021 schiererà due vetture a tempo pieno al posto della singola della stagione scorsa. Sulla vettura #02, come già noto da settimane, ci sarà Brett Moffitt anche se non correrà per il titolo. Sulla seconda vettura però c’è molta attenzione e il primo nome è stato annunciato nei giorni scorsi. Nella gara di apertura a Daytona ci sarà un pilota di eccezione, ovvero l’appena citato due volte campione Tyler Reddick.

Grande attesa però c’è per il resto della stagione. Voci sempre più insistenti infatti dicono che per una ventina di gare il pilota di questa seconda vettura sarebbe addirittura Santino Ferrucci. Analizzando le varie sovrapposizioni fra Xfinity Series e IndyCar il pilota del Dale Coyne Racing infatti avrebbe 20 weekend liberi dalle monoposto e disponibili dunque per un incredibile inizio di carriera con le stock car. Ferrucci tuttavia non ha ancora ufficializzato il ritorno nel team di Coyne malgrado una conferma verbale. Tutti gli scenari dunque sembrano aperti.


Pubblicati gli orari delle gare 2021

In settimana sono stati pubblicati anche gli orari di partenza di tutte le gare di Cup, Xfinity e Truck Series. Per quanto riguarda la categoria principale l’unica sorpresa è quella dello svolgimento del Clash di apertura a Daytona in notturna sullo stradale. La Daytona500 prenderà il via il 14 febbraio alle 20:30 italiane, purtroppo una delle poche gare che inizieranno prima delle 21:00.

Confermate le notturne di Martinsville/1, Charlotte con la CocaCola600, Open e All-Star Race in Texas che chiuderanno la parte di stagione trasmessa dalla FOX mentre la NBC aprirà con il ritorno a Nashville, ed infine la quintupla in fila a fine estate di Daytona, Darlington, Richmond, Bristol e Las Vegas. Tutte le gare saranno trasmesse su FOX/FS1 e NBC/NBCSN tranne la gara della Xfinity Series al Watkins Glen che sarà su CNBC a causa della sovrapposizione con le Olimpiadi di Tokyo.


Addio a Stan Smith

E’ mancato all’età di 71 anni Stanley “Stan” Smith, ex pilota che, malgrado le appena 28 gare in Cup Series, ha contribuito molto alla Nascar, purtroppo anche involontariamente. Nato in Alabama nel 1949, Smith nel 1989 vince il titolo della All-American Late Model e l’anno successivo al debutto in Cup Series nella gara estiva – in primavera tornò a casa subito dopo un incidente nelle libere – a Talladega si qualificò 12° stupendo tutti. Purtroppo in gara un errore in pit lane lo portò a travolgere diversi meccanici di un altro team che per fortuna ne uscirono senza gravi danni. Fu uno degli incidenti che portò la Nascar ad imporre un limite di velocità ai box negli anni successivi.

Nel 1991 ci riprovò in Cup Series con una vettura schierata in proprio. Uno sponsor del team era Interstate Batteries, al debutto in Nascar e che dal 1992 farà la storia con il Joe Gibbs Racing. Uno dei primi assunti in squadra fu un giovane meccanico di nome Chad Knaus, il quale si farà poi tutta la gavetta con l’Hendrick Motorsports diventando alla fine un crew chief sette volte campione con Jimmie Johnson.

Dopo due anni discreti per un team così piccolo (zero top20 ma anche sole due DNQ), il 1993 per Smith è più difficile e la prima qualificazione arriva in estate a Talladega. Al giro 70 Stan si tocca con Kenny Wallace, la vettura di Jimmie Horton viene coinvolta nell’incidente, vola oltre il muretto e va giù lungo la scarpata (le reti verranno installate su tutta la pista solo dopo questo incidente). A prima vista si potrebbe immaginare che Horton sia quello messo peggio, ma non è così.

Horton esce indenne dalla vettura, Smith no. Stan ha centrato il muretto frontalmente e le conseguenze molto severe. Il bollettino è tremendo: frattura della base cranica con pesante emorragia. Smith incredibilmente si salva mentre molti in quegli anni con la stessa diagnosi, primo su tutti Dale Earnhardt, non sono più con noi. La sua carriera in Nascar è finita, il recupero difficile (10 giorni in coma, numerosi interventi, parte sinistra del volto paralizzata) ma due anni più tardi è di nuovo al volante.

Nel 2000 Smith vince la Snowflake 100, gara preludio allo Snowball Derby, nel 2004 una gara della Southeast Series in Kentucky e nel 2008 appende il casco al chiodo dopo l’ultimo Snowball Derby disputato. Ci ha lasciato per una interstiziopatia polmonare, malattia contro cui combatteva da diversi mesi, ma il suo contributo alla Nascar, nel bene e nel male, è stato immenso. A lui @nascarman_rr ha dedicato questo thread da cui sono state tratte molte informazioni riportate qui sopra.


Resa nota la prima entry list del Chili Bowl 2021

Ad un mese esatto dall’inizio della grande settimana di Tulsa, l’organizzazione ha pubblicato la prima entry list in vista della 35esima edizione del Chili Bowl. La prima lista da 100 piloti, ora ampliata a 130, vede fra gli iscritti i principali protagonisti (qui presentati in ordine di numero) degli anni scorsi quali Sammy Swindell, Brad Sweet, Thomas Meseraull, Shane Golobic, Daryn Pittman, Brady Bacon, Carson Macedo, Tanner Thorson, Logan Seavey, Kasey Kahne e Damion Gardner.

Non ci sono ancora piloti come Larson, Bell, Elliott e Briscoe, ma prima di arrivare alla lista definitiva (l’anno scorso gli iscritti furono circa 350) manca ancora del tempo. Nel frattempo sabato a Millbridge c’erano in pista molti protagonisti inclusi Larson, Briscoe ed Elliott. Nella prima manche il pilota dello SHR ha battuto in volata un Larson in rimonta che poi si è preso seconda manche e vittoria di giornata, la 46esima di questo straordinario – da questo punto di vista – 2020.


Notizie in breve

Jesse Little nel 2021 correrà a tempo pieno con il team di BJ McLeod in Xfinity Series. Il 23enne della North Carolina lascia il JD Motorports con il quale ha concluso la stagione di debutto nella categoria con un buon 19° posto finale contraddistinto dalle top10 di Pocono e Daytona Road.

Darlington ha viste confermate le sue date per il 2021 e di fronte a questo ha deciso di spostare il cosiddetto “Throwback Weekend” dedicato all’omaggio della storia della Nascar dalla Southern500 alla rinata 400 miglia primaverile. In tal modo la gara di fine estate potrà essere dedicata esclusivamente al fatto di essere la corsa di apertura dei playoff della Cup Series mentre il “Throwback Weekend” potrà avere più attenzione da parte di tutti.

Il Wood Brothers Racing è stato insignito della “FIA Founding Members Club Heritage Cup”, un premio assegnato annualmente dai 13 paesi fondatori della federazione internazionale ad una persona, associazione o squadra per aver contribuito in modo significativo alla storia del motorsport. Nel 2016 tale coppa era andata alla Targa Florio in occasione della 100esima edizione.

Geoff Bodine, 18 volte vincitore in Cup Series inclusa la Daytona500 del 1986, è entrato nella Hall of Fame USA della federazione di bob e skeleton. Bodine a partire dal 1992 – quando era ancora attivo come pilota – infatti ha fondato una azienda proprio con l’obiettivo di costruire slitte in seguito ai risultati deludenti della spedizione americana alle Olimpiadi di Albertville. Dal 1994 fino al 2010 e dal 2014 in poi il team USA ha usato i bob progettati da Bodine portando a casa due medaglie d’oro olimpiche.


Immagine: GettyImages – nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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