NASCAR | Wallace sospeso per una gara in seguito all’incidente provocato intenzionalmente a Las Vegas

di Gabriele Dri @StockCarLiveITA
19 Ottobre 2022 - 14:15

Dopo una giornata di analisi la NASCAR ha reso nota la propria decisione riguardante al fattaccio di Las Vegas con protagonista in negativo Bubba Wallace. Per lui squalifica per la prossima gara, al suo posto John Hunter Nemechek


L’incidente al giro 94 della gara di Las Vegas che ha visto coinvolti Bubba Wallace, Kyle Larson e Christopher Bell ha tenuto viva la discussione su quanto successo in Nevada per tutte le ultime 48 ore. La manovra di Wallace, apparsa fin dal primo momento intenzionale con il pilota della #45 chiaramente impegnato a negare le evidenze sempre più pubbliche, ha posto di nuovo l’occhio su una serie di manovre che quest’anno non sono mancate in NASCAR e che però avevano portato a decisioni molto diverse, quindi prevedere l’entità della sanzione era difficile.

L’unico aggiornamento nel frattempo erano state le scuse di Wallace al team, agli sponsor e a Christopher Bell, vittima innocente della sua vendetta nei confronti di Kyle Larson e che aveva snobbato nelle interviste a caldo subito dopo l’incidente. Scuse rivolte però non nei confronti dello stesso Larson e nemmeno sulla manovra in sé dato che, testualmente, si legge “voglio scusarmi per le azioni di domenica SEGUITE all’incidente con Kyle Larson e la vettura #5”.

Dopo una giornata di analisi dei dati (le telemetria era già apparsa in diretta per quanto riguarda acceleratore e freno) e delle immagini, incluse quelle dell’on board camera, la NASCAR ha comunicato la sua decisione ufficiale: sospensione per una gara di Bubba Wallace da scontare questa domenica a Miami-Homestead. È la prima squalifica del genere dal 2015, quando a Martinsville Matt Kenseth, da doppiato, mandò a muro il leader Joey Logano intenzionalmente e per vendetta e venne sospeso per due gare.

Tre gli articoli del regolamento sportivo citati nella decisione. Il primo è il 4.3.A ed è il comma introduttivo del cosiddetto “regolamento di condotta dei membri della NASCAR”, solo un preambolo in cui si ricordano diritti e doveri di chiunque “ha il privilegio di essere membro della NASCAR”, incluso il fatto di dover essere un modello per i tifosi che seguono lo sport.

Entrando nello specifico, l’articolo 4.4.C cita cosa potrebbe portare a delle sanzioni disciplinari e sono il confronto fisico con commissari, giornalisti e tifosi, gesti violenti nei confronti di altri membri NASCAR (quindi non solo i piloti), tentativi di manipolazione della gara o del campionato, il mandare intenzionalmente a muro o in testacoda un’altra vettura (anche se non costretta al ritiro) oppure ogni altra azione che può compromettere la sicurezza dell’evento. Fra le possibili penalità la perdita di 25-50 punti, una multa di 50-100’000$, la sospensione per una o più gare o persino la revoca della licenza.

L’articolo 4.4.E invece riguarda cosa può portare ad altre multe, sospensioni indefinite o revoche della licenza e probabilmente è stato inserito per motivare perché non sia stata comminata una sanzione più severa, infatti l’unico comma relativo al caso in questione è il primo dove si parla di azioni ritenute “dannose per la NASCAR e in generale le corse con le stock car”.

Pochi minuti dopo la pubblicazione del comunicato, Steve O’Donnell è intervenuto a Sirius XM motivando ulteriormente la decisione:

Le parole di O’Donnell, tuttavia, non chiariscono del tutto la decisione. Steve ha dichiarato infatti che “la penalità è commisurata a quanto successo in pista” e che è stata “una manovra pericolosa che ha messo a rischio gli altri piloti”.

Parole corrette, però appena due mesi fa a Road America Noah Gragson mandò in testacoda per vendetta sul lungo e ondulato rettilineo opposto a quello del traguardo Sage Karam coinvolgendo nell’incidente anche un’altra dozzina di vetture “innocenti” fra cui quella di Brandon Brown che scese dolorante dalla vettura per un colpo al basso ventre.

Già allora Sage Karam, che ricordiamo essere stato coinvolto involontariamente nell’incidente mortale di Justin Wilson a Pocono e che a lungo ha sofferto psicologicamente su questo, si era scagliato duramente contro la mossa gratuita e pericolosa di Noah ed ora pure contro quella di Wallace. La NASCAR, come detto appena due mesi fa, decise di punire Gragson con appena 30 punti di penalità. Cosa sia cambiato nel frattempo non è dato a sapere.

O’Donnell, poi, ha aggiunto anche “avremmo preso questa decisione anche se fosse stata una qualsiasi altra gara della stagione e su un’altra pista simile. Il fatto che sia stato coinvolto un pilota ancora in lotta per il titolo non ha influito sulla penalità”. E qui il precedente è di appena un paio di settimane fa in Texas quando William Byron, sempre intenzionalmente, mandò in testacoda sotto caution Denny Hamlin.

La pista è simile a Las Vegas, quindi non si capisce anche qui come Byron, sempre secondo gli articoli 4.3.A e 4.4.C del regolamento di condotta, fosse stato penalizzato di soli 25 punti a causa anche della svista della NASCAR che non si accorse dell’incidente. Chiaramente il contesto è diverso perché Hamlin finì nell’erba del trioval e non a muro, ma allora bisogna capire se le penalità sono comminate in base all’esito della manovra o all’intenzione in sé. Non è chiaro se sia questo il vero motivo dell’aggiunta per Wallace dell’articolo 4.4.E nella lista dei commi citati.

In questo caso a peggiorare la situazione, infine, fu l’appello vinto dall’Hendrick Motorsports dopo il quale Byron non venne più penalizzato in punti ma multato e basta solo praticamente perché nel regolamento sportivo si citava la parola “wrecking” e non “spinning”, poi aggiunta in fretta e furia nell’articolo 4.4 per evitare altri casi simili.

Probabilmente, tuttavia, la frase più discussa di O’Donnell è stata l’ultima: Steve ha detto che la “passeggiata” di Wallace dalla sua vettura parcheggiata quasi a muro fino a raggiungere Larson, attraversando la pista durante la caution (con le altre vetture che sopraggiungevano dunque) e poi sull’apron ignorando i commissari che lo invitavano a seguire il protocollo, non hanno influito sulla penalità e che “sarà qualcosa di cui gli parleremo più avanti”.

La manovra iniziale giustamente è stata considerata (e quasi certamente è commisurata, il problema è la leggerezza nelle altre decisioni recenti), la scazzottata come da tradizione in NASCAR è concessa a meno di cadere nella violenza gratuita, ma chiudere un occhio su una plateale violazione dei protocolli di sicurezza da seguire in pista in situazioni potenzialmente pericolose non è onestamente condonabile e in molti hanno già espresso il loro disappunto.

Nella serata americana è arrivato il comunicato ufficiale del 23XI Racing in cui si dice: “Il team concorda con la decisione della NASCAR nel sospendere Bubba e comprendiamo il bisogno della categoria di prendere una posizione chiara riguardo agli incidenti avvenuti al Las Vegas Motor Speedway.

Le azioni di Bubba non sono in linea con i valori del nostro team e dei nostri partner. Abbiamo parlato con Bubba e gli abbiamo espresso la nostra disapprovazione riguardo alla maniera con cui ha gestito la situazione. Bubba ha fatto dei passi notevoli in avanti questa stagione e questa esperienza è un’opportunità per lui per imparare ulteriormente e crescere come atleta in NASCAR.

Come conseguenza della penalità, John Hunter Nemechek guiderà la Toyota #45 questo weekend all’Homestead-Miami Speedway.”

Dunque il 23XI Racing non presenterà ricorso e domenica schiererà al via John Hunter Nemechek, al ritorno in Cup Series dopo l’esperienza nel 2019-20 con il Front Row Motorsports, e che è il pilota di riserva del team anche se per la sostituzione di Kurt Busch gli è stato preferito Ty Gibbs.


Nel tradizionale bollettino delle penalità però quella di Bubba Wallace non è stata l’unica. Come prevedibile la ruota persa da Kyle Busch in uscita dai box, fatto che unito al testacoda nella prima stage non gli ha impedito di concludere terzo, è costata quattro gare di squalifica al crew chief Ben Beshore, al jackman Derrell Edwards e al meccanico Miachel Hicks. La sospensione verrà scontata dai tre nelle gare di Miami, Martinsville, Phoenix e nel Busch Clash del 2023 al LA Coliseum, dunque la collaborazione fra Busch e Beshore durata due anni si è chiusa in anticipo a Las Vegas.

Penalità anche in Xfinity Series. Oltre ad una leggera per Chris Gayle (5’000$), crew chief di Ty Gibbs per un bullone di una ruota mal fissato, ben più pesante quella per Jeremy Clements ed il suo team. Dopo essere stati assolti in appello dopo la “squalifica” di Daytona per il motore risultato inizialmente irregolare al collettore di aspirazione, fatto che l’avrebbe escluso dai playoff, ora la #51 è risultata non conforme ai controlli tecnici di inizio weekend al paraurti posteriore e dunque pilota e team sono stati penalizzati di 40 punti con multa al crew chief Mark Setzer di 25’000$. Il team ha già annunciato che non presenterà appello.


Immagine: Media NASCAR