NASCAR | Un anno di NASCAR 2022

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di Gabriele Dri @NascarLiveITA
31 Dicembre 2022 - 16:00
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Carrellata riassuntiva della stagione 2022 della NASCAR non limitandosi alle categorie principali, ma andando a vedere cosa è successo e chi ha vinto anche nelle altre categorie organizzate negli USA e nel mondo


La NASCAR non vuol dire solo Cup Series e nemmeno Xfinity e Truck Series. La NASCAR è un mondo che comprende tante categorie, non soltanto negli USA ma anche in giro per il mondo. In questo articolo troverete un breve riassunto di quanto successo in tutta la NASCAR nel 2022 dando il giusto spazio ed il giusto onore a tanti campioni e tante storie che per mancanza di tempo non sono state raccontate in questi mesi su P300.

NASCAR Cup Series

Come è noto a tutti Joey Logano a Phoenix è diventato campione della Cup Series per la seconda volta in carriera dopo il 2018. Nel gran finale di Phoenix il pilota del Team Penske ha sconfitto nell’ordine Ross Chastain, ancora una volta sorprendente dopo lo show di Martinsville e mai domo fino alla bandiera a scacchi, Christopher Bell, favorito fino a 50 giri dalla fine prima di una caution e di una sfortunata sosta lenta, e Chase Elliott, mai veramente in corsa e poi finito ko in un incidente proprio con Chastain.

Logano così ha sconfitto la “maledizione numerica” che vedeva il numero di gara mai vincitore nello stesso anno; dunque l’hashtag #The22In22, a differenza dei casi precedenti, non ha portato sfortuna.

Logano con il successo ha regalato al Team Penske anche il titolo per squadre (abbinata che è matematica quasi sempre, ma non scontata data l’imprevedibilità dei playoff soprattutto nelle categorie minori) mentre il titolo costruttori, calcolato sommando per ogni gara il punteggio della migliore auto piazzata, è andata alla Chevrolet anche grazie alle ben 19 vittorie in 36 gare.

Penske però festeggia anche grazie ad Austin Cindric il titolo di Rookie dell’anno grazie al fatto di essere stato l’unico debuttante qualificato per i playoff. Come da pronostico Chase Elliott ha vinto per la quinta volta consecutiva il premio di pilota più popolare della categoria.

La pausa invernale ormai ha già svoltato il giro di boa. La ripresa ufficiale delle attività è prevista alla mezzanotte fra sabato 4 e domenica 5 febbraio con le prove libere in vista del Busch Clash al LA Coliseum.

NASCAR Xfinity Series

Ty Gibbs ha sconfitto tutto e tutti a Phoenix e si è laureato campione della NASCAR Xfinity Series. Dopo tutto l’odio riversatogli contro dopo quanto successo a Martinsville con Brandon Jones, Gibbs in Arizona ha tirato dritto per la sua strada ed ha battuto il trio del JR Motorsports, con Noah Gragson (poi Most Popular Driver), Justin Allgaier e Josh Berry nell’ordine, che non è nemmeno riuscito ad avvicinarsi al pilota del Joe Gibbs Racing che con la settima vittoria stagionale si è portato a casa anche il titolo.

La gioia però è durata l’arco di una sera, poi il dramma inaspettato: Coy Gibbs, papà di Ty e figlio di Joe è mancato improvvisamente nella notte successiva ad uno dei momenti più belli della famiglia Gibbs. Quasi come un segnale che l’odio e il rancore è sempre qualcosa di inutile da portare e da mostrare e che la vita ed i suoi fatti, belli o brutti, vincono sempre su tutto il resto. A Coy è stato dedicato ovviamente il titolo a squadre vinto dalla vettura #54 del JGR.

Il rookie dell’anno, malgrado qualche gara disputata nelle stagioni precedenti, è stato Austin Hill, unico debuttante qualificato ai playoff. L’unico avversario poteva essere il suo compagno di squadra Creed, ma Sheldon ha mancato l’accesso alla fase finale del campionato. Titolo costruttori, infine, scontato alla Chevrolet che schierava la grande maggioranza delle vetture. 24 vittorie su 33 gare hanno sconfitto la concorrenza di Toyota (otto successi, l’eccezione a Gibbs è stato proprio Brandon Jones) e Ford (appena uno con Cole Custer).

Ora Gibbs e Gragson insieme ad Allmendinger vanno (o nel caso di AJ tornano) in Cup Series, dunque nel 2023 ci sarà un nuovo campione e la caccia a trovare il favorito è già partita. Il campionato inizierà a Daytona il 18 febbraio.

NASCAR Camping World Truck Series

Con un investimento minimo la Ford ha conquistato la NASCAR Truck Series grazie al talento di Zane Smith che, dopo essere stato due volte vicecampione, finalmente ha vinto il titolo con ampio merito grazie a quattro vittorie stagionali e addirittura 14 top5 e 19 top10 in 23 gare. Probabilmente, dato che Gragson non ha vinto il titolo, Zane Smith è il pilota dell’anno in tutta la NASCAR – almeno a livello nazionale – perché ha saputo coniugare appunto i successi parziali e soprattutto quello finale non accusando mai un momento di crisi.

Sconfitti a Phoenix il campione 2021 Ben Rhodes, che dopo una fase centrale di campionato complicata è riuscito a passare il testimone con onore, Chandler Smith e Ty Majeski, la sorpresa della stagione che ha finalmente potuto sfruttare il talento. Anche in questo caso il titolo a squadre è coinciso con quello piloti e quindi il Front Row Motorsports ha portato a casa il primo campionato della sua storia. Toyota ha vinto da pronostico il titolo costruttori con 12 successi contro i sei di Ford e i cinque di Chevrolet, ma dall’anno prossimo con il cambio di bandiera del KBM la storia potrebbe cambiare.

Quasi umiliante la sfida per il titolo di rookie dell’anno: Corey Heim, pilota KBM, malgrado l’aver saltato sette gare su 23, ovvero quasi un terzo di stagione, si è portato a casa il premio staccando di oltre 200 punti il trio composto da Alan, Thompson e Wood, tre che praticamente garantivano almeno una caution a gara e che hanno chiuso fuori dalla top20 in classifica generale in compagnia di un’altra delusione del 2022, Hailie Deegan che si è “consolata” con il titolo di Most Popular Driver.

La stagione, che inizierà il 17 febbraio a Daytona, vedrà Zane Smith difendere il titolo, tuttavia il pilota del Front Row Motorsports disputerà anche delle gare in Xfinity e Cup Series inclusa la Daytona 500.

ARCA Menards Series

Come già raccontato in un precedente articolo, Nick Sanchez si è aggiudicato il titolo della ARCA Menards Series, la quarta – anche se non ufficialmente – per importanza nel mondo NASCAR in un finale ricco di incertezza battendo di appena 14 punti Daniel Dye. Quello della ARCA Series, finalmente, è stato un campionato combattuto anche se il numero di partecipanti competitivi è sempre risicato.

Appena quattro, infatti, i piloti in lotta per il titolo di cui uno – Sammy Smith – è dovuto partire di rincorsa saltando quattro delle prime cinque gare perché ancora minorenne perdendo così tantissimi risultati utili incluso il primo bonus di 50 punti assegnato come premio presenza. E se si pensa che il pilota del Joe Gibbs Racing a fine campionato ha chiuso a soli 119 punti da Sanchez è chiaro chi sia il vincitore morale.

Sanchez comunque non ha demeritato, anzi ha vinto alla seconda stagione completa battendo ben tre rookie, il citato Dye, Smith (quarto in classifica) e Rajah Caruth, in corsa per il campionato fino a pochissime gare dalla fine quando ha collezionato addirittura tre deleteri (ancor di più in questa categoria) ritiri nelle ultime cinque tappe.

NASCAR | Un anno di NASCAR 2022

Adesso tutti e quattro salutano la categoria: Sanchez, Dye e Caruth li rivedremo nel 2023 nella Truck Series rispettivamente al volante di vetture del REV Racing (associato al Kyle Busch Motorsports) parlando di Nick mentre gli altri due saranno compagni di squadra al GMS Racing. Smith invece farà direttamente il salto in Xfinity a tempo pieno con il Joe Gibbs Racing dove ripartirà dalle tre top10 in nove gare disputate questa stagione.

ARCA Menards Series East

Nella quinta categoria (non ufficialmente) della NASCAR a vincere – ma non dominare – è stato Sammy Smith. Il talento del Joe Gibbs Racing, che il prossimo anno correrà full time in Xfinity Series, ha sfruttato il tipico calendario corto della costa Est e le cinque vittorie in sette gare per portare a casa per il secondo anno di fila il campionato. Decisiva però è stata la corsa in Iowa: l’equilibrio fra Smith e Taylor Gray, che correrà invece nei Truck, è stato spezzato a favore di Sammy a causa del ritiro del pilota del David Gilliland Racing.

Sammy Smith in ogni caso nelle ultime due gare ha chiuso i giochi con altrettanti successi e Gray ha potuto solo seguirlo e chiudere vicecampione con 40 punti di distacco (375 contro 335). Un titolo sicuramente meritato, ma solo una certificazione su un talento già visto durante l’anno nella categoria cadetta della NASCAR.

ARCA Menards Series West

Una stagione “perfetta” per nove undicesimi quella di Jake Drew. Il pilota del Sunrise Ford Racing ha iniziato la stagione sulla costa Ovest con nove top5 nelle prime nove gare, comprese quattro vittorie di cui due (Portland e Sonoma) davanti agli occhi dei big della NASCAR. Campionato chiuso dunque ben presto, però concluso in calando: il primo match point a Las Vegas è stato fallito con un ottavo posto, nel secondo a Phoenix gli bastava prendere il via per portare a casa il titolo. La mentalità forse è stata questa e il 13° posto non riflette il talento messo in mostra da Drew nel 2022. Nel 2023 lo vedremo probabilmente salire in ARCA Series.

NASCAR Arca West Series 2022 Jake Drew

NASCAR Whelen Euro Series

La serie europea della NASCAR probabilmente il campionato più combattuto dell’anno su tutti i fronti con colpi di scena ad ogni weekend e ruoli di favorito che cambiavano ad ogni tappa. Alla fine però il titolo nella serie principale, la EuroNASCAR PRO, è andato nelle mani più salde ed esperte, quelle dell’israeliano Alon Day che nel gran finale di Rijeka sul circuito di Grobnik ha messo in pista due gare senza errori (vittoria in gara1, terzo in gara2) per vincere il quarto titolo in carriera dopo quelli del 2017, 2018 e 2020.

Alla fine il margine è stato di 20 punti (sarebbero stati 30 senza una penalizzazione) sulla sorpresa svedese Alexander Graff e oltre 30 sugli italiani Gianmarco Ercoli, che alla penultima tappa a Zolder con un doppio successo sembrava aver portato a suo favore l’inerzia ma che ha pagato l’11° posto nella corsa finale, e Nicolò Rocca.

Ancora più imprevedibile la categoria cadetta, la EuroNASCAR 2: i piloti favoriti per il titolo sono stati travolti a inizio anno dal fenomeno Alberto “Naska” Fontana, lo youtuber italiano diventato pilota che ha iniziato la stagione con una serie di primi e secondi posti che lo hanno lanciato in vetta alla classifica. L’inseguimento dei rivali è stato progressivamente sempre più efficace.

Dopo il ko decisivo del cipriota Vladimiros Tziortzis a Zolder è rimasto solo uno il pilota all’inseguimento di Naska: Liam Hezemans, l’ultimo rappresentante di una storica famiglia da corsa. Papà Toine è stato campione ETCC nel 1970 e 1973, ha vinto la Targa Florio nel 1971 oltre alle 24 ore di Spa (1973) e Daytona (1978) e ai successi di classe a Le Mans (1973 e 1975) ed ha avuto tre figli maschi.

Mike ha avuto un buon successo negli anni 2000 nel mondiale FIA GT (vicecampione nel 2008 e 2009), Loris è stato due volte campione EuroNASCAR nella categoria principale nel 2019 e nel 2021, in questa occasione sfruttando al massimo i due scarti concessi dal regolamento per volare in America ed intraprendere l’avventura chiamata Team Hezeberg che lo ha portato anche al debutto in Cup Series.

All’appello ora si è aggiunto Liam Hezemans. A soli 19 anni l’ultimo rappresentante della storica famiglia olandese non ha sbagliato nulla nelle ultime due tappe: due successi a Zolder per riagguantare Naska in classifica nel peggiore weekend dell’italiano, altrettanti a Grobnik dove ha ribaltato definitivamente le posizioni, malgrado gli ottimi secondo e terzo posto di Naska, e vincere il suo primo titolo in carriera con nove punti di margine sulla sorpresa della stagione.

L’EuroNASCAR nel 2023 sarà ancora da guardare anche per un altro motivo: il 4 e 5 marzo a Rovaniemi (Finlandia) si disputerà una gara fuori campionato sul ghiaccio, una novità assoluta per la NASCAR. Infine, confermata la tappa italiana di Vallelunga per l’8-9 luglio.

NASCAR Pinty’s Series

La serie canadese della NASCAR ha visto un trionfo a sorpresa: a 43 anni e appena alla quinta stagione completa in carriera (la migliore delle quale era stata il 2018 con un sesto posto) Marc-Antoine Camirand ha conquistato il titolo in maniera convincente con tre vittorie in 13 gare e ben nove top10 che hanno tenuto a distanza rivali ben più noti come Kevin Lacroix, DJ Kennington, Treyten Lapcevich (poi campione della edizione internazionale del campionato ufficiale su iRacing) ed Alex Tagliani.

Il momento decisivo è stato quello di Mosport, penultima tappa in calendario. Con una classifica ancora relativamente corta, Camirand ha conquistato la vittoria davanti a Lacroix dopo un bel duello e soprattutto i punti che gli hanno permesso di andare al Delaware Speedway con la consapevolezza che bastava arrivare al traguardo per portare a casa il trofeo. È bastato un nono posto per chiudere con 27 punti di vantaggio (523 contro 496) su Lacroix e 29 su Kennington.

NASCAR Pinty's Series 2022 Camirand

NASCAR México Series

In controllo per tutta la stagione, Rubén García Jr. ha vinto il titolo messicano per la quarta volta in carriera dopo i trionfi del 2015, 2018 e 2019 diventando il primo pilota nella storia, iniziata in questo caso nel 2004, a raggiungere questo traguardo. Il campionato in Messico è stato quello che ha chiuso ufficialmente la stagione NASCAR a metà dicembre sull’ovale di Puebla con una corsa molto spettacolare, tuttavia Garcia è stato in grado di controllare il rivale Abraham Calderon anche grazie al vantaggio accumulato in quella che poi è risultata la gara decisiva, quella di Monterrey a novembre prima della quale i due erano quasi alla pari.

Assegnati anche i titoli nelle altre categorie: nella serie cadetta chiamata Challenge Series vittoria netta per Andres Pérez de Lara, in livrea CommScope come Daniel Suárez che – incredibile ma vero – nella México Series è stato “solo” vicecampione nel 2013, mentre nella Truck Series Eloy Sebastián López ha recuperato 20 punti di ritardo nelle ultime due gare e a Puebla si è aggiudicato corsa e campionato.

NASCAR Whelen Modified Tour

Titolo al photofinish per Jon McKennedy nelle Modified ed anche qui, come successo in Canada, è stato un titolo relativamente sorprendente dato che il 35enne del Massachusetts al massimo era stato vicecampione nell’anomalo 2020. La sorpresa vera è che McKennedy ha vinto il titolo proprio nella stagione dopo aver lasciato un top team come quello di Tommy Baldwin per correre con Tim Lepine.

Il gran finale di Martinsville non è stato per cuori deboli dato che in lizza per il trofeo finale, separati da appena 17 punti prima della bandiera verde, c’erano ben quattro piloti con il grande favorito Justin Bonsignore a partire di rincorsa.

Al termine di una gara poco lineare, con tanto di polemiche per la condotta di gara del vincitore Corey LaJoie che ha partecipato solo a questa corsa, a McKennedy è bastato il 12° posto per difendere i sei punti che aveva al via su Ron Silk e nove su Eric Goodale mentre Bonsignore si è ritirato ed è scivolato al quarto posto a -29.

NASCAR Advance Auto Parts Weekly Series

Titolo teso anche nella categoria amatoriale della NASCAR, quella che raccoglie e mette insieme tutti i campionati regionali disputati con diversi tipi di vettura. Decisivo per assegnare il campionato è stato un ricorso in appello che ha assegnato il titolo a Layne Riggs, il più giovane vincitore nella storia della categoria nonché figlio dell’ex pilota Scott Riggs (nove vittorie fra Xfinity e Truck Series e quarto alla Daytona 500 del 2005) su Peyton Sellers per appena quattro punti.

La lotta fra i due piloti è stata ruvida per gran parte dell’anno, ma decisivi per l’assegnazione del titolo a Riggs, sorprendente poi anche al debutto nella Truck Series con un settimo posto all’IRP e la prima fila a Phoenix, sono stati un paio di sgambetti reciproci a livello regolamentare nonché alcuni passi falsi altrui. Il regolamento complicato del campionato ha fatto il resto.

In principio sembrava che Sellers avesse vinto il titolo a pari punti con Riggs, il quale poi ha presentato ricorso e vinto il campionato. I commissari hanno dovuto riesaminare alcune gare, una in cui Sellers si è schierato con il muletto, una in cui Riggs si è ritirato prima del via e due in cui un altro pilota, tale JD Eversole, aveva corso.

A cambiare la sorte sono state principalmente queste ultime corse, ma il motivo è stato in sintesi lo stesso. Senza Riggs alla bandiera verde e con Eversole “squalificato” perché non in possesso della licenza NASCAR, le gare in questione non avevano più il numero minimo di piloti validi al via per dare punti per il campionato. Sellers dunque ha dovuto scartare i risultati di queste corse perdendo i quattro punti decisivi che hanno consegnato il titolo nelle mani di Riggs. Un approfondimento sul caso può essere letto su Racing America. Come potete capire in NASCAR non c’è mai limite alle complicazioni regolamentari per assegnare un campionato.

eNASCAR Coca-Cola iRacing Series

Nella finale disputata alla NASCAR Hall of Fame Casey Kirwan ha vinto il titolo nel campionato ufficiale organizzato dalla NASCAR su iRacing battendo uno dei piloti storici della categoria, ovvero Bobby Zalenski, Graham Bowlin e Steven Wilson. Il 22enne pilota del team XSET, una delle squadre più presenti nei campionati virtuali in tutti i videogame, si è portato a casa anche un premio di 100’000$ ed il trofeo firmato da Dale Earnhardt Jr. che imitava quello storico della Winston Cup.


Immagini: Media NASCAR; nascar.com

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