NASCAR | Truex sbaglia, Elliott ko, Harvick vince la Southern500 a Darlington!

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Una caution riapre la gara di Kevin in difficoltà nelle prime fasi, poi la strategia giusta e un pizzico di fortuna, dato che i due leader si toccano, aprono la porta ad Harvick verso l’ennesimo successo


196 giri in testa, oltre metà della distanza davanti a tutti, Truex aveva la gara in pugno, doveva solo passare una vettura che si era trovata davanti a lui per la strategia ma che col passare dei giri era sempre più lenta. Bastava un sorpasso e la manovra era quasi andata in porto. Quel quasi però è costato la vittoria sia a Truex che all’avversario Elliott e così fra i due litiganti a godere è stato il terzo, così come in Xfinity e così come nei Truck, solo che in questo caso niente contatti ma solo suicidio strategico ed i litiganti erano tre ed a festeggiare è stato il quarto. Kevin Harvick probabilmente non aveva nemmeno bisogno di questo successo ma tutto fa brodo (ovvero cinque playoff point in più per il “Round of 12”) e in stagione fanno otto in 27 gare.

La gara

La classicissima Southern500 è in programma in una sera di fine estate nemmeno troppo calda né umida e infatti per una volta non c’è nemmeno una minima possibilità di pioggia. E’ il tradizionale “Throwback Weekend” che omaggia la storia della Nascar e malgrado gli sconvolgimenti della pandemia tutti o quasi si sono presentati vestiti a festa per l’appuntamento. A festeggiare poco prima del via però è Ryan Blaney, penalizzato di 10 punti (e scivola così al 13° posto della griglia playoff prima ancora di partire), costretto a scattare dal fondo e senza il crew chief titolare perché i suoi meccanici hanno dimenticato in vettura un peso da 5 libbre in piombo usato in sede per simulare i carichi della benzina in macchina e l’hanno portata ai controlli tecnici così. Anche Austin Dillon ha poco da ridere: i meccanici hanno scambiato due gomme fra sinistra e destra e quindi il cambio in griglia prima della partenza conta come modifica in parco chiuso e pure lui deve partire dietro a tutti.

Al via Chase Elliott mantiene la pole che l’algoritmo gli ha dato mentre Hamlin scende da secondo a quarto perché crede di avere un piccolo problema all’acceleratore che però svanisce una volta partiti in piena velocità. Fra sovrasterzo (Hamlin che tocca pure il muro, Bowyer e Almirola) e sottosterzo (DiBenedetto) di problemi ce ne sono ovunque e quasi non sembra che eccezionalmente quest’anno si è venuti a Darlington altre due volte a maggio alla ripresa della stagione, quando vinsero casualmente Harvick ed Hamlin. L’unica costante delle gare primaverili e presente anche in questa fase è la forza del Team Hendrick che alla competition caution del giro 25 è 1° (Elliott), 3° (Bowman), 4° (Byron) e 11° (Johnson) mentre Truex ed Hamlin completano la top5.

La prima sosta di gruppo non modifica le prime posizioni e così alla prima ripartenza col choose cone Bowman ci prova ma si deve prima riaccodare ad Elliott e Truex e poi cede; da dietro però Johnson è scatenato e rimonta posizioni su posizioni. Al giro 65, quando si apre un nuovo giro di soste per la foratura di A.Dillon, Chase ha 1.5″ su Martin e quasi 5″ sulla coppia Hamlin-Harvick con Kevin che si lamenta per la mancanza di aderenza. All’uscita dei box un doppiato fa riavvicinare Truex ad Elliott mentre poco più avanti c’è un futuro doppiato da tenere d’occhio, infatti DiBenedetto dopo aver fatto tutti i primi giri in fondo alla top20 ha avuto una sosta per nulla veloce ed i leader in poco lo raggiungono.

Al giro 82, quando il duello fra la #9 e la #19 sta per iniziare, il primo colpo di scena: Keselowski si tocca leggermente con Almirola mentre i due stanno cercando a fatica di doppiare Newman e poco più tardi Brad fora la anteriore destra appoggiandosi al muro e arriva la caution; per fortuna di Keselowski la vettura nel complesso è a posto ma perde un giro che recupererà a fatica. Davanti intanto, malgrado la sosta sia stata una decina di giri prima tuttavia il degrado delle gomme è notevolissimo, la maggioranza dei piloti torna ai box e Truex sorpassa Elliott mentre sono rimasti in pista solo Kurt Busch, T.Dillon e Wallace.

La #13 e la #43 rimangono davanti il tempo di arrivare in curva1, la #1 resiste invece mezzo giro poi Truex la sorpassa e va in testa allungando decisamente e quando la coppia Elliott-Johnson scavalca Kurt ha già 2″ di margine. Chase si spegne all’improvviso e così Jimmie, in livrea Petty-Earnhardt, si porta in seconda posizione ma ben distante da Martin. Truex vince la prima stage con 4″ su Johnson, 6″ su Elliott, 7″ su Hamlin e 9″ su Kurt Busch bravissimo a resistere con gli pneumatici usurati; Harvick nel traffico soffre ed è 10° dietro a Bowman, Logano, Byron e Ky.Busch, A.Dillon e DiBenedetto vengono graziati dalla caution e rimangono a pieni giri, Keselowski viene beffato invece visto che il lucky dog va a Suarez.

Nemmeno le soste fermano Truex (invece Johnson perde posizioni in pit lane) e così la #19 riparte davanti a tutti; alla bandiera verde tuttavia arriva un altro colpo di scena, con Blaney che va ai box per una foratura e la sua pit crew è colta di sorpresa e la sosta è disastrosa al punto che finisce fra i doppiati insieme a Keselowski. A salvare il Team Penske ci prova Logano che entra nella top5 dietro a Truex, Elliott, Hamlin e Kurt Busch. La gara di Chase inizia a prendere una piega storta dato che bacia il muro e prima perde la posizione da Denny e Kurt e poi parecchi secondi. E così, mentre Harvick inizia a sorpresa e con fin troppo anticipo il giro di soste ai -75, Truex ha oltre 3″ sugli avversari.

Le altre vetture di testa ignorano per 15 giri quanto fatto da Harvick poi vanno anche loro ai box e mentre il giro di soste è in corso Wallace va in testacoda per un problema alla trasmissione che lo porterà al ritiro; Keselowski ha proseguito e quindi recupera il giro, mentre Blaney ovviamente si ferma proprio mentre Bubba finisce in testacoda e quindi Ryan è costretto alla wave around. Chi si salva però è proprio Harvick dato che con gomme fresche era passato in testa ma sul long run avrebbe pagato a caro prezzo la sosta anticipata. In ogni caso al completamento del giro di soste Truex torna al comando e nei 45 giri che mancano alla fine della stage non verrà impensierito. Martin vince anche il secondo traguardo intermedio con 5.4″ su Hamlin, 7.7″ su un Harvick ancora non a posto, 8.5″ su Bowman, 9.2″ su Johnson; A.Dillon ormai è tornato nella top10, si fa notare Almirola in rimonta mentre Logano crolla nel finale ed è 17° e DiBenedetto viene doppiato ancora una volta.

La speranza per gli altri a sorpresa arriva dai box, con Hamlin che scavalca Truex e si porta al comando e rimane anche in testa alla ripartenza, tuttavia gli occhi di tutti sono su quello che succede dietro, infatti c’è un piccolo-grande tamponamento a catena con LaJoie che finisce fra i ritirati, Bell che passa molto tempo nel garage e soprattutto Logano con cofano e paraurti posteriore decisamente ammaccati a completare la Southern500 disastrosa per Penske. Poco più tardi Nemechek fora e finisce a muro a causa di un errore del suo spotter che provoca un contatto; poco importa che siano passati nemmeno 15 giri, tutti tornano ai box per montare un nuovo set di gomme e Truex ritorna subito davanti ad Hamlin e Kyle Busch.

Si riparte a 117 giri dalla fine e le strategie diventano il clou del finale di gara: arrivare in fondo è impossibile (il pieno dura una settantina di giri) e dunque la questione sono le gomme. Ben presto si capisce come andrà a finire, il trio del JGR che è in testa con Kyle Busch a sorpresa secondo punta a fare una sola sosta portando le gomme al limite, Harvick, Elliott e molti altri invece puntano sulle due soste per poter tirare di più.

Ai -90, ultimo momento in cui tutti sono ancora sulla stessa pagina, Truex ha 1.7″ su Ky.Busch, 3.4″ su Hamlin, 5.7″ su Harvick, 7.7″ su Ku.Busch, 8.2″ su Bowyer, 10.2″ su Elliott, 10.8″ su Jones e 13.6″ su Johnson, il primo ad andare ai box e che quindi svela la sua strategia su due soste. Fra i -85 e i -75 si fermano tutti tranne Truex, Ky.Busch, Hamlin, Ku.Busch, Bowyer, Jones, Keselowski, Newman e DiBenedetto e quindi è chiara invece la loro intenzione di fermarsi solo un’altra volta.

Nel frattempo Harvick gira anche 2″ al giro più veloce dei leader, si sdoppia e inizia a guadagnare tempo prezioso al punto che quando Truex si ferma ai -60 poi torna in pista staccato di 20″ da Kevin. Per Hamlin invece il distacco è ancora maggiore visto che manca l’ingresso in pit lane, facendo arrabbiare Johnson, ed il distacco da Martin da 2″ diventa addirittura di 15″. La #19 inizia il recupero a parti invertite ma è nel traffico e guadagna di meno rispetto a quanto fatto da Harvick in precedenza. Al box di Kevin sono convinti di avere la strategia vincente, forse la vettura però non lo è visto che Elliott, malgrado il contatto precedente, lo riprende e lo sorpassa giusto poco prima della caution per detriti ai -45 che ricompatta il gruppo e regala il vantaggio a chi era sulla strategia a due soste.

L’ultimo giro di soste premia ancora Elliott che rimane in testa davanti a Harvick, Jones e Truex, con A.Dillon che completa a sorpresa la top5 davanti ad un altrettanto sorprendente Logano. Al choose cone Truex sceglie l’interno e così riparte in prima fila ai -41 con solo Elliott da scavalcare, tuttavia non ce la fa malgrado la vettura superiore. I due iniziano ad allungare sul trio composto da Harvick, Dillon e Logano e che pian piano si allontana. Chase ha trovato un suo equilibrio ed ha pure segnato il suo GPV, quindi Truex finisce a 7-8 decimi di distanza, poi tuttavia Martin inizia il lento recupero che lo porta a raggiungere la #9 ai -20.

Truex sembra avere l’avversario in pugno, lo studia per qualche giro, in questa fase ha la vettura più veloce e alla lunga il destino per Elliott sembra segnato. E infatti ai -16 in curva4 Martin trova il varco per affiancare Chase all’interno e attaccarlo in curva1. Non è nemmeno uno slide job, sembra un sorpasso normale e tutti lo danno per completato, tuttavia Truex sbaglia clamorosamente, anche con la complicità dello spotter, l’ultima fase e quando si mette davanti ad Elliott la #9 è ancora lì col muso ed il contatto è inevitabile. Entrambi finiscono a muro e devono alzare il piede. Harvick è a 5.3″ di distacco ma vede i due avvicinarsi rapidamente, Truex in un paio di giri è ai box per una foratura, Elliott invece prosegue ma viaggia 2-3″ più lento e così ai -13 Kevin passa al comando.

La lotta per la vittoria passa da una coppia ad un trio, Harvick ha circa mezzo secondo su A.Dillon e 1.5″ su Logano ed Austin non molla, tuttavia Kevin gestisce al meglio gomme e doppiaggi e la #3 si allontana un po’ fino ad 1″ di ritardo. L’unico brivido Harvick lo regala all’ultimo giro, infatti ha calcolato alla perfezione i doppiaggi di DiBenedetto (l’ennesimo anche se Matt finirà ad un solo giro) e Poole e prende l’ultima curva male, finisce di traverso ed ha una velocità non eccezionale, al punto che Dillon si lancia dal banking ma rimane dietro, staccato di soli 0.343″.

Kevin Harvick vince dunque la seconda Southern500 in carriera, la prima fu nel 2014, l’ultima prima del ritorno alla data tradizionale, davanti ad Austin Dillon, Logano, Jones (sempre veloce a Darlington), Byron (in rimonta dopo una fase centrale difficile), Bowman, Kyle Busch, Kurt Busch, Almirola e Bowyer; Keselowski è 11° dopo il contatto iniziale davanti all’ottimo Custer ed Hamlin che non ha recuperato dopo l’errore alla sosta. Delusi di giornata ovviamente Elliott (20°), DiBenedetto (21°), Truex (22°) e soprattutto Blaney soltanto 24°. Delude forse però di più il post gara di Elliott che si limita ad una semplice intervista riguardo al contatto con Truex quando invece molti si aspettavano un confronto più deciso vista l’importanza della gara in sé e per i playoff.

In campionato ovviamente Kevin Harvick si qualifica matematicamente per il “Round of 12”, Hamlin mantiene un buon vantaggio sul taglio, Logano e molti altri cominciano a prendere respiro mentre in coda Almirola e sono appaiati sulla linea rossa, Custer recupera ed è a -3, infine DiBenedetto e Blaney, anche a causa della penalità, sono già nel baratro a -17.

I risultati odierni

La classifica della “Cook Out Southern 500”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la prima gara del primo round:

La classifica completa

Le altre categorie

Nella gara della Xfinity Series incredibile vittoria di Brandon Jones che ha approfittato dell’incidente, arrivato al termine di un fantastico duello, fra Denny Hamlin e Ross Chastain all’ultima curva. L’algoritmo dà la pole ad Haley, vincitore a Daytona, e al via Justin rimane in testa davanti a Cindric, tuttavia già al terzo giro arriva la caution: Alfredo tocca con lo splitter l’apron in curva2 e finisce dritto verso il muro, ma frenando lo evita. Dietro di lui però nasce un tamponamento a catena con Hemric (ancora una volta sfortunato visto che è costretto al ritiro), Sieg e soprattutto Brown in lotta per l’ultima posizione dei playoff.

Si riparte con uno sprint verso la competition caution del giro 20 ed Haley scatta male permettendo a Briscoe, vincitore qui in primavera alla ripresa della stagione, di andare in testa, tuttavia il più veloce in pista, oltre ad Hamlin partito dal fondo, è Chastain che passa al comando al giro 13 e alla caution è davanti a Cindric e Briscoe. Solo Herbst va ai box (problema ad una candela, subito risolto) e così si riparte a posizioni invariate, con Chastain che mantiene la prima posizione. La rimonta di Hamlin, plurivincitore a Darlington, però è inesorabile e dal nono posto alla ripartenza ai -20 in appena 12 giri si porta in prima posizione e vince la prima stage con 5″ abbondanti su Chastain, Cindric, Briscoe e Gragson mentre Allgaier ha tentato lo slide job su Haley riuscendo nel sorpasso ma il muso della #11 finisce per essere pesantemente ammaccato.

Né lo stallo ai box né la pit crew di Hamlin sono eccezionali e così Denny passa da 1° a 11° lasciando il comando a Briscoe, il quale pur partendo male rimane davanti a Chastain e Cindric, ma Ross perde subito terreno e così le due Ford tornano davanti. Anche Austin sul long run perde e così viene passato sia da Jones che da Hamlin che ormai è tornato stabilmente nella top5 e quasi in un sol colpo sorpassando Jones e Briscoe torna primo. La stage si chiude sotto caution (con Hamlin davanti ai due appena citati, Chastain e H.Burton) perché Gragson finisce in testacoda cercando di sorpassare proprio Chastain e per poco non lo elimina. Nel frattempo Allgaier accusa un problema alla sospensione e perde molti giri.

L’ultima stage regala colpi di scena a ripetizione, le due caution causate da Clements (problemi elettrici che ribaltano tutto quanto successo da Brown a inizio gara) e Starr permettono diverse strategie che mandano in testa alla ripartenza dei -32 Chase Briscoe ma il sogno del bis dura ben poco, infatti Moffitt rompe il motore e i commissari non riescono a fermare tutto in tempo che Briscoe finisce sull’olio prima e poi in testacoda, dietro di lui Alfredo finisce a muro e molti altri hanno problemi ad evitare il caos.

Dopo la bandiera rossa ad ereditare la testa della gara è Chastain, anche perché Cindric si è dovuto fermare due volte per una ruota mal fissata, mentre Hamlin deve recuperare dopo la strategia leggermente sballata. Gli ultimi sono talmente spettacolari che è meglio far parlare le immagini.

La sintesi finale è che Hamlin tenta lo slide job su Chastain al penultimo giro ma non va a buon fine e così prima lui finisce a muro mentre Ross non può evitarlo e lo tampona, Brandon Jones che li seguiva da vicino deve solo evitarli e gestire senza problemi l’ultimo giro per vincere la terza gara stagionale davanti a Chastain, Sieg, Herbst, Hamlin, H.Burton, Gragson, Annett, A.Hill e Snider mentre a sorpresa Briscoe e Cindric sono fuori dalla top10 ma mantengono senza problemi la vetta della griglia playoff.


Nella Truck Series, che è tornata a Darlington per la prima volta dal 2011 per la necessità di recuperare le ultime gare dopo lo stop per il coronavirus, primo successo stagionale per Ben Rhodes il quale ha approfittato del suicidio strategico di Creed, Moffitt ed Austin Hill all’ultima caution. La prima fila dall’algoritmo è ancora per Moffitt e Creed, stavolta con Brett in pole, ma gli occhi sono anche per la “reunion” del Roush Fenway, seppure in diversi team visto che sono presenti Biffle, Ragan e pure Trevor Bayne, ma nessuno di loro avrà successo.

Alla bandiera verde Creed frega per la prima volta Moffitt e va al comando, tuttavia al quinto giro arriva subito la caution per l’incidente di Barnhill che rimane con l’acceleratore bloccato. Anche in questo caso la competition caution (Truck e Xfinity hanno le corse sulla stessa distanza) viene spostata al giro 20 e si riparte con Sheldon in testa, Brett secondo ed Austin Hill che si porta in terza posizione: i tre domineranno la gara. Nel frattempo Sauter è già in difficoltà e i suoi team radio sono più censurati che altro. Arriva la competition caution e tutti vanno ai box, Zane Smith ha una sosta lenta che lo mette nel traffico e gli farà perdere un buon risultato mentre davanti Moffitt torna in testa. Brett parte bene e allunga subito su Creed, tuttavia il protagonista del primo long run è Hill, il quale prima scavalca Sheldon e poi recupera 3″ a Moffitt, con la complicità di Anderson da doppiare, e tenta il sorpasso al leader all’ultima curva ma non riesce. Moffitt vince la prima stage (e diventa il sesto qualificato ai playoff) davanti a Hill, Creed, Rhodes e Ragan che ha cambiato due gomme mentre Bayne ha già perso un paio di giri ai box.

La seconda sosta premia ancora Moffitt, ma alla ripartenza il compagno di squadra Creed lo frega per la seconda volta e torna in testa, Moffitt e Hill lo seguono a relativa distanza ed i tre allungano di nuovo su Rhodes sempre quarto. La stage scorre via tranquilla e stavolta non ci sono attacchi né perdite di rilievo in testa, Creed vince il traguardo intermedio davanti a Moffitt, Hill, Rhodes e Ragan in recupero dopo una sosta non eccezionale (stallo in pit lane non ottimale per lui). Altro giro di soste e stavolta Creed perde qualcosina finendo quarto dietro a Lessard, tuttavia alla bandiera verde dei -50 all’interno il trenino del GMS con Moffitt, Creed, Ankrum e Zane Smith lavora alla perfezione e la classifica torna ad essere quelle della fine della stage. Poco più tardi però Ankrum attacca – sbagliando completamente perché la sua gara stava andando per il meglio – il compagno di squadra Z.Smith finendo in testacoda mentre Zane si appoggia leggermente al muro.

Il gruppo si spacca in pit lane ma i tre leader rimangono là davanti; alla ripartenza dei -40 Rhodes spinge Moffitt davanti ma soprattutto si mette in terza posizione relegando Hill in quarta. Brett ne approfitta per allungare anche perché Creed non ha il passo di prima ed Austin non torna davanti a Rhodes. Ai -25 un’altra caution, la dinamica è identica a prima solo con più danni, Zane Smith è sempre quello danneggiato mentre il colpevole stavolta è Gray. Tutti vanno ai box e la coppia Moffitt-Creed resta davanti ma Hill ringrazia la pit crew e torna dietro a loro.

Si riparte ai -18 e Creed frega per la terza volta Moffitt tornando in testa e allungando leggermente su Hill mentre Brett scivola addirittura in terza posizione con Rhodes che deve passare Eckes per tornare quarto. Mentre C.Smith fora e va ai box, Gray perde giri e Sauter va dritto nel garage dopo una gara dai mille problemi, Creed si invola verso la vittoria. Purtroppo per lui a due giri e mezzo dalla fine Crafton tocca il doppiato Reaume e lo spedisce contro Ragan provocando la caution che manda tutti all’overtime.

Con soli due giri da disputare sembra logico non fermarsi, tuttavia sia Creed che Hill e Moffitt vanno ai box a montare quattro gomme fresche. E la beffa per Sheldon è una penalità per eccesso di velocità in pit lane. Alla ripartenza dell’overtime Rhodes scatta male e Kraus al suo interno lo beffa andando in testa, tuttavia Ben dall’esterno si lancia in curva2 e in curva3 torna al comando e da lì non avrà problemi fin sul traguardo.

Ben Rhodes vince la prima gara stagionale e si qualifica ai playoff battendo Kraus, Austin Hill (buon terzo dopo essere ripartito 12° ma comunque gara buttata), Enfinger, Eckes, Lessard (battuto dal compagno di squadra per otto millesimi), Gilliland, Friesen, Timmy Hill e Moffitt; Creed è solo 18°. Insieme a Moffitt e Rhodes anche Eckes si qualifica ai playoff, come Brett senza vincere, e dunque alla gara decisiva di Richmond ci saranno ancora due posti in palio, con Ankrum a +14 e Gilliland a +10 su Kraus mentre tutti gli altri da Lessard a Majeski saranno obbligati a vincere.

I prossimi appuntamenti

Il prossimo weekend la Nascar andrà a Richmond per l’ultimo weekend “di recupero” dalla pandemia con quattro gare in programma. Giovedì notte debutteranno i Truck con l’ultima gara della regular season, venerdì notte gara1 della Xfinity, seguita poi sabato sera da gara2 e infine sabato notte dalla Cup Series

Immagine: nascarmedia.com

MONOPOSTO by SAURO

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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