NASCAR | Truck Series: Zane Smith beffa i rivali e diventa campione 2022 a Phoenix

di Francesco Gritti
5 Novembre 2022 - 16:30

Zane Smith vince la Lucas Oil 150, diventando campione di NASCAR Truck Series 2022. Il californiano termina davanti a Ben Rhodes e Chandler Smith sia in gara che in campionato. Ventesimo Ty Majeski dopo un incidente nelle fasi finali della gara


La NASCAR regala sempre emozioni, ma non in tutti i casi tante quante ne rilascia il Championship 4. Per quanto criticato e criticabile, il format playoff regala dei puri momenti di tensione sportiva per lo spettatore, che si accentuano in un finale a 4 ricco di significati in molti sensi. Zane Smith si laurea campione dopo due secondi posti consecutivi. Citando un noto film, la battaglia finale tra il re, l’eterno secondo e il novellino è stata vinta in modo pulito, posato e mai troppo aggressivo dall’eterno secondo, da colui che ora dovrà farsi peso di un fardello chiamato titolo da difendere, ma che ora festeggia allegro assieme alla squadra una stagione fantastica appena terminata.

Lucas Oil 150. Questo il nome dell’ultimo appuntamento di NASCAR Camping World Truck Series 2022, il ventitreesimo, che coincide con il Championship 4, la fase decisiva dei playoff e quindi del campionato. Phoenix ospita l’ultima gara prima del cambio di nome che tornerà ad essere NASCAR Craftsman Truck Series per motivi di sponsor a partire dalla prossima stagione. Il trend che vede la pista dell’Arizona decisiva per la conquista del titolo, in voga oramai da diversi anni, non si è ancora esaurito. Sarà quindi questa la prima delle tre gare decisive della settimana.

Phoenix è un ovale storico, dall’evoluzione nel tempo piuttosto particolare. Nel 1964, data di fondazione, lo speedway da un miglio era solo una delle attrazioni offerte dalla race facility che comprendeva anche un circuito da 4 chilometri che utilizzava l’ovale nel suo layout e un roval.

L’evoluzione storica porta le varianti poco utilizzate a sparire per far posto a servizi per il pubblico. Nel 1991 il road course cade in disuso; stessa sorte tocca poi al roval, demolito nel 2011. Rimane quindi da allora solo uno speedway da un miglio preciso, caratterizzato da un banking poco elevato e dalle 4 curve diverse fra loro. Il dogleg, allargamento della carreggiata posto dopo la linea di partenza (spostata nel 2018 appena prima di esso), si può tagliare per guadagnare qualche posizione. L’elemento unico che caratterizza l’ovale si è spesso rivelato decisivo durante i late restart.

La Lucas Oil 150 è una gara storica per il mondo Truck. La serie minore NASCAR ha corso in Arizona fin dalla prima edizione nel 1995, senza mai saltare un appuntamento da allora. Anche la lunghezza, di 150 miglia (che equivalgono a 150 giri) è tradizionale. Difatti è rimasta intatta dal 1999 ad ora, essendo stata cambiata solo per overtime di varia natura.

Sono 35 gli iscritti in questa gara, il minor numero in tutto il campionato. Questo indica che tutti saranno al via dopo le qualifiche. Come da regolamento, i piloti avranno la possibilità di compiere un giro lanciato, il cui tempo garantirà la posizione di partenza in griglia. Il poleman di oggi è uno dei contendenti definitivi al titolo, Zane Smith, capace di fermare il cronometro in 26.081″, appena pochi centesimi dietro al record assoluto di classe fatto segnare da William Byron 6 anni fa.

Di fianco al pilota Ford #38, di Front Row Motorsport, partirà Layne Riggs, figlio d’arte alla terza gara nella serie con Halmar Friesen Racing. Il ventenne, studente di ingegneria meccanica e campione di Advanced Auto Parts Series, utilizzerà il truck part time #62 di Toyota. Gli altri playoff driver rimasti si trovano più indietro. Rhodes, campione in carica, e il suo compagno Majeski, si trovano sesto e ottavo. Abbastanza distante Chandler Smith, dodicesimo, quasi mezzo secondo più lento rispetto al poleman dall’omonimo cognome.

La gara

In partenza Zane Smith riesce a mantenere la prima posizione mettendosi davanti a Riggs ed Heim, ottimo allo scatto grazie all’utilizzo del dogleg nella sua interezza come anche in qualifica. Già al secondo giro il contendente al titolo Ford viene superato dal part timer Toyota, ma riesce a restargli dietro per diverso tempo, finchè, alla settima tornata, ottiene in curva 3 la possibilità di riportarsi in prima posizione.

Prima caution al giro 8. McGee e Williams collidono in curva 3, andando a impattare contro le barriere. I due piloti, che occupavano le ultime due posizioni al momento dell’incidente, si devono ritirare per i danni subiti, anche se il pilota Reaume Brothers è rimasto in pista ancora per qualche giro nonostante la vettura cadesse a pezzi. Un problema tecnico porta al pit anche Lawless Alan.

In ripartenza la gerarchia non viene rivoluzionata. Zane Smith rimane in testa, con Riggs che non sfrutta al meglio lo stacco di frizione visto che rimane dietro ad Heim, all’interno in seconda fila. Paura per Majeski: il pilota ThorSport, alla ricerca di posizioni appena sventolata la bandiera verde, tocca in uscita di curva 2 Enfinger rischiando di girarsi. Il tutto si risolve con un grande spavento di cui Ty dovrà fare tesoro per non compiere un altro errore simile.

Lo stage termina senza ulteriori caution. Da notare la battaglia tra Nemechek e Rhodes per la quinta posizione che dura una decina di giri. Tra attacchi, sorpassi e difese aggressive, a vincerla è il pilota KBM. Oltre a questo si assiste al tracollo di Riggs, superato da tanti piloti entro la quarantacinquesima tornata.

Zane Smith trionfa in un primo stage senza storia. Dietro di lui chiudono Heim, Friesen, Nemechek e Crafton, distanti fra di loro e a diversi secondi dal leader incontrastato della prima fase di gara. Derek Kraus approfitta della fine dello stage per sdoppiarsi.

Appena dopo la prima sosta ci sono problemi in casa ThorSport: i meccanici fissano male la gomma anteriore sinistra di Christian Eckes che deve rientrare in pit lane per sistemare il fattaccio, viste le scintille provenienti dal fondo del truck #98.

In prima fila si trovano Heim e Nemechek, visto l’ottimo lavoro dei meccanici in pit lane. JHN prende la leadership in partenza, ma la gioia del pilota di Kyle Busch, l’anno prossimo in uscita dal team, non dura molto.

La prima posizione del #4 termina al giro 80, quando Zane Smith, sfruttando diversi doppiaggi non esattamente agevoli per il pilota Toyota, supera per la prima volta il figlio d’arte.

Da allora, per una decina di giri, JHN e Zane danno il via a una mirabolante battaglia. A volte è Nemechek a mettere le ruote al rivale, ma prevalentemente è Smith a guidare il duo lungo la pista dell’Arizona. Oltre a questo duello, a dire il vero, il secondo stage non ha lasciato grandi emozioni. Difatti, il ritiro di Boyd (mandato nel garage dai commissari perché troppo lento) e il drive through di Hocevar per una irregolarità alla ripartenza sono stati gli unici fatti degni di nota nella metà di gara.

Zane Smith si porta a casa anche il secondo stage. Dietro di lui Nemechek, Chandler Smith, Heim e Majeski concludono la top 5 senza grosse rimonte o duelli. Prima della ripartenza del terzo stage, decisamente più movimentato dei primi due, i piloti si apprestano a compiere la seconda sosta di giornata. Hailie Deegan torna a pari giri con i primi grazie al lucky dog.

Lo stage 3 comincia nel modo più caotico possibile. Già in curva 1 viene esposta la caution. Un’incomprensione con Friesen porta Eckes a curvare leggermente prima di Ankrum, posto subito dietro al pilota ThorSport. I due si toccano, causando un testacoda per il truck #98 che termina con forza contro le barriere. Christian porta il truck ai pit per un rappezzamento decisamente vistoso. Hocevar ringrazia e sfrutta il lucky dog.

La seconda ripartenza non è da meno della prima. In curva 1 si toccano con una dinamica molto simile a quella precedente Riggs e Taylor Gray, i quali danneggiano la scocca in modo visibilmente grave. Anche Caruth si gira, danneggiando completamente il posteriore e dovendosi ritirare dopo aver fatto il possibile per riprendere la corsa. Alan torna nel giro principale.

La terza volta è quella buona. Nemechek parte male, lasciando le prime due posizioni agli Smith. Zane, partito dalla seconda fila, si pone davanti grazie al sapiente utilizzo del dogleg. Chandler, subito dietro, è riuscito a lascarsi dietro facilmente il compagno di squadra sul #4 nonostante la partenza sulla corsia esterna, per nulla favorita. Dietro a loro tre, Enfinger e Majeski proseguono la loro gara, creando un trenino che si scomporrà poco alla volta nei giri seguenti.

La situazione cambia completamente al giro 134. Sulla vettura di Hailie Deegan c’è un cedimento e la gomma anteriore sinistra perde pressione. La foratura porta la ragazza prodigio contro le barriere di curva 3. Viene esposta la caution mentre il truck #1 passeggia verso i box. Quella che probabilmente sarà l’ultima gara di Deegan in Truck Series termina con un ritiro. Lucky dog per Thompson.

Mangano 15 giri alla fine e, finalmente, cominciano le analisi di spotter e ingegneri. Friesen e Hocevar, pur di partire in prima fila, non si fermano al pit, a differenza di tutti i piloti al Championship 4. La strategia più gettonata è uno splash con annesso cambio di tutte e 4 le gomme, che diventano 2 per Rhodes in quale ha dovuto inventarsi questo per tornare in corsa per il titolo. Il campione in carica si trova ora in una posizione migliore rispetto ai rivali.

Ultimi 10 giri: Friesen parte bene dall’interno, ma Hocevar non è altrettanto capace di mantenere il passo con le gomme usurate. I fantastici 4 emergono presto fino a formare un trenino, guidato da Rhodes, nelle prime 4 posizioni. Zane Smith si fa aggressivo sul campione in carica, cercando in ogni modo di passarlo. Meno psicologico l’approccio di Majeski. In curva 2, al giro 147, tenta di prendere il side draft e passare il contendente Ford, ma un errore nei calcoli lo porta contro il rivale. Per il #66 c’è il testacoda. La sua lotta al titolo termina metaforicamente pochi giri prima della fine del campionato.

Durante l’ultima caution di giornata, sono pochi i piloti a tentare una sosta. Tra questi c’è Majeski, obbligato a rientrare anche per rattoppare la carrozzeria, leggermente danneggiata dall’urto contro il muro divisorio della pit lane. L’ultimo lucky dog di giornata spetta a Thompson. “Record” particolare quello di Niece Motorsports oggi, in grado di guadagnare quattro lucky dog consecutivi.

Overtime. Con Majeski fuori, la lotta titolo è tutta fra gli Smith e Rhodes. Il re, l’eterno secondo e il novellino. La partenza sorride a Zane Smith, che sfrutta il dogleg e si porta in testa dalla seconda fila. Chandler rimane dietro al pilota dal cognome omonimo, ma, nonostante un attacco molto deciso alla fine del primo giro, non riesce a sfondare le difese del #38.

Bandiera bianca, ultimo giro. Rhodes sfrutta le debolezze difensive di uno dei rivali e passa Chandler Smith all’esterno in curva 2. Manca solo un ostacolo per il secondo titolo consecutivo del venticinquenne del Kentucky. La possibilità è una sola. In curva 3 Ben stacca tardissimo, andando a colpire il retro del truck #38, forse per spedirlo a muro o comunque mandarlo largo.

Il due volte vicecampione, forse aspettandosi questa mossa, riesce a mantenere il controllo, portandosi fino al traguardo in prima posizione. Rischia molto Rhodes, troppo lungo, che viene incrociato all’ultimo da Chandler Smith che, però, non riuscirà a scalfire la seconda posizione finale del compagno di marca. Nemechek e Friesen chiudono la top 5 a debita distanza dalla lotta per il titolo. Majeski, psicologicamente distrutto, non riesce a portarsi oltre il ventesimo posto finale.

Zane Smith è campione di NASCAR Camping World Truck Series 2022. Il burnout sul traguardo accende il calore del pubblico, che esulta alla vittoria del ventitreenne dalla vicina California. La quarta vittoria stagionale è quella più importante, soprattutto per il momento in cui è arrivata. Dopo Daytona, COTA e Kansas 1, il successo di Phoenix dimostra la maturità del californiano, in grado di rialzarsi con foga dalle recenti delusioni.

Sono ora 7 le vittorie in carriera per il pilota che l’anno prossimo avrà tutte le carte in tavola per difendere il recente successo, anche se, come la storia ci insegna, è raro che avvenga un fatto simile. Tra le lacrime dopo il burnout, Zane non trattiene l’emozione. Finalmente è giunta l’ora, finalmente ha il suo posto nella storia delle stock car.

Il campione

NASCAR Truck Series Zane Smith campione 2022

Zane Smith, nato il 9 giugno 1999 a Huntington Beach, California, è il campione 2022 di NASCAR Truck Series. La sua prima gara nella serie, la Villa Lighting Delivers the Eaton 200 nel 2018 a Gateway, corsa sul Toyota #54 di DGR-Crosley, si è chiusa al quinto posto, lasciandolo fin da subito al centro delle contese nelle categorie minori. Nonostante ciò correrà solo part time nel 2019, ma prestigiosa sulla Chevrolet #8 di JR Motorsports in Xfinity Series. Nelle 10 gare otterrà diversi risultati di rilievo, tra cui 2 quinti posti a Iowa e Phoenix 2.

La prima vera stagione del californiano è quella 2020, corsa in Truck Series con GMS Racing. L’allora ventunenne porterà lo Chevy #21 due volte al successo, in Michigan e a Dover, con susseguente partecipazione ai playoff. Il talento, l’ottimo mezzo e i grandi risultati lo renderanno rookie dell’anno e vicecampione alle spalle del compagno di squadra Sheldon Creed.

Confermato in squadra anche per il 2021, Zane ha tutti gli occhi addosso. Qualsiasi risultato diverso dal titolo può ritenersi sotto le aspettative, ma la stagione non sarà rosea, segnata da tante difficoltà nel rimanere nelle posizioni migliori tutto l’anno. Nonostante tutto riuscirà a qualificarsi prima ai playoff e poi al Championship 4 grazie alla vittoria insperata di Martinsville, che sembrava non dover arrivare mai. Il quinto posto di Phoenix lo relega vicecampione, di nuovo. La sfortuna non è tutta qui.

Il ragazzo è distrutto nell’animo. Era arrivata l’occasione della vita, il tanto sognato debutto in Cup Series. Chip Ganassi aveva scelto lui per guidare la #42, ma l’offerta irrinunciabile di Justin Marks e Pitbull per comprare tutti gli asset del team lo lascia senza sedile per il 2022 di punto in bianco. Il ritiro alla Drydene 200 a Dover, corsa in Xfinity sulla #11 di Kaulig al posto dell’indisposto Haley (per contatti con un positivo al covid) non migliora la situazione.

La voglia di rivalsa non si fa attendere. Il ragazzo arde di voglia di riscatto, ed è per questo che accetta il piano di Front Row Motorsports. Dopo il tradimento, abbandona Chevrolet per passare a Ford ed essere a capo del piccolo plotone della casa di Detroit. Il mezzo è competitivo e i risultati si vedono subito. La NextEra Energy 250, prima gara della stagione a Daytona è un successo, il primo di tanti. Si ripeterà anche al Circuit of the Americas e in Kansas. La straordinaria costanza lo corona campione della regular season, ma questo non gli può e non gli deve bastare.

Dopo una relativa flessione di risultati tra luglio e settembre, Zane torna in forma a Phoenix, ultima corsa e Championship 4, in cui è riuscito a entrare grazie al suo gran numero di punti. Dopo la straordinaria pole, guida la gara per un gran numero di giri fino alla vittoria finale. L’emozione è travolgente. Alla terza stagione, dopo due secondi posti, arriva finalmente il titolo per chi, fino a pochi mesi prima, sembrava un pilota senza sedile.

Oltretutto, il 2022 leva un grande sfizio al giovane. A Gateway, la pista in cui ha esordito 4 anni prima in Truck, prende il posto di Chris Buescher sulla Ford #17 di RFK in Cup Series, vista la positività del texano al covid. Il risultato è un sorprendente diciassettesimo posto. Una rivincita verso chi, nella classe regina, non lo voleva ancora vedere.

Zane Smith sembra voler farsi beffa del destino. L’opportunità di fare il salto a tempo pieno nella massima serie, sempre con Front Row, non è ancora arrivata, ma potrà guidare la #36, terza vettura part time, per diverse gare, tra cui la prestigiosissima Daytona 500. Rimarrà quindi con lo stesso team e lo stesso equipaggiamento anche per la prossima stagione, dove si impegnerà al massimo nella difesa del titolo, ma non solo. Oltre all’impegno part time in Cup, parteciperà sicuramente a diverse gare in Xfinity Series a bordo di una Ford, anche se i dettagli non sono noti.

I risultati odierni

La classifica della “Lucas Oil 150”

La classifica generale

La classifica finale della “NASCAR Camping World Truck Series 2022”

La vittoria di oggi dona a Zane Smith il titolo di campione 2022. Il secondo e il terzo posto di Phoenix relegano nelle medesime posizioni finali Ben Rhodes e Chandler Smith, mentre il ventesimo posto permette a Ty Majeski di chiudere in quarta posizione in campionato. Il quarto posto in gara permette a John Hunter Nemechek di essere “il migliore degli altri” in classifica davanti a Friesen ed Enfinger, Kraus invece si prende l’11° posto in generale su Ankrum.

I prossimi appuntamenti

Il weekend più caldo dell’anno è distante dall’essere terminato. Questa sera, sabato 5 novembre alle 23.00, si terrà la NASCAR Xfinity Series Championship Race, round 33 che, al termine dei suoi 200 giri, coronerà il campione 2022 della serie intermedia. Ty Gibbs, Noah Gragson, Josh Berry e Justin Allgaier sono gli indiziati, ma non c’è ancora dato sapere chi fra i 4 trionferà stasera.

Per concludere, la NASCAR Cup Series terrà il suo finale di campionato, il trentaseiesimo appuntamento stagionale, domenica 6 novembre alle 21.00. Qui la posta in gioco è altissima, a partire dai piloti. Nei 312 giri della NASCAR Cup Series Championship Race, si daranno battaglia per la conquista del titolo più importante del mondo stock car Joey Logano, Christopher Bell, Ross Chastain e Chase Elliott. Per scoprire il primo campione della Gen 7 bisognerà attendere la fine di una prova che si preannuncia ostica.

La NASCAR Truck Series ci saluta per quest’anno, ma ci dà appuntamento all’anno prossimo. Difatti, il season opener, primo dei 23 appuntamenti, sarà come di consueto quello a Daytona, sede della NextEra Energy 250, gara di 100 giri, che si terrà venerdì 17 febbraio 2023. Dopo tante emozioni i “camioncini” danno al pubblico un arrivederci.


Immagini: Media NASCAR