NASCAR | Truck Series: Un Kyle Busch magnanimo fa 60 ad Atlanta!

Busch potrebbe dominare, invece cede entrambe le stage al giovane compagno di squadra Nemechek, poi non può non prendersi il successo finale


Kyle Busch si batte una volta, non due. Partendo secondo non ha avuto nemmeno il problema della rimonta solita a causa dell’algoritmo. Dopo quattro giri era già in testa pronto per dominare. E invece Rowdy si sveglia di buon umore dopo le prove generali sullo sterrato di Bristol. Crea un po’ di polemica cedendo entrambe le stage a Nemechek che lotta per il titolo e poi, al termine di una gara senza emozioni, domina il finale prendendosi la 60esima vittoria in carriera nella Truck Series.

La gara

Ad Atlanta è una giornata stranamente fredda quella che apre il weekend della Nascar. Sull’asfalto rugoso che i piloti amano, ma che prima o poi bisognerà rifare, tira un vento freddo e a fatica si superano i 15 °C. È una giornata strana quella della Georgia, contraddistinta però da molti ritorni importanti come quello del 60enne afroamericano Bill Lester, quello di Josh Berry (double header per lui dunque con la Xfinity Series) perché Kris Wright è risultato positivo al coronavirus e quello di Ross Chastain con il Niece Motorsports e l’algoritmo lo sfavorisce con l’ultima posto al via.

L’algoritmo non penalizza stavolta invece Kyle Busch, il quale parte in prima fila al fianco del poleman John Hunter Nemechek e stavolta i favori del pronostico sono molto sfavoriti a vantaggio della 60esima vittoria nei Truck di Rowdy. In coda invece ci finisce Brett Moffitt dato che all’accensione del motore a circa un’ora dal via il team nota un problema serio e si opta per la sostituzione del propulsore al volo e la #45 arriva in griglia con ampio margine, però i patemi rimangono fino alla bandiera verde.

Al via Busch è sulla corsia esterna che ad Atlanta è sinonimo di disfatta e infatti dopo due curve è quarto dietro a Nemechek, Crafton e Rhodes, il quale tuttavia rimarrà inquadrato per 5” e poi si perderà nel gruppo. Matt ci prova subito in curva4 e al secondo giro a spingerlo al comando ci pensa lo stesso Busch, il quale poi lo segue e al quarto giro passa lui in prima posizione seguito di nuovo dal compagno di squadra Nemechek.

Mentre Crafton paga il sottosterzo per lo splitter che tocca troppo l’asfalto e per questo viene scavalcato da Austin Hill; il duo KBM allunga, tuttavia la terza vettura del team dopo nemmeno 10 giri è ai box, impossibilitata persino di arrivare alla competition caution del giro 15. Chandler Smith si ferma infatti per quella che crede sia una foratura, tuttavia le gomme sono tutte gonfie; il giovane pilota riparte chiedendo scusa al team, ma la vettura secondo lui era troppo puntata sull’anteriore e non girava. Alla fine avrà ragione lui.

Dopo la competition caution (in cui si fermano solo Kraus, Rhodes, Peters – che si prende una penalità e la sua gara finisce praticamente qui – e Purdy fra i big) si riparte con Kyle Busch davanti a Nemechek, Hill, Crafton e Zane Smith per uno sprint di soli 10 giri. Nessuno tranne Kraus riesce a rimontare con gomme fresche e dunque Busch deve gestire un vantaggio che cresce fino a quasi 2” visto che Nemechek ha dovuto difendersi all’inizio da Hill.

Sembra che Rowdy sia avviato al successo parziale, e invece si è svegliato di buon umore, al penultimo giro alza il piede e lascia passare John Hunter, che a differenza di Kyle è in lotta per il titolo, e dunque Nemechek vince la prima stage davanti allo stesso Busch, Hill, Friesen, Chastain (da 40° al via a quinto), Kraus, Crafton, Zane Smith, Creed e Sauter.

E dopo le polemiche sul testacoda (chiaramente volontario, ma giustamente non lo confesserà mai) con la gomma forata di Las Vegas, su Busch si levano subito nuvoloni neri, infatti il regolamento dice che i piloti devono sempre dare il 100% in pista, ma Kyle è più furbo di tutti e probabilmente sa che ha trovato il buco nelle norme, infatti nel comma si dice che bisogna dare tutto in pista per conseguire la posizione migliore al traguardo finale, non si parla delle stage intermedie, e dunque lui può alzare il piede quando e quanto vuole.

Dopo un giro di soste che lascia al comando Nemechek pure dopo la ripartenza (che favorisce il duo KBM anche perché Anderson nel mezzo non cambia gomme e rallenta un pochino gli altri), la seconda stage scorre via drammi se si esclude Lessard che si ferma ai box per un differenziale ko e che gli fa perdere un giro. Dopo pochi giri Busch torna al comando e poi esattamente come in precedenza, solo meno platealmente perché ci sono i doppiati di mezzo ed il vantaggio sul teammate è minore, lascia passare John Hunter che vince così anche la seconda stage di nuovo davanti a Busch, seguono poi Friesen, Hill, Chastain, Creed, Zane Smith, Moffitt, Crafton e Kraus.

Al termine del secondo giro di soste Busch si riprende la prima posizione ed una gara piatta senza emozioni finisce qua. Kyle insieme a Nemechek ed Hill hanno vetture nettamente superiori rispetto al resto del gruppo e allungano; Friesen forse potrebbe stare con loro ma si prende una penalità insieme a Self, Ankrum e Kraus, Lessard invece tenta la wave around ma non andrà a buon fine.

Dopo la ripartenza ai -63 Busch allunga pian piano fino ai -35 quando ha 2.1” su Nemechek e 3.3” su Hill che per un paio di tornate sembrava in grado di portarsi in seconda posizione; quarto è il buon Sauter davanti a Creed, tuttavia il ritardo è di oltre 8” dalla vetta. Il giro di soste finali vede l’unica sorpresa nel sorpasso di Hill a Nemechek – e non di poco – e dunque Austin si può lanciare all’inseguimento di Kyle e della vittoria. Tuttavia, non arriva nessuna caution ad aiutarlo e dunque Busch può gestire il finale.

Negli ultimi giri da notare ci sono solo l’audacia di Purdy nell’andare in caccia di una caution che gli riaprirebbe la gara (non arriverà, come detto) e Chandler Smith che torna ai box e stavolta si capisce che il problema è grave dato che i meccanici aprono il cofano e trovano un componente rotto nella sospensione; nuova sosta anche per Lessard che cerca di arrivare al traguardo col differenziale ko, ma i giri persi sono tanti.

Kyle Busch vince – e stavolta ovviamente non può alzare il piede, anche perché il compagno di squadra non è più alle sue spalle – la 60esima gara nella Truck Series prima di volare subito di nuovo ai Dirt Nationals di Bristol. Secondo è Austin Hill (+4.1”) davanti a Nemechek (+9.6”), Sauter (+12.9”), Creed (anche oggi senza sponsor come molti ed è arrivato in soccorso Lemonis pure stavolta, +17.0”), Zane Smith (+17.2”), Chastain (settimo a 21.8” dopo un’ottima rimonta iniziale non concretizzata), Crafton (+24.2”), Moffitt (+25.7”) e Friesen (+31.1”) e che mastica amaro per la penalità; Enfinger e Hocevar sono gli ultimi a pieni giri, doppiati Kraus, Kligerman e tutti gli altri, inclusi molti big.

Nella griglia playoff, in attesa dello sterrato di Bristol, cambia poco in vetta, se non per il fatto che Nemechek accumula ancora punti sugli avversari ed è ancora più al sicuro in vista dei prossimi mesi. Fra sette giorni tutto alle sue spalle però potrebbe essere cambiato.

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I prossimi appuntamenti

Oggi alle 20:00 (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) ci sarà ad Atlanta la gara della Cup Series. La Truck Series tornerà in pista nel prossimo weekend per il grande evento sullo sterrato di Bristol. Venerdì in programma le prove libere mentre sabato le batterie e all’una di notte in Italia la gara.


Immagine: media.nascar.com

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