NASCAR | Truck Series, Talladega 2026: Sammy Smith vince in volata una gara piena di incidenti

Di: Francesco Gritti
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Pubblicato il 25 Ottobre 2026 - 09:30
Tempo di lettura: 15 minuti
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NASCAR | Truck Series, Talladega 2026: Sammy Smith vince in volata una gara piena di incidenti
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Sammy Smith vince la Love’s RV Stop 225 al Talladega Superspeedway, conclusa solo da 22 piloti

A volte il destino ci vede lungo. Sammy Smith, infatti, si è aggiudicato la prima vittoria in NASCAR Craftsman Truck Series in quella che (probabilmente) è stata la sua ultima gara prima del debutto full-time, che avverrà la prossima stagione con Tricon Garage. Smith saluta quindi Chevrolet regalandole il successo della falcidiata Love’s RV Stop 225 al Talladega Superspeedway.

La stagione 2026 della NASCAR Craftsman Truck Series entra nella sua fase finale con l’arrivo dei piloti al Talladega Superspeedway, sede della ventitreesima gara di campionato (quinta della Chase), la Love’s RV Stop 225.

Per descrivere al meglio il Talladega Superspeedway servirebbero molti paragrafi, visti tutti gli aneddoti e le imprese compiute in Alabama. Il tracciato, catalogato come superspeedway per la sua lunghezza elevata, di 2.66 miglia, e le altissime velocità che si tengono durante la gara, è stato costruito nel 1969. Escludendo la demolizione del roval (trasformato in un parcheggio per camper) datata 1989, l’impianto non ha subito modifiche dall’anno della sua creazione. Un altro motivo per il quale l’ovale è conosciuto è la consistente presenza di pack racing, fenomeno che si verifica quando le vetture restano costantemente in scia l’una con l’altra. I piloti dovranno sfruttare tattica e audacia (oltre che fortuna) per tentare la vittoria finale.

La Love’s RV Stop 225 è ormai un appuntamento fisso dato che, dal 2006, anno della prima apparizione, è sempre apparsa nel calendario della Truck Series. La lunghezza della gara è stata accorciata da 94 a 85 giri a partire dal 2024. Nonostante ciò, la lunghezza, di solito, aumenta di qualche tornata, dato che spesso si verificano degli overtime.

Sono 38 gli iscritti alla gara a Talladega della Truck Series. Spire Motorsports rivoluziona completamente la sua lineup in vista dell’ultimo appuntamento stagionale su un superspeedway. La squadra attiva anche in Cup Series schiera, infatti, Sammy Smith e Austin Green (debuttante venticinquenne di Concord, North Carolina, che ha partecipato part-time alla NASCAR O’Reilly Auto Parts Series con Peterson Racing) sugli Chevrolet #7 e #77. I due sostituiscono, rispettivamente, Mosack e McKee.

Anche Niece Motorsports attua delle modifiche al suo parco partenti. Conner Jones torna sul #42, guidato in precedenza da Reif, dopo una settimana di pausa, mentre Garrett Mitchell (alias Cleetus McFarland) prende il posto di Strauss sul #4.

La fine del programma del #20 di McAnally-Hilgemann Racing porta Toni Breidinger a passare sul #27 di Rackley W.A.R.. Il Silverado in questione, però, non viene schierato (nonostante fosse nelle intenzioni iniziali della squadra), data la volontà del team di chiudere il proprio programma in Truck Series al termine di questo weekend. Il motivo è semplice: il giorno precedente alla gara è stato annunciato che Dawson Sutton, il pilota della #26 e figlio del proprietario, correrà con Tricon Garage insieme a Sammy Smith e ai confermati Honeycutt e Ruggiero.

Spencer Boyd torna alla guida del mezzo di Freedom Racing Enterprises, affidato a Maier durante la trasferta a Phoenix, in vista della tappa a Talladega. L’arrivo del superspeedway in questione porta FDNY Racing, GK Racing e Norm Benning Racing a tirare fuori dal garage il proprio Chevrolet, che viene portato in pista, rispettivamente, da Bryan Dauzat, Clay Greenfield e Norm Benning.

Passando a Ford, è necessario menzionare il ritorno in campo di Jason White e Josh Reaume sui #2 e #22 del Team Reaume, dove prendono il posto di Tipton e Clayton Green, schierati a Phoenix. La squadra in questione non schiera il proprio quarto truck, il #23 (affidato in precedenza a Lee) in questa occasione.

Come di consueto, anche in questa occasione cambia il pilota alla guida del Ram #25, gestito da Kaulig Racing. Si assiste, infatti, al ritorno in pista della leggenda Tony Stewart, che prende il posto di Daly, pilota attivo in IndyCar.

Anche in Toyota sono molte le modifiche alla lista iscritti. Tricon Garage, infatti, permette al campione in carica Corey Heim di tornare sull’#1, guidato nelle scorse due settimane da Crews. Sul #5, invece, la squadra capitanata da David Gilliland e Johnny Gray piazza il campione dell’ARCA Menards Series, Thomas Annunziata, al posto di Sawalich.

Anche il #62 di Halmar Friesen Racing cambia il proprio alfiere. Honeyman, infatti, lascia spazio a Cory Roper sul secondo Tundra del team in questione. Timmy Hill (e Hill Motorsports) tornano in pista per la ventitressima tappa del campionato.

Le qualifiche sono formate da due fasi, entrambe composte da un giro singolo svolto a pista libera da ogni pilota. Al primo turno partecipano tutti i truck, mentre al secondo solo i 10 più veloci della fase iniziale, che si contendono la pole position.

Ty Majeski porta in cima alla classifica il Ford #88 di ThorSport Racing in questa sessione grazie a uno straordinario 53.983″, tempo che gli permette di battere di 35 millesimi lo Chevrolet #7 di Spire Motorsports, guidato in questa occasione da Sammy Smith. Benning e Dauzat, i più lenti delle qualifiche (ad esclusione di Queen, che ha dato forfait per un guasto alla trasmissione), devono salutare Talladega ancor prima dell’inizio della gara.

La gara

Majeski, interno, prende subito qualche metro di vantaggio su Sammy Smith, scattato sulla linea esterna. Il pilota “prestato” a Spire, però, allunga sul backstretch grazie alla spinta di Heim, che gli permette di superare il poleman e di imporsi fisicamente su di lui cambiando corsia. Ruggiero, diventato leader della linea esterna a seguito di questa manovra, termina il primo giro in testa dopo aver passato il #7 poco prima della linea del traguardo.

La leadership di Ruggiero, però, non dura molto. Il giovane di Tricon, infatti, viene superato in curva 4 da Sammy Smith, che termina il secondo giro in testa. Durante questo periodo si crea anche una terza corsia vicino alle barriere.

Ruggiero torna all’attacco durante il quinto giro, nel quale si fa vedere in curva 2. Sammy Smith, però, torna davanti a tutti alla 3, salvo dover cedere la prima posizione al rivale, ancora una volta, a pochi metri dalla linea di fine tornata.

La leadership del ragazzo di Spire, tornato in testa all’inizio del sesto passaggio, viene nuovamente compromessa quando, durante il settimo giro, Green spinge con forza Ruggiero sul backstretch. Nonostante le ottime intenzioni, però, è ancora lo Chevy di Spire a primeggiare a fine tornata grazie alla foga dimostrata sul campo in curva 4.

La corsia esterna, che nei primi minuti di gara è rimasta un po’ in sordina, entra in lotta per la vittoria durante il nono giro, quello dove cambia tutto. Rhodes, divenuto capo della linea in questione, si butta in mezzo in curva 1 e, grazie alla spinta di Ruggiero, si impone definitivamente sull’intero schieramento in curva 2 prima di spostarsi nuovamente, andando ad occupare in questo caso lo spazio più interno.

Ruggiero, a strada libera, allunga vistosamente su Rhodes, che viene tappato fisicamente nella seconda parte del backstretch. Haley, salito a capo della linea esterna, replica la manovra effettuata poco prima dal bicampione in curva 4, rubando la prima posizione al giovane di TRD.

La leadership di Haley, però, dura davvero poco. Green e Riggs, infatti, fanno squadra e si spostano all’interno in curva 3. L’inside lane avanza vistosamente (ed estremamente in fretta), dato che il primo pilota di Kaulig viene superato anche da Ruggiero, Rhodes e Sammy Smith prima della fine della tornata numero 10.

A seguito di questi eventi, la corsia esterna scompare e quella di mezzo risulta gravemente indebolita. L’outside lane, però, si riprende presto anche grazie agli sforzi di Haley, che, tuttavia, vengono interrotti dalla foratura dello pneumatico posteriore destro, che lo obbliga alla sosta al termine del tredicesimo giro.

Quello del portacolori Ram non si rivela un caso isolato, visto che anche Eckes si ritrova con una gomma a terra, nel suo caso la anteriore destra, alla fine della quattordicesima tornata. Il californiano vede quindi spezzarsi ogni speranza di restare in lotta per il titolo.

La lotta per la leadership della classifica si riapre al giro 16, quello in cui Ruggiero, in testa alla corsia esterna, riesce prima ad affiancarsi a Green sul backstretch e, poi, a superarlo una volta raggiunto il frontstretch.

Il primo stage si chiude in anticipo per via di un gigantesco incidente capitato all’inizio del diciassttesimo giro, innestato dalla foratura dello pneumatico posteriore sinistro di Friesen e del conseguente rallentamento in mezzo alla pista. Il canadese, infatti, decelera improvvisamente e Perez de Lara, impossibilitato a rallentare assieme a lui, lo spinge con forza. Il Tundra schizza così verso l’interno, dove colpisce Wright, che, a sua volta, si lancia a una velocità folle contro le barriere esterne.

Si genera così un big one, che costringe al ritiro McFarland, LaJoie, Hemric, Stewart, Friesen, Perez de Lara e Wright, oltre a coinvolgere Butcher, che dovrà perdere due giri nei box per sistemare i danni, e Annunziata.

Gio Ruggiero, pilota del Toyota #17 di Tricon Garage, vince così lo stage 1 a Talladega. L’italo-americano, che si è trovato leader della corsa nel momento in cui è stata sventolata la bandiera gialla in tutta la pista, è seguito in classifica da Honeycutt, Green, Heim, Riggs, Rhodes, Gray, Majeski, Sammy Smith e Tyrrell.

Data la presenza di molti detriti (e di diversi “cadaveri” di truck), la direzione gara decide di sospendere l’evento per 10 minuti prima di permettere ai piloti di svolgere la prima sosta di giornata. Durante questo periodo, si rompe il cambio di Ruggiero, che è costretto a tornare nel garage, mettendo di fatto in serio dubbio il proseguimento della sua lotta per il titolo. Eckes lucky dog.

Il secondo stage si apre nel segno di Majeski, che, anche anche alla spinta di Heim, riesce a prendere immediatamente la testa della corsa. Il leader della corsia interna, però, viene superato sul backstretch da Green, che mantiene la leadership fino alla fine del giro.

Durante il giro 24, però, si verifica un rovesciamento delle gerarchie. Majeski, assieme alla corsia interna, avanza notevolmente. Green passa quindi sul traguardo alle spalle, oltre che del leader, di Heim, Gray e Lewis.

Tutto cambia ancora una volta appena un passaggio più tardi. Heim, infatti, è vittima di una foratura (gomma anteriore destra) in curva 2 e, per questo motivo, si deve defilare dal gruppo. Il campione in carica, così facendo, avvantaggia la corsia esterna, guidata ancora da Green, che prende il sopravvento.

Il figlio d’arte sedimenta la leadership una volta raggiunto il frontstretch, dove si sposta interno. A mettere in difficoltà per la prima volta Green ci pensa Sammy Smith, che si fa vedere sul backstretch (giro 28), salvo doversi arrendere, almeno per il momento, alla furia del pilota in forza a Spire una volta raggiunto il frontstretch.

Sammy Smith torna all’attacco durante il passaggio seguente, quello in cui, grazie alla spinta di Riggs, riesce a mettere il paraurti davanti a Riggs in curva 2. Nonostante la risposta di Green, infatti, è il futuro pilota di Tricon Garage a terminare il ventinovesimo giro in testa.

Riggs, dopo aver spinto Sammy Smith lontano da occhi indiscreti, si lancia interno in curva 4. Nonostante ciò, il pilota O’Reilly conclude in testa alla classifica anche il trentesimo giro di gara, quello in cui Heim è vittima di un’altra foratura, sempre della gomma anteriore destra.

Il giro 31 si rivela complesso per gli Smith. Sammy, infatti, alza il piede in curva 4, lasciando che sia Enfinger, nuovo leader della linea esterno, a sfidare Riggs (che prevarrà sul traguardo) nella lotta per la prima posizione, mentre Chandler è vittima di una foratura (gomma posteriore destra).

Il trentaduesimo giro si apre con l’agguato di Enfinger nei confronti di Riggs. Il veterano, dopo essere avanzato in curva 2, non solo viene superato sul frontstretch dal vincitore della regular season, ma viene anche passato da Green poco prima della linea di arrivo.

Enfinger, però, alza la posta in gioco all’inizio del giro 34, dove, a seguito di una spinta, supera tutti e si sposta interno. Riggs risponde al rivale durante il passaggio successivo, quello in cui si sposta all’esterno sul backstretch. Il pilota di Front Row Motorsports, però, non riesce a sorpassare nuovamente Grant, che, anche grazie all’ottimo gioco di spinte fatto da Green, riesce addirittura a creare un piccolo vantaggio nei confronti del #34 entro la fine del passaggio.

Colpo di scena al giro 38: Enfinger viene colpito dalla maledizione delle forature in curva 4, venendo quindi costretto a lasciare la testa a pochissime miglia dalla fine del secondo stage. Il dechappamento dello pneumatico posteriore destro da parte del leader della corsa crea una vera e propria rivoluzione nelle gerarchie.

Alla fine è Gray e a prendere la prima posizione, che manterrà fino alla (prematura) fine del secondo stage, avvenuta nel momento in cui dei detriti ostruiscono il passaggio dei truck in curva 4, ossia durante il passaggio numero 39.

Tanner Gray, pilota del Toyota #15 di Tricon Garage, vince lo stage 2 a Talladega. Riggs, Rhodes, Honeycutt, Majeski, Lewis, Sutton, Green, Haley e Queen seguono in classifica il nativo del New Mexico. Durante la sosta generale, culminata con il lucky dog di Chandler Smith, una notizia rieccheggia a Talladega: Ankrum e Hemric sono ufficialmente fuori dalla lotta per il titolo.

Il terzo stage si apre nel segno di Sutton, che, dall’esterno, riesce a guadagnare la prima posizione fin dallo scioglimento delle fila. Il rappresentante di Rackley W.A.R., squadra che ha chiuso il suo programma in Truck Series al termine di questa gara, però, viene superato in curva 2 da Majeski, leader della linea interna.

La corsia più vicina alla doppia linea gialla allunga notevolmente. Già al termine del primo giro, infatti, Riggs si trova davanti a Sutton, che perde terreno con il passare delle miglia. Durante la tornata inaugurale del primo stage si assiste a una sosta aggiuntiva per Garcia e al ritorno in pista di Ruggiero.

Le speranze di vittorie di Sutton vengono disattese al termine del giro 48, quello in cui la gomma anteriore destra dello Chevrolet guidato dal ventenne di Lebanon, Tennessee, si affloscia, costringendolo a passare dai meccanici.

La pace car torna in pista durante il giro 49. Il motivo della neutralizzazione è il distaccamento del finestrino di Butcher, caduto nel bel mezzo del backstretch. Il pilota in questione, assieme a Tyrrell, si ritira nel bel mezzo del periodo di caution, mentre gli altri piloti sfruttano questo evento per effettuare la terza sosta di giornata. Secondo lucky dog per Chandler Smith, che torna in coda al gruppo.

Riggs, interno, scatta meglio di Gray, esterno, al restart grazie alle spinte inflittagli dagli avversari. La leadership del pilota di FRM, però, dura poco, visto che il vincitore del secondo stage, grazie ad un assist prezioso offertogli da Queen, avanza notevolmente sul backstretch.

Gray e Queen si spostano poi sulla linea interna, lasciando a Lewis la possibilità di recuperare terreno. L’alfiere di Niece Motorsports avanza al giro 55, ma non riesce a sopravanzare la coppia sopra menzionata, o almeno, non riesce in quel momento.

Già, perché durante il cinquantaseiesimo passaggio, Honeycutt viene in aiuto di Lewis. Il leader del campionato, infatti, spinge il rivale, che guadagna la prima posizione sul backstretch e si sposta interno in curva 4. La manovra è particolarmente furba, visto che, così facendo, il giovane di Toyota ha pista libera e, quindi, ha la possibilità di guadagnare la prima posizione pochi metri prima della linea di partenza.

La leadership e, però, estremamente fugace. Al giro 57, infatti, Greenfield, nella parte alta della linea esterna, rallenta improvvisamente nel bel mezzo del backstretch, obbligando anche i piloti alle sue spalle a fare lo stesso. Garcia, in questo frangente situato alle spalle del part timer, viene spinto malissimo da Jones e viene sparato a una velocità estremamente alta contro le barriere situate a bordo pista.

L’urto di Garcia è violentissimo, tant’è che il cofano del suo Ford è dilaniato nel momento in cui le SAFER rispediscono in mezzo alla pista il veicolo guidato dal ventunenne nato in Georgia, che genera così un urto a catena che coinvolge Jones, anch’egli costretto al ritiro, e Chandler Smith, che riporta dei danni.

Diversi piloti, soprattutto quelli con qualche parte della scocca rovinata, sfruttano la caution per svolgere una sosta aggiuntiva. Tra di loro spicca Muniz, da tutta la gara in lotta per la top 10. Heim sfrutta l’occasione per guadagnare due miglia e due terzi nei confronti degli avversari.

La ripartenza seguente premia inizialmente il leader della corsia interna, Honeycutt, che, però, cede la testa della corsa al pilota scattato alla sua destra, Rhodes, in curva 2. Il bicampione della Truck Series, spinto da Gray, avanza con foga fino all’arrivo sul backstretch, dove si sposta all’interno.

La lotta per la leadership diventa quindi una questione a due fra Gray e Rhodes, con il pilota di Tricon Garage che avanza in curva 4, salvo terminare il primo giro in bandiera verde alle spalle del rivale, complice la rimonta in pompa magna del Ford #99.

Al giro 65, però, Gray avanza in curva 4, riuscendo a mettersi davanti a Rhodes prima della linea di arrivo. Il bicampione, tuttavia, alla seconda virata del passaggio seguente, riesce a mostrare i muscoli al rivale grazie all’aiuto di Honeycutt, che, all’ultima piega, supera il compagno di squadra.

Gray si rifà sotto al giro 69. Durante questo passaggio, infatti, sbuca dal nulla un influente alleato, Riggs, che inizia a spingere il vincitore del secondo stage. Una volta raggiunto il frontstretch, infatti, il Toyota #15 riesce a superare il Ford #99, salendo così in cima alla classifica.

Gray si sposta all’interno una volta iniziata la settantesima tornata, lasciando Riggs, divenuto la testa del “serpentone” esterno, libero di esprimersi. Il vincitore della , vista la situazione, passa subito all’attacco, permettendo anche a Majeski e Sammy Smith di superare il pilota Tricon prima della fine del passaggio in questione.

Riggs e Majeski si lanciano interni all’altezza della prima curva del 71, permettendo a Sammy Smith di fare, grazie anche alla spinta di Haley, la stessa manovra svolta in precedenza dal giovane di FRM. Il portacolori di Spire, infatti, rientrerà sul “bottom” già alla 4.

La manovra di Smith riapre la lotta per la vittoria. Haley, infatti, si rende minaccioso nei confronti di Sammy anche (e soprattutto) grazie all’aiuto offertogli da Green, mentre il rivale ha dalla sua Riggs, la cui performance offensiva si rivela fondamentale per permettere al pilota del #7 di rimanere davanti a tutti in classifica.

Nuovo colpo di scena al giro 73: Mentre è in lotta per la prima posizione, nella quale sembra iniziare ad avere la meglio nei confronti di Sammy Smith, Haley è vittima di una foratura in curva 4. Il momento in cui si affloscia lo pneumatico posteriore destro del Ram in questione segna la fine della lotta per la prima posizione, visto che, per evitare la “testa del serpente”, tutti i piloti sono costretti a sparpagliarsi all’imbocco del frontstretch.

L’outiside lane torna competitiva solo durante il giro 77, quello in cui Annunziata e Honeycutt si affiancano a Sammy Smith e Riggs (che per difendersi dalla loro avanzata si sono spostati sul backstretch prima di tornare interni in curva 4 durante il passaggio precedente).

Annunziata, in grado di strappare la leadership della corsa al termine del settantasettesimo passaggio della sua seconda gara in NASCAR, deve però fare i conti con la furia di Sammy Smith, che, alla seconda virata del giro 78, gli torna davanti.

Le classifiche subiscono una nuova rivoluzione all’inizio del giro 79, quello in cui si verifica la quinta (e ultima) caution di giornata. A obbligare l’ingresso in pista della pace car ci pensa una spinta troppo aggressiva di Honeycutt, che spedisce il compagno di squadra Annunziata contro le barriere al termine del frontstretch.

Il campione dell’ARCA Menards Series, inoltre, colpisce con il cassone del suo Tundra la parte anteriore destra dello Chevrolet di Enfinger, che si disintegra. La gara (e la corsa verso il titolo) del veterano si interrompono nel momento in cui raggiunge i box. Anche il giovane schierato da Tricon si deve ritirare. Heim ringrazia, dato che torna a pieni giri grazie al secondo lucky dog di giornata.

Si giunge quindi all’overtime. Sammy Smith, interno, mette immediatamente il paraurti davanti a Riggs, esterno, grazie alla spinta di Majeski, il quale viene a sua volta “sostenuto” nelle sue intenzioni da Green fino a curva 2.

Sul backstretch, però, Majeski si mette esterno e, da lì, prova ad avanzare, appaiandosi in curva 4 a Sammy Smith. La situazione sembra volgere a favore del campione 2024 all’imbocco del frontstretch, il punto in cui il pilota in questione guadagna dei metri sul rivale a seguito di un contatto proprio con quest’ultimo, che perde leggermente trazione, e, quindi, arretra leggermente.

L’ultimo giro si apre con un big one in curva 1 che coinvolge diversi piloti, tra cui Chandler Smith, Greenfield, Hill, Rhodes e Roper (ritiratosi a seguito dell’incidente). Questo cambia di molto la lotta per la vittoria, che diventa una questione che coinvolge meno piloti.

All’ultima curva dell’ultimo giro, Honeycutt si lancia all’interno e mette il muso davanti a Majeski, il quale, grazie alla spinta di Sammy Smith, riesce a tornare in prima posizione all’ingresso del frontstretch, dove si deciderà la lotta per la vittoria.

A pochi metri del traguardo, infatti, i primi quattro piloti si dispongono a ventaglio. Majeski si sposta verso l’interno, ma, così facendo, viene superato da Sammy Smith, Ankrum e Green, più veloci del campione 2024 nella volata finale.

Sammy Smith, pilota dello Chevrolet #7 di Spire Motorsports, vince a Love’s RV Stop 225 al Talladega Superspeedway. Ankrum, Green, Majeski, Honeycutt, Lewis, Queen, Riggs, Boyd e Heim completano la top 10.

Sammy Smith, ventiduenne di Johnston, Iowa, vince la sua prima gara in NASCAR Craftsman Truck Series (e dell’anno) al termine di una volata che resterà nella storia. Il pilota, che debutterà full-time in questo campionato con Tricon Garage nella prossima stagione, si è già portato a casa una bella soddisfazione al termine della terz’ultima tappa stagionale della terza serie delle stock car.

I risultati odierni

La classifica della “Love’s RV Stop 225”

La classifica generale

Così in campionato a 2 gare dalla fine della Chase della NASCAR Truck Series 2026

Kaden Honeycutt (2371) allunga in classifica grazie al quinto posto finale. Un en plein a Martinsville permetterebbe al texano di diventare campione della NASCAR Craftsman Truck Series con una gara di anticipo, a patto che Riggs non ottenga più di 42 punti nel corso del medesimo evento. Ruggiero e Rhodes sono fuori dalla lotta per il titolo.

I prossimi appuntamenti

Stasera anche NASCAR Cup Series scenderà in pista a Talladega. Il prossimo appuntamento della NASCAR Craftsman Truck Series, la Black’s Tire 200 al Martinsville Speedway, ventiquattresima gara stagionale e sesta della Chase, anticiperà il penultimo evento annuale di NASCAR Cup Series e NASCAR O’Reilly Auto Parts Series.

Immagine: Media NASCAR

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