Scattato 28° dopo la cancellazione delle qualifiche, Riggs vince nel debutto della NASCAR a St. Petersburg
Si temeva una gara caotica, anche dopo il venerdì tagliato corto per maltempo, invece è venuta fuori una sfida appassionante fino all’ultimo metro e dall’esito anche un pochino inaspettato. Di sicuro non ci si aspettava un vincitore arrivato addirittura dal 28° posto in griglia, né un poker Ford nella giornata del minimo storico (una vettura in griglia) praticamente in contemporanea nella O’Reilly Auto Parts Series. Layne Riggs ha completato quanto già mostrato negli anni scorsi, ovvero una spiccata poliedricità che va oltre il suo background degli short track e che è stata costruita in questi anni di Truck Series.
La gara
Mentre le altre categorie proseguono l’avventura al COTA di Austin, la NASCAR Truck Series si smarca e – ovviamente su iniziativa della FOX che detiene i diritti di entrambe le categorie – debutta sul circuito di St. Petersburg. Per i pick up questo è anche il debutto assoluto su una pista cittadina dato che, negli anni scorsi, non aveva accompagnato Cup e Xfinity Series sulle strade di Chicago.
La curiosità è molta dunque, anche scorrendo la entry list. Due i nomi che emergono. Sulla #77 di Spire Motorsports c’è James Hinchcliffe, l’ex pilota ed ora commentatore IndyCar. Anzi, James Hinchcliffe c’è solo formalmente, dato che scherzosamente (“quello è un nome troppo borghese, non da NASCAR”) viene rinominato per il weekend Jimmy Hinch. Sulla #1 di Tricon un clamoroso ritorno dopo oltre 15 anni di assenza: Dario Franchitti, il quale aveva assaggiato la NASCAR in una breve esperienza – per nulla di successo – fra 2007 e 2008. E, a svolgere in maniera informale il ruolo di crew chief, c’è colui che l’ha convinto ad affrontare questa avventura: Jimmie Johnson.
Venerdì sarebbe giornata di prove libere per prendere confidenza con la pista e poi affrontare le qualifiche, ma il meteo tipico della Florida colpisce ancora. Dopo appena una dozzina di minuti (lordi, perché nel mezzo c’è anche una bandiera rossa per Butcher che finisce a muro), arriva la pioggia e poi anche un temporale. A disposizione ci sarebbero le gomme da bagnato, ma la NASCAR preferisce la prudenza, visto anche un meteo dato in miglioramento per la gara.
Al momento dell’interruzione, al comando della sessione c’era Honeycutt (1’38.922″ come riferimento) davanti alla sorpresa Maier (giovane da tenere d’occhio se qualcuno gli darà fiducia), Rhodes, Hinchcliffe e Majeski. Poi interviene l’algoritmo per decidere la griglia di partenza e, un po’ a sorpresa, la pole position va alla #7 di Mosack (al debutto stagionale e che sfrutta la vittoria di Busch ad Atlanta) davanti a Ruggiero, Hinchcliffe, Rhodes e Chandler Smith. La griglia, dopo due superspeedway, ovviamente è molto rimescolata e molti big come Majeski (22°), Enfinger (25°), Riggs (28°), Gray (29°), Eckes (31°) ed Hemric (34°) partono molto indietro.
Sabato splende il sole e, dopo aver retrocesso in fondo alla griglia Butcher (muletto) e Tyrrell (trasmissione), può avere inizio una gara di 80 giri (20+20+40) pari a circa 144 miglia. Dopo aver fatto partire Reif a spinta (a fine gara Tyler sarà anche portato in ospedale per un colpo di calore in una giornata molto primaverile), la gara può avere inizio e Mosack scatta bene, Rhodes ci prova in tuffo ma si deve riaccodare mentre Franchitti si fa vedere su Chandler Smith. Nel complesso, partenza straordinariamente pulita.
Il gruppo si allunga subito e Mosack prova a mettere metri sugli inseguitori, tuttavia la griglia decisa dall’algoritmo mette in mostra i primi assestamenti della classifica con i recuperi soprattutto di Honeycutt e Riggs (+7 nel primo giro). Ci prova anche Ankrum su Haley all’ultima curva mentre Garcia in curva1 finisce sempre largo e Lewis lo infila. Landen è scatenato e punta anche Franchitti mentre Garcia ora è nel mirino di Adam Andretti.
La prima caution arriva al quarto giro: Friesen tocca Haley in curva1 e lo manda in testacoda, Honeycutt ringrazia e passa entrambi, Justin non riesce a riaccendere il suo Ram e quindi deve uscire la pace car. Dopo alcune soste (Gray, Nicholson, Sutton e White, tutti penalizzati per sosta troppo veloce, infatti bisogna ricordare che a St. Petersburg per l’assenza delle pit crew titolari ci sono i pit stop congelati e con tempo minimo), si riparte con Mosack al comando su Ruggiero, Rhodes, Hinchcliffe, C.Smith, Franchitti, Lewis, Andretti, Garcia ed Ankrum.
Bandiera verde ai -14 nella prima stage e Ruggiero sceglie l’interno dietro a Mosack, ma la scelta è errata, infatti Rhodes dall’esterno scatta al meglio, aggira Connor e balza al comando in curva2. La ripartenza è ancora pulita, tranne qualche intoppo in coda come per Nicholson, ma si prosegue con Rhodes che guadagna in un sol colpo 1.6″; Lewis ancora arrembante, ma Landen è solo spettatore al giro successivo del contatto fiancata contro fiancata fra Franchitti ed Hinchcliffe con James (o Jimmy che dir si voglia) che perde un paio di posizioni pur proseguendo.
Finisce qui la parentesi positiva di Hinch, infilato al giro successivo anche da Ankrum che approfitta di un bloccaggio alla prima curva della #77. Si fa notare ora anche Riggs, a metà stage addirittura 12° dopo aver superato Friesen il tutto mentre cerca di seguire Honeycutt, entrato in top10 dopo aver scavalcato prima Andretti e poi Perez.
Al comando, intanto, Mosack rosicchia decimi importanti a Rhodes ed ai -9, mentre Lewis passa Franchitti per la top5, riprende il leader. Honeycutt si fa vedere anche su Hinchcliffe, ma non passa. Slimp procede a rilento per parecchi giri prima di fermarsi a bordo pista col servosterzo ko. Ai -8 Chandler Smith sale al terzo posto davanti a Ruggiero, ma il distacco da Rhodes è di quasi 4″. Nello stesso giro in curva1 Honeycutt supera Hinch e Perez lo segue.
Lewis è il pilota più in forma, in sequenza sono superati sua Ruggiero che Chandler Smith e si candida ad un’ottima seconda stage, tuttavia un piccolo errore lo rimanda momentaneamente dietro alla #38. Ai -4 Mosack si fa vedere in curva4, ma si deve riaccodare. Connor non riesce ad approfittare di un bloccaggio al passaggio successivo di Rhodes in curva1 e nei passaggi finali si stacca nuovamente.
Il passare dei giri fa crollare qualche pilota: Colin Braun (sulla #25 di Kaulig) rischia grosso sfiorando le gomme, ma la vittima eccellente è Taylor Gray che, tutto da solo, finisce a muro e riesce a ripartire senza essere colpito da nessuno malgrado sia dietro una curva cieca.
Rhodes vince, alla fine molto agilmente, la prima stage davanti a Mosack (+4.2″), Lewis (+5.1″), C.Smith (+6.3″), Ruggiero (+7.8″), Franchitti (+8.2″), Riggs (+8.7″, ma soprattutto +21 posizioni dal via), Ankrum (+9.7″), Honeycutt (+10.5″) e Perez (+11.8″), Hinchcliffe è 11° davanti a Majeski, lucky dog per Muniz dal 31° posto.
Come detto, ci sono le soste congelate, dunque nel break ci si aspetta tutti ai box. E invece, con una strategia completamente fuori da ogni logica, Mosack tira dritto, dunque ripartirà nella seconda stage (sempre da 20 giri) con gomme usurate mentre letteralmente tutti gli altri inseguitori ne avranno di fresche.
Si riparte ai -17 e Rhodes ha vita facile infilando subito Connor e involandosi di nuovo (1.5″ guadagnati in un sol passaggio). La vera notizia però è il lungo di Honeycutt in curva4 che, dopo un inversione nella via di fuga, lo fa rimbalzare dalla nona alla 25esima posizione.
Riggs nella ripartenza ha infilato Franchitti ed ora punta Ruggiero per la top5, e la top5 arriva ampiamente perché Mosack crolla: arriva lungo all’ultima curva e si infilano subito Smith e Lewis, poi arriva anche Ruggiero ma Layne va 3-wide e infila entrambi. La porta è ormai aperta e ne approfittano prima Franchitti in curva4 e poi Majeski in 5. A salvare la #7 ci pensa una caution: Eckes manda in testacoda Andretti ed Hemric non riesce ad evitarli. Danni pesanti soprattutto per i primi due. Gray è il lucky dog.
Mosack ormai si è compromesso con la strategia e tira dritto a differenza di Tyrrell ed un Garcia in difficoltà, poi si riparte ai -10 con Rhodes davanti a Smith, Lewis, Riggs, Ruggiero, Franchitti, Majeski, Mosack, Hinchcliffe ed Ankrum. Ben sceglie l’esterno, ma la scelta non va a buon fine perché Riggs si tuffa 3-wide e allarga il campo, Rhodes non vuole correre rischi, Layne finisce leggermente lungo e favorisce il sorpasso di Smith. Chandler scappa via, seguono poi Riggs, Rhodes, Lewis e Ruggiero che supera un Franchitti arrivato molto lungo alla prima frenata.
Basta un giro e Riggs annulla la fuga del compagno di squadra mentre Rhodes prova a seguire le altre due Ford, staccando un Lewis che ha Ruggiero negli specchietti. Mosack ha perso ancora, ma resiste al sesto posto tenendosi alle spalle Majeski; Ty ne ha di più ed ai -8 supera Connor, pure Hinchcliffe ne approfitta. Muniz va ai box con problemi elettrici.
Il gruppo si sgrana nuovamente e Rhodes perde leggermente terreno dal duo FRM un po’ a sorpresa, mentre ai -7 sbaglia Hinchcliffe in curva10, precipitando al 23° posto mentre Ankrum approfitta di questo imprevisto per infilare Franchitti il quale inizia a lamentare un po’ di pesantezza allo sterzo e fastidio alla spalla destra. Ai -5 Connor si arrende e va ai box per la sua prima sosta.
Ai -4 Riggs si fa vedere in curva1, ma si riaccoda preparando l’attacco che, invece, si concretizzerà al passaggio successivo in curva3 dopo una serie di incroci ravvicinati – ma puliti – col compagno di squadra. Chi passa immediatamente è invece Lewis che lascia sul posto Rhodes. Ben soffre per il sottosterzo ed è preda di Majeski che passa in curva1-3 ai -2.
Riggs completa la rimonta quasi dal fondo e vince la seconda stage davanti a Chandler Smith, Lewis, Majeski, Rhodes, Ruggiero, Ankrum, Franchitti, Enfinger e Perez. Lucky dog per Mosack dopo la sosta.
Stavolta al break vanno tutti ai box, dunque si riparte a posizioni invariate con 37 giri da disputare fino alla bandiera a scacchi. Riggs scatta bene e mantiene agilmente la prima posizione venendo seguito da Majeski e e Chandler Smith, Rhodes in curva3 si tiene dietro Lewis che deve alzare il piede ed innesca un rallentamento in cui Ankrum tampona Ruggiero e danneggia pesantemente il suo muso. Per Tyler gara praticamente finita dopo la successiva sosta ai box, anche se nei primi passaggi la #18 perde lentamente posizioni. Uno di questi sorpassi permette al giovane Ben Maier (secondo nelle libere ma in fondo dopo le cancellazione delle qualifiche) di entrare momentaneamente in top10 prima che arrivi in rimonta Honeycutt.
Nel gruppo si lotta e ai -34 da notare è il 3-wide in curva4 per la 15esima posizione fra Reif, Wright ed Haley di cui ne emerge vincitore il primo, in rimonta dopo i problemi nei giri di formazione. Butcher cerca di riagganciarsi a questo gruppetto, ma finisce in testacoda in curva1; chi non sbaglia è invece Hemric, in recupero malgrado una fiancata quasi obliterata dall’incidente iniziale.
Un altro 3-wide è quello in curva10 fra Braun, Ankrum e Reif, con Tyler messo nel panino dai due che vogliono passarlo subito e qui la #18 rimedia altri danni pesanti così come la #42. L’impazienza per superare Ankrum frega anche Wright, in testacoda da solo in curva1 costringendo Sutton ad andare al largo con un tire rub alla anteriore destra.
Ai -30 nuova caution per Derek White fermo in pista; lucky dog per Eckes. Ovviamente nessuno va ai box fra i leader (pit invece per Hemric ed Hinchcliffe), dunque si riparte ai -25 ancora con Riggs al comando su Majeski, Smith, Rhodes, Lewis, Ruggiero, Franchitti, Enfinger, Perez ed Honeycutt.
Majeski scatta bene, ma Riggs difende l’interno in curva1 e in 2 stringe leggermente la #88 per mantenere il primo posto a discapito di un pezzettino del muso anteriore sinistro dell’avversario. A parte questo, ripartenza pulita con Honeycutt che guadagna ancora due posizioni. In coda invece qualche contatto e a pagare dazio è Tyrrell che va ai box e anche dopo perderà ulteriormente terreno.
La classifica si smuove anche davanti: mentre Riggs prova l’allungo, in curva4 Ruggiero finisce in testacoda e riparte con un tire rub alla anteriore destra. In coda, invece, Hinchcliffe cerca di attaccare di sorpresa Wright, non c’è spazio e finisce pure lui in testacoda. Poco dopo il sorpasso di Honeycutt su Franchitti per il sesto posto, arriva una nuova (l’ultima) caution, ancora una volta per White fermo in pista. Stavolta per lui fine gara con la pompa della benzina rotta. Gray è ancora il lucky dog e torna a pieni giri mentre Friesen va ai box con Ruggiero.
Bandiera verde ai -19 e Majeski stavolta dall’esterno completa quanto voleva fare in precedenza, seguono Riggs, Rhodes che si deve difendere da Smith e Lewis. Honeycutt, tuttavia, è scatenato e si prende da Landen di forza la top5. Quanto dura la leadership di Majeski? Nemmeno un giro, infatti all’ultima curva finisce lunghissimo, tocca anche le barriere e quando torna in pista è scivolato al sesto posto. Colin Braun e la Ram entrano a sorpresa in top10 superando Maier. Ko anche per Sutton che va ai box.
Majeski riesce a difendersi da Enfinger e riprende ritmo mentre il compagno di squadra Rhodes prova a tenere il passo di Riggs. Nuovo colpo di scena ai -16: il problema allo sterzo della #1 si fa severo e Franchitti deve andare in pit lane per le riparazioni perdendo un giro.
Ai -15 doppio sorpasso in top10: Majeski su un Lewis in flessione ed un notevole Hemric su Maier per la top10. In curva4, invece, Reif manda in testacoda Eckes. Ai -13 Riggs piazza il break, guadagna oltre mezzo secondo e porta il suo margine su Rhodes a 1.5″ mentre C.Smith è insieme ad Honeycutt e Majeski a circa 4″. Il margine aumenta al passaggio successivo toccando i 2.4″, poi però inizia una leggera flessione del leader che coincide con il ko definitivo di Sutton, la sosta del rookie Jackson Lee (figlio del pit reporter Kevin) con lo sterzo quasi collassato e il ko meccanico di Enfinger il quale, a sua volta, perde la top10. Top10 che ai -10 torna ad avvicinare Hinchcliffe col sorpasso su Haley.
Mentre Honeycutt si spegne si colpo, Majeski si scatena e ai -9 scavalca anche Smith fra curva1 e 2 malgrado un tire rub in compressione nel cambio di direzione. Ora Ty è a 5.2″ dalla vetta mentre Rhodes è a 2.5″ da Riggs. Ben al passaggio successivo scivola a 2.6″, ma un clamoroso Majeski recupera in un sol colpo 1.3″ a Layne e la corsa si riapre improvvisamente.
Già, perché Riggs non ha grossi problemi con i doppiaggi, che però stanno arrivando, bensì a sorpresa con la benzina e deve gestire gli ultimi litri rimasti nel serbatoio. Il gruppo di testa si va dunque ricompattando ed ai -5 (quando Hinchcliffe supera Maier) i tre sono racchiusi in appena 1.8″. Il doppiaggio di Ruggiero è complicato solo per Riggs, ma Layne non perde terreno, in vista però ora ci sono Tyrrell e Friesen e per la #34 la questione si fa difficile dato che il sorpasso sul canadese arriva fra curva4 e 6. Fra Riggs e la #52 arriva pure un leggero contatto con conseguenti danni alla anteriore destra. Rhodes cerca di approfittarne in curva10, ma si fa solo vedere.
Tre giri alla fine e solo 1.1″ a coprire il gruppo di testa, tuttavia per Rhodes la fase positiva è finita, arriva sempre impiccato all’ultima curva togliendosi da solo ogni possibilità di attacco in curva1. Curva dove, però, evidentemente Layne fa molto fuel saving e si fa riprendere. Lo stesso scenario si ripete al giro successivo.
Si va così all’ultimo giro, giro che Rhodes inizia nel peggiore dei modi, arrivando ancora leggermente lungo all’ultima piega e aprendo così la porta al compagno di squadra Majeski sul rettilineo principale. Riggs respira, ma gli otto decimi di vantaggio su Ty sul traguardo si annullano già a metà giro.
Qui la situazione diventa da panico per il leader che, verso curva10, inizia ad ondeggiare a sinistra e destra come se fosse rimasto davvero a secco con la benzina. Majeski può incollarsi e, mentre Riggs ancora ondeggia facendo diventare curva11 e 12 una gimcana con il doppio delle pieghe alternate, tutto si decide all’ultima curva. Qui, come in precedenza, Majeski sbaglia la frenata, arriva lungo e per fortuna non centra Layne che deve solo preoccuparsi di accelerare fino alla bandiera a scacchi.
Con una prestazione clamorosa dal 28° posto al primo (completata tecnicamente già al giro 38 sugli 80 in programma) Layne Riggs è il primo storico vincitore di una gara NASCAR a St. Petersburg. Sul traguardo la #34 precede altre tre Ford (poker che non riusciva da quasi 30 anni) con Majeski (+0.8″), Rhodes (+1.8″) e C.Smith (+5.5″). In top10 anche Honeycutt (+5.8″), Lewis (+15.7″), Perez (+18.6″), Hemric (+19.0″), Braun (+22.1″) e Hinchcliffe (+23.0″), a seguire Maier, Haley, Mosack, Butcher, Eckes, Reif, Dye, Garcia, Wright e Gray, Enfinger 22°, Andretti 23°, Ruggiero 25° a -1 come Friesen e Franchitti, Ankrum 31° a -10.
Ed ora, dopo un inizio sprint, un mese tranquillo per la Truck Series prima di iniziare la vera caccia ai playoff sugli ovali.
I risultati odierni
La classifica della “OnlyBulls Green Flag 150”
La classifica generale
Così in campionato dopo 3 delle 25 gare della NASCAR Truck Series 2026
I prossimi appuntamenti
Stasera alle 21:30 (in diretta su P300.it) il weekend NASCAR si chiude con la gara della Cup Series al COTA, a partire dalla pole position sarà Tyler Reddick. La Truck Series ora si prende una pausa e tornerà in pista il 20 marzo a Darlington.
Immagine: Media NASCAR
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