NASCAR | Truck Series, Rockingham 2026: Corey Heim raddoppia battendo Honeycutt. Solo 8 piloti nel giro di testa

Di: Francesco Gritti
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Pubblicato il 4 Aprile 2026 - 15:00
Tempo di lettura: 8 minuti
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NASCAR | Truck Series, Rockingham 2026: Corey Heim raddoppia battendo Honeycutt. Solo 8 piloti nel giro di testa

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Corey Heim vince la Black’s Tire 200 al Rockingham Speedway grazie a un sorpasso all’ultimo giro su Honeycutt

Corey Heim ha dimostrato (un’altra volta) di non avere più nulla da dimostrare in Truck Series. Per quanto sia, almeno all’apparenza, un controsenso, questa frase è la più adatta per riassumere la Black’s Tire 200 al Rockingham Speedway, in cui il campione in carica è riuscito a imporsi per la seconda volta consecutiva dopo aver vinto entrambi gli stage intermedi. Insomma, “Sua Maestà” Corey Heim, nonostante non abbia un sedile a tempo pieno per il 2026, è in forma più che smagliante.

La NASCAR Craftsman Truck Series torna in pista il Venerdì Santo per il suo quinto appuntamento stagionale (secondo della Triple Truck Challenge), la Black’s Tire 200 al Rockingham Speedway, short track caratterizzato da un ampio banking.

Il Rockingham Speedway rappresenta un’istituzione per il motorsport americano, soprattutto in ambito locale. Quello che, attualmente, è uno short track da 0.94 miglia (dato proveniente dalla ristrutturazione del 2022, l’ultima in ordine cronologico), all’epoca della sua inaugurazione, avvenuta nel 1965, era uno speedway da un miglio preciso, allungato poi a 1.017 miglia nel 1969. Il banking elevato (oltre 20° nelle curve e 8° sui rettilinei) e la forma asimmetrica rendono il tracciato complesso da interpretare.

La Black’s Tire 200, a differenza del circuito che la ospita, non ha una storia particolarmente lunga. La Truck Series ha, infatti, gareggiato a Rockingham solo nel 2012 e nel 2013 prima di tornarci nel 2025, anno dopo il quale non è mai uscita dal calendario del campionato in questione.

Sono 38 gli iscritti alla quinta tappa della Truck Series. La principale novità in casa Spire Motorsports, una delle squadre di punta di Chevrolet, è il debutto stagionale di Sammy Smith (ventunenne nato in Iowa, attualmente impegnato a tempo pieno in NASCAR O’Reilly Auto Parts Series con JR Motorsports), dove sostituisce Mosack sul #7.

Niece Motorsports cambia gran parte della sua line-up per questa gara: Parker Eatmon, ventenne all’esordio assoluto in NASCAR (impegnato nel CARS Late Model Stock Car Tour con Hettinger Racing), prende il posto precedentemente occupato da Jones sul #42, mentre Landen Lewis torna sul #45 dopo un round di assenza, nel quale lo ha sostituito Chastain.

Niece Motorsports schiera anche un quarto Chevrolet, il #5, per Connor Hall, ventinovenne bicampione della NASCAR Advance Auto Parts Weekly Series, nonché pilota di SPS Racing in ARCA Menards Series West e di Sadler-Stanley Racing nello SMART Modified Tour. Il nativo di Hampton, Virginia, torna in Truck Series dopo quasi due anni dalla sua ultima apparizione.

Clayton Green cambia il proprio Ford di riferimento, passando dal #2 al #22 del Team Reaume, dove sostituisce il “boss” Reaume. Il texano lascia il suo “vecchio” F150 a Luke Baldwin, ventenne originario della North Carolina attivo a tempo pieno nel Whelen Modified Tour con Tommy Baldwin Racing e nello SMART Modified Tour con Sadler-Stanley Racing, oltre che part-time in NASCAR O’Reilly Auto Parts Series con Hettinger Racing. MBM Motorsports porta in pista il suo mezzo per Jonathan Shafer, ventenne originario dell’Ohio, assente dalla Truck Series dal 2023.

Corey LaJoie si lega a Ram e a Kaulig Racing fino al termine della stagione. Il figlio d’arte, infatti, correrà sul #10 (guidato nello scorso appuntamento da Allmendinger) per il resto del 2026, data la fine del rapporto fra il team e Dye. Il #25, occupato a Darlington proprio dal nativo di Charlotte, verrà portato in pista in questa gara da Ty Dillon.

Corey Heim, primo sul traguardo a Darlington, cambia il proprio Toyota (ma restando sempre alla corte di Tricon Garage), passando dal #5, che verrà guidato in questa occasione da Adam Andretti, all’#1, occupato nel round precedente da Sawalich.

Il Toyota #62 di Halmar Friesen Racing, guidato nella quarta gara del 2026 da Bell, passa per quest’occasione nelle mani di Mike Christopher Jr., ventiseienne del Connecticut attivo principalmente nel Whelen Modified Tour con Elite Racing.

Le Qualifiche sono composte da due giri, il migliore dei quali determina la posizione di partenza, che vengono svolti da ogni vettura a pista libera. Jake Garcia, pilota del Ford #98 di ThorSport Racing, conquista la pole position grazie a uno straordinario 21.893″. Il tempo del nativo della Georgia (record della pista) è così rapido da permettergli di rifilare oltre 2 decimi al secondo classificato, Tanner Gray, alla guida del Toyota #15 di Tricon Garage. Carroll (trentaduesimo, ma alle spalle di tutti i qualificati per via degli OP) e Shafer (senza alcun tempo valido) vengono esclusi dalla gara.

La gara

Garcia, esterno, scatta bene, ma Gray, interno, resta al fianco del poleman fino alla fine del backstretch. In curva 3, il pilota di ThorSport Racing allarga la linea, venendo superato da Honeycutt, Butcher e Majeski, oltre che dal rivale in forza a Toyota, il quale guida il gruppo al termine del primo giro.

In curva 4, inoltre, Perez de Lara perde il controllo del suo Chevrolet, urtando le barriere e riportando dei danni al cassone, che lo costringeranno poco dopo a passare dai meccanici per delle riparazioni veloci. Il messicano tornerà in pista in ultima posizione.

La sorte di Perez de Lara tocca anche a Tyrrell. Il rookie di Kaulig Racing, infatti, perde il controllo del proprio Ram durante il quarto giro, più precisamente all’altezza di curva 2. A differenza del messicano, però, il nativo della Virginia riesce a rimanere in pista senza toccare né le barriere, né altre vetture.

Il primo cambio di leadership si verifica al giro 18, in cui Gray viene attaccato facilmente da un rimontante Heim in curva 1. Il campione in carica della serie inizia subito a creare un gap importante nei confronti degli avversari, che manterrà fino alla bandiera a scacchi biancoverdi.

Corey Heim, pilota del Toyota #1 di Tricon Garage, vince lo stage 1 a Rockingham, anticipando sul traguardo Majeski, Honeycutt, Riggs, Gray, Butcher, Garcia, Eatmon (alla prima gara in carriera), Ruggiero e Hocevar. Durante la neutralizzazione, si verificano la prima sosta di giornata (durante la quale Dillon fa controllare ai meccanici il fondo del suo Ram) e il pass through di Tyrrell, che torna così a pieni giri.

L’inizio del secondo stage sorride a Enfinger. Il veterano, scattato dalla linea interna, riesce a battere Heim allo stacco di frizione. Il vincitore della porzione inaugurale della gara, partito esterno, si accoda al rivale già in curva 2.

Gli errori, però, sono dietro l’angolo. Al giro 59, infatti, Andretti urta violentemente contro le barriere poste all’interno del backstretch, causando la prima caution “artificiale” di giornata. Durante questo periodo, in cui viene reso noto il ritiro del figlio d’arte, si assiste ad un pit stop supplementare di Hocevar e al lucky dog di Hall.

La ripartenza sorride a Heim, che, dall’interno, brucia Majeski, scattato dalla linea esterna. Al giro 69, quello successivo al restart, Queen colpisce le barriere durante la percorrenza di curva 2, perdendo numerose posizioni.

Corey Heim si aggiudica così anche lo stage 2 a Rockingham. Majeski, Honeycutt, Riggs, Enfinger, Gray, Friesen, Hemric, Butcher e Garcia completano la top 10. Al termine della seconda sosta di giornata, condita dal lucky dog di Queen, l’azione torna protagonista.

Lo stage 3 si apre con la partenza perfetta di Heim, che, dalla linea interna, si impone già in curva 2 sul compagno di squadra Ruggiero, il quale si difende con successo da Majeski, scattato dalla seconda fila, una volta entrato nel backstretch.

Poco prima della metà dello stage finale, Hocevar è costretto a ritirarsi per via di un guasto alla trasmissione, capitato sul suo Chevrolet al giro 117. Qualche miglio più tardi, l’azione torna protagonista a Rockingham.

La terza serie di soste viene inaugurata da Eckes al giro 143, il quale viene seguito un miglio scarso più tardi da Hemric. Al passaggio numero 150 è la volta della fermata di Gray, mentre al 160 è Ruggiero che prende la via della pit lane.

Al giro 163, invece, sono Sutton ed Eckes a passare dai meccanici per un rabbocco di carburante (con incluso cambio gomme). I due vengono seguiti, al passaggio numero 165, da Majeski, che cede così la seconda posizione in classifica.

Al giro 166, Hemric tocca lo spigolo posteriore sinistro del Toyota di Christopher Jr. mentre quest’ultimo è in piena percorrenza di curva 2. Nonostante il Tundra di Halmar Friesen Racing non tocchi le barriere a seguito della perdita di controllo, la direzione gara decide di far entrare in pista comunque la pace car.

Questo tempismo si rivela pessimo per la maggior parte dei truck, che sono obbligati a rimanere un giro indietro nei confronti del leader. Quasi tutti i piloti, sia quelli che non hanno svolto in precedenza la terza sosta (tra i quali Heim, Honeycutt e Riggs), sia queli che, invece, l’hanno già effettuata (Rhodes, Garcia, Wright e altri) passano dai meccanici per ricevere un pit stop. LaJoie lucky dog.

Alla ripartenza seguente, l’ultima di giornata, sono solo 9 i piloti nel giro di testa. Heim, interno, scatta bene e prende la prima posizione, mentre Honeycutt, a capo della corsia esterna, riesce a imporsi definitivamente su Enfinger (partito in seconda fila) solo in curva 4.

La situazione estremamente particolare creatasi a seguito della caution permette ai due alfieri di Tricon Garage di scappare dal gruppo. Heim viene tallonato in modo quasi oppressivo da Honeycutt, che, anche grazie ai doppiaggi, riesce a mettere in difficoltà il campione in carica.

La lotta per la vittoria prende una piega diversa alla fine del giro 199, quando Honeycutt supera dall’esterno Heim all’altezza del frontstretch. Il campione in carica, però, non si arrende, recuperando la leadership a meno di mezzo miglio dal termine della corsa.

L’ago della bilancia si rivela, a sorpresa, Gray, che, rimasto sulla linea esterna, agevola l’attacco di Heim, avvenuto in curva 2 e completato alla 3 nonostante Honeycutt abbia guadagnato diversi centimetri sul backstretch proprio grazie alla scia offertagli dal compagno di squadra.

Corey Heim vince così la Black’s Tire 200 al Rockingham Speedway. Honeycutt, Riggs, Friesen, Enfinger, Ankrum, LaJoie, Majeski, Garcia e Butcher completano la top 10. Chandler Smith, originariamente quarto sul traguardo, non supera le verifiche tecniche, venendo di conseguenza squalificato.

Corey Heim conferma la sua forma vincendo una gara importantissima (soprattutto per il suo portafogli). Il ventitreenne nato a Marietta, Georgia, ottiene a Rockingham il suo venticinquesimo successo in Truck Series, secondo consecutivo (nonché stagionale). Il campione in carica, inoltre, si aggiudica ben 100.000 dollari grazie a questa affermazione, cifra che spetta a chi conquista la seconda vittoria nella Triple Truck Challenge (impresa riuscita solo a Creed, oltre che a Heim).

I risultati odierni

La classifica della Black’s Tire 200

La classifica generale

Così in campionato dopo 5 delle 25 della NASCAR Truck Series 2026

Corey Heim, nonostante abbia svolto 2 gare in meno rispetto agli avversari, guadagna la testa del campionato grazie all’en plain odierno, che gli permette di raggiungere i 190 punti in campionato. Kaden Honeycutt, secondo, si trova alle spalle del campione in carica solo per via del maggior numero di vittorie ottenute dal compagno di squadra (2 a 0).

I prossimi appuntamenti

Il programma del venerdì a Rockingham è giunto al termine. Sabato si svolgeranno le gare di ARCA Menards Series East (18.00) e di NASCAR O’Reilly Auto Parts Series (20.30). Il sesto round della NASCAR Craftsman Truck Series (e terzo della Triple Truck Challenge), la Tennessee Army National Guard 250 al Bristol Motor Speedway, si terrà venerdì 10 aprile (sarà già sabato notte in Italia). La corsa della classe minore anticiperà quelle dei campionati più importanti che scenderanno in pista fra due settimane, ossia la NASCAR Cup Series e la NASCAR O’Reilly Auto Parts Series.

Media: Media NASCAR

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