NASCAR | Truck Series: Rhodes vince la gara di apertura a Daytona

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Prime due stage tranquille – Kraus a parte – poi regna il caos. Rhodes beffa all’ultimo giro gli outsider Anderson e Roper


Come sempre la gara di apertura della Truck Series a Daytona non delude per spettacolarità ed emozioni. Ovviamente gli incidenti sono alla base di molte di queste, tuttavia senza questi fattori non avremmo storie come quelle di Cory Roper, che all’ultimo giro è al comando davanti ad un gruppo disunito, o quella di Jordan Anderson, secondo al traguardo come l’anno scorso. Alla fine però a vincere è stato Ben Rhodes, pilota del ThorSport che mette così a segno probabilmente il successo più importante della sua carriera.

La gara

La vera gara inizia in qualifica, dato che per l’apertura di stagione a Daytona si presentano addirittura in 46 (terzo dato di sempre per questo evento dopo le due tappe di esordio nel 2000-01 e pareggiando quello del 2011) e dato che in posti in griglia sono solo 36 – sarebbero 40 in caso di qualifiche cancellate o non previste – allora le prove cronometrate diventano una corsa nella corsa.

C’è spazio anche per un paio di momenti inusuali, come Greenfield che per un problema elettrico si lancia per il giro cronometrato a passo d’uomo oppure Viens che perde l’albero di trasmissione in pit lane (entrambi ovviamente DNQ) oppure James Buescher che viene squalificato per essere andato sotto la linea gialla e poi ripescato grazie ad una provisional in quanto ex campione, però per il resto si svolge tutto regolarmente. L’unico vero big a salutare in anticipo è Parker Kligerman, due volte vincitore a Talladega; davanti invece Johnny Sauter si prende la pole position in 49.733″ a 180.966 mi/h.

Sotto le luci di Daytona sta per iniziare una delle stagioni più interessanti della storia della Truck Seres e la bandiera verde d’apertura non dura nemmeno 5″: Tanner Gray rompe un semiasse e si avvia al rallentatore, dietro di lui si scatena un po’ di confusione e a pagarne le conseguenze in un tamponamento a catena sono James Buescher, Gus Dean (ritiro per loro) e Derek Kraus, finito in fondo alla griglia per modifiche in parco chiuso dopo una qualifica deludente. Il Truck #19 sembra poco danneggiato, ma i guai si nascondono in profondo e lo si scoprirà in seguito.

Dopo una lunga pulizia dai fluidi lasciati da Gray e Buescher, si riparte al giro 6 e Creed conferma la prima partenza con uno scatto non eccezionale lasciando la seconda posizione all’interno ad Enfinger. Ci vuole un po’ alla vettura del campione in carica per carburare e così solo al giro 10 – metà stage – si riaffianca al leader Sauter anche grazie alle spinte di Lessard. Dietro intanto sia Zane Smith che Ankrum preferiscono non prendere rischi, anche a causa di un assetto al limite, e si sfilano andando in coda al plotone di testa.

Creed non riesce a spuntarla nel confronto con il ThorSport e così a prendere le redini della fila esterna ci pensa Lessard il quale al giro 13 passa al comando; stavolta questa corsia va veloce al punto che il trio del GMS Racing composto da Lessard, Creed e Purdy si mette davanti a Sauter e poi copre l’interno. Si crea così una minifuga a 7 a pochi giri dal primo break. Ai -2 la coppia Sauter-Enfinger tenta l’attacco e quasi va a segno, Creed riesce a bloccare Johnny ma Grant d’inerzia riesce a passarlo (e Sauter non è contento – eufemismo – di essere stato mollato dal teammate), ma Lessard è irraggiungibile. Il canadese vince la prima stage su Creed, Enfinger, Nemechek e Sauter.

Il primo giro di soste vede molte imprecisioni per i leader: oltre a qualche sosta lenta c’è la penalità per Creed per eccesso di velocità e addirittura lo stop per un giro per Crafton per sosta fuori dallo stallo mentre i meccanici riparavano il muso ammaccato in un contatto nel gruppo; in coda invece prosegue la serata no di Kraus che in pit lane si scontra con Wright.

Si riparte nella seconda stage con Nemechek in testa e che, dopo una partenza al rallentatore, poi invece accelera bene; dopo un giro Lessard va 3-wide con lui ed Enfinger e si riprende la prima posizione, ma dura poco, infatti la fila più organizzata con Nemechek seguito da Rhodes torna davanti a metà stage. Arriva in questo momento però la caution, con Kraus che perde il controllo in curva3 e Derek sfodera un ottimo controllo sull’erba salvando la vettura; Crafton ne approfitta e col lucky dog torna a pieni giri.

Il gruppo inizia a dividersi fra pit lane e pista a seconda delle strategie, ma i leader tirano dritto. Si riparte per uno sprint di due giri e Nemechek parte bene, tuttavia all’esterno il suo compagno di squadra Chandler Smith spinge Rhodes davanti. L’ultimo giro vede il contrattacco di JHN e ad aiutarlo ci pensa Sauter il quale 30′ minuti prima si lamentava vigorosamente del mancato aiuto da parte di un compagno di squadra ed ora non spinge invece il teammate Rhodes… Nemechek vince la seconda stage davanti a Lessard, Sauter, Creed e Rhodes.

Dopo due stage relativamente tranquille – due caution, solo tre Truck ritirati – è inevitabile che l’agonismo si elevi negli ultimi 60 giri, però nessuno pensa ad altre sei caution. Intanto si va in pit lane per il completamento del giro di soste ed il gruppo si spacca ancora fra chi fa solo il pieno e chi cambia anche le gomme; Purdy dovrebbe probabilmente anche cambiare qualcosa di meccanico dato che nella sua piazzola c’è una vistosa chiazza d’olio.

Si riparte a 54 giri dalla fine con Enfinger in testa davanti ad Ankrum e per un paio di tornate i due sono affiancati, poi dall’esterno David Gilliland prima spinge Ankrum e poi lo infila andando al comando. La fila esterna però reagisce ed il giovane Tyler lotta con il veterano degli superspeedway. Il tira e molla viene interrotto ancora una volta da Kraus che fora la posteriore sinistra in curva4 e per evitarlo Ryan Truex viene tamponato leggermente; stavolta per la #19 – dopo un paio di forature post pit stop – la gara è finita.

Qualcuno va ai box anche se da questo punto non si può arrivare in fondo alla gara, a meno di numerose caution. Ed è quello che in effetti accadrà. Si riparte ai -42 con David Gilliland che rimane al comando anche grazie alle spinte del figlio Todd, tuttavia la green dura poco, infatti Self perde il controllo e quasi travolge Anderson che se la cava con un testacoda. Stavolta la famiglia Gilliland va ai box e a passare in prima posizione è l’outsider Dauzat, unico a non fermarsi in questa fase.

Avere un Truck più lento a gestire la ripartenza è sempre una situazione critica e infatti la caution arriva quasi subito: Dauzat fa quello che può alla green dei -36, Ankrum fa tutto alla perfezione per scartarlo, meno invece Todd Gilliland che tocca lo stesso Ankrum e lo manda in testacoda; dietro nella confusione invece White praticamente entra nella fiancata di Creed che riesce a proseguire e anche Friesen rimedia dei danni.

Nuovo tentativo ai -31, stavolta con C.Smith e T.Gilliland in prima fila, i due vanno affiancati per un paio di giri, poi Todd perde la linea proprio quando dietro di lui Sauter ha aperto un 3-wide che quindi, con Todd nel mezzo, diventa 4-wide in curva2. Crafton tocca leggermente la vettura di Gilliland e si scatena l’incidente più rilevante della serata, almeno fino ad ora, con Todd ed un arrabbiato Friesen costretti al ritiro dopo essersi fatti molta strada d’inerzia mentre Moffitt (si appoggia al muro) e Fogleman rimediano danni.

Dopo un altro mezzo giro di soste la bandiera verde viene sventolata ai -22 e stavolta C.Smith deve vedersela con Enfinger. Il gruppo viaggia in mezzo ad una nuvola di filler e si vede davvero poco, basta un piccolo rallentamento per scatenare il panico e a pagare dazio è Hailie Deegan, bene in qualifica e nelle prime fasi, che perde il controllo da sola e finisce col muso nel muro.

L’ennesimo tentativo di concludere la gara inizia ai -15 e va quasi in porto: Rhodes spinge in testa Timothy Peters davanti a C.Smith, poi il ThorSport si ritrova compatto all’esterno con lo stesso Rhodes davanti ad Enfinger e Crafton. Mentre in coda Moffitt va in testacoda da solo ma si prosegue sotto green, Peters trova all’interno l’aiuto del KBM alle sue spalle e quindi riesce a riprendersi la prima posizione, poi Chandler Smith esce dalla sua scia e ai -9 passa al comando.

In testa c’è un duello alla pari fra C.Smith ed Enfinger e dura fino ai -7 quando, in uscita di curva4 il giovane del KBM perde leggermente il controllo scivolando all’esterno proprio mentre Grant sta chiudendo la traiettoria. Il risultato è un doppio tire rub che genera un po’ di movimento alle loro spalle vista la fumata. Il primo a rallentare è C.Smith che quindi apre la porta a Enfinger, Smith poco dopo ai -6 fora e finisce in testacoda ma la green rimane, seppur per pochi secondi dato che in curva2 arriva il big one.

Peters per seguire D.Gilliland nella top5 chiude la porta a Dollar e innesca l’incidente in cui vengono coinvolti anche Ankrum, Nemechek, Sauter, Lessard, Hill e Hocevar. Ci si aspetta la bandiera rossa e invece è una caution veloce perché quasi tutti riescono in qualche modo a tornare ai box. In pit lane ci va anche Enfinger dato che la posteriore sinistra cede definitivamente dietro la pace car e così Grant deve mollare la prima posizione nel momento peggiore.

Si va dunque all’overtime con Rhodes davanti a D.Gilliland, Crafton, Creed, Dollar e Roper nelle prime tre file e la prima di queste sembra favorita, con Ben che ha l’aiuto di Matt e David che invece ha l’esperienza. Alla green dei -2 infatti Crafton spinge Rhodes davanti a tutti e poi sul rettilineo opposto non lo attacca di slancio continuando l’azione in tandem. Di rincorsa arriva però Creed, ma Rhodes riesce a bloccare il suo primo tentativo in curva3, ma non quello sul rettilineo principale.

A seguire Creed all’inizio dell’ultimo giro c’è però l’outsider Cory Roper che gli esce di scia e alla prima curva lo attacca passando al comando. Sarebbe un successo incredibile per lui e la speranza aumenta quando sul rettilineo opposto Anderson tocca Self mandandolo in testacoda, ma l’incidente è isolato e la gara prosegue, Rhodes intanto si è riorganizzato e dopo aver passato Creed attacca pure Roper in uscita di curva4.

Mentre alle loro spalle c’è un altro big one che coinvolge praticamente tutti, Rhodes passa all’esterno Roper mentre all’interno arriva a velocità superiore Anderson che ha evitato l’incidente alla sua destra. Se la linea del traguardo fosse stata quella di Talladega avrebbe vinto Jordan, e invece dopo la sconfitta qui a Daytona l’anno scorso da parte di Enfinger per 0.010″, stavolta Anderson viene battuto sempre da un pilota ThorSport per appena 0.036″.

Ben Rhodes vince dunque la prima gara stagionale a Daytona davanti ad Anderson, Roper, Ryan Truex, Hocevar (il Niece Motorsports è stato in coda per tutta la gara), Creed, Nemechek, Rohrbaugh, C.Smith e Dollar poi inizia la lunga trafila guidata da Enfinger di vetture che arrivano sul traguardo d’inerzia dopo l’incidente.

Questo successo lancia Rhodes in una posizione invidiabile, un biglietto – non certo – per i playoff in una stagione molto combattuta. Ora dovrà fare solo il suo dovere ed evitare di perdere punti in una stagione molto equilibrata. Molti invece come Moffitt, Peters, Sauter, Ankrum, Friesen, Kraus e Gray hanno già uno zero tecnico e con sole 15 gare di regular season qualcuno di loro potrebbe non permettersi più errori.

I risultati odierni

La classifica della “NextEra Energy 250”

La classifica generale

Così in campionato dopo 1 gara di 22

I prossimi appuntamenti

Oggi a Daytona, oltre a due sessioni di libere in vista della Daytona500 di domani, ci sono le gare della ARCA (19:30) e della Xfinity Series (23:00, diretta su SI Motori e Nascar Trackpass). La Truck Series tornerà in pista venerdì prossimo sul Road Course di Daytona.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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