NASCAR | Truck Series: Rhodes concede subito il bis a Daytona

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Dopo la vittoria della scorsa settimana Rhodes si conferma anche sullo stradale al termine di una gara umida ed eterna


La pioggia tanto poco desiderata la scorsa settimana stavolta era quasi attesa per la gara sul Road Course di Daytona e alla fine non si è fatta attendere. Non ha piovuto in gara, tuttavia i primi due terzi di gara sono stati disputati con le gomme wet. Fra i tanti possibili favoriti alla fine a vincere invece è stato ancora Ben Rhodes, il quale dunque fa cappotto in Florida e si lancia già in ottica playoff ad un gran campionato.

La gara

A Daytona piove prima del via, non tanto e per fortuna senza fulmini, e dunque al via – anche se non cade più acqua da più di qualche minuto – la pista è umida e i commissari sono costretti a dichiarare “gara bagnata”. Il regolamento rispetto all’anno scorso è cambiato e dunque anziché essere obbligati a passare dalle gomme slick alle wet nei giri di formazione, i piloti effettuano il pit stop direttamente in griglia.

E’ la prima gara della stagione senza libere né qualifiche e dunque, oltre al ritorno dell’algoritmo che mette in pole il vincitore della prima gara a Daytona Ben Rhodes, questo mette tutti sull’attenti visto che è la prima vera gara bagnata nella storia della Truck Series e in molti non hanno mai corso né in queste condizioni, né su questa pista.

Al via, dopo i cambi gomme ed un testacoda per Rohrbaugh, i leader vanno via subito con Rhodes davanti a J.H.Nemechek mentre nel gruppo c’è già confusione alla prima curva, con il testacoda in sincronia dei compagni di squadra Zane Smith e Lessard che generano il panico dietro di loro. La prima posizione di Rhodes dura per tutto l’infield, poi Nemechek alla curva di rientro sull’ovale attacca e passa al comando.

Il primo giro dice già molto: Nemechek, Rhodes e Creed sono in fuga con 2.2″ su Ryan Truex ma soprattutto 6″ su C.Smith quinto e quasi 10″ su Hocevar sesto con gli ultimi già a oltre 40″ di distacco. Al secondo giro Rhodes tenta il contrattacco in curva3 ma non va a buon fine ed in accelerazione lo passa pure Creed. Queste manovre però non lo ostacolano e il primo giro lanciato (2’17.1″ per Sheldon) dei tre è almeno 1″ più veloce di tutti gli altri anche se il gap è più vicino ai 10″ che ai 5″.

Mentre il trio di testa allunga, nel gruppo si fatica ancora: Grala è uno dei favoriti vista l’esperienza su questa pista e sugli stradali in generale, ma fatica a recuperare posizioni mentre Ankrum finisce in testacoda e scivola fuori dalla top25 così come Roper. Al quarto giro Reuse viene già doppiato – e ciò vuol dire aver perso circa 30″ al giro – mentre la pista inizia ad asciugarsi al passaggio delle vetture.

Dopo lo show confusionario del canadese White, all’8° giro Roper finisce ancora una volta in testacoda e non riesce a ripartire da curva3 e arriva la prima caution; la situazione in quel momento vede Nemechek in testa con 1.8″ su Creed, Rhodes (GPV in 2’13”) a 3.8″ ma soprattutto R.Truex è a 17″, C.Smith chiude la top5 a 30″, Moffitt in rimonta è sesto a 36″ davanti al compagno di squadra Hocevar, il rookie del KBM Parker Chase e Grala (+38″) e Sauter a 41″.

Mancano pochi giri alla fine della stage e la situazione è cruciale perché non ci sono ancora in teoria le condizioni per montare le gomme da asciutto. Creed, Grala e Hocevar fra i tanti vanno ai box mentre JHN e Rhodes proseguono per i punti; Eckes è l’unico che tenta la strada delle slick in un mare di penalità in pit lane (Cobb, Chase, Peters, Mayer e Gilliland).

Si riparte così per uno sprint di un giro. Nemechek arriva largo in curva1 e Rhodes lo passa tuttavia JHN riattacca e torna davanti in curva5 non perdendo più terreno. Nemechek vince la prima stage davanti a Rhodes, C.Smith, Moffitt, R.Truex, Crafton, Sauter, A.Hill (che ha problemi all’acceleratore), Creed ed Herbst; Ankrum torna ai box con una gomma forata e la batteria ko e perde un giro.

La scelta di Eckes si rivela disastrosa anche perché al break cade di nuovo qualche goccia di pioggia e dunque ai box torna subito alle wet che non molla nemmeno Nemechek, il quale decide di non fermarsi ai box cercando di risparmiarsi una sosta. Ad affiancarlo al via della seconda stage (11 giri netti) c’è Creed che con gomme relativamente fresche può seriamente attaccarlo.

Nemechek stavolta non va largo alla prima curva bensì a quella che riporta il plotone sull’ovale e così Creed – da favorito della gara – passa al comando della corsa e poco più tardi al primo giro lanciato segna un buon 2’12”. Nel frattempo alla bus stop Sauter e Tanner Gray si rimbalzano fiancata contro fiancata ed il secondo finisce nell’erba. Il rischio più grande che corre Creed è alla solita curva6 quando per doppiare Reause all’esterno viene toccato nella fiancata da un Bobby che vaga per la pista e che in questa occasione finisce lungo; per fortuna la bianca e clamorosamente senza sponsor #2 non riporta danni.

Sheldon mantiene circa 2″ di vantaggio sul trio Nemechek-Lessard-Z.Smith con questi ultimi due che sono riusciti a rimontare dopo il loro testacoda alla prima curva. Dopo pochi giri le gomme di Nemechek iniziano a cedere e così viene passato alla bus stop da Lessard in entrata e in uscita di curva da Zane; il giro dopo Smith sorpassa anche il compagno di squadra. Ai -7 Creed gestisce le gomme ma aumenta il vantaggio a 3.4″ mentre quelle di Nemechek sembrano in procinto di crollare definitivamente al punto che lo richiamano ai box per i -5.

Poi però dal nulla JHN si risveglia, Smith fa un errore e torna terzo, al giro dopo stampa un 2’11.5″ e sorpassa pure Lessard tornando secondo e ai box forse si illudono e posticipano la sosta. Sarà un errore catastrofico dato che ai -4 la #4 del KBM rimane a secco appena entrata nell’infield e dopo aver fatto mezzo giro al rallentatore si ferma all’uscita della bus stop. Nel frattempo quasi tutti ne approfittano per la sosta, tranne qualche caso raro. Lessard tira dritto e vince la seconda stage sotto caution davanti a Grala, Z.Smith, Self, Gilliland, Crafton, Deegan (dopo i problemi iniziali ai freni), Creed, Purdy e Gray.

Solo Crafton non si ferma ai box e prosegue con le wet mentre il gruppo opta per le slick e sarà la scelta vincente; la bandiera verde arriva ai -17 (teorici) e allo scatto Creed passa già al comando davanti a Herbst e Friesen; con Nemechek doppiato e Rhodes nel gruppo dopo la sosta a sgomitare col compagno di squadra Sauter (e volano parole grosse via radio), Sheldon ha pista libera e il primo lanciato è un incredibile 2’05.5″.

Nonostante le gomme crollino Crafton tira dritto a differenza di Hocevar (foratura) e R.Truex che vanno ai box. Sarà una scelta deleteria per il duo del Niece Motorsports dato che Carson nella pit exit sicuramente ancora umida sbaglia la frenata e centra i barili pieni di sabbia e poi il muretto che separa la corsia di accelerazione da curva1. Truex non riesce a frenare in tempo e centra il compagno di squadra e nel mucchio ci finisce anche Peters. Obbligatoria dunque la caution ai -14 a cui segue una lunga pulizia.

Mentre Ankrum viene beffato per la seconda volta di fila per il lucky dog, prima non raggiungendo in tempo Reause pur girando oltre 10″ più veloce ogni giro e ora da Nemechek che torna dunque con i leader, succede ancora qualcosa di inaspettato: con A.Hill ai box per risolvere il problema tecnico, in casa GMS c’è preoccupazione per i consumi di Creed e gli dicono – come sempre – di accendere e spegnere il motore dietro la pace car, ma in una di queste manovre riparte a singhiozzo e quando lo fa è stato passato da Friesen, Herbst, C.Smith e soprattutto il rimontante Rhodes col quale ora dovrà lottare alla pari.

Si riparte ai -9 e Friesen scatta bene mantenendo il comando, tuttavia poi finisce lungo permettendo ad Herbst di attaccarlo; il problema per loro però è che la coppia Rhodes-Creed è già su di loro e al ritorno sull’ovale sono già primo e secondo. La green dura poco ed inizia così il tormentato finale, con un incidente alla chicane finale dove, in un 3-wide con Sauter, Moffitt tocca (secondo qualcuno intenzionalmente, vedasi i vecchi rancori di Brett col team) Z.Smith che perde il controllo e salta sui cordoli per fortuna non travolgendo nessuno.

Dopo aver anche recuperato Self incastrato alla bus stop e aver dato il lucky dog ad Ankrum, la bandiera verde viene sventolata ai -6 e Rhodes scatta bene, Creed meno e infatti per qualche decina di metri fra curva2 e 3 Herbst gli è davanti. Ciò favorisce Ben che allunga, tuttavia Boyd fermo in testacoda in curva6 ed Austin Hill con una gomma forata a rilento alla bus stop impongono un’altra caution.

Nuova ripartenza, stavolta per tre giri di gara e, mentre dietro c’è leggero flipper di Nemechek in curva1 nel tentativo di recuperare posizioni (dopo il lucky dog era 29°, ora già ai margini della top10), Creed stavolta parte bene e in curva3 attacca e sorpassa Rhodes, poi però va leggermente lungo in curva5 e permette a Ben di riattaccarlo. Sheldon è molto malizioso e nella frenata di curva6 porta fuori pista l’avversario che, come prima, si fa sentire molto via radio. Tuttavia anche questo tentativo va a vuoto: alla Kink Gray e Mayer si sono toccati e i danni, soprattutto per il secondo, sono enormi, con olio perso in pista.

Si va dunque al primo overtime con due piloti che non si amano tanto affiancati in prima fila, con Creed che teme ancora per la benzina. Al via in curva1 Rhodes mette in pratica un ottimo bump&run e torna davanti davanti a Creed, al solito Herbst, a Crafton e a Nemechek che con gomme più fresche recupera velocemente. I due vanno via mentre sull’ovale JHN va in tandem con Herbst e poi passa sia Crafton che lo stesso Riley. Rhodes è a 200 metri dall’ultimo giro quando purtroppo per lui arriva un’altra caution, con Noland buttato fuori alla bus stop dalla Deegan, Lessard in testacoda e pure Self fermo.

Secondo overtime: dopo le imprecazioni di Rhodes si riparte con un avversario in più, quel Nemechek che 20 giri prima era a secco e doppiato. Alla bandiera verde JHN non esagera e così lui e Rhodes, sempre al comando, si mettono davanti a Creed. Dietro di loro succedono vari contatti fra rettilineo, curva1 e 2 e alla fine rimane ferma la Cobb. Niente da fare, altra caution e la gara prosegue. Creed ancora non si ferma e a questo punto deve essere davvero agli sgoccioli.

Terzo overtime, per fortuna l’ultimo: dopo le soste di Ankrum, Sauter, C.Smith e Roper, si riparte e Creed decide di non ritornare il bump&run a Rhodes ma si accontenta di tornare davanti ad un Nemechek non esaltante. Sia Ben che Sheldon non sono precisi in frenata, tuttavia la #99 sembra avere qualcosa in più mentre JHN si perde inspiegabilmente. Rhodes mantiene per il penultimo giro sempre un paio di lunghezze di margine su Creed, sbaglia però la bus stop ed il gap si dimezza ma riesce a mantenere la lucidità in seguito. Inizia finalmente l’ultimo giro e il controllo ce l’ha lui. Non sbaglia nulla fino a un’altra bus stop imprecisa, tuttavia il margine è ormai quello di sicurezza.

Rhodes dopo l’ovale conquista – sotto caution negli ultimi metri per Noland fermo di nuovo sul rettilineo di partenza – dunque anche lo stradale di Daytona precedendo Creed, Nemechek, Gilliland, Herbst, Crafton, Kraus, Grala, Timmy Hill ed Eckes. Per Ben è la quinta vittoria in carriera ma porta a casa anche il 200esimo successo nei Truck per la Toyota. Per quanto riguarda le statistiche storiche, solo Mark Martin (2006) e Johnny Sauter (2013) fecero doppietta in apertura di stagione e Rhodes mai aveva vinto due gare in un anno.

Si chiude così una gara estenuante, che ha visto i piloti trattenersi forse sul bagnato – e le differenze sui tempi si sono viste fra primi e ultimi – e poi una volta che è tornato l’asciutto si sono scatenati con gli interessi. Alla fine la gara con tre overtime e 51 giri al posto dei 44 previsti (e quasi 300 km) dura 2h44’46”, la più lunga nella storia della Truck Series, più della corsa dello scorso anno della Cup Series e quasi 5′ in più di una gara sprint dell’IMSA.

Per fortuna i piloti avranno ora qualche giorno di riposo per calmarsi. I nervi nelle prime posizioni sono già parecchio tesi e Rhodes, che è nel mezzo di molte dispute, dopo essere tecnicamente qualificato ai playoff ora lo è anche matematicamente. Gli altri devono inseguire, qualcuno parecchio dopo una Daytona, anzi due, disastrose. Mancano sole 12 gare ai playoff, sembra tanto ma è pochissimo.

I risultati odierni

La classifica della “BrakeBest Select 159”

La classifica generale

Così il campionato dopo 2 delle 22 gare

I prossimi appuntamenti

Oggi sempre sul Road Course di Daytona scenderà in pista alle 23:00 (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) la Xfinity Series mentre domani la Cup Series partirà alle 21:00. La Truck Series invece tornerà fra due settimane a Las Vegas.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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