NASCAR | Truck Series: pazzo finale, Zane Smith vince a Martinsville!

Obbligato a vincere per andare a Phoenix, Zane Smith fa le mosse giuste al momento giusto per battere un Gilliland dominante. Gli incidenti mettono ko Creed e Friesen, ritirato anche Nemechek ma qualificato con Rhodes e Crafton.


Non poteva non essere una Martinsville ricca di incidenti quella della Truck Series, tuttavia all’apparenza in un paio di occasioni si è passato il limite fra aggressività e volontarietà. Nemechek ha rischiato la beffa dell’eliminazione dai playoff, Gilliland ha perso una gara dominata e vinta invece da uno Zane Smith che ha messo insieme strategia, talento e giusta dose di forza, un caso sempre più raro in una nuova generazione che vede tanti pay driver che non badano tanto a quanti danni fanno in mezzo al gruppo. Un tema che sarà di forte interesse nel futuro della categoria.

La gara

Sotto un cielo grigio e freddo perfetto per Halloween (12 °C e 30% di rischio pioggia), va in scena a Martinsville la prima delle elimination race finali per la Nascar negli anomali playoff 2021 in cui a 24 ore dalla fine del weekend solo un pilota (Kyle Larson) su 12 ha già staccato il biglietto per Phoenix.

È praticamente passato un mese da una convulsa Talladega in cui solo Nemechek ha sorriso nonostante tutto, anche perché Crafton non l’ha ancora perdonato per l’aggressività dimostrata in Alabama nei confronti suoi e dei compagni di squadra. Malgrado questo, John Hunter può stare abbastanza tranquillo visti i 36 punti di margine sul taglio così come Ben Rhodes che parte da +35. Ai due per la qualificazione bastano rispettivamente un 12° ed un 11° posto.

Decisamente più semplice, ma dal lato opposto, la situazione per Chandler Smith, Carson Hocevar e Zane Smith (-34, -37 e -40 punti dal taglio), dato che sono tutti praticamente obbligati a vincere se vogliono andare a Phoenix ancora in lotta per il titolo. Nel mezzo, la vera battaglia con Crafton, Creed e Friesen racchiusi in appena 10 punti con uno o due – a seconda delle situazioni – posti in palio.

Dopo un tranquillo pre-gara (solo Kligerman dal fondo per modifiche in parco chiuso), si può pensare alla corsa. L’algoritmo ha messo in pole Nemechek, appunto perché praticamente unico dei big arrivati al traguardo a Talladega, davanti a Todd Gilliland che sì non è più in lotta per il titolo piloti, ma per una serie di fattori è ancora in ballo per l’owners championship; seguono in griglia Rhodes, Creed, Crafton, Chandler Smith, Friesen, Hocevar, Zane Smith ed Austin Hill, nuovo compagno di squadra di Sheldon in Xfinity Series al RCR nel 2022.

Al via la corsia esterna parte bene e Gilliland è subito al comando al comando seguito da Creed, mentre Nemechek riesce a mantenere la terza posizione; dietro di loro Rhodes e Chandler Smith sono già ai ferri corti col pilota del KBM che riesce a mantenere il quarto posto. Nel gruppo si lotta ed i contatti arrivano subito e a finire con qualche passaruota ammaccato sono Boyd, un Heim in rimonta sulla #51 del KBM, Roper ed altri.

I primi doppiaggi dopo appena 10 giri possono rappresentare le prime difficoltà, dunque mentre Hocevar paga il sottosterzo venendo passato da Friesen e Zane Smith, davanti Nemechek tenta in tutti i modi di rimettersi dietro Creed senza tuttavia riuscirci. Ciò ovviamente favorisce la fuga di un Gilliland in grande forma.

Un altro pilota in rimonta è Kligerman, come detto partito dal fondo, e nel farsi largo a pagare è soprattutto Holmes che finisce di traverso salvando però la vettura. In una prima stage relativamente tranquilla non mancano tuttavia i movimenti fra i big. Prima Zane Smith scavalca Friesen per il settimo posto, poi Rhodes apre la porta su Chandler Smith ed il pilota della #18, finito sulla corsia esterna, viene passato da un vero e proprio treno alla sua sinistra scivolando al quarto posto addirittura fuori dalla top10.

Nella seconda metà della stage i problemi si fanno sentire: Reuse prima ha un tire rub e poi fora, la Deegan soffre la stessa sorte (anche lei contatto con Kligerman), Purdy si ritira con un problema meccanico, Howard va ai box con i freni ko.

Quando per Gilliland sembra tutto sistemato (ai -5 ha 3.8″ su Creed), ad aiutarlo ulteriormente ai -4 ci pensa Roper che tutto da solo finisce in testacoda proprio davanti a Todd. Gilliland vince la prima stage sotto caution davanti a Creed, Nemechek, Rhodes, Crafton (non al meglio con i freni), Zane Smith, Friesen, Sauter in rimonta, Hocevar ed Austin Hill; Chandler Smith è solo 13° dietro anche ad Enfinger e Ryan Truex.

Mentre tutti vanno ai box (Gilliland esce dalla pit lane davanti a Nemechek e Creed), in sala stampa si aggiornano i conti per la qualificazione: Nemechek è a +40 (e gli basterebbe ora un 23° posto), Rhodes a +38 (21°), Crafton a +12, Creed a +10, Friesen a -10, Chandler Smith a -43, Hocevar a -44 insieme a Zane Smith. Quest’ultimo sembra il più preoccupato del suo mezzo, infatti vede fumo nell’abitacolo e poi avvertirà anche una preoccupante vibrazione.

Alla ripartenza, mentre Berry paga penalità e guai meccanici, Gilliland scatta bene pure dalla corsia interna e rimane primo davanti ai soliti Nemechek e Creed; Sauter si prende la quarta posizione perché il compagno di squadra Rhodes preferisce non rischiare con uno come Johnny. Dietro di loro c’è Crafton, per nulla felice dell’atteggiamento molto aggressivo di Zane Smith sul suo paraurti, al punto che poco più tardi, dopo una serie di team radio di risposta, Matt preferisce sfilarsi (venendo passato anche da Hocevar) per non rischiare.

Ai -35 l’ex lucky dog Jack Wood finisce in testacoda dopo essere stato toccato da Roper e chi aveva preso la wave around poco prima, fra cui un debuttante Sage Karam, può esultare per la strategia azzeccata. Si riparte ai -29 senza ulteriori soste e, malgrado il buono spunto di Nemechek, Gilliland rimane in prima posizione. Poco minuti più tardi un’altra caution, stavolta per detriti.

A questo punto una strategia diversa diventa possibile (si può arrivare in fondo con un pieno) e dunque in moltissimi vanno ai box: sarà il piano vincente. A rimanere in pista sono solo in nove (Gilliland, Nemechek, Creed, Sauter, Rhodes, Crafton, Taylor Gray, Timmy Hill e Reaume), mentre Zane Smith e Hocevar guidano il gruppo in pit lane.

Nuova green ai -14 con Todd sempre davanti, tuttavia la tregua dura poco, infatti in fondo al gruppo c’è un medium one che coinvolge Reaume, Holmes (le cause scatenanti), Tanner Gray, Cram, Ryan Truex, Iwuji, Berry e Roper. Nasce così uno sprint di appena cinque giri che non vede ulteriori scossoni e così Gilliland vince anche la seconda stage su Nemechek, Creed, Sauter, Crafton, Rhodes, Taylor Gray, Zane Smith, Hocevar e Friesen.

A questo punto però Todd deve andare ai box e così Zane Smith, che passando in testa ribalta virtualmente i playoff, passa al comando su Hocevar e Friesen; nel frattempo la classifica consolidata vede JHN a +48 ed ora gli basterebbe appena un 32° posto Rhodes a +42 (26°), Crafton e Creed a +17 su Friesen mentre Chandler Smith, Hocevar e Zane Smith sono anche matematicamente obbligati a vincere, tuttavia tutti e tre sono sulla strategia buona.

Dopo la ripartenza in cui Hocevar per un paio di giri riesce a mettere il muso davanti a Zane Smith ed un testacoda della Cobb per un’altra caution, si arriva al primo momento clou della gara.

In seguito alla green dei -77 molti big sono nel mezzo del gruppo impegnati a cercare la rimonta. Uno di essi è Nemechek che non avrebbe alcun motivo per creare guai in giro. Invece John Hunter decide di sorpassare con un bump&run deciso in curva1 una testa calda come Austin Wayne Self. Il pilota della #22 esce male da curva2 e così JHN tenta l’attacco ancora deciso in curva3. Quando la #4 è mezza lunghezza avanti in staccata, Self si tocca con Nemechek ed il leader del campionato finisce a muro.

Ad una prima visione, ed anche ad una seconda, l’incidente pare totalmente intenzionale come vendetta per il bump&run precedente, tuttavia la certezza della manovra intenzionale non c’è e a tutti, persino ad un Self già protagonista di manovre molto al limite in passato, bisogna concedere il beneficio del dubbio. L’unica cosa certa è che il ritiro di Nemechek lo porta al 39° posto in classifica in gara e la qualificazione che appariva come certa ora è in bilico.

Quando la classifica si assesta Nemechek ha mantenuto un margine di sette punti sul taglio e solo una combinazione di fattori lo potrebbe eliminare: Rhodes che si qualifica, uno fra Zane Smith, Hocevar o Chandler Smith a vincere e uno fra Creed e Crafton nella top5. Le prime due condizioni sono in questo momento verificate grazie a Ben e Zane, l’ultima no, tuttavia con Smith al comando sia Sheldon che Matt devono lottare e recuperare posizioni per non essere out.

Si riparte ai -60, tuttavia il finale di gara sarà un continuo stop&go comandato da Zane Smith mentre dietro ci sono incidenti a ripetizioni con eventuali variazioni di classifica alle spalle della #21. Il primo subito è per Kraus, un altro sempre in queste situazioni, che manda in testacoda Hacker.

Alla green dei -54 il secondo colpo di scena: nel consueto balletto della ripartenza Hocevar scatta molto meglio di Zane Smith e per un giro è al comando prima di cedere la posizione di nuovo perché la manovra è sotto indagine. Mentre arriva la caution per il testacoda di Karam (con Wood che tocca Cram che finisce addosso a Sage), i commissari non perdonano e puniscono Carson con una penalità per falsa partenza che rimane nonostante il consueto tentativo del crew chief di farsela annullare dicendo che Zane Smith aveva fatto pattinare le gomme.

Con Hocevar praticamente fuori dai giochi, alla ripartenza dei -46 in prima fila stavolta c’è Corey Heim, tuttavia Zane Smith riesce anche in questa occasione a difendersi, ma negli specchietti è sempre più grande un Gilliland in rimonta, ora quinto dietro a Zane, Friesen, Heim e Chandler Smith. Poco dopo il sorpasso di Todd sulla #18, l’ennesima caution, stavolta per Sauter che tampona Kligerman.

Nessuno, tranne Johnny, ovviamente va ai box e si riprende la corsa ai -37 e Gilliland, che riceve al choose cone la corsia esterna, balza da quarto a secondo davanti a Friesen, Heim e Chandler Smith. A questo punto la classifica generale vede un Crafton eliminato da Creed per appena tre punti, quindi o deve recuperare tre posti (è appena 11° dietro a Rhodes che lo farà passare), oppure deve tifare Todd.

Ad avere successo è la seconda parte, perché Gilliland ha la vettura più forte e con una manovra decisamente pulita in confronto alle altre torna al comando in curva1 ai -26. E all’improvviso Nemechek, Creed e Crafton hanno rispettivamente 15, 12 e 10 punti di margine sul taglio.

La tregua, tuttavia, dura ben poco perché Kligerman si trova davanti Sauter e decide di vendicarsi subito. Ancora una volta la pit lane tace e alla green dei -17 bisogna solo vedere quanto saranno aggressivi Zane Smith e Friesen. Non ce ne sarà bisogno perché Gilliland scatta bene ed in curva2 è già da solo.

Purtroppo per Todd gli altri non sono d’accordo e in curva4 si rischia il patatrac con Enfinger che addirittura manda in testacoda il compagno di squadra Crafton. Matt si salva con un 360° e riporta solo qualche piccola ammaccatura mentre dietro di lui finiscono nel mucchio senza tuttavia ritirarsi Heim, Fogleman, Berry, Kraus e Boyd.

Mentre tutti guardano la #88, la sorpresa arriva invece da Creed: alla ripartenza in curva2 è finito in un 3-wide con Rhodes e Tayler Gray e perdendo leggermente il controllo, forse toccato dalla #17, ha toccato in maniera decisa il muro, al punto che è costretto ad una sosta ai box che rimette clamorosamente in gioco Friesen, ora virtualmente qualificato per quattro lunghezze.

La ripartenza cruciale arriva ai -8 e ancora una volta Gilliland scatta al meglio precedendo Zane Smith e Friesen. Dietro, nel frattempo, Creed si scatena con gomme fresche e recupera sia posizioni che punti. Ai -7 il divario è di due punti, ai -6 è a -1, ai -5 sono alla pari ma Friesen ha il tie-breaker dalla sua. Al giro successivo l’ennesima caution: mentre Creed è al loro interno in curva4, all’esterno il solito Cram si gira sul muso di Heim e in un colpo solo Creed balza a +3.

Si va all’overtime e chiaramente Todd ha un mirino sulla nuca perché alle spalle si trova di nuovo Zane Smith e Friesen, obbligati a questo punto a vincere. Al choose cone la #21 sceglie l’interno dietro alla #38, la #52 invece l’esterno.

Bandiera verde e Zane Smith affonda in frenata all’interno prendendosi in maniera aggressiva ma corretta la corsa e così i tre contendenti sono affiancati con Zane a sinistra di Todd e Stewart. I tre viaggiano così per metà giro, poi in uscita di curva4 Friesen va a muro e in maniera totalmente disperata vira su Gilliland che viene toccato e finisce in testacoda.

Todd taglia il traguardo del penultimo giro in testacoda e subito dopo arriva la caution che, a norma di regolamento chiude lì la gara. Nel frattempo Friesen era rimasto dritto ed aveva cercato di attaccare duramente Zane Smith con un’altra manovra sopra le righe finendo però in testacoda. Alle sue spalle nella carambola un Gilliland beffato coinvolgeva nell’incidente il solito sfortunato Ankrum.

Zane Smith si ritrova così con il successo in mano e deve completare solo l’ultimo giro, riuscendoci e ribaltando la griglia playoff. Dopo l’aggiustamento della classifica alla moviola, Zane vince la gara di Martinsville davanti ad Austin Hill, Tanner Gray, Chandler Smith, Crafton, Kligerman, Rhodes, Taylor Gray, Creed e Timmy Hill; Hocevar in rimonta è 12°, Friesen classificato 17°, Gilliland 25° e Nemechek 39°.

Dopo il caos è il momento dei bilanci e delle reazioni. Zane Smith vola a Phoenix grazie alla vittoria insieme a Rhodes (+27), Crafton e Nemechek (entrambi a +4) che eliminano il campione in carica Creed, beffato dall’incidente all’apparenza non violento alla penultima ripartenza. Eliminati invece un Friesen decisamente esagerato nelle manovre (e che dopo la gara ha anche il coraggio di chiedere più rispetto agli altri piloti unendosi alle proteste di JHN e Crafton).

Eliminati con il canadese e Sheldon anche Chandler Smith ed Hocevar, con i due separati da appena tre punti dopo il reset e che a Phoenix duelleranno per il titolo di rookie dell’anno. Alla Toyota invece va matematicamente il titolo costruttori. Last but not least il titolo a squadre, con in lotta la #21, la #99, la #4 ed in maniera clamorosa, malgrado l’incidente finale, la #38 di Gilliland.

Ora, dopo una Martinsville decisamente sopra le righe ma sulla scia di altri eventi nel corso di questa stagione, l’unica speranza è che il titolo venga assegnato in maniera sportiva e senza polemiche. A questa stagione della Truck Series mancherebbe solo questo su uno short track come Phoenix.

I risultati odierni

La classifica della “United Rentals 200”

La classifica generale

Così la griglia playoff al termine del “Round of 8”

Nascar Truck classifica Martinsville 2021 Zane Smith

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Fra pochi minuti (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) a Martinsville la gara della Xfinity Series che deciderà i quattro qualificati per Phoenix. Domani alle 19:00, infine, la corsa della Cup Series.


Immagine: media.nascar.com

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