NASCAR | Truck Series, North Wilkesboro 2026: dominio in progressione per Chandler Smith!

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 19 Luglio 2026 - 20:00
Tempo di lettura: 13 minuti
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NASCAR | Truck Series, North Wilkesboro 2026: dominio in progressione per Chandler Smith!
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Chandler Smith bissa il successo del 2025 a North Wilkesboro. Secondo il teammate Riggs davanti ad un incredibile van Gisbergen

Un dominio quello di Chandler Smith a North Wilkesboro. Dopo il finale caotico nella scorsa stagione, stavolta la #38 vince di pura velocità in una corsa molto pulita. In recupero dopo una non eccezionale nona posizione in qualifica, il pilota di Front Row Motorsports, dato come candidato ad un sedile in OAP Series in casa RCR per il 2027, ha dominato in progressione, prendendosi la leadership virtuale nell’unico momento convulso, ovvero lo sprint finale della seconda stage, e poi ha allungato rifilando alla bandiera a scacchi oltre 8″ al compagno di squadra Layne Riggs e più di 10″ alla sorpresa di giornata, ovvero Shane van Gisbergen che ha dimostrato di aver passo anche sugli short track.

La gara

La NASCAR torna ad affrontare un weekend vero al 100% a North Wilkesboro per la prima volta in 30 anni. Infatti, dopo l’esperimento degli ultimi tre anni con la All-Star Race, stavolta la Cup Series affronterà la prima gara valida qui dal 1996. Insieme ad essa ci sono ancora i Truck a gareggiare in un momento della stagione ancora più vivo. Per l’occasione, ben 38 piloti presenti con tanti big della top class in pista.

Le prove libere da 50′ hanno più set di gomme a disposizione e quindi nel finale di una sessione tranquilla (escluso un piccolo bump di Hocevar a Tanner Gray con tanto di team radio brutale ma sincero di Carson), si susseguono i tentativi di simulazione di qualifica. Alla fine il miglior tempo è proprio di Hocevar (18.639″) davanti a Bell (sulla #62 del team di Friesen), Honeycutt, Elliott (qui con Spire e alla prima gara nei Truck in oltre tre anni), Heim, C.Smith, Sutton, Ruggiero, Butcher e Riggs.

Poi si scende in qualifica e la pole position (18.502″) va a sorpresa (sua, non credeva fosse un buon giro, infatti tocca leggermente anche il muro come successo a San Diego) a Layne Riggs a precedere Hocevar, Bell, Heim, Ruggiero, Elliott, Honeycutt (in serata assoluto protagonista del CARS Tour sempre su questa pista con una storica doppietta Late Model-Pro Late Model), Enfinger, C.Smith e Friesen. DNQ inaspettata per Landon Huffman sulla #75 del team Henderson e per Timmy Hill, assente dalle prove ufficiali per un problema al semiasse.

Questo era il venerdì, sabato – invece – si scende in pista molto presto e all’ora di pranzo (malgrado questo North Wilkesboro è piena come ai vecchi tempi) può avere inizio una gara da 250 giri (70+70+110) con appena quattro set di gomme a disposizione e, sulla carta, solo un rifornimento necessario per andare la traguardo.

Alla bandiera verde Riggs sceglie l’esterno, ma non è la scelta vincente, infatti Hocevar forza subito l’ingresso in curva1 e, allargando la porta, si prende la prima posizione. Alle loro spalle, Bell sbanda visibilmente in percorrenza e così Heim ci prova a prendere la terza posizione riuscendoci in curva4. Riggs, tuttavia, al giro seguente prova a rispondere con la stessa carta, infatti nell’incrocio ha preso l’interno e anche lui forza nella staccata in discesa di curva1, tuttavia così apre la porta anche ad Heim (Bell è attaccato da Ruggiero) e si va 3-wide. Carson, tuttavia, ha una percorrenza migliore dall’esterno e riesce a conquistare la prima posizione su Riggs, Heim e Bell mentre Ruggiero deve cedere ad Elliott.

Mentre Ruggiero viene attaccato e passato anche da Honeycutt, Hocevar e Riggs provano ad allungare con Kaden che, sulla scia della serata precedente, punta subito Elliott. Al sesto giro Layne riattacca all’interno Hocevar, tuttavia non arriva abbastanza avanti per costringere nuovamente Hocevar ad una traiettoria difficile e così la #77 mantiene il comando, seppur su una traiettoria molto strana all’esterno. Honeycutt, invece, avanza centimetro dopo centimetro all’interno di Elliott passando al decimo giro. Di slancio sta arrivando però anche Chandler Smith che, dopo Ruggiero, attacca e infila anche Chase.

Di lì a poco arriva tuttavia il primo incidente: al giro 14 LaJoie tocca da dietro il rookie Strauss in uscita di curva2 mentre lottano per la 29esima posizione e il giovane finisce in testacoda senza danni; nessun lucky dog perché i leader non avevano ancora raggiunto la coda del gruppo. Praticamente nessuno va ai box (solo Garcia, oltre a Baldwin e ovviamente Strauss), poi si riparte ai -51 con Hocevar al comando su Riggs, Bell, Heim, Honeycutt, Smith, Elliott, Ruggiero, Enfinger e Friesen.

Anche Hocevar sceglie l’esterno per la ripartenza aprendo così la porta a Riggs per una risposta, tuttavia Carson accelera presto nella restart zone quando la #34 è ancora un po’ in curva e così mantiene facilmente il comando. Carson insiste con una traiettoria tutta sua al largo e così permette a Layne di rimanergli sempre vicino. Smith, invece, punta all’interno Honeycutt che sta iniziando ad avere problemi di surriscaldamento al motore. Chandler è scatenato e, dopo Kaden, al giro 24 attacca all’interno anche Heim. Il primo tentativo non va a buon fine e la #38 si deve riaccodare.

Vanno via in otto con Ruggiero a chiudere il gruppo di testa, infatti la battaglia fra Enfinger ed Eckes crea un gap di qualche decimo a chiudere la top10. Christian passa e punta a riprendere la #17. Intanto, C.Smith ha riattaccato Heim, ma anche in questo caso ai -40 si deve riaccodare. Mentre arriva il terzo tentativo, Elliott prova ad attaccare un Honeycutt che si è staccato dalla coppia che ha davanti e inizia ora davvero a perdere decimi preziosi.

A metà stage esatta iniziano i doppiaggi e Riggs prova ad approfittarne per riattaccare all’interno Hocevar, tuttavia anche a lui mancano i centimetri preziosi per chiudere la manovra. A circa 3″, Smith sta attaccando per l’ennesima volta Heim, ma ai -33 completa finalmente il sorpasso e sale al quarto posto, staccando immediatamente Corey che si pianta. Ai -30, invece, Eckes prende e passa Ruggiero.

Il finale di stage vede il gruppo allungarsi, ma sul più bello i doppiati cambiano il volto della gara: Hocevar trova difficoltà con Tyrrell e Strauss e così Riggs lo affianca e mette il muso davanti ai -20 accelerando meglio sul traguardo, Carson prova l’incrocio in curva1, ma all’interno non ne ha e così è costretto a cedere la prima posizione. Ai -10 Smith ha ripreso e passato anche Bell che ha perso progressivamente terreno. Nel frattempo Elliott è riuscito, con un po’ di ritardo, a superare Honeycutt e riprendere un Heim in netta difficoltà. Il sorpasso di Chase su Corey arriverà ai -8.

Riggs vince dunque la prima stage davanti a Hocevar (+1.0″), Smith (+2.2″), Bell (+4.3″), Elliott (+6.0″), Heim (+7.3″), Honeycutt (+8.2″), Eckes (+8.7″), Ruggiero (+11.4″) ed Enfinger (+11.9″). A seguire Friesen, Leitz, Butcher, Perez, Majeski, Sutton, van Gisbergen (sulla #71 di Spire in una rara ma necessaria gara su ovale), Gray, Rhodes e Lewis. Lucky dog per Ankrum dalla 24esima posizione in una gara difficile per il team visto che Hemric è l’ultimo a pieni giri. Tutti gli altri a -1 tranne Nicholson che, a causa di una penalità per ripartenza irregolare, è finito a -3.

Il primo giro di soste mette Garcia al comando (avendo pittato in precedenza) davanti a Riggs, Hocevar, Elliott, Smith, Eckes, Heim, Ruggiero e Perez mentre arrivano le penalità per Bell (speeding) e Lewis (infrazione della pit crew). Honeycutt, invece, si ferma a lungo nello stallo per risolvere i citati problemi di surriscaldamento e scivola in coda. Ryan Newman (sulla #25 di Kaulig) e Baldwin tentano la carta della wave around.

Ripartenza ai -59 nella seconda stage e Garcia, malgrado gomme usurate di una sessantina di giri, riesce a tenere a bada Riggs, anche grazie ad un bump di Hocevar alla ripartenza. In uscita di curva2 Layne prova a tenere giù il piede, ma sbanda, si appoggia pure alla #98 e così deve far passare anche Hocevar, dovendo anche guardarsi sempre all’esterno da Elliott. Carson insiste sulla traiettoria larga, riapre la porta a Riggs, Garcia ringrazia e mette metri approfittando del duello alle sue spalle. Eckes,a sorpresa, è in top5 dopo aver passato Smith. Si fa notare anche SVG che, dal mezzo di un 3-wide con Gray e Sutton, entra in top15.

Al -53 c’è un nuovo incrocio di traiettoria fra la #77 e la #34, Riggs riesce a “rubare” l’amato esterno ad Hocevar mentre alle loro spalle ci sono appaiati Smith (che ha ripassato Eckes) ed Elliott. Carson, tuttavia, riesce nella difesa, forza la staccata in curva3 e in accelerazione si rimette davanti a Layne davvero per una questione millimetrica. Riggs deve alzare un pelo il piede e per poco non nasce un 3-wide, ne approfitta comunque Smith che riesce ad infilare Elliott e affiancare la #34 mentre Chase si vede momentaneamente appaiato da Eckes.

Hocevar a pista di nuovo libera si lancia su Garcia che aveva preso 0.8″ di margine, ma non guadagna troppo su Riggs e Smith ancora in battaglia; Layne riesce in una complicata difesa. La fuga di Garcia dura una quindicina di giri, poi ai -43 Hocevar affonda la staccata in curva3 e passa tornando al comando. Smith, che alla fine ha riattaccato Riggs, stavolta con successo, lo segue poco prima di metà stage, mentre Layne fa più fatica a superare l’omologa Ford.

Mentre la #34 prova a logorare la #98, all’attacco c’è anche un Majeski stabilmente in top10 dopo il giro di soste e che punta Ruggiero. Riggs, però, all’interno non riesce nei propri intenti, anzi ai -26 Elliott riesce ad avanzare e aggirarlo dall’esterno. Davanti, intanto, Smith sta rosicchiando centesimi, se non millesimi, ad Hocevar che sta iniziando a vivere pure lui problemi di surriscaldamento, anche se più nella zona della pedaliera. Ai -20, tuttavia, una nuova caution: Baldwin, appena doppiato nuovamente, viene toccato quasi certamente da dietro da van Gisbergen in curva4 e si appoggia leggermente al muro dopo un testacoda. Lucky dog per Newman che salva in qualche modo la wave around.

L’occasione è ghiotta per (quasi) tutti per effettuare ora l’ultimo pieno di giornata. Tirano diritto Majeski (che si era qualificato solamente in 27esima posizione), Perez, Enfinger, Rhodes ed Hemric, poi a seguire chi ha pittato ovvero Hocevar, Smith, Friesen, Riggs, Eckes, Elliott, Ruggiero, Garcia ed Heim. Penalità per Leitz, Newman (speeding) e Wright (interferenza).

Ripartenza con appena 12 giri a fine stage e Ty scatta bene dall’interno mentre Hocevar prova subito il 3-wide all’interno con Rhodes ed Enfinger. La manovra fallisce immediatamente, Carson alza il piede dopo in curva2 e viene fagocitato dal gruppo, prima viene ripassato subito da Hemric, dunque viene messo nel mezzo da Smith e Friesen. Hocevar perde inesorabilmente terreno (al giro successivo è di nuovo nel mezzo, però fra Ruggiero e Riggs).

Quando la situazione si sbroglia, Hocevar si rilancia all’esterno degli stessi Ruggiero e Riggs, ma una sbandata di Layne sul traguardo fa toccare i due soprattutto sul lato sinistro della #77. Carson probabilmente se la prende e in curva3 con un bump manda larga la #34 ai -9. Il karma però punisce Hocevar: il contatto iniziale con Riggs ha provocato un tire rub all’anteriore sinistra. Ai -3 lo pneumatico cede e Carson esce praticamente di scena perdendo due giri decidendo di non pittare visto che la pit lane intanto si è chiusa.

Mentre molti big hanno avuto una ripartenza fatta di battaglie, chi ne è uscito indenne è invece Smith e questa sarà praticamente la mossa vincente dell’intera gara. Passati Enfinger, Rhodes e Perez, Chandler si trova così al secondo posto a 1.5″ da Majeski ai -5, troppi per riprendere Ty, ma sufficienti per la leadership virtuale. Majeski vince la seconda stage davanti a C.Smith (+0.8″), Rhodes (+2.2″), Eckes (+3.0″), Friesen (+3.9″), Hemric (+3.9″), Perez (+4.5″), Ruggiero (+4.6″), Heim (+5.5″) ed Elliott (+6.1″); a seguire Reif, Bell, Riggs, van Gisbergen, Garcia, Lewis, Honeycutt, Butcher, Sutton ed Ankrum. Lucky dog per Queen a riportare 25 auto a pieni giri, anche se Kaulig naviga in brutte acque (i cinque sono rispettivamente 24°, 25°, 26°, 27° e 30°).

Al break si completa il giro di soste (speeding per Perez, alcuni check per Enfinger che era stato spedito a muro da Heim), dunque Smith passa al comando davanti ad Eckes, Friesen, Ruggiero, Heim, Elliott, Reif, Bell, Riggs e van Gisbergen con Majeski dal 18° posto. E per Chandler il fatto di avere almeno tre auto cuscinetto rispetto a quelli che erano i leader fino al giro 120 è un’ottima notizia.

Ripartenza a 99 giri dalla fine e, a sorpresa, saranno 99 giri puliti senza incidenti. Eckes si pianta subito all’interno e Chandler vola via subito mentre Ruggiero aggira pure lui la #91 in curva2, Friesen passa invece interno al giro successivo mentre Heim e Riggs devono aspettare qualche curva in più perché Eckes riesce a trovare la sua traiettoria ideale e poi i due big vanno in lotta fra di loro con Corey che porta largo Layne ai -96. Nei primi giri Ruggiero cerca di tenere il ritmo del leader, ma il gap è già di 0.7″.

Ad osservare Heim e Riggs c’è un rimontante Bell dopo lo speeding mentre Elliott è nono davanti a van Gisbergen che entra in top10 dopo il sorpasso su Reif. SVG, tuttavia, non si ferma qua, approfitta della non eccellente accelerazione di Chase dopo la manovra sulla #42 per infilare pure la #7. Nemmeno Bell se la passa bene, infatti viene controsorpassato da Lewis per il settimo posto. Heim, invece, ora guarda avanti e punta Friesen con Riggs, invece, puntato da un Lewis sempre più convincente e che ai -90 si mette davanti a Layne.

Smith intanto al comando è andato via, ha 1.4″ su Ruggiero e 2.5″ su Eckes e non si guarda sicuramente indietro. Un altro che non guarda dietro è van Gisbergen che ai -88 attacca all’interno Bell e lo passa dopo un paio di giri di lotta, anche perché Christopher segue la “traiettoria Hocevar” e lascia spesso la porta aperta. Ora, dunque, uno dietro l’altro ci sono “Layne van Riggsbergen” e Shane van Gisbergen mentre Heim non riesce ad infilare Friesen ed apre la porta a Lewis. I tre stanno spesso all’interno, Riggs allora punta l’esterno, ma ai -82 sbanda leggermente e offre il fianco al SVG che, tuttavia, si deve riaccodare.

Friesen sta facendo ormai da tappo, ha perso quasi 6″ dalla vetta ed è obbligatorio passarlo in fretta per sperare ancora di vincere, dato che l’unica preoccupazione per Chandler ora sono i doppiaggi fra cui un Enfinger ammaccato dopo il contatto precedente. Ai -79 Lewis si tuffa all’interno di Heim, SVG è più pulito con Riggs, dunque il quintetto si mette in formazione 1-2-2.

Ai -75 a rimbalzare nel quintetto è Lewis che, mancando il sorpasso su Heim, viene aggirato da Riggs e puntato da van Gisbergen con il neozelandese che non passa. Corey allora si rilancia su Friesen così come SVG ai -70, ancora senza successo. Anche Heim manca l’attacco decisivo e ai -67 viene aggirato pure lui da Layne che rientra così in top5. Ai -65 triplo duello: Friesen-Riggs, Lewis-SVG e Bell-Elliott, ma l’unico sorpasso è quello fra i due big della Cup Series per il nono posto. Il secondo tentativo di Riggs è quello buono ed ora torna a respirare, tuttavia il tempo perso nelle battaglie è tanto, infatti il ritardo dal compagno di squadra è di 7.3″.

Ai -63 la gara svolta in un certo senso: van Gisbergen non solo supera (al quarto o quinto tentativo) Lewis, tuttavia di slancio attacca anche Heim. Sì, avete letto bene: SVG sta attaccando Heim su un ovale nella Truck Series. E la sorpresa più notevole è che il sorpasso ai -60 va in porto! E di slancio il neozelandese cerca di infilarsi anche all’interno di Friesen. La #71 è una delle vetture più veloci in pista e ai -56, dopo qualche giro affiancata alla #52, entra in top5. Eckes, intanto, ha ripreso Ruggiero e di lì a poco arriva anche il sorpasso.

Ai -50, dunque a metà strada nella stage finale, Smith guida con addirittura 6.1″ su Eckes, 6.3″ su Ruggiero, 6.6″ su un Riggs in recupero, 8.3″ su van Gisbergen, 9.4″ su Friesen, 9.9″ su Heim, 10.5″ su Lewis, 10.7″ su Elliott e 11.3″ su Honeycutt in recupero dopo i problemi al motore mentre Bell sta crollando ed è scivolato al 14° posto ed è appena stato scavalcato da Majeski che, a parità di strategia, insegue Kaden.

Ruggiero sta crollando pure lui ed il sorpasso da parte di Riggs arriva di lì a poco, Layne riprende in pochi altri giri anche Eckes e vede il secondo posto. La #34 sta sospingendo la #91 e, approfittando dei doppiaggi sempre più difficili di Chandler, i due recuperano qualche decimo scendendo di tanto in tanto sotto la soglia dei 6″. Ed è proprio approfittando di Perez che Riggs affianca e poi aggira Eckes ai -40. 6.2″ il divario a questo punto fra i compagni di squadra, un divario colmabile solo da una caution. Caution che vorrebbe anche uno scatenato van Gisbergen che infila pure Ruggiero.

Ma la caution non arriverà, la corsa si decide sul long run e solo per le posizioni dalla terza in poi. A pista libera Riggs abbozza un recupero nelle prime fasi, il distacco dalla #38 scende a circa 5″ ai -35, poi la vettura più veloce si dimostra ancora quella di Chandler e Layne, probabilmente non vuole mettere a rischio una giornata in cui, grazie alle difficoltà di Honeycutt, è stata forse messa una mano sulla vittoria della regular season. Inaspettato, invece, il cedimento di Heim che perde la posizione da Lewis ed Elliott.

Gli ultimi assestamenti iniziano ai -25 quando Lewis riesce finalmente ad attaccare, e poi a passare non senza resistenze del canadese, Friesen con Elliott spettatore interessato. Ai -22 SVG raggiunge Eckes e lo punta all’interno, ad essere decisivo per il sorpasso rischia di essere il doppiato Muniz che prima copre troppo interno, poi troppo esterno e così quasi centra la #91, poi però il sorpasso arriva pulito al giro successivo. Poi, è semplice gestione verso la bandiera a scacchi, a parte il brivido per Nicholson a rilento ai -3 dopo essere finito a muro.

Chandler Smith bissa il successo del 2025 (stavolta decisamente finale più pulito) dominando l’ultima stage, battendo il compagno di squadra Riggs di addirittura 8.479″, il distacco più ampio nella storia della Truck Series su uno short track. Terzo è un clamoroso Shane van Gisbergen, sì a 10.59″, ma questo eguaglia il suo miglior risultato in carriera su un ovale. Seguono Eckes (+12.2″), Lewis (+13.8″), Ruggiero (+14.7″), Elliott (+15.0″), Friesen (+17.7″), Heim (+18.0″) e Majeski (+18.2″), ultimo a pieni giri nel dominio della #38. A seguire Honeycutt, Reif, Garcia, Rhodes, Bell, Sutton, Leitz, Gray, Ankrum ed Hemric.

I risultati odierni

La classifica della “FaithFest 250”

La classifica generale

Così in campionato a 3 gare dalla fine della regular season della NASCAR Truck Series 2026

I prossimi appuntamenti

Stanotte all’1:00 – in diretta su P300.it – a North Wilkesboro ci sarà la gara della NASCAR Cup Series, primo evento valido per il campionato su questo ovale dal 1996. A partire dalla pole position sarà, dopo la cancellazione per pioggia delle qualifiche, Ryan Blaney. La Truck Series tornerà già venerdì prossimo all’Indianapolis Raceway Park.

Immagine: Media NASCAR

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