Layne Riggs vince una caotica Team EJP 175 al New Hampshire Motor Speedway. Suo anche il trionfo nella Regular Season
Layne Riggs conquista la sesta vittoria stagionale e il titolo della regular season al termine della Team EJP 175 al New Hampshire Motor Speedway. L’ultima gara della prima parte della stagione 2026 di NASCAR Craftsman Truck Series ha regalato molto spettacolo per tutta la sua durata.
La regular season della NASCAR Craftsman Truck Series si conclude al New Hampshire Motor Speedway, sede della Team EJP 175, diciassettesima tappa stagionale. L’ovale in questione, lungo poco più di un miglio, è caratterizzato da un banking minimo e da gare di gestione.
Il New Hampshire Motor Speedway, nato come circuito stradale nel 1964, è composto da un ovale e dal suo road course interno. Lo speedway da 1.058 miglia su cui si tiene la prova odierna è stato costruito nel 1990 al termine della demolizione dell’impianto originale, in cui era presente anche uno short track da 5/8 di miglio. Escludendo le varianti con curve a destra, il layout di Loudon, caratterizzato da velocità medie molto basse, dovute anche al banking quasi inesistente, non è mai stato modificato dalla data di edificazione.
La Team EJP 175 è una gara storica per la NASCAR Craftsman Truck Series. Il terzo livello del mondo stock car ha, infatti, fatto tappa in New Hampshire ininterrottamente dal 1996 al 2011 prima di tornarci dal 2014 al 2018. La gara in questione, tornata in calendario nel 2025, presenta una lunghezza di 175 giri, 25 in meno rispetto a quelli previsti fino all’edizione 2009.
Sono addirittura 41 gli iscritti all’ultima tappa della regular season, un evento che non si verificava da diversi anni (Daytona esclusa). Spire Motorsports, una delle squadre di punta di Chevrolet, permette a Connor Mosack di tornare sul #7, guidato a Richmond da van Gisbergen, e schiera il suo terzo truck, il #71, per Connor Zilisch.
In Rackley W.A.R. si verifica uno strano scambio di ruoli. La volontà del team di permettere a Toni Breidinger di prendere parte alla corsa fa sì che Dawson Sutton ceda il suo Chevrolet full-time, il #26, per prendere il posto di Kleyn sul #27, utilizzato dalla squadra solo in alcune occasioni (e che quindi non ha il “posto fisso” in griglia).
D. L. Wilson, pilota sessantunenne originario di Waco, Texas, che quest’anno ha preso parte unicamente a una gara di ARCA Menards Series, debutta in NASCAR grazie a Costner Motorsports, visto il team owner Costner ha deciso di concedere il volante del suo Chevrolet all’amatore in questione.
Piccola rivoluzione nella line-up del Team Reaume. Luke Baldwin e Patrick Emerling, trentatreenne nato a Orchard Park, New York, quest’anno impegnato full time nel NASCAR Whelen Modified Tour con USNEPower Motorsports (serie nella quale è leader) e part time nello SMART Modified Tour con lo stesso team e con PSR Racing e nella NASCAR O’Reilly Auto Parts Series con RSS Racing, prendono il posto di, rispettivamente, Spurlock e Lemke sui Ford #2 e #22.
Il truck con “pilota volante” di Kaulig Racing, il #25, passa dalle mani di Sadler a quelle di Colin Braun per il finale della regular season. Rimanendo in casa Ram, MBM Motorsports torna in pista dopo un round di assenza (in cui ha comunque supportato il Team Reaume) schierando Derek White.
Tricon Garage sostituisce Leitz e Heim, rispettivamente alla guida del Toyota #1 e #5 a Richmond, con Gavan Boschele e John Hunter Nemechek. Il figlio d’arte non è, però, l’unico pilota del marchio giapponese impegnato in Cup Series presente al via di questa gara.
Christopher Bell, infatti, partecipa al finale della regular season alla guida del Toyota #62 di Halmar Friesen Racing con cui avrebbe dovuto partecipare anche alla gara a Richmond, nella quale è stato sostituito all’ultimo secondo da Honeyman per dedicarsi unicamente alla gara della classe regina. La squadra in questione schiera per la prima volta un terzo Tundra, il #72, per Mike Christopher Jr. TC Motorsports diserta la trasferta in New Hampshire.
Il format delle qualifiche prevede un giro svolto a pista libera da ogni pilota. Layne Riggs, dominatore di questa stagione della Truck Series a bordo del Ford #34 di Front Row Motorsports, conquista la pole position grazie a uno straordinario 29.346″, tempo migliore di oltre due decimi rispetto a quello del primo degli inseguitori, nonché suo unico rivale al “titolo”, Kaden Honeycutt, alla guida del Toyota #11 di Tricon Garage.
Data la possibilità di ammettere alla corsa solo 36 iscritti, ben 5 piloti, ossia Baldwin, Massey, White, Wilson e Sutton, vengono esclusi dal round al termine delle qualifiche. Tra il venerdì e il sabato, però, avvengono dei cambi in grado di cambiare la griglia di partenza.
Già, perché, nonostante l’eliminazione del Ford #2, Luke Baldwin prende comunque parte alla Team EJP 175 alla guida del Ford #33, che gli viene “prestato” da Muniz. Dawson Sutton, invece, torna alla guida dello Chevrolet #26, che, come scritto in precedenza, ha lasciato (anche se per poco) nelle mani di Breidinger.
Layne Riggs è già quasi campione della regular season. Per aggiudicarsi la prima posizione al termine della porzione inaugurale del campionato, il figlio d’arte deve tagliare il traguardo almeno in ventitreesima posizione.
Oltre a Riggs, anche Honeycutt, Smith, Eckes, Ruggiero e Majeski hanno già ottenuto l’accesso matematico alla Chase. Gli ultimi quattro posti sono contesi tra 10 piloti: Enfinger, Rhodes, Hemric, Ankrum, Friesen, Garcia, Queen, Perez, Gray e Haley.
La gara
La partenza sorride a Riggs, che riesce immediatamente a prendere la testa della gara dalla corsia esterna grazie alla spinta di Zilisch, Honeycutt, leader della linea interna, si accoda definitivamente al rivale in curva 2.
Un tamponamento a catena, però, blocca tutto. Un contatto multiplo che coinvolge, fra i tanti, Garcia, causa danni importanti sul Ford di Baldwin, che resta fermo sulla linea di partenza, obbligando la pace car ad entrare in pista. Il sostituto di Muniz, con un po’ di aiuto, rientra in pit lane per un intervento a cofano aperto prima di venire spedito dal team nel box.
La ripartenza seguente è quasi una fotocopia della precedente. Riggs, infatti, sfrutta la spinta di Zilisch per imporsi su Honeycutt, primo a scattare dalla linea interna, all’esterno. La differenza la fanno i “tempi tecnici”, visto che, in questo caso, sia il Ford che lo Chevy superano fisicamente il Toyota già prima di curva 1.
Ben presto, però, la corsa tornerà in regime di caution. Al giro 13, infatti, Nemechek si rende protagonista di un inserimento estremamente aggressivo in curva 2, che lo porta a toccare lo spigolo posteriore sinistro dello Chevy di Lewis. Ad avere la peggio è, ovviamente, il campione in carica del CARS Late Model, che, dopo essere andato in testacoda, sbatte in modo aggressivo il “cassone” contro le barriere esterne del tracciato. Dopo aver ricevuto un piccolo aiuto, il portacolori Niece si reca nei box per ricevere delle riparazioni importanti al suo mezzo. Lucky dog per Baldwin, rientrato in pista pochi secondi prima dell’esposizione delle bandiere gialle.
Il restart non preoccupa in alcun modo Riggs. Il leader della Truck Series, infatti, riesce a mettere le ruote davanti a Zilisch, diventato leader della corsia interna, dall’esterno. Nonostante ciò, la strada non si metterà in discesa per il figlio d’arte.
Già, perché Zilisch insidierà la leadership per molto tempo prima di superare Riggs al giro 36 grazie a un sorpasso netto in curva 1. Durante la fase centrale di gara si assiste al ritorno in pista di Lewis e alla discesa in classifica di Honeycutt, dovuta a una foratura lenta.
Connor Zilisch, pilota dello Chevrolet #71 di Spire Motorsports, conduce la corsa fino al termine del primo stage. Riggs, Hemric, Smith, Bell, Ruggiero, McKee, Enfinger, Garcia e Boschele completano la top 10.
Il secondo posto sotto la bandiera a scacchi biancoverdi permette a Layne Riggs di conquistare la regular season con 120 giri di anticipo. Enfinger, inoltre, si qualifica alla Chase grazie alla P8 ottenuta al termine della porzione inaugurale di gara. Situazione opposta, invece, per Haley, che perde ogni chance di lottare per il titolo. La corsa riprende al termine della prima sosta di giornata, in cui Sutton torna a pieni giri.
Garcia, alla ricerca disperata di punti per prendere parte alla Chase, si ritrova a guidare il gruppo all’inizio del secondo stage. Il pilota di ThorSport, a capo della linea esterna, viene però superato da Riggs, interno, alla 2 prima di riuscire a imporsi nuovamente sul già campione della regular season.
Garcia inizia così a staccarsi dal gruppone. La fuga del nativo della Georgia, però, si rivela meno semplice del previsto soprattutto grazie alla rimonta improvvisa di uno dei suoi rivali, Smith. L’ex prospetto di TRD, infatti, guadagna molto terreno nei confronti del compagno di marca prima di effettuare il sorpasso al giro 74, più precisamente in curva 1.
Al giro 76, però, la furia di Smith viene bloccata da una caution. Il motivo di questa neutralizzazione è un testacoda di Boyd, che ha portato il suo Chevrolet (proprio il #76) contro le barriere di curva 4vdopo essere stato toccato da Colin Braun. Per via dei danni estetici subiti, il pilota-owner di Freedom Racing Enterprises si ritrova costretto al ritiro.
Durante la neutralizzazione si verificano delle soste addizionali per Ankrum (dovuta a delle vibrazioni provenienti dal fondo) e Gray (alla disperata ricerca della qualificazione alla Chase). Honeycutt, primo fra i doppiati, può tornare a incutere timore grazie alla regola del lucky dog.
Smith sfrutta sia la linea esterna, sia la spinta di Zilisch, per imporsi sul primo pilota situato sulla fila interna, Garcia (tra l’altro autore di uno stacco di frizione che lo ha portato a slittare particolarmente). Entrambi i piloti sopracitati superano il portacolori ThorSport in curva 2.
Alla 3, Zilisch tenta già il sorpasso nei confronti di Smith, che si difende in modo abbastanza semplice. Il pilota proveniente dalla Cup Series, però, non molla. Al giro 84, in curva 2, Connor porta la sagoma del suo Chevrolet al fianco di quella del Ford del rivale, che si ritroverà costretto a cedere la testa della corsa alla 4.
Connor Zilisch fugge in solitaria fino al termine del secondo stage. Smith, Riggs, Bell, Garcia, Ruggiero, Hemric, Boschele, Mosack e Friesen completano la top 10. si chiude con 65 giri di anticipo la ricerca della Chase da parte di Gray.
Durante la seconda sosta di giornata, alcuni piloti, tra cui spiccano Friesen e Christopher Jr., montano solamente due gomme nuove per guadagnare posizioni. Ankrum svolge nuovamente dei controlli sul fondo del suo Silverado. Queen fa rivivere le sue flebili speranze di qualificarsi alla lotta per il titolo grazie al lucky dog.
Come annunciato in precedenza, all’inizio del terzo stage sono diversi i nomi che popolano l’alta classifica. Friesen, interno, è autore di un restart molto preciso. Non si può dire lo stesso per il compagno Christopher Jr., esterno, che viene superato nell’arco del primo giro da Riggs, Gray e McKee.
La leadership di Friesen, come ampiamente prevedibile, non si rivela eterna. Il canadese, infatti, viene ben presto agganciato da un Riggs molto veloce, che recupera la prima posizione senza grosse difficoltà durante il passaggio numero 118.
La caution, però, è dietro l’angolo. Al giro 120, infatti, Nemechek perde il controllo del proprio Tundra all’ingresso di curva 3, generando una carambola che coinvolge, fra gli altri, Wright e Hill. L’#81 in particolare subisce grossi danni, che lo costringeranno a rimanere fermo nei box per molto tempo. Sosta addizionale per Garcia, riparazioni al fondo per Ankrum, lucky dog per Braun.
La ripartenza regala gioie a Riggs, esterno. Non si può dire lo stesso per Gray, interno, che perde immediatamente terreno, venendo superato già in curva 2 da Friesen e Ruggiero, scattati dalle file seguenti.
La corsa viene nuovamente interrotta durante il giro 131, quello in cui Smith, interno, allarga la linea in curva 2 e tocca Bell, che va in testacoda. I due piloti Toyota sfruttano la caution per sostare, mentre Hill recupera un miglio sulla concorrenza. Un cedimento delle sospensioni obbliga Emerling al ritiro durante il periodo di neutralizzazione.
La ripartenza sorride, come previsto, a Riggs, che, dall’esterno, si impone senza alcun tipo di difficoltà su Ruggiero, interno. Nonostante un errore in percorrenza di curva 2, il già campione della Cup Series, mantiene la testa della classifica
Durante la seconda parte dell’ultimo stage, si verifica una lotta al cardiopalma per l’ultimo posto nella Chase. A differenza di Rhodes ed Hemric, ben distanti dalla cosiddetta “cut line”, Ankrum, Garcia e Friesen si ritrovano a lottare sul filo del rasoio per strappare l’ultimo pass valido per la Chase. Wright si ritira al giro 146 a seguito dei postumi dell’incidente subito poco prima
A ribaltare le carte in tavola ci pensa Boschele, che, a seguito di un testacoda in curva 2, disintegra il suo Toyota contro le barriere. Questo incidente porta il caos in pista, soprattutto per i piloti che si trovano sulla “tagliola”. I piloti di bassa classifica sfruttano la caution per svolgere una sosta addizionale. Tyrrell lucky dog.
Si giunge quindi all’overtime. La prima ripartenza “supplementare” premia Riggs, esterno, è autore di uno stacco di frizione certosino che gli permette di guadagnare terreno su Ruggiero, interno, che, nonostante ciò, non vuole assolutamente lasciarsi sfuggire la vittoria.
Il detto “La fortuna aiuta gli audaci” non sempre garantisce gli effetti sperati. In curva 2, Ruggiero allarga la traiettoria e tocca la fiancata sinistra del Ford di Riggs. La differenza di velocità tra i due fa sì che il giovanissimo di Tricon perda il controllo del proprio mezzo, che si ferma nel bel mezzo della carreggiata.
Ruggiero viene centrato da Mosack, che viene a sua volta tamponato da Eckes e Ankrum, oltre a venire sfiorato da Perez. I vari truck coinvolti nell’impatto virano verso l’esterno dell’ovale, dove si trova Sutton, che viene a suo modo coinvolto in questa carambola. Il truck che viene danneggiato di più nell’urto è quello di Mosack, che si deve ritirare a poche miglia dalla bandiera a scacchi. Anche Ruggiero si ferma dai meccanici per svolgere delle riparazioni. Nemechek sfrutta la carambola e guadagna un giro.
Il secondo overtime di giornata sorride ancora a Riggs, che parte meglio del compagno Smith. Il campione della regular season, scattato dalla linea esterna, si impone fisicamente sul rivale, originariamente leader della corsia interna, in uscita da curva 2.
Layne Riggs si aggiudica la Team EJP 175 al New Hampshire Motor Speedway grazie a una serie di restart perfetti. Smith, Honeycutt, Friesen, Zilisch, McKee, Bell, Hemric, Haley e Eatmon completano la top 10.
Layne Riggs, nato 24 anni fa a Bahama, North Carolina, ha conquistato il suo sesto successo stagionale (e undicesimo in assoluto) nella NASCAR Craftsman Truck Series. Il figlio d’arte si è portato a casa meritatamente il titolo della regular season grazie a una serie di performance convincenti, soprattutto nella seconda metà della porzione inaugurale del campionato.
I risultati odierni
La classifica della “Team EJP 175”
La classifica generale
Così in campionato al termine della regular season della NASCAR Truck Series 2026
Layne Riggs si aggiudica il titolo della regular season con 825 punti. Durante l’ultima gara si sono qualificati alla Chase Enfinger, Hemric, Rhodes e Ankrum, in grado di guadagnare i punti necessari per superare la “cut line” solo durante il primo Overtime.
I prossimi appuntamenti
Il programma del weekend a Richmond verrà chiuso con la Gara della NASCAR Cup Series, la cui procedura di partenza è prevista per le 20.00. I piloti che prendono parte alla NASCAR Craftsman Truck Series si prenderanno quasi un mese di pausa, visto che la diciannovesima gara del campionato (e prima della Chase), la UNOH 250 al Bristol Motor Speedway, si svolgerà giovedì 17 settembre (sarà già venerdì notte in Italia). Durante quel weekend, la terza categoria delle stock car farà da supporto a NASCAR Cup Series, NASCAR O’Reilly Auto Parts Series, ARCA Menards Series e ARCA Menards Series East.
Immagine: Media NASCAR
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