NASCAR | Truck Series: Nemechek vince pure a Charlotte!

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Malgrado il tetto ammaccato per aver centrato un detrito nel brutto incidente fra Hutchens e Sauter, Nemechek porta a casa la terza vittoria stagionale


Prima e dopo lo spavento non c’è stato niente per nessuno: Nemechek ha dominato la seconda metà di gara e si è preso un’altra vittoria, confermando così quanto di buono c’è nell’accoppiata con il Kyle Busch Motorsports. Lo spavento è stato l’incidente molto violento, ma anche evitabile, fra Hutchens e Sauter; per fortuna entrambi i piloti ne sono usciti indenni e il Truck di Nemechek è passato in mezzo ai detriti senza riportare danni elevati. L’ennesimo esame di coscienza che la Nascar dovrà fare in questo mese.

La gara

Dopo delle prove libere complicate dal PJ1, la resina che in teoria dovrebbe fornire più aderenza, ma che se non entra in temperatura è come ghiaccio, con ben sei bandiere rosse in 55′, sette vetture che perdono il controllo, incluso Nemechek, due muletti necessari (Peters e Dollar) e molti piloti decisamente contrariati, le qualifiche vengono cancellate per un scroscio di pioggia e ciò rende felici tutti i 38 iscritti, perché con le prove cronometrate ci sarebbero stati due DNQ, così invece la griglia passa a 40 e dunque l’algoritmo qualifica tutti.

Alla bandiera verde Todd Gilliland, che ha conquistato così la pole, sceglie l’interno, tuttavia dall’esterno Creed in curva3 – con qualche rischio – gli si mette davanti e Sheldon prova subito la fuga; Todd scivola in terza posizione dietro ad Austin Hill e fatica a tenersi dietro Nemechek.

Il gruppo ha paura del PJ1 e cerca di mantenersi in fila indiana all’interno, tuttavia qualcuno prima o poi deve fare da volontario ed andare a scaldare la pista anche all’esterno. Il primo ad avere problemi dopo sette giri è Peters, il cui muletto ha guai al servosterzo e sarà costretto presto al ritiro, mentre CJ McLaughlin (l’unico delle libere ad essere finito solo in testacoda e non a anche a muro) stavolta si appoggia alle barriere riuscendo a proseguire.

Dopo la prima fase difficile, Gilliland si riprende e non solo si tiene dietro Nemechek, ma a metà stage prova anche a ripassare Hill, riuscendoci poi ai -6 venendo seguito subito dal leader della generale; nel gruppo appena fuori dalla top10 la lotta è intensa, con Deegan, Kraus, Ryan Truex, Rhodes e Sauter protagonisti alla ricerca di una rimonta. Creed intanto non ha problemi, ha 3″ di margine, doppia molte vetture e vince la prima stage su Gilliland, Nemechek, Hill, Zane Smith, Ankrum, Kraus, Crafton, Rhodes e Deegan.

Al primo giro di soste in uscita dalla pit lane i leader sono 3-wide con Gilliland che precede Nemechek e Creed, sceso così dalla prima alla terza posizione; tripla sosta invece per Hocevar per alzare la vettura per risolvere un problema d’assetto. Alla ripartenza Todd, a differenza del via, sceglie l’esterno, tuttavia nemmeno in questa occasione è fortunato, dato che Creed spinge Nemechek in testa, mentre Hill non lo supporta, e Todd scivola così quarto dietro anche a Zane Smith. Nel gruppo, in un 3-wide Chandler Smith stringe a muro Sauter in curva4; per fortuna l’unico guaio è la foratura per Johnny, poi anche Smith perde terreno per un danno al retrotreno.

Mentre i piloti osano sempre di più sul PJ1, in testa Nemechek non ha problemi a gestire Creed alle sue spalle, tuttavia a rovinargli la stage ci pensa una caution nel finale ai -11. Protagonisti sono Gray e Holmes, i quali erano in lotta per la 15esima posizione, con Bret che attacca in curva3, tocca l’apron e finisce in testacoda e a muro e Tanner finisce a sua volta in testacoda per evitarlo.

La pit lane si apre e ad approfittarne sono in pochi (Ankrum, Hocevar, Chandler Smith, Gray, Enfinger e Friesen), mentre Sauter non può prendere la wave around e rimane staccato di due giri. Si riparte ai -6 e Zane Smith all’interno spinge Nemechek, mentre Creed all’esterno precipita in mezzo al gruppo, finisce in un 3-wide e in curva3 al suo interno Gilliland finisce loose; Todd con l’ultimo contatto manda la #2 in mezzo la pista e nell’effetto pendolo Sheldon colpisce Purdy. Altra caution e sia per Creed, che per Purdy la gara finisce qua.

La strategia si fa ancora più interessante perché Nemechek, Rhodes, Deegan e Wood decidono di fermarsi ai box anticipando il break. Nello sprint finale di un giro, Zane Smith parte male ed Austin Hill al suo esterno quasi lo passa, tuttavia in curva3 Zane tiene giù e vince la stage davanti allo stesso Hill, Majeski (al debutto stagionale su una quinta vettura ThorSport), Kraus, Ryan Truex, Crafton, Hocevar, Friesen, Enfinger e Nemechek; in coda in curva3 Self finisce in testacoda, mentre Ankrum (che era stato sfiorato da Self) lo imita dopo il traguardo. Per fortuna entrambi non riportano danni.

Il giro di soste premia Austin Hill, il quale si porta davanti a Zane Smith (che però si prende una penalità), Kraus, Majeski e Crafton (che è tutt’altro che felice del pit stop appena avvenuto), tuttavia a prendere il comando è Hocevar su Friesen, Enfinger e Nemechek che si erano fermati alla caution precedente.

Si riparte ai -66 e dall’esterno Friesen balza subito al comando seguito da Eckes che vince il 3-wide con Nemechek ed Hocevar. John però è scatenato e in meno di un giro passa Hocevar all’esterno, poi si tuffa all’interno di Friesen ed Eckes sul rettilineo opposto e li scavalca in un sol colpo e pure Hocevar ne approfitta. Christian è quello che accusa di più il colpo venendo attaccato anche da Hill.

Con un Nemechek in totale controllo, si arriva all’ultimo giro di soste sotto green con il leader che ha oltre 4″ sul trio Hocevar-Friesen-Hill e 10″ sul quartetto composto da Rhodes, Eckes, Crafton e Gilliland. Sono il secondo e terzo in classifica ad aprire la pit lane ai -34, seguiti nel corso di pochi giri da tutti gli altri; nessuno ha problemi e così Nemechek rimane al comando.

In successione Eckes, Ankrum (poi sosta lenta), Zane Smith e Truex provano ad andare lunghi alla ricerca di una caution che riapra la loro gara, ma non arriva e quindi ai -21 Nemechek torna in testa. Poi, subito dopo, l’incidente pauroso ai -20.

Crafton entra in pit lane col motore in fumo ed i commissari non vedono (non è una supposizione, è una grave ammissione successiva) che Hutchens sta procedendo a rilento dopo essere finito a muro in uscita di curva4. La direzione gara non chiama così la caution, Sauter non si avvede del rivale (erano a pari giri dopo i guai di Johnny) e lo centra, praticamente strappando via tutto il lato destro della vettura. Un bruttissimo incidente sicuramente evitabile e le polemiche aumentano per il ritardo nei soccorsi a Sauter che comunque dice subito di stare bene.

A rimediare dei danni sono anche Dollar e persino Nemechek, il quale centra un detrito e l’ammaccatura al tetto è talmente grande che crede di aver centrato addirittura una gomma, ma non è così. Nessuno ha set di gomme disponibili e quindi ai -10 Nemechek riparte al comando e ci rimane seguito da Hocevar dopo un tentativo di Rhodes e Hill che non va a buon fine soprattutto per il secondo. Per fortuna gli ultimi giri sono tranquilli e si arriva senza problemi al traguardo.

Nemechek vince così la terza gara stagionale davanti ad Hocevar, rookie sempre più convincente, Rhodes, Friesen, Gilliland, Chandler Smith, Majeski, Kraus (finalmente una gara fortunata per lui a differenza di Gray, a muro nel finale quando era già doppiato), Austin Hill e Zane Smith.

In campionato Nemechek amplia la sua leadership e conferma il suo dominio e quello del KBM sugli ovali da 1.5 miglia. Batterlo ora e a fine stagione sembra sempre più difficile.

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Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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