NASCAR | Truck Series: Nemechek precede Kyle Busch a Las Vegas!

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Doppietta KBM in Nevada con il giovane Nemechek che vince davanti al titolare plurititolato rallentato anche da una foratura


Una gara dominata e quando fra gli sconfitti c’è anche il re, nonché il proprio team owner, Kyle Busch allora la serata non potrebbe essere migliore. Ok, Rowdy ha forato a due terzi di gara, però anche in condizioni ottimali per lui non sarebbe stato facile battere un John Hunter Nemechek scatenato in questo inizio di 2021 e che ora è in testa alla classifica generale con un buon bottino di punti.

La gara

Il weekend di Las Vegas inizia nel segno del giallo e del blu, ma non è un buon segno. Sono ben 10 infatti i Truck su 40 che al momento dell’iscrizione non hanno sponsor e dunque si presenteranno in pista bianchi o senza marchi. E allora, in uno dei suoi soliti slanci di generosità, Marcus Lemonis (CEO di Camping World, già title sponsor del campionato) decide di mettere giù i soldi di tasca propria: 15000$ per ciascuno dei Truck senza sponsor per mettere il proprio logo sulla vettura, poi rilancia, se arriverà una top10 allora pagherà 25000$, 35000$ per una top5 e infine 50000$ per una eventuale vittoria. Alla fine per Lemonis il bonifico di 150000$ diventerà di 170000$.

L’algoritmo dopo le due vittorie di Daytona non può non dare la pole position a Ben Rhodes davanti a Sheldon Creed, il campione in carica costretto anch’egli alla soluzione Lemonis ed è forse il segnale peggiore di questa iniziativa, ma gli occhi di tutti ovviamente sono sulla prima delle cinque gare stagionali di Kyle Busch, alla caccia della vittoria numero 60 – tra l’altro sulla pista di casa – nella categoria.

Al via Rhodes scatta bene ma in curva2 a prendere il comando è Creed seguito da Nemechek mentre Ben scende subito in terza posizione attaccato dal compagno di squadra Crafton; al terzo giro subito caution a causa del testacoda di Roper. Solo Fogleman va ai box per riparare la strisciata al muro riportata nel primo giro e poi si riparte con 24 giri da disputare nella prima stage e ancora una volta il leader perde la prima posizione, con Creed che viene scavalcato da Nemechek.

A parte il citato incidente iniziale, le prime due stage scorrono via veloci. Al giro 8 Kyle Busch, favorito in parte anche dalla caution, è già nella top10 e dunque tutti iniziano a temere l’inevitabile; il primo dei big ad avere problemi è Hocevar, costretto ad una sosta sotto green e che gli fa perdere un giro. A metà della prima stage Nemechek mantiene la leadership davanti a Creed, Crafton, Friesen e Kyle Busch, quinto dopo aver passato Eckes. Poi però la sua rimonta stalla, probabilmente per un assetto non perfetto e per aver dovuto dare tanto con le gomme.

Il secondo big a finire ko è Kraus, ai box col cofano alzato dopo una perdita di potenza; perderà otto giri e chiuderà 32°. Davanti invece non ci sono problemi per Nemechek che vince la prima stage davanti a Creed, staccato di 3″, Crafton (con una gomma sulle corde), Kyle Busch, Friesen, Eckes, David Gilliland, Rhodes, Chandler Smith ed Enfinger, al volante in questa occasione della vettura di Rohrbaugh. Il primo giro di soste premia lo stesso Nemechek che rimane al comando davanti a Creed e Kyle Busch, ora terzo.

Si riparte e Busch spinge il compagno di squadra davanti, poi però inizia a fumare, probabilmente per le pressioni delle gomme troppo basse con la posteriore sinistra che sfrega sulla carrozzeria. Kyle prosegue ma per il momento deve alzare il piede e rimanere dietro a Creed. Nel gruppo intanto si lotta duramente, con Zane Smith, Austin Hill e David Gilliland a lungo 2- e 3-wide e ci sono anche dei leggeri contatti, al punto che un Smith non felice della guida di Gilliland è costretto ad una sosta fuori sequenza; ad affondare – almeno all’apparenza – la sua gara ci pensa anche una penalità per eccesso di velocità in pit lane.

In testa Nemechek guida mentre Creed fa un po’ da tappo alla coppia Busch-Friesen, poi all’improvviso alza il piede, la pressione dell’olio crolla e il suo motore perde l’uso di uno degli otto cilindri (alla fine sarà la classica candela mal collegata); Sheldon prosegue ma perde numerose posizioni. Senza più Creed di mezzo, Rowdy in un attimo colma il divario da Nemechek e lo sorpassa al giro 48, dunque a 13 dalla fine della stage che poi Busch, protagonista anche di un bel traverso in curva4, vince davanti allo stesso Nemechek, Friesen, Crafton, Rhodes, A.Hill, Enfinger, D.Gilliland, Eckes ed Ankrum; Creed riesce a resistere e chiude 14°.

Il secondo giro di soste premia lo stallo migliore di Friesen che precede Nemechek, Busch, Crafton e A.Hill, mentre Chandler Smith si prende una penalità per una ruota vagante in pit lane, poi inizia la solita girandola di caution della stage finale, con ben sei incidenti negli ultimi 67 giri. Alla ripartenza il tandem Nemechek-Busch riprende subito il comando, tuttavia la tregua dura poco, infatti in curva2 Conor Daly, al debutto stagionale, finisce violentemente a muro e poi anche a fuoco (pilota ok) coinvolgendo anche Creed e Tyler Hill. A beneficiare di questa caution è Zane Smith che con la combinazione wave around+lucky dog recupera i due giri persi.

Si riparte ai -59 e ancora una volta la coppia KBM funziona con Kyle Busch che momentaneamente sacrifica il secondo posto per lasciare in testa Nemechek. Rowdy deve lottare con Friesen e Hill la battaglia non è semplice, tuttavia con un magnifico sorpasso nel mezzo del 3-wide in curva1 se li rimette dietro. Poco più tardi un’altra caution, con il terzo pilota del KBM Chandler Smith che finisce a muro in uscita di curva2.

Inizia il gioco delle strategie (Moffitt, Rhodes, Sauter, Gilliland e Creed fra i big), la maggior parte dei piloti rabbocca ma c’è anche chi si gioca ora l’ultimo set di gomme a disposizione. Nuova bandiera verde ai -51 e stavolta Busch al choose cone sceglie di stare al fianco di Nemechek e ciò basta per rimanere ad entrambi davanti a tutti, seppur per poco infatti la posteriore sinistra di Rowdy soffre dello stesso problema di prima e, a causa delle pressioni basse, sfrega contro il passaruota stavolta portando alla foratura. Busch salva la vettura in curva4 e poi nel giro di rientro Kyle finisce – volontariamente o no, questo non verrà mai detto – in testacoda per un’altra caution.

Questa interruzione manda tutti i leader ai box e così a portarsi in testa è Moffitt che si era fermato alla caution precedente; Kyle Busch invece fra testacoda, sosta e riparazioni perde un giro ed è 29°, tuttavia la chance per recuperare tutto arriva in fretta, dato che poco dopo la ripartenza dei -39 arriva il big one. Succede tutto in curva1 dove Lessard nel mezzo del 3-wide va a sinistra non accorgendosi che lì c’è già David Gilliland e nella carambola verso il muro travolge anche Ryan Truex, Holmes e in maniera minore Creed, Self e la Deegan. E Kyle Busch torna a pieni giri potendo ripartire 25°.

Si riparte di nuovo ai 31 giri dalla fine e la prima posizione di Moffitt dura lo spazio di pochi metri, poi viene affiancato all’interno da Nemechek (che nei tre giri precedenti di green era passato da settimo a secondo, il quale a sua volta viene infilato sull’apron da un audace Austin Hill. Il trio viaggia 3-wide fino al rettilineo opposto, poi in curva3 John Hunter tiene giù il piede e torna davanti potendo allungare fin da subito come in precedenza. La sua fuga insieme ad Hill nello stint sotto green più lungo di tutta l’ultima stage (12 giri) viene fermata dall’incidente di Roper e Tyler Hill. E Kyle Busch avrà un’altra chance, stavolta da dentro la top10.

Qualcuno ne approfitta per un’ultima modifica ai box, per un set di gomme rodate o uno nuovo per chi aveva deciso di tenere duro fino ad ora come Kligerman. La bandiera verde viene sventolata ai -13 e Nemechek non ha problemi anche perché Hill scatta al rallentatore, tuttavia basta un paio di giri per avere un altro incidente, l’ultimo per fortuna della serata. Sul rettilineo opposto il 4-wide non va a buon fine, Anderson si allarga, Purdy sbanda, tocca a sinistra lo stesso Anderson il quale a sua volta travolge l’innocente Ankrum che così porta a casa un altro risultato da buttare.

L’ultima ripartenza vede ai -6 Nemechek e Kyle Busch – già terzo – all’interno, Hill e Crafton all’esterno e ovviamente il duo KBM scatta bene lasciando alle spalle i rivali. Tuttavia Rowdy non riesce ad attaccare il compagno di squadra che, anzi, allunga leggermente, quel tanto che basta per non essere impensierito nei metri finali. John Hunter Nemechek vince così la settima gara in carriera e dimostra che l’autoretrocessione dalla Cup alla Truck Series per puntare al titolo finora è stata la scelta corretta. Dietro al figlio e nipote d’arte chiudono Busch, Austin Hill, Friesen, Crafton, Zane Smith (da -2 giri a sesto), Enfinger (miglior Truck sponsorizzato Camping World), Kligerman, Eckes e Rhodes.

In campionato Rhodes rimane al comando della griglia playoff però in classifica generale Nemechek balza davanti a tutti con ben 150 punti, dunque 50 di media per gara sui 60 a disposizione, e mette una seria candidatura al titolo. Problemi invece per molti big come Moffitt, Truex, Gray, Kraus e Ankrum, già con un notevole ritardo dalla top10 che permetterebbe la qualificazione ai playoff.

I risultati odierni

La classifica della “Bucked Up 200”

La classifica generale

Così in campionato dopo 3 gare su 22

I prossimi appuntamenti

Oggi alle 22:30 sempre a Las Vegas correrà la Xfinity Series mentre domani alle 21:30 sarà la volta della Cup Series. I Truck torneranno in pista fra due settimane, il 20 marzo ad Atlanta.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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