NASCAR | Truck Series: Moffitt beffato, Creed campione all’ultima ripartenza!

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La gara è dominata dal GMS Racing, Enfinger tenta la carta della strategia, ma Creed è il più rapido nell’overtime decisivo


Una stagione in una gara, forse bastava vedere le altre corse del 2020 per capire subito come sarebbe andata a finire anche a Phoenix. Brett Moffitt ha guidato a lungo, a tratti dominato, tuttavia a festeggiare alla fine non è stato lui, beffato in questo caso da una caution a due giri e mezzo dalla fine quando aveva oltre 2″ di vantaggio sul più vicino degli avversari. Tutto si è risolto all’overtime e a prevalere dalla confusione è stato il suo compagno di squadra Sheldon Creed, il quale grazie al quinto successo stagionale almeno ha portato lo stesso il titolo al GMS Racing.

La gara

A Phoenix è già sera e ci sono 25°, il clima ideale per un gran finale del genere. L’algoritmo è progettato per lasciare nelle prime due file i quattro contendenti e a prendersi la pole è Grant Enfinger, reduce dal successo di Martinsville, davanti a Zane Smith, Sheldon Creed e Brett Moffitt. Tutti e quattro hanno motivo di credere che possono vincere.

Infatti Enfinger è il vincitore della gara più recente su uno short track e vuole sfruttare la lotta interna al GMS Racing da cui provengono i suoi tre rivali. Moffitt vuole puntare sull’esperienza conseguente al titolo del 2018 e della vittoria a Phoenix che ha nel palmares, Creed invece è quello più vincente – al pari di Grant – nel 2020 e il successo di Gateway potrebbe essere indicativo, infine Smith malgrado la giovane età ha corso già a Phoenix in Xfinity Series con il JR Motorsports ed era arrivato addirittura quinto.

In questo winner takes all dalle mille variabili, infatti gli altri piloti non staranno a guardare, arriva all’improvviso una spiacevole sorpresa: inizia a cadere qualche goccia di pioggia. Per fortuna tutto si risolve in un paio di minuti e la gara può iniziare regolarmente. Alla bandiera verde Creed dalla terza posizione si tuffa subito all’interno della dogleg seguendo Smith mentre Moffitt passa Enfinger all’esterno. In mezzo giro Grant passa da primo a quarto e le redini della gara sono già nelle mani del GMS Racing.

Enfinger ci mette qualche giro a riprendersi dopo quanto successo e per sua fortuna alle sue spalle c’è il compagno di squadra Crafton, che ha passato Eckes, tuttavia il distacco dopo appena cinque giri da un arrembante Zane Smith è già di 3″. Il rookie inoltre allunga sui compagni di squadra Creed e Moffitt e dopo 10 giri il margine è di 2″. Con il passare delle miglia Enfinger accelera e a metà stage è di nuovo vicino a due dei tre rivali per il titolo.

Cominciano i doppiaggi (c’è pure un contatto fra Moffitt e Ogata) ed iniziano ad emergere i piccoli problemi di assetto, non gravi comunque, Smith non ha un buon feeling con i freni, Creed ha un po’ di sovrasterzo, Moffitt il contrario e invece Enfinger paga sullo short run. Quello più in difficoltà nella seconda metà della stage, anche per i doppiati da passare, è proprio Zane, tuttavia riesce a gestire la rimonta di Creed il quale si scrolla di dosso Moffitt. Z.Smith vince dunque la prima tranquilla stage davanti a Creed, Moffitt, Enfinger, Crafton, Rhodes, Ankrum, Eckes, Friesen e Kraus; soli 19 piloti a pieni giri con C.Smith lucky dog.

https://twitter.com/NASCAR_Trucks/status/1324884266141052933?s=20

Il primo giro di soste è anche occasione di aggiustamenti di assetto e dalla pit lane esce in testa Creed precedendo Moffitt, Smith ed Enfinger che non riesce a sfruttare il primo stallo in pit lane. Al primo choose cone di serata Sheldon e Grant scelgono l’interno tuttavia il più aggressivo è Rhodes che attacca alla dogleg anche Enfinger – che finisce loose in curva1 e perde ulteriore tempo – e passa in terza posizione.

Davanti Creed e Moffitt non hanno problemi, anzi Brett inizia a puntare subito il compagno di squadra. Dietro di loro Smith con un giro di ritardo scavalca Rhodes e cerca di rimanere attaccato al duo di testa mentre Enfinger è sesto dietro anche a Friesen per qualche minuto. Il duello fra Sheldon e Brett è intenso con il primo che sfrutta il traction compound all’esterno ed il secondo invece che attacca all’interno. A lungo i due sono affiancati ma il primo tentativo non va a buon fine.

Ci vuole il secondo attacco, complici anche long run e doppiati e nello specifico Bohn, per finalizzare il sorpasso di Moffitt a Creed a 15 giri dalla fine della stage. Il fatto sorprendente è che pochi secondi più tardi Sheldon venga passato anche da Zane e perde notevole terreno, dovendo pure resistere negli ultimi metri agli attacchi di Rhodes. Moffitt vince dunque la seconda stage davanti a Z.Smith, Creed, Rhodes, Enfinger, Friesen, Ankrum, Lessard, Eckes e Mayer.

Vista la gara tranquilla la sosta che arriva è già potenzialmente decisiva e rischia di esserlo ancora prima di entrare in pit lane, infatti Creed frena forse un po’ troppo all’ingresso e dietro di lui si crea quasi un tamponamento a catena con Friesen che tocca il paraurti di Enfinger. Per fortuna non ci sono danni e all’uscita dai box Moffitt è ancora in testa e a seguirlo ci sono Smith, Creed ed Enfinger. Al choose cone Brett e Sheldon scelgono la traiettoria interna e si riparte così a 52 giri dalla fine.

Rhodes e Friesen ci provano di nuovo e Ben ancora una volta per qualche metro è in terza posizione, tuttavia Smith si riprende la posizione in poco tempo mentre Enfinger è quinto a difendersi da Eckes ma non avrà successo. Anche Creed ci prova subito su Moffitt, tuttavia la foratura con conseguente caution provocata da Hocevar raggruppa tutti dietro la pace car.

Malgrado gli appena sei giri di green Enfinger ed il suo box hanno già capito che serve altro per vincere gara e titolo e dunque decide di andare ai box a cambiare gomme insieme a Gilliland, A.Hill, Gray, Bayne, C.Smith e Self. Grant ripartirà alla bandiera verde dei -38 dalla 12esima posizione mentre davanti dopo un 3-wide Rhodes riesce a passare finalmente Z.Smith ed è 3°; anche Creed ci riprova ma inutilmente.

Come sul finale della stage precedente però Sheldon non sembra avere il migliore Truck e così Rhodes riesce ad attaccarlo favorendo allo stesso tempo la fuga di Moffitt; dietro di loro c’è Smith, tuttavia si fa sempre più vicino Enfinger che a gomme fresche passa in media una vettura ogni due-tre giri. Ai -25 Brett ha accumulato 1.6″ sul quartetto composto da Creed, Rhodes, Smith ed Enfinger.

Il primo tentativo di Grant su Zane non va, ma il secondo mezzo giro più tardi sì, poi il compagno di squadra Rhodes non lo ostacola troppo e così ai -15 Enfinger è terzo, tuttavia lui e Creed sono ormai a 3.5″ da un Moffitt sempre più vicino al titolo. Come fatto con Smith, Enfinger passa Creed alla seconda chance, tuttavia quando completa la manovra ai -11 il distacco è addirittura di 4.3″.

Enfinger ci mette tutto l’impegno e guadagna in media tre decimi ogni due giri, tuttavia questo non basta per colmare il distacco dalla vetta e dunque le uniche cose fra Moffitt ed il secondo titolo in carriera sono i doppiati ed una possibile caution. Brett riesce a gestire al meglio la prima (ai -4 ha ancora 2.7″ di margine), ma non può evitare la seconda: quando la #23 ha già iniziato il penultimo giro, in uscita di curva2 il doppiato Cram si gira sul muso di Gray e finisce a muro per la caution che manda tutti all’overtime.

In questi casi il leader è una cosiddetta sitting duck, ovvero qualsiasi cosa faccia è spacciato: Enfinger ha gomme più fresche, mentre gli altri possono tranquillamente andare ai box a giocarsi il tutto e per tutto. Stupisce però che a farlo sia Creed dalla terza posizione mentre è più normale la scelta di Zane Smith, nel frattempo scivolato in sesta posizione dietro a Rhodes e Friesen. Con loro ci vanno molti altri e così alla bandiera verde ripartiranno dall’ottava e nona posizione dietro a cinque piloti che non si sono fermati e ad Eckes e Friesen che hanno cambiato solo due gomme.

Al choose cone Moffitt sceglie l’interno davanti a Rhodes mentre stupisce la decisione di Enfinger di andare all’esterno, dietro inoltre pure Creed e Z.Smith scelgono l’interno in modo da attaccare subito alla dogleg. E alla bandiera verde infatti succede questo: Rhodes spinge un Moffitt non partito al meglio e lo manda nel mezzo condannando Brett fin da subito.

Il gruppo all’ingresso di curva1 è addirittura 5-wide, con Enfinger all’esterno a sua volta in un brutto sandwich. A sorpresa ad uscire in testa da curva2 è C.Smith seguito da Enfinger, tuttavia all’interno dopo aver fatto mezzo giro sull’apron c’è Creed il quale vede spalancarsi davanti a sé la porta del trionfo. In curva3 con una staccata poderosa passa Enfinger, in curva4 in accelerazione è la volta di C.Smith.

A seguirlo nell’ultimo giro ci prova il compagno di squadra Zane Smith che ha dovuto attaccare anche Rhodes ed Eckes, tuttavia il distacco accumulato è troppo, e anche tagliando all’estremo la dogleg recupera poco; Enfinger e Moffitt invece sono dispersi e ormai spacciati. Sheldon Creed vince così, con una ripartenza magistrale la gara di Phoenix, la quinta stagionale, ed il titolo della Truck Series davanti a Z.Smith, C.Smith, Eckes, Lessard, Friesen, Rhodes, Ankrum, Gilliland e Moffitt con Enfinger solo 13°.

Per il giovane Sheldon a 23 anni è l’ennesimo titolo della carriera (potrete leggere la lista completa poco più avanti), è anche il secondo titolo piloti per il GMS Racing (dopo Sauter nel 2016) ed il primo a squadre. Il team ha dominato alla fine sia la stagione, dato che sono arrivate 10 vittorie in 23 gare con cinque piloti diversi, che la gara finale, portando a casa la tripletta in campionato e che per molti giri era stato anche 1-2-3 in gara soprattutto non facendo danni.

Dispiace molto per Moffitt, beffato ad appena 3 km dal traguardo da una caution, però questo è il riassunto perfetto del suo 2020: sempre là davanti ma alla fine beffato da un compagno di squadra, anche in questo caso così come successo a Daytona e Gateway da Sheldon Creed.

Il campione

Sheldon Creed nasce ad Alpine, California il 30 settembre 1997. La sua carriera inizia a tre anni e, come è sempre più frequente fra i piloti, avviene non al volante ma in sella ad una BMX dove appena due anni più tardi vince già il campionato statale di categoria. Ben presto alla bici si sostituisce la prima minimoto e nel 2005 conquista i primi trofei nel motocross venendo anche invitato al Supercross Challenge nazionale della KTM dove arriva secondo. Tuttavia la mamma ha sempre più paura degli infortuni che potrebbe subire il figlio e così le ruote da due diventano quattro.

Creed rimane dunque sullo sterrato e pur correndo nelle consuete midget, rimane nel circuito nato proprio in California dell’Off Road Racing Series, gli organizzatori della famosa Baja 1000 e il punto di partenza da cui arrivarono proprio i fondatori della moderna Nascar Truck Series, scalando le varie categorie. Nel 2009 conquista le serie dedicate ai Junior 1 e Modified Karts, nel 2010 la Junior 2 Karts, nel 2012 la Super Lite e infine nel 2014 la Pro Lite.

Nel frattempo Sheldon, ad appena 15 anni e mezzo di età, viene chiamato da Robby Gordon per far parte dei piloti partecipanti alla stagione di debutto della categoria da lui creata in quel 2013, ovvero gli Stadium Super Trucks, enormi buggy che si sfidano durante i weekend di IndyCar e altre categorie su piste dotate di rampe per fare salti spettacolari. A luglio Creed conquista già la prima vittoria e a fine anno è quinto in campionato.

Il 2014 è l’anno della prima consacrazione, a fine anno è vicecampione dietro a Robby Gordon e agli X Games è medaglia d’argento, poi nel 2015 il doppio trionfo, sia in campionato, sia agli X Games di Austin, in entrambi i casi davanti al fondatore nella categoria. Il 2016 è ancora ricco di successi per Creed, visto che arriva il bis in campionato, stavolta precedendo Matthew Brabham.

Quella stagione è anche un momento di transizione per Sheldon, infatti a gennaio è il più giovane partecipante alla Dakar (ad appena 18 anni); per lui il raid purtroppo si conclude dopo otto tappe a causa di una squalifica, infatti dopo aver avuto problemi alla frizione, per cercare di tornare in tempo al bivacco aveva saltato troppi waypoint. Nel 2016 c’è anche il debutto nella ARCA Series (7° all’esordio) e nella Truck Series dove è 16° a Eldora.

Nel 2017 Creed si divide fra Stadium Super Trucks (stagione incompleta, quinto in campionato), K&N Pro Series, Xfinity (due gare sugli stradali con risultati trascurabili), Truck (ancora a Eldora, 37°) e soprattutto ARCA Series dove disputa 10 delle 20 gare in calendario conquistando cinque top5 e sette top10. Viene così confermato dal MDM Motorsports per il 2018, in questo caso per l’intero campionato. E Sheldon a sorpresa a fine anno si laurea campione, dominando la stagione portando a casa quattro vittorie e 16 top5 in 20 gare. Il vicecampione allora come oggi era il compagno di squadra e rookie Zane Smith.

Creed si fa notare così dai team owner della Nascar e dopo la terza esperienza a Eldora con il MDM (15°), in autunno Sheldon viene chiamato dal GMS Racing per sostituire per le ultime quattro gare stagionali Cody Coughlin, scaricato dopo la mancata qualificazione ai playoff e anche per problemi di sponsor. Dopo due corse di ambientamento, Creed conclude l’anno con un 10° posto a Phoenix ed un 5° a Miami che gli valgono la conferma in squadra per il 2019.

La vera stagione di debutto è molto promettente per Creed nonché spettacolare, dato che predilige una vettura molto sovrasterzante. Questo assetto garantisce sì molta velocità nelle prime fasi di gara, tuttavia sul long run i rischi crescono così come gli incidenti. Per metà stagione Sheldon litiga con il Truck e quando inizia a capirci qualcosa è ormai troppo tardi. Avrebbe l’occasione per ribaltare la situazione, tuttavia nelle ultime due gare della regular season, ormai obbligato a vincere per qualificarsi per i playoff, viene beffato ed è secondo sia ad Eldora che in Michigan e così viene eliminato. A fine anno sarà 10° in campionato con quattro top5 e 11 top10.

Siamo dunque al 2020, Creed viene riconfermato al GMS Racing e si capisce che è cambiato tutto rispetto all’anno precedente, c’è più maturità e feeling con la vettura. Alla settima gara in Kentucky vince la prima corsa in Nascar grazie ad un nubifragio che chiude la contesa in anticipo, poi arriva il bis sullo stradale di Daytona e due settimane più tardi si ripete ancora a Gateway, su un ovale piatto simile a Phoenix.

Con un bel bottino di playoff point in tasca, la sua qualificazione ai turni successivi viene confermata dalla vittoria in Texas che lo manda alla “Championship 4” dove, come raccontato qui sopra, grazie alla quinta vittoria stagionale si laurea campione completando l’abbinata anomala Stadium Super Trucks – Nascar Truck Series.

I risultati odierni

La classifica della “Lucas Oil 150”

La classifica finale

La classifica finale della “NASCAR Gander RV & Outdoors Truck Series 2020”

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 23:00 (con diretta su SI Motori) ci sarà l’epilogo della Xfinity Series seguito domani alle 21:00 (in diretta su DAZN) dal gran finale della Cup Series. I Truck invece torneranno in gara presumibilmente come da tradizione il primo weekend (12-14 febbraio) della stagione a Daytona, tuttavia il calendario 2021 della categoria non è stato ancora ufficializzato.

Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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