NASCAR | Truck Series, Martinsville #2 2026: niente ordini di scuderia in casa FRM, Chander Smith “toglie” una preziosa vittoria a Riggs

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 31 Ottobre 2026 - 17:45
Tempo di lettura: 11 minuti
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NASCAR | Truck Series, Martinsville #2 2026: niente ordini di scuderia in casa FRM, Chander Smith “toglie” una preziosa vittoria a Riggs
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Riggs sempre in controllo a Martinsville fino all’ultima ripartenza in cui Smith lo passa e gli toglie 20 punti preziosi, al punto che andrà a Miami a -20 da Honeycutt (14°)

Nessun ordine di scuderia, nessuna amicizia (qualora ci fosse stata) persa. Il finale di Martinsville rischia di essere fra i momenti decisivi di una Chase in cui Layne Riggs ha perso fin troppi punti in maniera evitabile e a questo punto, in vista del gran finale di Homestead, i rimpianti rischiano di diventare insormontabili. La #34 controlla tutta la corsa, ma all’ultima ripartenza passa la #38 e così Riggs perde 20 (anzi, 21) punti e andrà a Miami proprio a -20 da Honeycutt che ha pure lui i suoi rimpianti. In una corsa in cui l’assetto della #11 non era perfetto, stava salvando un piazzamento attorno al sesto posto, ma una toccata da parte di McKee lo ha relegato in 14esima posizione.

La gara

Penultimo appuntamento per la NASCAR Truck Series e si va nell’arena di Martinsville. 36 i piloti presenti ma l’attenzione è ovviamente solo su Riggs e Honeycutt, separati al via da ben 43 punti, dunque con una vittoria Kaden ipotecherebbe (se non conquisterebbe) il titolo. Gli altri 34 sembrano fare contorno, anche Majeski, C.Smith ed Eckes che tecnicamente sono ancora in corsa, ma il loro distacco già in tripla cifra fa capire che le loro speranze sono legate a percentuali infinitesimali.

Il programma inizia subito al venerdì pomeriggio con la consueta sequenza di libere e qualifiche. Nelle prove non ufficiali il miglior tempo è per Chandler Smith davanti a McKee (ancora sulla #77 di Spire, anche se nei giorni scorsi è arrivato già l’annuncio dell’ingaggio del giovane da parte di JR Motorsports in ottica 2029!), Honeycutt (il migliore sul long run), Majeski e Rhodes con Riggs appena 25°. Garcia a muro senza freni e dovrà ricorrere al muletto.

Poi in qualifica cambia tutto e Layne tira fuori nuovamente il coniglio dal cilindro, o quasi dato che per 0.018″ è secondo in griglia. La pole position va a Tristan McKee che a 16 anni, 2 mesi e 27 giorni diventa il poleman più giovane nella storia della NASCAR Truck Series battendo il record segnato da Cole Custer (16 anni, 4 mesi e 22 giorni) a Gateway 2014. A seguire in griglia C.Smith, Rhodes, Honeycutt, Majeski, Eckes, S.Smith (sulla #7 di Spire), Ankrum e Gray.

Dopo aver retrocesso in griglia, tecnicamente, Garcia e Boschele (la #1 di Tricon aveva saltato le qualifiche per una perdita di fluidi al retrotreno), ma anche Queen (freni) e Muniz (modifiche in parco chiuso) può avere inizio nel tramonto di Martinsville una gara da 200 giri (bilanciato 50+50+100) con appena tre set di gomme a disposizione ed un pieno che dura addirittura per due terzi di corsa.

Alla bandiera verde Riggs dall’esterno prende subito il comando verso curva3, McKee conserva invece il secondo posto precedendo Rhodes (seguendo la #34), C.Smith e Majeski che viene puntato da Honeycutt. E inizia qui, immediatamente, l’allungo di Layne in una prima stage relativamente tranquilla, forse non per Kaden che non può permettersi che il rivale faccia incetta di punti.

Più dietro c’è qualche assestamento: Ruggiero supera S.Smith in top10 e poco dopo lo farà anche Landen Lewis escludendo la #7 dalla top10, più dietro Hemric fa lo stesso con Gray, Sawalich scavalca Enfinger e poi punta letteralmente Conner Jones. Più problemi ha invece Queen che ravvisa davanti a lui un Wright già attivo (e sappiamo in quale senso).

Nemmeno i primi doppiaggi rallentano Riggs che aumenta il suo margine su McKee, ormai ripreso da Rhodes e Smith che usa il muso per farsi sentire sulla #99. Ben, malgrado questo e una vettura che non riesce a tenere la corda in uscita, mantiene il terzo posto.

Ai -13 la caution che ricompatta tutti, ma che rischia anche di causare un bel papocchio: anche Eckes è tornato sotto al secondo gruppo e in curva1 propone una manovra ideale in questo momento della stagione: un divebomb sul leader del campionato Honeycutt impegnato a doppiare Muniz. L’effetto a catena manda il solo Frankie in testacoda mentre Kaden rimedia appena qualche graffio senza perdere posizioni. Lucky dog per Timmy Hill, all’ultima gara in carriera come team owner, che lascia a -1 Wright, Boschele e i due Ram di Ferguson e Tyrrell.

A giocarsi la carta del pieno ora per andare fino in fondo alla gara sono Gray, C.Jones, Butcher, S.Smith, Hemric, Enfinger, Garcia e LaJoie, quindi prime posizioni invariate e alla bandiera verde dei -6 Riggs è sempre primo su McKee, Rhodes, C.Smith, Majeski, Eckes, Honeycutt, Ankrum, Ruggiero e Lewis.

Negli ultimi giri non ci sono scossoni, Chandler passa Rhodes impegnato nella difesa su Majeski, Honeycutt rimane dietro ad Honeycutt, Perez avanza ed entra in top10. Riggs vince agilmente la prima stage davanti a McKee, C.Smith, Rhodes, Majeski, Eckes (ora matematicamente out dalla corsa al titolo in cui rimangono tecnicamente in quattro), Honeycutt, Perez e Ruggiero, lucky dog per Wright. Layne risale così a -37 da Kaden, ma se la corsa finisse così sarebbe addirittura solo a -5.

Vista la situazione strategica, nessuno dei leader si ferma ai box (lo fanno solo Friesen che fa pure speeding, Queen, Reif e Kleyn), dunque si va dritti alla ripartenza dei -42 nella seconda stage, stage che sarà in sintesi una copia della prima. Il tandem FRM scatta bene e Chandler Smith prova a seguire Riggs per passare, ma McKee resiste e così la #38 finisce per permettere a Rhodes di aprire la porta su di lui. Ben torna al terzo posto (ma inizia a preoccuparsi per i freni anteriori) così come Honeycutt ripassa Eckes senza tuttavia cercare vendette per l’incidente precedente. Kaden è più preoccupato dall’assetto della #11, tight alla corda e loose in accelerazione.

Mentre sulla strategia sfalsata Hemric entra in top10 passando Sammy Smith, tenuto all’esterno e infilato anche da un Garcia in rimonta dal fondo, Riggs allunga in progressione e si deve preoccupare del nuovo giro di doppiaggi in arrivo, giro in cui dovrà preoccuparsi delle lotte in zona Ram dato che LaJoie, Queen ed Haley stanno battagliando a lungo con Reif.

Malgrado la strategia sfalsata, Hemric non ne ha e per tutta la corsa sembrerà visibilmente in difficoltà. Daniel concede l’esterno a Garcia senza praticamente lottare e Jake lo aggira senza dover faticare troppo, anzi il rischio maggiore lo corre con Sammy Smith che di slancio arriva lungo in curva3 e quasi lo centra. In coda, invece, crisi per Conner Jones che da sfiorare la top10 viene doppiato. Dopo qualche minuto il gruppo di testa dirà che la #4 perde olio e così è infatti: poco prima del break la vettura torna ai box col retrotreno in fumo a causa di una perdita.

Il finale di stage vede solo pochi assestamenti: l’ingresso di Enfinger in top15, il controsorpasso di Ankrum su Perez e, proprio fra -3 e -2, il sorpasso di Chandler su Ben per il terzo posto con Muniz ancora involontario spettatore. Riggs (malgrado un po’ di ira nei confronti di Tyrrell che lo ha stretto due volte a muro nel doppiaggio) vince anche la seconda stage davanti a McKee (+2.6″), C.Smith (+2.8″), Rhodes (+3.8″), Majeski (+6.3″), Honeycutt (+6.6″), Eckes (+7.7″), Ankrum (+7.8″), Perez (+9.1″) e Garcia (+9.8″), lucky dog per Hill dalla 24esima posizione davanti a Gray (altra gara anonima). Con questi punti Riggs risale effettivamente a -32 (e virtualmente a -7) da Honeycutt ed ora sono effettivamente rimasti matematicamente solo loro due a contendersi il titolo 2026.

Metà gara vuol dire anche giro di soste (potenzialmente l’unico) per tutti i leader e questo diventa il momento cruciale per Riggs viste le prestazioni deficitarie della sua pit crew nelle ultime settimane. Dopo una lunga attesa per pulire l’olio di C.Jones, la pit lane si apre e incredibilmente Layne esce davanti a tutti. La nuova classifica vede Friesen al comando (unico ad aver tirato dritto) precedendo Riggs, McKee, Butcher (unico su due gomme), Honeycutt, Rhodes, C.Smith, Eckes, Perez, Ankrum, Majeski, Enfinger, Ruggiero ed Hemric. S.Smith finisce ko per una rottura al retrotreno.

Iniziano così gli ultimi 85 giri e saranno completamente opposti rispetto ai primi 100. Pronti, via e Riggs aggira Friesen riprendendo il controllo della corsa, poco più dietro Honeycutt con Rhodes salta Butcher e sale al quarto posto limitando così ulteriormente le perdite da Layne. Mentre Ankrum ci prova su Majeski ed Eckes, arriva la prima di una lunga serie di caution: in curva3 in un 3-wide fra Hemric, Reif ed Haley Daniel tocca la #42 e la manda in testacoda, ma i danni peggiori sono per Justin e, alle loro spalle, Queen mentre per evitare guai finiscono nel mucchio anche LaJoie, Tyrrell e Ferguson. In sintesi, cinque vetture di Kaulig su cinque coinvolte, ma in fondo può succedere questo quando vanno tutte non solo lente, ma ugualmente lente. Lucky dog per Gray dopo una bandiera rossa da 7’32” per pulire la pista.

Poche soste solo per gli ammaccati, poi nuova ripartenza ai -76 con Riggs davanti a Friesen, McKee, Honeycutt, Rhodes, C.Smith, Butcher, Perez, Majeski, Ankrum, Eckes, Ruggiero ed Enfinger. Layne non scatta bene e McKee rimane al suo livello fino a quando al giro successivo lo aggira, ma le brutte notizie per la #34 non sono finite qua, infatti Honeycutt ha scavalcato un Friesen su gomme usurate (il cambio di crew chief scambiandolo con la #62 non ha funzionato oggi) ed ora è vicino alla Ford al punto che per un paio di giri riesce a farsi sentire col muso. Riggs non si scompone e mantiene il secondo posto, anche perché arriva quasi subito una nuova caution con Lewis che manda in testacoda Kleyn; lucky dog per Tyrrell.

Nuovo restart con McKee davanti a Riggs, Honeycutt, C.Smith, Rhodes (sorpasso fra i due arrivato pochi istanti prima della bandiera gialla), Friesen, Butcher, Majeski, Perez, Ankrum, Enfinger e Ruggiero mentre Eckes dopo una brutta ripartenza si è giocato l’ultimo set di gomme ai box.

Green ai -65 e McKee mantiene il comando con Chandler Smith che prova a seguire Riggs e così facendo attacca Honeycutt. Il duello viene interrotto da un nuovo incidente in curva1 con un primo contatto in cui Perez manda in testacoda Butcher, ma alle loro spalle un vero mucchio con Hemric ancora protagonista imperfetto ma gli altri, fra cui Ankrum e Sawalich, evitano guai peggiori; lucky dog per Ferguson.

Soste solo per gli ammaccati, poi ripartenza ai -55 (anzi, viene waved off e si passa ai -54) con situazione simile a prima: McKee davanti a Riggs, Honeycutt, C.Smith, Rhodes, Majeski, Perez, Enfinger, Ankrum e Ruggiero. Green e subito caution con un big one in curva2: Gray travolge Hill (erano 3-wide con Lewis) in curva2 e contro di lui finiscono anche Friesen, Boschele, Ferguson e Carroll. Breve bandiera rossa da 2’10” per togliere le vetture, lucky dog per Wright poi nuova procedura a top10 invariata se si esclude Ankrum davanti a Ruggiero.

Bandiera verde ai -46 e stavolta Riggs riesce a scattare meglio e aggirando McKee torna al comando. Alle loro spalle, invece, nuova fase difficile per Honeycutt scavalcato da Chandler Smith, Majeski invece ha passato il compagno di squadra Rhodes che non molla. Chandler non si ferma qui e mette pressione fisica su McKee aprendosi la porta, la stessa cosa succede anche con Majeski su Honeycutt. Riggs ringrazia e mette subito 1″ di margine su tutti, ma la ulteriore buona notizia per lui è che sia Ty che Ben di slancio superano la #11 che ai -40 scende nuovamente al sesto posto.

Dietro alla fuga di Riggs (virtualmente a -7 da Honeycutt) si forma così un quintetto compatto e ad alta tensione. Più dietro Reif perde il terreno guadagnato grazie ai guai altrui ed esce dalla top10 dopo essere stato passato da Enfinger e Sawalich. Ma la tregua dura poco: giusto ai -35 entra sulla scena Kris Wright (mancava giusto lui all’appello) che tocca Butcher il quale manda in testacoda Kleyn. Lucky dog per LaJoie.

Si va dunque ad uno stint di 30 giri con Riggs davanti a McKee, C.Smith, Majeski, Rhodes, Honeycutt, Perez, Ruggiero, Ankrum ed Enfinger. Layne scatta il giusto per mantenere la prima posizione e permettere al compagno di squadra di provare a seguirlo attaccando Tristan. Chandler avanza e alla fine passa, tuttavia McKee con un bump di riapre la porta e la corsia lungo il cordolo. Dietro di loro Rhodes supera Majeski dopo essere stati affiancati per un paio di giri, ma c’è soprattutto il sorpasso di Perez su Honeycutt ancora in crisi di assetto. Persino Ankrum sarebbe vicino a lui, ma non passa.

Dopo la seconda parte del duello, Smith conquista definitivamente la seconda posizione a 1.5″ da Riggs quando siamo ai -25. Nemmeno il tempo di respirare e arriva una nuova caution, la sesta e ultima della stage finale: scaramucce fra Reif e Ferguson che si risolvono con una tamponata della #42 alla #25. Reif viene penalizzato di due giri per condotta pericolosa (infatti i due finiscono a muro), Lewis ne recupera uno dopo un drive through per ripartenza irregolare.

Sprint finale di soli 12 giri con Riggs davanti a C.Smith, McKee, Rhodes, Majeski, Perez, Honeycutt, Ankrum, Ruggiero ed Enfinger. Ripartenza tranquilla con la coppia FRM a controllare il più possibile la situazione? Tutt’altro, in maniera silenziosa si apre il vaso di Pandora.

Riggs, che sullo short run è sempre loose, ancora una volta non scatta al meglio e così Smith al suo esterno lo affianca fin da curva1, in 2 invece una leggerissima toccata di McKee scompone la #34 che deve lasciar andare subito il compagno di squadra, ma anche Rhodes in curva4 mentre lui sbanda visibilmente. Questa sbandata forse innesce il secondo colpo di scena: Majeski si fa vedere all’interno di McKee, ma non può mai passare, Tristan tuttavia si dimostra troppo prudente e, tenendo aperta la porta, in curva1 finisce leggermente lungo e tocca Honeycutt mandandolo largo.

Ai -10, dunque, Riggs è sceso al terzo posto ed Honeycutt addirittura al 14°, ma la perdita peggiore di punti è quella di Layne. Dopo questo miglio di fuoco non succede più nulla, posizioni cristallizzate ed i due big non guadagnano né perdono nulla.

Chandler Smith vince a Martinsville precedendo sul traguardo Rhodes, un Riggs che non sembra amareggiato nei confronti del compagno di squadra per il sorpasso subito che gli è costato 20 (anzi, 21) punti, Majeski, McKee, Perez, Ankrum, Ruggiero, Sawalich ed Eckes, poi Enfinger, Queen, Garcia, Honeycutt ed Hemric.

Si va dunque a Miami ancora con il campionato ancora aperto e appena 20 punti a dividere Honeycutt e Riggs. Non ci sono strade particolari, solo la vittoria consegnerebbe automaticamente il titolo a Kaden non essendoci altri percorsi per Layne per recuperare ulteriore terreno. A parti invertite, invece, la #34 con un successo pareggerebbe in un colpo solo i conti e a decidere il campionato 2026 della Truck Series sarebbero i punti ottenuti nelle stage e il piazzamento finale della #11. Tutto sembra ancora molto aperto e, dunque, tutto da vivere.

I risultati odierni

La classifica della “Black’s Tire 200”

La classifica generale

Così in campionato a 1 gara dalla fine della Chase della NASCAR Truck Series 2026

I prossimi appuntamenti

Stasera a Martinsville alle ore 21:00 (in diretta su P300.it) ci sarà la gara della NASCAR OAP Series con Carson Kvapil a partire dalla pole position, domani alle 20:00 – invece – la Cup Series. L’appuntamento con l’epilogo della Truck Series è per Homestead nella notte fra venerdì 6 e sabato 7 novembre con partenza alle ore 1:30.

Immagine: Media NASCAR

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