NASCAR | Truck Series: Kyle Busch fatica, ma vince al secondo OT in Kansas

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Busch domina, ma la sua vettura è molto lenta nello scatto. Ci vuole l’esperienza per risolvere tutto in una ripartenza accesa


Nemmeno un problema meccanico non identificato ha fermato la corsa di Kyle Busch in Kansas. Ci ha pensato anche una caution a meno di 10 giri dalla fine quando era in testa alla gara e la conseguente ripartenza disastrosa ha rischiato di fargli perdere tutto, ma il secondo overtime gli ha concesso un’altra chance in cui ha dimostrato il suo immenso talento.

La gara

In Kansas è tardo pomeriggio e splende il sole, tuttavia in qualche team è in corso un vero e proprio temporale. L’altissima competitività della Truck Series, con quasi 20 vetture in lotta per i 10 posti dei playoff, ed i risultati non all’altezza di alcune squadre hanno portato ai primi licenziamenti. Dopo il crew chief di Derek Kraus due settimane fa, a pagare dazio prima del Kansas è stato quello di Tanner Gray. Inoltre, dopo il cambio di iscrizione in corsa di Brett Moffitt da Truck a Xfinity Series (cambio tardivo, visto che nella categoria cadetta è dovuto partire da zero), gli costa – almeno per ora, data l’assenza di comunicati ufficiali – il sedile del Niece Motorsports a vantaggio di Currey.

La gara del Kansas permette anche la ripartenza del duello in casa KBM fra John Hunter Nemechek e Kyle Busch, che con l’algoritmo sono in quest’ordine in prima fila, il cui bilancio finora è di 2-1 a favore del giovane pretendente e soprattutto 2-0 nei duelli ravvicinati nei giri finali. Come possibili avversari in questa occasione nel pronostico ci sono anche Austin Hill, Crafton e Creed.

Alla bandiera verde è proprio Creed a dare spettacolo: partito ottavo, dall’esterno ci mette appena un giro per portarsi in terza posizione alle spalle del duo KBM, poi al secondo giro attacca e passa un Kyle Busch che ci mette un pochino a carburare; in coda invece un po’ di trambusto con qualcuno che sbaglia una marcia e la coppia Boyd-Timmy Hill si prende una penalità per essere uscita dalla fila prima della linea di partenza per evitare l’incidente.

Nemechek e Creed allungano fin da subito mentre Busch fatica ancora e viene passato anche da Rhodes; seguono poi Austin Hill, Crafton e Friesen. Da notare invece le rimonte dei compagni di squadra al Niece Motorsports Chastain e Currey, entrambi praticamente partiti dal fondo perché alla prima gara stagionale e invece già nella top15 dopo dieci giri. Ed è proprio al decimo giro (a 20 dalla fine della prima stage) che Busch torna in terza posizione, tuttavia il ritardo di 3.2″ da Nemechek sembra troppo per lui.

E invece Rowdy un decimo o due alla volta guadagna sui leader, anche perché Creed continua a premere sul leader e al 12° giro lo sorpassa andando al comando; dietro invece Hill centra un detrito ed è costretto a cedere la posizione a Crafton per accodarsi a lui e toglierlo dalla griglia del radiatore con l’aerodinamica.

Creed tuttavia non riesce a scappare, anche perché ha una vettura molto adatta allo short run e dunque Nemechek gli rimane attaccato mentre Busch si avvicina piano ma inesorabilmente. Il momento decisivo è ai -6: Nemechek tenta uno slide job in curva1, non va a buon fine e rischia sia di colpire l’avversario, che di finire a muro; ad approfittarne è ovviamente il suo titolare che prima scavalca subito la #4 e due giri più tardi anche Creed. Busch vince dunque la prima stage davanti a Nemechek, Creed (crollato nei giri finali), Rhodes, Crafton, A.Hill, Friesen, Gilliland, Kraus e Chastain.

Il primo giro di soste va a favore di Busch mentre Creed torna davanti a Nemechek; al choose cone il duo KBM sceglie l’interno, tuttavia Creed dall’esterno parte benissimo ed in curva4 torna al comando. L’illusione di Sheldon dura appena due giri, poi Kyle Busch si invola verso la vittoria parziale. In questa stage da notare ci sono solo l’ottima prestazione della Deegan, nella top10 sulla pista dove aveva debuttato nel 2020, il sottosterzo di Crafton che esce dalla top5, il mezzo testacoda di Purdy che non viene “premiato” con una caution e la fatica di Nemechek nel ripassare Austin Hill.

Kyle Busch davanti intanto vince senza problemi la seconda stage con 3.4″ su Nemechek, 5.1″ su Creed (crollato ancora nel finale), 5.5″ su A.Hill, poi Zane Smith, Friesen, Kraus, Rhodes, Gilliland e Deegan. Il secondo giro di soste riserva una grossa sorpresa: il team di Kyle Busch decide di fare una modifica d’assetto ad un Truck che sembra già perfetto e così Nemechek passa al comando; la prima penalità per un big è per un Hocevar già in difficoltà insieme al compagno di squadra Ryan Truex, mentre gli altri due teammate – che non prendono punti – Chastain e Currey volano, per Austin Hill invece c’è una doppia sosta per un misfire non risolto.

Si riparte a metà gara esatta (67 giri dalla fine) e stavolta il KBM in fila sceglie l’esterno mentre all’interno ci sono Creed e Zane Smith su due Truck del GMS Racing tristemente bianchi perché senza sponsor. I quattro a lungo lottano, Nemechek e Creed sono affiancati fino in curva4, poi Kyle Busch li frega senza troppa smania incrociando la traiettoria passando entrambi sull’apron davanti al traguardo.

Pochissimo più tardi arriva una caution per un altro mezzo testacoda, stavolta per Hocevar, solo che in questa occasione i commissari fermano tutto. Dopo poche soste ai box in coda (il principale protagonista è Sauter), si riparte ai -60: stranamente Busch, Creed e Nemechek scelgono tutti l’esterno e dunque Zane Smith da quarto si ritrova in prima fila.

Ed è in questa occasione che la difficoltà di Kyle Busch vista ad inizio gara torna alla luce: non si capisce il vero problema, via radio vengono ipotizzati guai a trasmissione, cambio, un freno e le cinghie del motore, ma non si saprà veramente; il risultato pratico è che Rowdy si pianta e finisce nel mezzo fra le due corsie, con Zane Smith al comando e lui in un 4-wide da cui ne esce in ottava posizione.

Zane tuttavia non ne ha e dunque in pochi giri viene scavalcato da Creed e Nemechek, mentre Busch decide di usare la testa e, avendo un Truck da long run che sovrasterza in ingresso e sottosterza in uscita di curva, recupera pian piano. Ai -43 Kyle completa la sua rimonta ed è in terza posizione a solo 1.5″ dalla testa della corsa. Si cerca di capire se Busch attaccherà prima o dopo il giro di soste che sta arrivando, tuttavia ad aiutarlo come nella prima stage è Nemechek che, per passare Creed, si fa superare dal compagno di squadra.

Il primo dei leader ad andare ai box è proprio Nemechek, seguito poco più tardi da Busch e Creed; Ankrum viene mandato quasi in testacoda da Wright ma anche in questo caso non arriva la caution, Gray rimedia una penalità, mentre qualche audace (Sauter, essendosi fermato prima, Eckes, Kraus, e Ryan Truex fra i big) tira dritto anche se non arriverà una caution ad aiutarli e quindi pian piano si devono fermare tutti.

Nel frattempo Nemechek ha indovinato l’undercut ed è leader virtuale su Kyle Busch e Creed, tuttavia il distacco fra i due è limitato. Rowdy attacca e passa il teammate ai -20, prima ancora che Sauter ceda la prima posizione andando ai box e Busch subito scappa via, non di tanto ma quanto basta per toglierlo dalla scia. Creed invece perde terreno a causa di una vibrazione che poi diventa foratura e contatto col muro che lo costringe ad una sosta ai box.

Tutto sembra in discesa per Busch, ai -7 ha 1.3″ su Nemechek e praticamente 10″ su Chastain terzo, quando invece arriva una caution per la Cobb ferma in uscita dalla pit lane mentre Creed ha forato di nuovo. Ci sono solo 13 piloti (più il lucky dog Eckes) a pieni giri e nessuno ha dei set di gomme fresche ai box, tuttavia a sorpresa Nemechek, Hill e Sauter si fermano a montare pneumatici rodati e ricondizionati ai box. A penalizzare il loro tentativo c’è Holmes che si ferma in pista poco prima della ripartenza e dunque si va direttamente all’overtime.

Al primo tentativo va in scena un altro scatto al rallentatore di Busch, il quale viene mandato nel mezzo da Rhodes che però non riesce a strappare a Chastain la prima posizione. Rowdy viene tuttavia graziato, infatti l’attacco di Friesen nei suoi confronti non va a buon fine e, dopo un piccolo rischio di contatto, finisce in testacoda venendo centrato da Kraus.

Alla ripartenza del secondo overtime Chastain è davanti a Zane Smith, Rhodes (che però si ferma ai box per paura di rimanere a secco), Currey e Kyle Busch, dunque la strada per Rowdy è tutta in salita con un altro scatto da fare. E invece Busch fa un capolavoro di tattica e di guida: parte sì bene, ma si mantiene all’esterno mentre alla sua sinistra impazza la battaglia, al punto che in ingresso di curva1 sono 5-wide e a pagare con due tire rub sono Chastain e Nemechek.

Busch nel frattempo tiene giù il piede e deve passare solo Chastain ed Austin Hill; per fortuna la gomma di Ross tiene e così Busch chiude i giochi con un sorpasso all’inizio dell’ultimo giro dopo un 3-wide con i due avversari. E ancora una volta contro di lui non c’è niente da fare.

Kyle Busch vince la 61esima gara in carriera nei Truck davanti a Chastain, Hill, Eckes, Nemechek, Gilliland, Zane Smith, Lessard, Sauter e Rhodes. In campionato cambia davvero poco all’apparenza dato, ma in realtà siamo arrivati ad uno snodo cruciale: mancano solo otto gare ai playoff e ci sono otto posti ancora disponibili, dunque da oggi cominceranno i conteggi in coda alla top10 nella lotta punto a punto.

I risultati odierni

La classifica della “WISE Power 200”

La classifica generale

Così in campionato dopo 7 gare su 22

I prossimi appuntamenti

Oggi sempre in Kansas alle 21:00 (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) si terrà la gara della Cup Series. La Truck Series tornerà il prossimo weekend, insieme alle altre due categorie, il prossimo fine settimana a Darlington per il consueto “Throwback Weekend” dedicato alla storia della Nascar.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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