NASCAR | Truck Series, Homestead-Miami 2026: Riggs subito ko, Kaden Honeycutt vince gara e titolo!

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 7 Novembre 2026 - 13:30
Tempo di lettura: 15 minuti
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NASCAR | Truck Series, Homestead-Miami 2026: Riggs subito ko, Kaden Honeycutt vince gara e titolo!
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Riggs fora dopo un contatto con Sanchez e chiude in coda. Honeycutt si lancia all’ultima ripartenza e a Miami si porta a casa tutto diventando campione della NASCAR Truck Series

Anche se il frontman è cambiato, la band ha mantenuto il successo. Tricon Garage e il suo team #11, dopo che Corey Heim ha lasciato la NASCAR Truck Series per la Cup, ha scommesso per il 2026 su Kaden Honeycutt e la mossa ha pagato immediatamente. Con una Chase senza errori, il 23enne texano ha scavalcato subito il rivale di tutta la stagione Layne Riggs e a Homestead ha messo il sigillo finale sul suo primo titolo in carriera. Purtroppo a Miami non c’è stata gara, con il pilota della #34 finito ko metaforicamente dopo appena due giri in seguito ad un contatto con Sanchez e poi rallentato da due forature che gli hanno fatto perdere diversi giri e impedito di recuperare i 20 punti di ritardo che aveva dalla #11 prima del via.

La gara

La NASCAR Truck Series sbarca a Homestead già al giovedì per l’ultimo weekend dell’anno, quello in cui Kaden Honeycutt e Layne Riggs, separati al via da appena 20 punti, si contendono il titolo 2026. In programma c’è solo una sessione di libere in notturna con due set di gomme e la libertà di sistemare l’assetto per il giorno dopo a disposizione. 35 le auto presenti in cui da notare, oltre ai soliti noti, ci sono Corey Heim, sulla #1 di Tricon e (in)volontariamente in appoggio ad Honeycutt per rubare punti a Riggs, la prima presenza stagionale del tre volte campione Matt Crafton (ovviamente con Thorsport, per lui 27esima stagione consecutiva con almeno una gara) e Timmy Hill che anticipa il suo passaggio al Team Reaume debuttando già sulla #2.

Nelle prove libere è proprio ThorSport a volare, il più veloce è Ty Majeski (32.426″) davanti a Garcia, Sanchez, Mosack, un sostanziale pareggio fra Honeycutt e Riggs (solo otto centesimi fra i due), Crafton, Heim, Rhodes e Butcher. Anche sul passo gara equilibrio fra i due big, l’unica preoccupazione è per la #11 che torna ai box dopo appena 13 giri con la anteriore destra leggermente sulle corde. Non l’ideale, ma il regolamento in questa occasione permette aggiustamenti non al volo.

Il venerdì, invece, si apre sotto la luce del sole con le qualifiche. A piazzarsi in pole in una sessione senza sorprese è Nick Sanchez (32.756″), il pilota di casa per la #77 di Spire Motorsports, che precede C.Smith, Heim, i duellanti Riggs ed Honeycutt (stavolta il divario è di 0.081″), Friesen, Ruggiero, Gray, Mosack e Majeski.

Nessun problema ai controlli tecnici, quindi nella serata di Homestead si va dritti alla gara da 134 giri (30+30+74) per 200 miglia complessive, ben cinque set di gomme a disposizione e un pieno stimato da circa 49-54 tornate. Ma tutto si deciderà praticamente nelle primissime miglia.

Alla bandiera verde l’esterno scatta meglio e Chandler Smith prende il comando, Heim scarta subito e andando all’interno mette Sanchez nel mezzo. Nick arretra leggermente mentre Honeycutt preferisce evitare guai e rimane quinto. Il pilota della #77 si rilancia all’interno, verso curva3 va all’interno e riapre il 3-wide con Heim e Smith che rimane al comando.

Nick perde slancio nello slide job mancato e si accoda sia a Riggs che a Honeycutt, poi nuovo attacco da parte sua, stavolta all’esterno, Kaden viene passato subito mentre in curva2 avviene il momento decisivo. Heim sta scivolando all’esterno e rallentando, involontariamente apre un 3-wide, forse Nick non se la sente di allargarsi, purtroppo per lui però Riggs ha perso leggermente la corda e si allarga pure lui fino ad arrivare ad appoggiarsi alla fiancata della #77. Sul momento il contatto più severo sembra sulla anteriore destra, ma non sarà così.

Riggs salva la vettura, perde terreno e scivola al sesto posto dietro a Friesen, deve anche verificare un piccolo tire rub, ma il problema maggiore nei giri successivi (in una fase di attacchi e contrattacchi da parte di Majeski) sarà il sovrasterzo. Davanti, intanto, Sanchez è scatenato, di inerzia ha passato Heim e al giro successivo scavalca anche Smith tornando al comando. Chandler non demorde, ma il suo attacco all’interno al decimo giro permette ad Heim di arrivare di slancio dal muro e di superarlo. Corey non si ferma qua e prosegue all’esterno in curva1-2. poi incrocia la traiettoria e si infila in 3-4. Nick prova il contrattacco, ma deve accodarsi alla #1 dopo essere scivolato largo. Dietro di loro Smith ha subito il contraccolpo e, in un replay perfetto di quanto visto poco prima, Honeycutt lo riprende e lo supera.

Poco dopo metà stage, l’epilogo non matematico della lotta per il titolo: Riggs fora la posteriore destra (e il motivo è il contatto con Sanchez) e al giro 16 deve tornare ai box. Non solo, con la foratura il passaruota si è molto danneggiato e quindi la #34 perde ben due giri ai box per le prime riparazioni. Heim, intanto, ha mollato un tenace Sanchez che viene ripreso in progressione da Honeycutt che, ora, potrebbe anche non forzare. Alle loro spalle assestamenti in top10 con Friesen che via via perde terreno mentre Hemric comincia a recuperarne.

La battaglia dai -10 in poi è quella fra Sanchez e Honeycutt, anche qui a suon di incroci, ma alla fine Nick riuscirà a difendersi. L’attenzione si sposta dunque su Riggs che a gomme fresche cerca di salvare la sua gara. Nei piani c’è già una wave around, ma per lui sarebbe fondamentale recuperare da subito uno dei due giri persi. Purtroppo per lui la rimonta si conclude all’ultimo metro passando proprio Sanchez mentre Heim è ben più avanti.

Heim vince la prima stage davanti a Sanchez (+1.4″), Honeycutt (+3.5″ e ora a +28 su Riggs), Hemric (+3.8″), C.Smith (+3.8″), Majeski (+5.7″), Enfinger (+7.8″), Eckes (+9.3″), Friesen (+10.5″) e Garcia (+11.8″), Ruggiero 11°, Ankrum 14°, Rhodes 25° dopo aver toccato al primo giro Lewis che ha rischiato di finire in testacoda ma si è salvato con una top15, lucky dog per Davis dalla 31esima posizione a lasciare a -1 Muniz e Boyd, a -2 Riggs e C.Green.

Il primo giro di soste lascia Heim al comando su Sanchez, Honeycutt (che inizia a sentire i rumorini, in questo caso all’alternatore), C.Smith, Hemric, Majeski, Eckes, Ruggiero, Friesen e Mosack, doppia sosta per Rhodes, come detto wave around per Riggs che ha un po’ di surriscaldamento generale.

Ripartenza ai -23 e il tandem Tricon sembra scattare bene all’interno, ma una sbandata di Sanchez li fa deragliare leggermente, Heim si sposta all’esterno e così Honeycutt lo infila, tuttavia di rincorsa sta arrivando Hemric che, dopo aver rischiato pure lui con Nick, infila anche Kaden e a sorpresa va al comando. Corey, invece, ha subito il contraccolpo ed è stato infilato da Sanchez che prosegue il recupero aggirando ai -20 anche Honeycutt. Kaden alza il piede per non rischiare e in poche curve viene scavalcato anche dallo stesso Heim e pure da Majeski.

Riggs, intanto, non tiene il ritmo degli altri doppiati per lottare con gli altri doppiati in vista di un possibile lucky dog e in fretta la situazione precipita: si appoggia al muro e fora nuovamente la posteriore destra. Stavolta la sosta è ancora più lunga di prima per la riparazione dei danni e la #34 scivola addirittura a -7 dopo anche una penalità per troppi meccanici intervenuti. E stavolta è davvero (anche se non matematicamente) finita.

Davanti, intanto, Sanchez è ancora scatenato e va a riprendere Hemric, si fa vedere all’interno ma Daniel si difende bene. Heim ne approfitta e li riprende, di slancio attacca Nick e lo passa (con la #77 ripresa e puntata da Majeski che sbanda e deve alzare il piede), poi prosegue come visto nella prima stage e ai -13 supera anche la #19 tornando al comando.

Heim, tuttavia, non allunga, Daniel torna sotto e lo riattacca all’interno, tuttavia Corey resiste e va a vincere anche la seconda stage davanti ad Hemric (+0.2″), Sanchez (+2.4″), un Eckes arrivato pure lui di rincorsa (+2.7″), Majeski (+3.6″), Honeycutt che nel finale ha alzato il piede, poi si scoprirà per una foratura lenta alla anteriore destra per aver preso un detrito negli ultimi tre giri (+4.2″, ed ora è a +33), C.Smith (+7.1″), Friesen (+7.6″), Ruggiero (+10.1″) e Gray (+11.9″), Enfinger 11°, Ankrum 18°, Rhodes 24°, lucky dog per Muniz dalla 32esima posizione, Riggs ultimo a -7.

Il secondo giro di soste non cambia la prima posizione, le altre sì. Heim precede Eckes, Smith, Enfinger, Friesen, Honeycutt, Mosack, Lewis, Gray ed Haley, doppia sosta per Sanchez per una ruota mal fissata, penalità per gomme vaganti per Majeski, Crafton e Davis. Ripartenza ai -68, dunque c’è ancora metà gara davanti, e Chandler Smith apre subito il 3-wide all’interno volando al comando, Heim deve alzare il piede ed Enfinger attaccando all’esterno va addirittura 4-wide con Honeycutt, lo stesso Heim ed Eckes. Kaden non rischia e si accoda anche dietro a Friesen prima del controsorpasso sul canadese, ma paga dazio anche Heim che scivola addirittura dietro a questi due al sesto posto.

Nel frattempo Eckes si sta lanciando così come fatto dal compagno di squadra Hemric (ora precipitato 12° dopo la sosta) in precedenza, va 3-wide con Smith ed Enfinger, dal mezzo passa Grant, poi va all’esterno e aggira anche Chandler (che aveva provato un blocco deciso verso curva3) andando al comando. Heim inizia a recuperare terreno passando pure lui Friesen.

Mentre Eckes prova l’allungo, Enfinger si trova stretto nella morsa fra Smith davanti a lui e Honeycutt dietro. La miglior difesa è l’attacco e Grant ci prova, visto che Kaden forse non vuole rischiare ancora e permette il sorpasso da parte di Heim che in sequenza ci prova anche sulla #9. La manovra non va, Enfinger riattacca Chandler, anche qui niente successo e così Heim risale al terzo posto mentre Honeycutt non vuole osare su Grant. Dopo aver preso le misure alla #38, ai -58 Corey supera anche Chandler ed ora è al secondo posto a circa 0.8″ da Eckes.

Ci si aspetta che la #1 riprenda facilmente Eckes, invece non sarà così, anzi in un lento oscillare del distacco (che scende anche a 0.4″ ai -55), Corey si staccherà progressivamente dalla #91. Dietro di loro, intanto, prosegue il triello fra Smith, Enfinger ed Honeycutt e stavolta Kaden approfitta dell’attacco non riuscito di Grant sulla #38 per aggirare la #9 e poi lui di slancio superare Chandler venendo seguito proprio da Enfinger. Hemric in rimonta è arrivato su di loro ma non riesce a superare di slancio Smith. La battaglia non finisce qui, infatti Grant e Chandler proseguono nella battaglia, ha la meglio la #9 ed ora Smith paga davvero anche la posizione da Hemric.

Da dietro, intanto, sta recuperando terreno sia Garcia, sia uno scatenato Sanchez che vola letteralmente e dal fondo dopo la doppia sosta è rientrato in top10. Ai -45 è tornata la calma ed Eckes guida con 1.2″ su Heim (ma erano stati anche 1.4″), poi Honeycutt (+4.5″), Enfinger (+5.0″), Hemric (+5.9″), Smith (+6.8″), Friesen (+8.0″), Mosack (+9.2″), Sanchez (+11.1″) e Garcia (+12.0″).

La calma dura poco, prima inizia il giro dei doppiaggi, poi ai -41 Smith dà il via a quello delle soste. Mentre Garcia si ferma ai -40 ed Heim torna più sotto al leader, Sanchez pitta ai -39, Hemric ai -38, Heim, Honeycutt ed Enfinger ai -37, Eckes copre ai -36 e in uscita dai box si trova Corey giusto negli scarichi, tuttavia riesce a difendere la leadership virtuale.

Ai -34 Mosack (passato al comando) si ferma con Ruggiero lasciando gli audaci Butcher e Tyrrell in pista. I due vengono passati prima ancora della loro sosta e ai -32 Eckes torna effettivamente al comando, ma un paio di giri più tardi arriva la caution: la furiosa rimonta si Sanchez termina purtroppo in fiamme, non è chiaro se per l’esplosione del motore o per tubo dell’olio che si è rotto. Lucky dog per Wright.

La #77 si è fermata nella corsia di ingresso ai box, quindi si deve aspettare di spostarla e di pulire l’olio per riaprire la pit lane e quando lo si fa si è già praticamente ai -23. Tutti hanno un set di gomme fresche ai box e nessuno o quasi corre rischi. Tirano dritto solo Mosack, Haley, Kligerman sulla #25 di Kaulig e Honeyman sulla #62, poi dai box Eckes rimane davanti ad Heim, Honeycutt, C.Smith, Enfinger, Lewis, Friesen, Hemric (altra sosta non esaltante) ed un rimontante Majeski. Riggs prende la wave around ed ora è a -6.

Bandiera verde ai -21 e Mosack scatta bene, Eckes salta fuori all’interno ed Honeycutt lo segue con i due che si portano al comando mentre Heim va tutto esterno. In curva3 la caution, ma non a causa di chi è su gomme usurate: a centro gruppo Gray (che chiude così una stagione molto deludente culminata con la mancata riconferma in Tricon) tenta un improbabile manovra andando 4-wide, perde il controllo e coinvolge nel suo testacoda Reif, Ankrum e Perez con questi due costretti al ritiro. Lucky dog per Butcher.

La nuova classifica vede Eckes al comando su Honeycutt, Heim, Mosack, Smith, Haley, Hemric, Friesen, Kligerman e LaJoie. Si va dunque all’ultima ripartenza del 2026 per la NASCAR Truck Series, ripartenza in cui nonostante tutto Honeycutt non si sente tranquillo, infatti ha paura della #38 di Smith (compagno di squadra di Riggs) che – a suo dire – già in precedenza in pit lane e non solo lo ha toccato con malizia. Per questo Kaden non vorrebbe averlo dietro di sé al choose cone Chandler, ma allo stesso tempo non vorrebbe sacrificare il compagno di squadra Heim per non correre rischi.

Alla fine non ci sono problemi perché Mosack decide di non pittare e quindi crea un cuscinetto, all’interno vanno Eckes, Heim e Smith, all’esterno Honeycutt, Mosack ed Haley. Bandiera verde ai -14 ed Eckes scatta bene, poi però si pianta leggermente al punto che Heim deve spingerlo. Honeycutt forse non vuole correre ancora rischi e si tiene largo, ma così offre davvero la chance a Smith di rompere le uova nel paniere e Chandler va 3-wide, però attaccando nel mezzo. Alla fine Kaden gestisce la #38 e affianca Eckes verso curva3 mentre Chandler sale al terzo posto davanti ad Heim.

Risolto il problema più grosso, forse a Honeycutt spariscono tutti i timori di poter perdere un titolo che ormai non può sfuggirgli. Cosa dovrebbe succedere per perderlo? Riggs dovrebbe recuperare in qualche modo sei giri (e passare altri doppiati che prenderebbero dei lucky dog prima di lui) e andare a vincere con Kaden 14° oppure un ko improvviso per la #11 e Layne almeno secondo. Siamo nel campo della fantascienza, di un finale con almeno 10 overtime e chissà cos’altro. No, è praticamente fatta anche se la certezza matematica arriverà tecnicamente non alla bandiera a scacchi, bensì a quella bianca visto che una caution nell’ultimo miglio e mezzo non innescherebbe un OT.

E allora Honeycutt si lancia su Eckes, ci prova in curva3 ma chiude il sorpasso con la #91 che tiene l’esterno, ma anche Christian non riesce a mettersi completamente davanti alla #11. Al passaggio successivo c’è un replay, ma stavolta in curva3 Kaden completa la manovra. Ai -12 Honeycutt è al comando e può guardare solo davanti, Eckes rimane lì inizialmente a qualche decimo, poi si staccherà di quel tanto che basta per stare tranquilli. Il segnale definitivo è ai -9 quando la #91 si appoggia leggermente al muro per una piccola stripe.

Dietro di loro Heim prova a risalire, lotta con Hemric e riesce a tenerselo alle spalle, ma non sembra averne per attaccare Eckes. Sull’errore di Christian gli torna sotto, ma ai -7 è lui ad appoggiarsi al muro e più pesantemente della #91, deve alzare il piede e perde qualche posizione, per fortuna senza forature.

Kaden Honeycutt mette il suo sigillo su una stagione fatta di cinque successi, tre un una Chase praticamente perfetta in cui ha battuto un Riggs non impeccabile e che forse ha sprecato la stagione della vita (sette le sue vittorie). Alla fine, tuttavia, il divario di ben 83 punti fra i due è decisamente bugiardo e risente di come è stata la corsa di Miami. La #11 (che dunque rimane campionessa dopo il 2025 di Heim) precede sul traguardo Eckes, Hemric, Majeski, Friesen, Heim, C.Smith, Garcia, Enfinger e LaJoie, Ruggiero 11°, Rhodes 13°, Riggs 32° a -6, Ankrum ritirato a -34.

Ed ora? Ed ora due mesi di pausa, poi da Daytona sarà rivincita, con tanti piloti ma soprattutto nuovamente con Honeycutt vs Riggs.

Il campione

Kaden Honeycutt nasce a Willow Park, Texas il 23 giugno 2003. Dopo i consueti inizi nelle categorie locali, senza però farsi notare troppo, il suo nome diventa di rilievo nazionale nel 2019. Infatti, dopo un debutto a fine 2018 direttamente in ARCA Series con Empire Racing (due gare, 18° a IRP), a nemmeno 16 anni Kaden decide di mettersi in proprio e con una Ford #38 (strano che invece ora sia il numero di Chandler Smith), partecipa ad altre tre gare sempre in ARCA. E si fa notare decisamente: nono a Pensacola, settimo a Nashville, 11° in Iowa. Quello che manca però probabilmente è il denaro e infatti nel 2020, in cui il Covid impatta pesantemente sull’industria, non risultano esserci sue gare a livello nazionale in nessuna categoria.

La sua carriera riparte nel 2021 dal CARS Tour, categoria Late Model con il team di Justin Johnson. E ora sì che Honeycutt appare nei titoli dei giornali: due vittorie, sette top5 e 12 top10 in 13 gare e a fine campionato è secondo per appena 13 punti dietro a Bobby McCarthy mentre il titolare è quarto in graduatoria. Da notare anche che in quella stagione c’era anche un veterano (malgrado la classe 2002) che l’anno precedente era stato pure lui vicecampione ma che in questa stagione, sempre col team di famiglia, chiude solo 10°. Il suo nome? Layne Riggs.

Nel 2022 la carriera di Kaden inizia a prendere strade note e meno note. Torna nel CARS Tour, ma con risultati leggermente inferiori (una vittoria, cinque top5 e 11 top10) ed è quarto in campionato mentre il campione è Carson Kvapil. Entra virtualmente nel giro di RFK Racing, ma solo perché selezionato – non si capisce il motivo – per il campionato ufficiale eNASCAR su iRacing con un altro giovane di talento che si farà notare negli anni successivi, ovvero Parker Retzlaff.

Nel 2022 arriva a Martinsville anche il debutto in Truck Series ed è davvero dal fondo della griglia col derelitto G2G Racing. Dopo il buon 21° posto di Nashville, viene chiamato da On Point Motorsports per sostituire sulla #30 Tate Fogleman e chiude l’anno in notevole crescendo. In appena sette gare Honeycutt passa dall’essere fuori dalla top20 al 13° posto di Bristol, l’11° di Talladega e il nono di Phoenix.

Tutto a posto dunque per il futuro? Tutt’altro. Il 2023 è un continuo barcamenarsi. Inizia la stagione nella Truck Series con Roper Racing, ma dopo il nono posto a Bristol Dirt passa a Young’s Motosports part time dove è 10° a Darlington e ottavo in chiusura a Phoenix. In estate a Pocono invece corre su una vettura di Niece Motorsports e qui mette sì le basi per il futuro. Nel frattempo corre part time nel CARS Tour (una vittoria) e anche in ARCA West dove nelle ultime quattro gare stagionali ottiene due vittorie e due noni posti.

Il 2024 è l’anno della prima consacrazione: dopo il debutto vincente nelle Pro Late Model nel CARS Tour, disputa tutta la stagione, anche se la inizia con il Mavrick Page Motorsports e in corsa passa al Bryson Lopez Racing. Poco male: tre vittorie, nove top5 e top10 in tutte e 13 le tappe. A fine anno il titolo il titolo è suo battendo di 10 punti Spencer Davis (a Miami suo compagno di squadra, anche se subito doppiato), terzo Caden Kvapil e quinto il giovanissimo Tristan McKee. Nei Truck, invece, è part time sulla #45 di Niece dove con due quarti posti (entrambi in Kansas) consolida la sua reputazione.

Il salto definitivo avviene nel 2025 dove è a tempo pieno proprio con Niece, ma il suo nome cresce nel giro dietro le quinte, forse troppo rapidamente. A fine estate è ampiamente in zona playoff (due terzi posti e tante top10) quando comunica al team che l’anno successivo passerà ad un’altra squadra. È segreto di Pulcinella, tutti sanno che andrà in Toyota da Tricon Garage per prendere il posto di un Corey Heim lanciatissimo. Niece non la prende bene e scarica Kaden in corsa. Per lui la stagione sembra finita, ma arrivano due salvagenti, il primo per il Glen dal fidato Young’s Motorsports, poi passa al team di Stewart Friesen per sostituire il canadese gravemente infortunatosi in una gara dirt. Honeycutt chiude l’anno in forte crescendo, si qualifica per la Championship 4 e col terzo posto di Phoenix chiude proprio terzo la stagione dietro ad Heim e Majeski.

Nel 2026 l’annunciato passaggio a Tricon come erede di Corey Heim, ma non per questo rinuncia ad altri impegni part time. Si diverte anche a scrivere la storia: diventa il primo a vincere nello stesso giorno le gare Late Model e Pro Late Model nel CARS Tour, lo fa ad Ace e poi si ripete poche settimane più tardi a North Wilkesboro. Si ripete in maniera simile pure al Watkins Glen nell’arco di 24 ore, prima vince la prima gara in carriera in ARCA Series con Cook Racing Technologies, poi il bis con il primo successo nella Truck Series. In ARCA arriverà anche il successo ad IRP.

La stagione nei Truck va in crescendo, Riggs vince sì gare su gare, ma Kaden nella regular season porta a casa due vittorie (il bis a Richmond), addirittura 11 top5 e 13 top10 in 18 gare, scattando ampiamente dal secondo posto in vista della Chase. Qui Kaden non sbaglia più un colpo mentre Riggs fra errori suoi e della pit crew viene scavalcato: ottavo a Bristol, vittoria in Kansas, terzo a Charlotte, di nuovo vincitore a Phoenix, quinto a Talladega, 14° a Martinsville ma solo perché mandato largo nel finale da McKee. Infine, il meritato trionfo di Miami che lo consacra come nuovo re della Truck Series.

I risultati odierni

La classifica della “NASCAR CRAFTSMAN Truck Series Championship Race”

La classifica generale

Così la classifica finale della NASCAR Truck Series 2026

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 23:00, sempre in diretta su P300.it, ci sarà l’epilogo della stagione 2026 della NASCAR OAP Series mentre domani alle 21:00 quello della Cup Series. La NASCAR Truck Series, sponsorizzata FedEx Freight, tornerà in pista a Daytona il prossimo 19 febbraio.

Immagine: Media NASCAR

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