NASCAR | Truck Series: Heim imbattibile a Gateway!

NASCAR | Truck Series: Heim imbattibile a Gateway!

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Tempo di lettura: 12 minuti
di Gabriele Dri @NascarLiveITA
4 Giugno 2024 - 23:00
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Ty Majeski domina le prime due stage, poi però nel finale emerge ancora una volta Corey Heim che conquista la quarta vittoria stagionale, la seconda in due apparizioni a Gateway


Inesorabile. Imbattibile. Agli occhi degli avversari ormai invincibile. Corey Heim a Gateway ha conquistato a Gateway la quarta vittoria stagionale in appena 12 gare disputate. Se a questi dati ci aggiungiamo otto top5 e 10 top10 e il fatto che le uniche due gare in cui il risultato manca l’appello sono il ritiro di Darlington dopo aver vinto le prime due stage e la squalifica di Charlotte (per colpa dei meccanici) quando era arrivato secondo anche in quel caso avendo vinto le stage, allora sulla carta abbiamo una delle stagioni più incredibili della storia della NASCAR Truck Series. Stagione che arriva dopo un campionato da 19 top10 in 22 gare disputate. Di questo ritmo Heim rischia di diventare davvero un fenomeno generazionale.

La gara

Il tradizionale weekend di Gateway per la Truck Series segna la chiusura della seconda tranche di gare del campionato; dopo il forcing iniziale è arrivato il blocco di maggio che porta ora a sole cinque gare mancanti ai playoff. E dopo Charlotte si è creato un solco profondo di una trentina di punti tra la virtuale top10 e i piloti al momento esclusi dai playoff fra cui ora c’è anche Matt Crafton che non ha mai mancato una qualificazione in carriera.

Venerdì è la giornata destinata a prove libere e qualifiche. Appena 32 i truck presenti sotto un cielo molto grigio. Come spesso succede, in questa fase il più veloce è Ty Majeski che precede Christian Eckes che accusa, tuttavia, problemi al pedale del freno, segue poi un Layne Riggs rinvigorito dagli ultimi buoni risultati. Il cielo regge anche in qualifica e Majeski conquista anche la pole position (per il secondo anno di fila) davanti allo stesso Eckes, Sanchez, Thompson, Tanner Gray, Friesen (indispettito con i commissari per i controlli tecnici passati solo al terzo tentativo a suo dire perché “entrato nel garage dal cancello sbagliato”), Taylor Gray, Rhodes, Heim ed Enfinger.

Sabato è una giornata peggiore invece e a un’ora dalla bandiera verde inizia a piovere. La pioggia va e viene fra scrosci e nuvoloni neri e il programma salta completamente. Alla fine si opta per il rain delay che dura circa 2h30′ e che, tuttavia, farà sovrapporre per la prima volta in moltissimi anni due gare NASCAR visto che di lì a poco prenderà il via anche la Xfinity Series a Portland.

Dopo aver mandato in fondo al gruppo Tanner Gray per un problema ai freni, la corsa può avere inizio. Majeski mantiene la prima posizione dall’esterno malgrado l’ottimo scatto di Eckes con Sanchez, Friesen e Thompson che completano la top5. I due leader provano subito la fuga mentre si fa notare subito Heim che, passato Enfinger, cerca il sorpasso su Rhodes per il settimo posto. Nel gruppo, invece, rischio grosso fra Riggs e Purdy.

La coppia #99-#11 si allea involontariamente ed i due recuperano terreno nei giri successivi scavalcando Taylor Gray, manovra per poco non replicata al quinto giro anche da Enfinger che ,non chiudendo il sorpasso, apre il 3-wide a Dye; le posizioni non cambiano.

Majeski sta iniziando ad allungare mentre Sanchez reagisce riprendendo Eckes, tuttavia arriva dopo una decina di giri la prima caution: il debuttante Luke Fenhaus sulla #66 del ThorSport Racing finisce in testacoda in curva1. Luke sul dritto va 3-wide per passare di slancio i duellanti Currey ed Alan, ma sbaglia le coordinate e perde il controllo in piega. Fenhaus perde un giro.

Ai box va una manciata di piloti come Howard, Mosack, Tanner Gray, Currey, Mills, Holmes, Boyd e Thad Moffitt, poi si riparte con le prime posizioni invariate con 20 giri da disputare nella prima stage. Majeski dall’esterno rimane al comando su Eckes, ma Christian in uscita di curva2 esce meglio e in frenata in curva3 attacca Ty e si porta in prima posizione.

Tuttavia la leadership di Eckes dura appena un paio di tornate, poi Majeski (che si vede che ne ha di più), dopo un leggero contatto in curva1, si riprende di forza la prima posizione. Dietro di loro in curva1 Friesen scavalca Sanchez (che aveva cercato di approfittare della lotta davanti a lui) e si prende la terza posizione, ma anche in questo caso c’è la risposta quasi immediata, in questo caso della #2. Thompson chiude ancora la top5, tuttavia Heim è alle sue spalle.

Majeski riprende da dove aveva lasciato prima della caution e allunga senza problemi. Problemi che accusano invece i suoi compagni di squadra: Rhodes nel passaggio fra terza e quarta marcia, al punto che prima Enfinger lo supera per la settima posizione, e poi rimane bloccato in quarta, Crafton invece all’impianto elettrico e così la #88 non riemerge da fuori della top20. Prosegue la discesa di Taylor Gray che viene superato da Dye e anche la salita di Heim che entra in top5.

Majeski vince la prima stage con 2.5″ su Eckes, 3.0″ su Sanchez, 5.2″ su Friesen, 5.9″ su Heim, 10.0″ su Thompson, 10.4″ su Enfinger, 10.8″ su Rhodes, 12.7″ su Dye e 15.7″ su Taylor Gray che si difende da Ankrum e la coppia in battaglia Caruth-Purdy; Fenhaus è il lucky dog e così tutti tornano a pieni giri.

Al break ovviamente c’è la sosta generale mentre sul radar l’immagine è tutt’altro che limpida. Saltano il pit stop Tanner Gray, Howard e Mosack mentre in pit lane c’è un rimescolamento grazie ad una serie di piccoli errori e scelte strategiche. Sanchez cambia due gomme, esce per primo dai box ed è così quarto su Enfinger, Friesen, Rhodes, Purdy, Majeski (primo con quattro pneumatici nuovi), Eckes, Dillon, Thompson ed Holmes. Lunga sosta per Crafton con cofano alzato e tentativo di sostituire la centralina e così la #88 scivola così all’ultimo posto.

La bandiera verde sventola a 29 giri dalla fine della seconda stage e Tanner Gray dall’esterno rischia grosso con Mosack in curva1 ma rimane al comando. Nel gruppo c’è molta battaglia con 3- e anche 4-wide, tuttavia le prime posizioni non cambiano. Rhodes prova ad emergere ed entra in top5, tuttavia in quattro sono andati già in fuga con Tanner Gray che allunga a sua volta su Mosack. Subito dopo la caution: Howard ha un tire rub (a suo dire dopo un contatto duro rifilato da Sanchez, anche se la dinamica non torna) alla anteriore destra, viene superato dalla #2 e dalla #99 e poi finisce a muro in curva3 dopo aver forato. Per lui c’è il ritiro.

La fuga di 2″ su Tanner Gray viene annullata, ma soprattutto alle sue spalle ora c’è Sanchez che aveva passato Mosack pochi istanti prima della bandiera gialla così come aveva fatto Majeski su Enfinger per la quinta posizione. Non ci sono soste di rilievo, a parte gli ulteriori pit di Crafton (al break successivo ci sarà anche il cambio della batteria), poi si riparte dopo una lunga sosta per ripulire la pit lane con 16 giri da disputare.

La prima fila scappa via, ma Sanchez non riesce a chiudere il sorpasso dall’interno in curva2. Tanner e Nick si ostacolano leggermente. Rhodes prende la scia della #2 ed in curva3 compie una piccola magia, infilandosi fra la #2 e la #15 sorpassandole entrambe e andando al comando. Sanchez e Gray sono appaiati anche al giro successivo, tuttavia Nick riesce ad impedire un bis a cura di Majeski che, bloccato verso curva3, deve desistere.

Ty però si dimostra ancora il più veloce, non perde inerzia e dopo mezzo giro Gray è saltato, poi ricompatta il terzetto al comando. Nick rimbalza, ai -8 viene attaccato e superato da Majeski che apre la porta anche ad Eckes che era emerso al quarto posto. Heim ha trovato più ostacoli, ma col sorpasso su Tanner Gray rientra in top5. Quello che succede poco più tardi è inevitabile: Rhodes sogna la vittoria della stage, ma ai -4 viene raggiunto e superato dal compagno di squadra in curva3 E qui Ben crolla letteralmente anche per i citati problemi.

Majeski vince anche la seconda stage davanti ad Eckes (+0.2″), Sanchez (+1.7″), Rhodes (+1.9″), Heim (+2.2″), Enfinger (+7.8″), Tanner (+7.964″) e Taylor Gray (+7.998″), Purdy (+8.4″) e Dillon (+8.5″). Nessun lucky dog.

Nuovo break e nuovo giro di soste generale. Akrum e Dye (poco fuori dalla top10) tentano la carta delle due gomme e balzano al comando, tuttavia dietro di loro probabilmente si è decisa la corsa. C’è ancora grande rimescolamento fra i leader ed Heim emerge al terzo posto davanti a Sanchez, Majeski, i fratelli Gray, Rhodes, Enfinger, Caruth ed Eckes protagonista di un altro pit non eccezionale. Lunga sosta per Mosack, che approfitta poi del rabbocco, che esce dalla contesa.

La green sventola a 83 giri dalla conclusione e la gara si decide qui: al choose cone Ankrum ma soprattutto Dye hanno scelto l’esterno lasciando così ad Heim la prima fila all’interno davanti a Sanchez e Majeski. Corey scatta non bene, tuttavia di rincorsa in curva1 piazza la staccata e si porta al comando, inesorabilmente.

Ankrum prova a seguirlo mentre Majeski rimane invischiato nella lotta con Rhodes e Dye, tuttavia Ty la risolve frenando deciso, liberandosi dei due e passando anche Sanchez. Pochi giri più tardi inevitabilmente Majeski supera anche lui Ankrum e si apre la fuga a due in cui Sanchez non riuscirà ad inserirsi.

La #98 nei primi giri sembra capace di rosicchiare qualcosa, scende subito da 0.8″ a 0.6″ di ritardo, poi però Heim ha la meglio e non verrà mai impensierito mentre Majeski non sembra più quello di inizio gara. La corsa perde uno dei big: Taylor Gray si ferma ai box per problemi ai freni quando era 12°, gli stessi che aveva avuto il fratello Tanner il giorno precedente; chiuderà 30° a otto giri. Anche un Currey non al meglio oggi si ferma con un eloquente “no power”.

Majeski resiste nelle vicinanze di Heim fino ai -65, poi Corey inizia ad allungare e diventa sempre più piccolo all’orizzonte. Ai -50, a finestra per l’ultima sosta ampiamente aperta, Corey ha 1.9″ su Majeski, 2.9″ su un Sanchez che sul long run sembra averne anche più di Ty, 4.5″ su Rhodes che sembra gestire i problemi, 7.0″ su Eckes riemerso dopo le lungaggini ai box, 11.2″ su Dye che col passare dei giri ha ripreso e passato Ankrum (+12.4″) sulla sua stessa strategia, chiudono la top10 Caruth (+12.8″), Enfinger (+13.0″ che paga i tentativi falliti su Tyler venendo infilato da Rajah) e Friesen (+13.5″).

La fiducia nei propri mezzi è talmente forte in Corey che è proprio Heim a 44 giri dalla fine ad aprire il giro di soste. È una sosta anche di furbizia perché il leader aveva appena raggiunto la coda del gruppo (perdendo un secondo netto da Majeski) e così la #11 si evita le difficoltà nel sorpassare auto più lente. Ty copre al giro successivo (e perde 3″ in pit lane dal diretto rivale), poi è la volta di Rhodes. Sanchez ed Eckes proseguono invece e tirano dritto.

Ci si aspetta l’allungo di Nick sul long run e invece Christian gli recupera un paio di secondi al punto che ai -40 (quando pittano Ankrum ed Heim) è a 1.9″ da lui, Friesen è terzo ma addirittura a 11.5″. Il primo dei due ad arrendersi è Eckes che si ferma ai -37, Nick lo fa addirittura ai -33. Rimangono ancora degli audaci, Tanner Gray pitta ai -31 quando Massey rompe il motore, tuttavia la #02 entra subito in pit lane e quindi la bandiera gialla non arriva. Arriva invece due giri più tardi quando il rookie Salas perde il controllo in curva2 all’interno di Crafton e finisce a muro con Heim che è giusto alle sue spalle e riesce ad evitarlo per un pelo.

Chi ringrazia della bandiera gialla è un piccolo gruppetto composto da Purdy, Fenhaus, Crafton e, più staccato, Timmy Hill; con loro ci sarebbe stato anche lo stesso Salas non avesse provocato lui stesso la caution; Dye è il lucky dog dato che Sanchez con la sua sosta ha rimesso a pieni giri parecchie vetture.

Dietro la pace car si completa il giro di soste tuttavia decidono di fermarsi nuovamente anche Tanner Gray, Friesen e Riggs. La nuova classifica vede dunque Heim al comando su Majeski, Rhodes, Eckes, Sanchez (che ha perso tempo con l’overcut ma ora ha gomme più fresche di ben 11 giri rispetto ad Heim), il debuttante Perez de Lara, Riggs, Friesen, Purdy e Dye.

La bandiera verde sventola a 23 giri da quella a scacchi. Heim al choose cone a sorpresa ha scelto l’interno, tuttavia scatta bene e in curva2 è già al comando seguito da Majeski, Eckes, Rhodes e Sanchez. Nasce una nuova fuga a due come a inizio stage e l’epilogo sarà lo stesso: Heim che se ne va. La vera sorpresa è che Ty non solo non riesca a seguirlo, ma viene ripreso dagli inseguitori man mano che passano i giri, Eckes lo infila ai -10 dopo due giri di battaglia e ne approfitta anche Sanchez che aveva scavalcato Rhodes ai -14 ma non era riuscito a sfruttare al meglio gli pneumatici migliori. Christian in questo momento ha circa 1.6″ di ritardo dal leader, ma non riuscirà a riprenderlo.

Corey Heim rimane imbattuto a Gateway: vittoria nel 2022, assenza per malattia (mai specificata) nel 2023 e nuova vittoria nel 2024. Per il giovane pilota Toyota è anche il quarto successo stagionale in appena 12 gare, una seria ipoteca su un lungo percorso nei playoff. Alle spalle della #11 chiudono Eckes (+1.8″), Sanchez (+2.0″), Majeski (+4.2″), un Riggs emerso nel finale (+4.3″), Purdy (+5.3″), Rhodes (+6.4″), Friesen (+7.0″) e gli ottimi Perez (+7.8″) e Fenhaus (+9.1″) che riscatta il testacoda finale, a seguire Tanner Gray, Dye, Dillon, Thompson, Ankrum, Caruth, Enfinger, Crafton è 20° dopo ulteriori problemi elettrici.

Heim può festeggiare al meglio questo successo, la concorrenza sembra ormai al tappeto vedendo Corey arrivare davanti in ogni situazione, in ogni gara. I 50’000$ di premio per il Triple Truck Challenge sono solo una prima ciliegina su una torta che questo autunno potrebbe essere ancora più ricca.

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Immagine: Media NASCAR

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