NASCAR | Truck Series: Fogleman vince a sorpresa a Talladega in un finale caotico

Prime due stage tranquille, poi tre incidenti nel finale. Fogleman sopravvive e approfitta delle rivalità dei big per prendersi la prima vittoria in carriera


Nessuno avrebbe potuto prevedere la vittoria di Tate Fogleman a Talladega. O forse solo a Talladega si sarebbe potuto immaginare uno scenario con tutti i big eliminati in incidenti e l’unico di loro rimasto in gara a sbagliare l’ultima mossa a pochi metri dal traguardo. Una gara caotica nel finale in cui sono bastati tre incidenti a fare una selezione notevole, l’ultimo in due fasi separate fra curva3 e trioval. Un Nemechek troppo aggressivo per tutta la gara sbaglia ed apre la porta ad una storia da favola, quella di Tate Fogleman.

La gara

Sotto un cielo coperto (15% di probabilità di pioggia) a Talladega va in scena la gara potenzialmente decisiva per il “Round of 8” della Truck Series. Dopo la vittoria di Eckes a Las Vegas non ci sono ancora piloti matematicamente qualificati per Phoenix, tuttavia Rhodes e Nemechek si sono guadagnati un possibile jolly da giocarsi in Alabama; Friesen e Crafton partono con un saldo positivo, mentre Creed, Hocevar e gli Smith, con Zane a precedere Chandler, obbligati a recuperare punti.

Il pre-gara è tranquillo e solo Rohrbaugh deve partire dal fondo per aver mancato la presentazione dei piloti. Dato che Eckes non c’è e sulla #98 è tornato Enfinger (che nel 2022 correrà a tempo pieno col GMS Racing), l’algoritmo mette Ben Rhodes in pole su Gilliland (ancora in corsa per l’owners championship), Crafton, Friesen ed Hill (idem come Todd), il quale a sorpresa a poco dal via annuncia l’addio a fine anno dall’Hattori Racing.

Dopo i consueti avvertimenti strategici ai piloti (ad Hill dicono che dopo le stage cambierà due gomme, poi nel corso dell’ultima stage solo rabboccherà; ad Hocevar dicono di essere “pazientemente aggressivo”, i paradossi di Talladega) si può partire. Al via Crafton spinge subito il compagno di squadra Rhodes davanti, tuttavia Friesen reagisce e spinge di nuovo Gilliland al fianco di Ben. In coda Dauzat si prende una penalità, non la sconta in tempo e per lui arriva la bandiera nera che gli fa perdere un giro.

Dopo un paio di giri la corsia esterna con Gilliland sembra prevalere, tuttavia quando ha l’occasione di scendere a coprire Rhodes, Todd decide di non farlo scegliendo di rimanere con Friesen a spingerlo; sul breve periodo la scelta non paga visto che l’interno reagisce e Rhodes torna affiancato alla Ford #38. Dopo quattro giri i Truck, che hanno qualche cavallo in meno rispetto alle gare scorse per decisione della Nascar, hanno raggiunto la velocità di crociera, dunque iniziano le mosse tattiche.

L’interno è ben organizzato e continua la sua lenta avanzata, al punto che la corsia esterna si svuota progressivamente e Gilliland scende in classifica, anche perché a forza di spingere Friesen gli ha ammaccato il paraurti e la sua vettura è diventata sottosterzante. La progressiva discesa di Todd apre la porta ad altri attaccanti che possono mettersi davanti a lui. È il caso di Chandler Smith che viene seguito da Creed e anche Nemechek, il quale si tocca però con Sauter iniziando una lunga serie di opinioni poco carine nei suoi confronti.

Il leggero contatto non fa perdere troppa velocità a John Hunter, il quale recupera ed ai -5 ha pure il muso davanti a Rhodes, tuttavia Ben decide di essere aggressivo e la mossa paga. Mentre in coda ci sono i primi a staccarsi (Lupton fora e va ai box, Wood prosegue a sette cilindri e sarà il lucky dog). Dietro a Nemechek la corsia esterna si svuota di nuovo all’improvviso e così Rhodes ha compito facile in vetta.

Negli ultimi due giri a lanciare l’attacco è Friesen, tuttavia Rhodes e Crafton coprono subito il canadese, poi però la manovra rientra e a rilanciarsi alle sue spalle è Austin Hill che manca il sorpasso per pochi centimetri. Rhodes vince dunque la prima stage su Hill, Crafton, Friesen, Sauter, Nemechek, Dollar, Creed, Gilliland e Self; Zane Smith è 11°, Chandler Smith 13°, Hocevar decide di non rischiare, si sfila e chiude 21°. Sul traguardo la spinta di Crafton è tale che Rhodes sbanda e quasi si tocca con Hill con i tre che corrono un rischio grande.

Dopo il giro di soste, in cui il gruppo si spacca fra solo pieno, due gomme e sosta completa, Nemechek passa al comando su Rhodes, Creed e Zane Smith; Gilliland decide di riparare il paraurti e dunque finisce in coda, Wood invece si ferma col cofano alzato e per lui il lucky dog non viene sfruttato, anzi è costretto subito al ritiro.

Alla ripartenza mancano soli 15 giri nella seconda stage, Creed spinge Crafton che riesce a mettere il muso davanti, poi dopo un consueto assestamento Nemechek reagisce tornando vicino al paraurti di Matt. Crafton riesce quasi a mettersi davanti alla #4, tuttavia John Hunter non ci sta e con una toccatina (e per la seconda volta fa arrabbiare qualcuno) spinge di nuovo la #88 sull’esterno davanti a Creed. Pochi istanti più tardi Dauzat completa la sua gara insufficiente finendo a muro da solo in curva2.

Qualcuno va ai box (Gilliland, Enfinger ed un Kligerman con problemi) e così si riparte ai -7. Crafton riceve ancora la spinta buona da dietro e riesce a mettersi davanti a Nemechek, tuttavia come in precedenza John Hunter lo tocca e lo spedisce fuori dalla corsia (e sono tre per JHN). Ad approfittarne è Creed e pure Sauter prova ad infilarsi nella lotta ai -3, però Johnny viene respinto. Creed vince la seconda stage su Sauter, Zane Smith, Crafton, Austin Hill, Chandler Smith, Gray, Nemechek, Friesen e Holmes.

Al break solo Purdy non si ferma e passa al comando davanti ad Austin che precede all’uscita dai box Gray, Gilliland, Friesen, Holmes, Enfinger, Zane Smith, Ryan Truex e Sauter; Friesen ne esce invece col muso ammaccato, tuttavia al box decidono di non ripararlo. Ankrum invece è ancora in coda perché ha problemi al cambio con la quarta marcia che non rimane inserita. Dopo le prime due stage tranquille, condotta di gara di Nemechek a parte, le micce sono accese per gli ultimi 47 giri.

Alla bandiera verde Gilliland spinge Austin Hill all’esterno per passare Purdy ed i due ce la fanno a scavalcare Purdy, tuttavia dalla stessa corsia Zane Smith dà una mano a Holmes che recupera terreno; in coda Hocevar tenta di aprire la terza corsia per recuperare il terreno perduto. Il gruppo si seleziona in fretta e la coppia composta da Nemechek e Rhodes decide di andare prudente, solo che Ben alza troppo il piede e finisce nel secondo gruppo fuori dalla top25.

A prendere il comando dopo la lotta in testa è Holmes, il quale poi decide di coprire l’interno davanti a Hill, dunque la prima fila in battaglia ora è quella fra la sorpresa Holmes e Zane Smith. Dopo un paio di giri con questa situazione arriva all’improvviso il big one. La corsia interna spinge forte, Purdy preme su Gilliland, Gilliland finisce sul paraurti di Austin Hill che perde il controllo. Purtroppo per gli altri la #16 sbanda verso destra davanti al resto del gruppo. Zane Smith viene travolto e l’incidente in curva3 è inevitabile.

Fra i big coinvolti ci sono, oltre a Zane Smith ed Hill, Chandler Smith (che si salverà pur perdendo numerosi giri), Self, Sauter, Ankrum, Dollar, Gray e Kligerman che, incolpevole, viene centrato dalla Cobb che, pur essendo ultima e vedendo l’incidente, non frena in una manovra molto censurabile alla “Days of Thunder”. Alla fine le auto coinvolte sono addirittura 19 e la bandiera rossa per pulire la pista è inevitabile.

Dopo una decina di minuti ed una sosta generale ai box, si riparte ai -31 con Gilliland al comando su Creed, Enfinger, Holmes, Crafton, Boyd, Greenfield, Fogleman, White e Kraus; Rhodes è 11°, Nemechek 13°, Hocevar 14°, Friesen 17°, 24 le auto a pieni giri, meno quelle intatte. Alla green Enfinger spinge Gilliland, Holmes invece si perde Creed e così la corsia interna avanza fin da subito.

La fila indiana si forma subito e la situazione sembra tranquillizzarsi, anche perché Creed e gli altri dall’esterno trovano un varco all’interno quasi immediatamente, e dunque la preoccupazione maggiore sembra essere quella della benzina, con tutti a corto di circa un giro. Nessuno si aspetta nulla di che in questa fase, anche perché dietro a Gilliland ci sono tre vetture del ThorSport (Enfinger, Crafton e Rhodes), dunque il loro blocco dovrebbe dissuadere molti da vari attacchi.

Invece, ai -25, Friesen decide di riaprire la seconda corsia e subito ci saltano sopra Creed e Purdy, con Sheldon che avanza e recupera terreno. La rimonta è inesorabile e dei leader quello che decide di coprire la traiettoria è Enfinger. Purtroppo Grant esagera nella manovra, si allarga troppo, inoltre la differenza di velocità con Creed è notevole e quindi il contatto è inevitabile e vengono coinvolti anche Hocevar e Friesen oltre a Deegan e Greenfield.

Risolti i problemi di benzina, nessuno dei big va ai box a differenza di qualche rabbocco in coda. Quando la classifica si assesta ci sono appena 16 auto a pieni giri: Gilliland, Crafton, Rhodes, Creed, Purdy e Nemechek che precedono la lunga serie di carneadi composta da Holmes, McGee, Fogleman, Ryan Truex, Roper, Boyd, Tyler Hill, Bohn, Rohrbaugh ed Anderson.

Si riparte ai -12 ed il ThorSport viene così spezzato, Rhodes è all’interno mentre Crafton è all’esterno e quindi gli equilibri presenti poco prima vengono messi in discussione. A lungo le due corsie sono alla pari, poi però l’interno si organizza e Todd rimane al comando su Rhodes, Purdy e Holmes, Creed invece trova ancora un varco all’interno e lascia Crafton da solo con Nemechek. Matt non ha la velocità sufficiente per guidare una fila, anche per un danno al cofano, e così scivola in classifica.

La situazione per la #88 è talmente “grave” che deve lottare con Tyler Hill e la loro lotta fianco a fianco genera una incredibile fuga a cinque davanti a loro. Nemechek si spazientisce ancora e spinge forte Crafton in curva4, Matt è costretto ad un salvataggio ed un ulteriore team radio di fuoco contro JHN. A riprendere la fuga dei cinque ai -6 è Fogleman il quale si porta dietro Tyler Hill.

Nessuno attacca direttamente Gilliland in testa, l’unico che ci prova in coda è Nemechek a quattro giri e mezzo dal traguardo, ma John Hunter non punta a creare la seconda corsia, bensì a fare “la cavallina”, superando un pilota alla volta (e anche Ryan Truex avrebbe qualcosa da ridire con lui per un quasi contatto). In testa, nel frattempo, Rhodes rimane incollato a Gilliland e si aspetta di capire chi scoprirà le carte per primo.

Ad un giro e mezzo dalla fine ad attaccare è Purdy dalla terza posizione, a seguirlo sono Holmes e Creed, Gilliland cerca di coprire i tre che sono sgranati, Todd riesce a bloccare quasi tutti ma non Purdy che in curva3 è al comando. Il gruppo è completamente disordinato e le posizioni poco ordinate, il nuovo leader finisce largo in curva4 e sul trioval, quando cerca di riportarsi lungo la linea gialla, trova già lì Gilliland e Purdy si gira sul suo muso. La caution manda tutti all’overtime.

La classifica prima degli ultimi due giri vede Gilliland al comando su Rhodes, Nemechek, Holmes, Fogleman, Crafton, Creed, Rohrbaugh, Tyler Hill, Roper, Bohn, McGee, Truex, Boyd, Anderson e Purdy. Alla green Holmes spinge bene Rhodes e le due corsie sono a lungo alla pari, anche perché Ben decide di non chiudere la porta a Todd che così lotta tenacemente con la #99 del ThorSport.

Alla lunga la spinta di Nemechek a Gilliland ha la meglio e Todd a mezzo giro dalla fine ha più di due lunghezze su Rhodes che riceve l’ultimo colpo di paraurti quasi disperato di Holmes. L’azione è troppo decisa e Rhodes deraglia aprendo la porta al caos. In curva3 Rhodes cerca di restare nella seconda corsa e resiste ad Holmes che sbanda e viene toccato da Crafton, il 3-wide non va a buon fine e si crea un incidente che coinvolge praticamente tutti i big rimasti in gara tranne Nemechek.

In curva4 si presentano in fila indiana in quattro, Gilliland, Nemechek, Fogleman e Tyler Hill. John Hunter si libera subito di Todd mandandolo largo, Gilliland non riesce a piazzare un side draft dato che ha perso troppa velocità e dunque rimangono in tre in lotta, Fogleman trova la scia buona e cerca il varco giusto. Tate finta interno, poi esterno e poi va deciso all’interno di nuovo, Nemechek abbocca troppo sulla seconda mossa e va troppo a destra.

Nel rientro verso sinistra Nemechek trova già lì Fogleman e si gira sul suo muso, anche Tate sbanda verso destra nello scontro e nel varco creatosi prova ad infilarsi Tyler Hill, ma malgrado il contatto che si sviluppa, in maniera simile ad Allmendinger-Cindric, a Bristol, non riesce a superare il rivale per soli 0.052″.

Tate Fogleman vince a sorpresa, salendo sull’ambulanza per i controlli di rito dopo il botto avvenuto dopo la linea del traguardo, la sua prima gara in carriera su Tyler Hill, Gilliland, Nemechek, Ryan Truex, Roper, Boyd, Bohn, Purdy e McGee; Anderson è 11° davanti a Creed, Rhodes, Crafton, ed Holmes, tutti coinvolti nell’incidente in curva3. Chandler Smith è 19° a sette giri, solo 20 le auto classificate.

In campionato sostanziale pareggio generale, nessuno è ancora qualificato per Phoenix anche se Nemechek e Rhodes ci sono quasi. Crafton e Creed devono difendere un piccolo margine su Friesen, mentre gli Smith ed Hocevar sono praticamente obbligati a vincere a Martinsville.

I risultati odierni

La classifica della “Chevrolet Silverado 250”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la prima gara del “Round of 8”

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La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Stasera a Talladega (ore 20:00, diretta SI Motori con commento in italiano e Nascar Trackpass) andrà in scena la gara della Cup Series potenzialmente decisiva per il futuro dei playoff anche se non è una elimination race. I Truck torneranno addirittura fra quattro settimane a Martinsville il 30 ottobre quando si sapranno gli ultimi qualificati per il gran finale di Phoenix.


Immagine: media.nascar.com

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