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NASCAR | Truck Series: Enfinger sgomita e vince a Martinsville

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Obbligato a vincere per qualificarsi per Phoenix, Grant resiste con le unghie e con i denti in testa. Zane Smith esclude Crafton


Doveva essere una gara da fuochi d’artificio e invece la resa dei conti è uscita monca da Martinsville. I troppi giri passati inutilmente dietro la pace car per incidenti poco gravi hanno ridotto la competizione di quasi la metà, lasciando il finale ad uno sprint di soli due giri. Le emozioni non sono mancate lo stesso così come il ribaltone della griglia playoff regalatoci da Grant Enfinger che si qualifica così per Phoenix ai danni del compagno di squadra Ben Rhodes mentre il campione in carica Crafton non potrà difendere il titolo del 2019.

La gara

La sera di Martinsville arriva ad appena due giorni dalla fine della gara della Cup Series in Texas e in poco tempo bisogna cambiare registro, infatti si entra ora nel weekend decisivo per le tre categorie in vista di Phoenix. Negli occhi di tutti c’è ancora la corsa esplosiva che ha lasciato molti strascichi velenosi e che in tanti sperano (o temono) si risolveranno su questo short track.

Gli unici due tranquilli sono Creed (che si prende anche la pole) e Moffitt viste le loro due vittorie mentre per gli ultimi due posti sono in lotta sei piloti. Ankrum è obbligato a vincere, Enfinger e Rhodes praticamente sono nella stessa situazione, dall’altra parte della linea rossa invece c’è Austin Hill, tranquillo a quota +27, e quindi il vero duello – a meno di sorprese – sembra essere quello fra Zane Smith e Matt Crafton, separati da soli 12 punti prima del via.

Alla bandiera verde il più brillante è proprio Zane Smith che dall’esterno scavalca il compagno di squadra Creed e va al comando; a seguirli ci sono Moffitt, Hill e Crafton mentre Enfinger scivola ai margini della top10. Creed tuttavia è più veloce e dopo un po’ di pressione torna in prima posizione al giro 12, appena in tempo prima della caution. In curva4 Fogleman manda in testacoda un Gray in difficoltà (non sarà una gara semplice per lui) e per evitarlo Bayne, Rohrbaugh e Ciccarelli si fermano e creano un tappo che impedisce a molti di passare. Creed addirittura si ferma e viene scavalcato ma i commissari lo rimettono in prima posizione.

Nessuno va ai box e così si riparte a posizioni invariate, con Zane che ci riprova ma stavolta l’attacco non va a buon fine e per questo apre la porta a Crafton che dopo un 3-wide si porta al secondo posto seguito da Rhodes. Per chiudere la prima stage ci sono due piloti protagonisti, uno in positivo ed uno in negativo. Mentre Creed fa una fuga incredibile (guadagna 8″ in 25 giri), Hill dopo un buon inizio affonda. Si crede sia un problema di assetto o ad uno pneumatico ma ben presto si capisce che il guaio è al motore.

La grande corsa di Creed viene interrotta a pochi giri dal break a causa di Anderson che manda in testacoda la Decker e così vince la prima stage sotto caution davanti a Crafton, Sauter, Z.Smith, Rhodes (col muso ammaccato dopo un contatto con Ciccarelli), Moffitt, Eckes, Enfinger, Lessard e Friesen; ci sono soli 15 piloti a pieni giri – e Ankrum è l’ultimo di essi – e fra i doppiati ci sono big del calibro di Hill, Kligerman, Kraus, Mayer, Gilliland e Bayne.

Malgrado un brivido ad una gomma, Creed rimane al comando della corsa anche dopo il primo giro di soste e anche in seguito alla ripartenza seguito da Z.Smith e Crafton. La stage sembra tranquilla, anche se Sheldon non allunga come in precedenza, tuttavia attorno al giro 75 iniziano i colpi di scena. Il primo è causato da Kligerman, il quale fora mentre lotta con Hill per il lucky dog, poco più tardi fora anche il leader Creed – non si capisce la causa – e va ai box, poi lo stesso Hill rallenta per i citati problemi al motore e perde un secondo giro e infine Greenfield finisce in testacoda provocando una caution.

Mentre Z.Smith eredita il comando e Rhodes, Enfinger, Moffitt, Lessard ed Eckes vanno ai box (e sarà la mossa decisiva per l’esito della gara), si iniziano a fare i conti per la classifica generale: con Hill praticamente ko, le speranze di Austin di qualificazione sono ridotte al lumicino e così la coppia Smith-Crafton rientra nella top4, a meno di una vittoria di Enfinger, Rhodes o Ankrum.

Si riparte con 16 giri da disputare nella seconda stage e Zane sceglie l’esterno, purtroppo per lui alla prima curva Sauter che è al suo interno finisce lungo e così Smith in mezzo giro passa da 1° a 15°. Passa poco e arriva un’altra caution, con Creed che cerca di spostare Gray per mandarlo contro Kraus e prendersi da Derek il lucky dog, ma sbaglia tutto e così Tanner finisce in testacoda e Kraus torna a pieni giri al posto di Sheldon.

Sauter decide di andare ai box, seguito da B.Jones (alla caccia della Final 4 per il titolo a squadre per la #51 del KBM), Self, Rhodes e Smith, lasciando la prima posizione a Crafton in vista di uno sprint di tre giri che diventano due perché Gilliland si ferma in pista col radiatore ko dopo essere stato coinvolto nella caution precedente. Sembra fatta per Matt e invece Friesen dall’esterno lo scavalca e si prende il traguardo intermedio davanti allo stesso Crafton, a Enfinger, Lessard, Moffitt, Ankrum, Eckes, Sauter, Hocevar e Rhodes.

Con Hill che alza bandiera bianca poco dopo la ripartenza, e ringrazia sentitamente la Ilmor, lo scenario è simile a prima: Zane Smith ha ancora un punto di vantaggio su Crafton e a scalzarli da Phoenix ci possono provare con una vittoria solo Enfinger, Rhodes e Ankrum. Dopo il completamento del giro delle soste in testa c’è proprio Grant seguito da Lessard ed Eckes, Rhodes è 6° davanti a Smith, Crafton è 11° davanti a Moffitt, Ankrum 14° e Creed è appena tornato a pieni giri.

Dopo una eterna caution si riparte ai -88 ed Enfinger approfitta della lotta in casa KBM fra Lessard ed Eckes, vinta dal canadese, per allungare, tuttavia proprio Christian, che stava arretrando dopo essere finito sulla traiettoria sbagliata, tampona Hocevar e lo manda in testacoda per un’altra caution in cui Fogleman non riesce ad evitare l’incidente e distrugge il muso.

Altra bandiera verde ai -74 e Sauter dall’esterno sorpassa il compagno di squadra eliminandolo virtualmente dai Championship 4. Il destino sembra così essere in mano al ThorSport stesso dato che Rhodes è terzo e Crafton cerca di recuperare – è più veloce sul long run – visto che Smith è davanti a lui. Ai -50 Sauter è al comando per mezzo secondo su Enfinger, Smith è terzo ma a 2.5″, Rhodes è passato in quinta posizione dietro a Lessard mentre Crafton ha un attimo di difficoltà ed è 11° dietro al rimontante Creed.

Passa poco e Gray finisce a muro per una foratura ed arriva un’altra caution. A sorpresa tutti tranne Hocevar si fermano ai box e così Sauter uscendo davanti a tutti dai box mantiene la prima fila. Alla bandiera verde dei -39 tuttavia si pentirà di questo, dato che il giovane Carson all’interno finisce lungo spedendo Johnny all’esterno e dal contatto rimedia pure una foratura. Di questo ne approfitta così Enfinger che ritorna al comando, tuttavia al suo inseguimento c’è il trio composto da Moffitt, Smith e Creed. E all’improvviso le redini dei playoff passano al GMS Racing. Nel frattempo un altro testacoda di Greenfield ferma tutti.

Si riparte ai -27 e Creed, finito in prima fila per le decisioni dei suoi compagni di squadra al choose cone, dall’esterno ci prova a passare al comando, ma Enfinger resiste e si toccano fiancata contro fiancata. I due così si rallentano e Moffitt ne approfitta andando 3-wide. Purtroppo in curva3 non c’è spazio per tutti e Brett tocca Grant che tocca Creed mandandolo in testacoda.

Altro giro altra ripartenza, stavolta ai -19: Moffitt sceglie ancora l’interno dietro ad Enfinger e così lascia a Lessard la prima fila. Il canadese dall’esterno riesce a mettere mezza vettura davanti, ma Grant è conscio che conta per lui solo la vittoria e quindi usa tutta la carrozzeria che ha a disposizione per tenersi dietro Lessard. Alla fine non ce la fa e viene scavalcato anche da Moffitt. Per Grant sembra finita, ma Hocevar va di nuovo in testacoda per l’ennesima caution della serata.

Ai -10 Lessard ed Enfinger scelgono l’interno lasciando a Moffitt l’esterno e alla bandiera verde la #98 scatta alla grande e, dopo un 3-wide in cui usa ancora la carrozzeria, Enfinger è di nuovo al comando. Dietro di lui c’è molta lotta per non perdere terreno, Rhodes cerca di chiudere la traiettoria ma si gira sul muso di Moffitt dietro di lui quel tanto che basta per toccare Lessard e mandare il canadese in testacoda mentre Brett finisce col muso ko.

La caution è lunga e c’è tempo solo per uno sprint di due giri. La classifica vede Enfinger ancora al comando davanti a Rhodes ed Eckes, con anche Ben costretto a vincere e Christian che ha ancora negli occhi l’incidente di domenica scorsa ed ha a portata di mano la vendetta. Tuttavia le decisioni prese deludono molto: al choose cone infatti Rhodes sceglie l’esterno e alla ripartenza non riesce a scavalcare il compagno di squadra, e nemmeno gli basta la toccatina in curva3 perché da dietro Eckes fa la stessa cosa su di lui e così Enfinger riesce rimanere primo.

Enfinger vince così a Martinsville davanti a Rhodes, Z.Smith, Eckes, Crafton, Friesen, Bohn, Creed, Self e Kraus; Ankrum è 12°, Jones 15° e il #51 del KBM è anch’esso eliminato dai playoff a squadre dopo un testacoda all’ultimo giro. Grant è così il terzo qualificato per Phoenix e ribalta la griglia playoff eliminando il compagno di squadra Crafton che finisce dietro a Smith di appena tre punti recriminando – giustamente – per gli eccessivi giri percorsi dietro la pace car (ben 82 su 200 per 11 caution relativamente normali e con pochi danni).

Martinsville si risolve così senza grossi drammi, tranne la delusione di Austin Hill per un’altra grande occasione sfumata via, e a Phoenix Enfinger sarà da solo ad andare contro il trio del GMS Racing, il quale però a sua volta sarà costretto ad unna resa dei conti, e dunque Grant potrà approfittarne.

I risultati odierni

La classifica della “NASCAR Hall of Fame 200”

La classifica generale

Così la griglia playoff al termine del “Round of 8”

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 20:30 (diretta su SI Motori) la Xfinity Series ritorna a Martinsville per la prima volta dal 2006. In palio gli ultimi tre posti per Phoenix. Domani invece stesso esito da decidere per la Cup Series.

Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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