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NASCAR | Truck Series: Creed mantiene la calma e si prende il Texas

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Incidenti e nervi tesissimi in gruppo. Sheldon gestisce al meglio ogni ripartenza e si qualifica per Phoenix


La temperatura in Texas all’inizio della gara era di circa 15°, alla fine decisamente superiore. Animi bollenti, tensione alle stelle, incidenti, vendette (attuate o solo promesse), parole volate, diti medi e pugni trattenuti. Di questo non se ne è curato Sheldon Creed che ha dominato la gara resistendo agli attacchi di Hill nel finale. Dietro di lui il caos che accende una miccia già potenzialmente esplosiva in vista di Martinsville.

La gara

Il cielo è coperto a Fort Worth e il Kansas sembra ormai un ricordo lontano. Brett Moffitt è già qualificato per Phoenix e quindi a tentare di imitarlo ora ci sono i suoi due compagni di squadra al GMS Racing Sheldon Creed e Zane Smith mentre Akrum è già obbligato a vincere dopo essere finito ko. Contro di loro, a parte l’isolato Austin Hill, c’è il ThorSport, chiamato a non farsi mettere sotto dai rivali che appaiono totalmente in controllo di questa fase di stagione.

Come ormai da tradizione la pole è del GMS, in questa occasione per Creed davanti a Moffitt mentre l’ “intruso” Chandler Smith stavolta è quinto e si contende ancora il titolo a squadre. Da notare anche la presenza in griglia di James Buescher, cugino di Chris ma soprattutto campione della Truck Series del 2012 e – purtroppo – senza un sedile addirittura dalla primavera del 2015 e da allora “costretto” a fare l’agente immobiliare.

Al via Hill dalla seconda fila spinge Creed al comando e si accoda a Sheldon; completano la top5 C.Smith, Moffitt ed un buon Kraus che tuttavia si spegnerà col proseguire della gara. Durante i primi giri nella testa del gruppo succede poco visto che il traction compound non è ancora in temperatura, tutti si dispongono in fila indiana ed i sorpassi sono difficili. Da notare soprattutto quello tentato, ma fallito col rischio, da Crafton su Eckes per l’ottava posizione. Ed è proprio sul campione in carica che si concentra l’attenzione in questa fase.

Crafton infatti riporta quelli che lui reputa problemi al motore, un ritorno dopo i grossi guai avuti dal ThorSport nel 2019, e infatti dalla settima posizione scende in 11esima davanti solo ad un Ankrum in crisi d’assetto e che non sarà mai in gara. Dal muretto tranquillizzano Matt dicendo che non è nulla di grave, ma in ogni caso valutano un cambio di centralina alla prima sosta. La gara sembra tutta in salita e invece da metà stage in poi il Truck #88 si risveglia e inizia a sorpassare tutti, avendo accumulato solo 4″ di ritardo dalla vetta.

La rimonta di Crafton viene interrotta a tre giri dal traguardo intermedio della caution provocata dall’incidente di Viens, però comunque è rientrato ampiamente nella top5. Creed vince senza patemi e sotto caution la prima stage davanti a Hill, Moffitt, Rhodes, Crafton, C.Smith, Eckes, Z.Smith, Enfinger e Gilliland. La tranquillità dei primi 35 giri durerà ben poco nelle fasi successive.

Il primo giro completo di soste non vede sorprese e Creed rimane al comando davanti a Hill, Moffitt, Rhodes e Crafton e si riparte così, con Brett che spinge Sheldon davanti però perde velocità e viene sfilato da molti avversari e finisce settimo. Dietro a Creed va a buon fine l’attacco del ThorSport ai danni di Austin Hill e che si conclude appena in tempo prima dell’incidente di Greenfield che – pare – toccato da Tyler Hill finisce duramente a muro ma il pilota ne esce indenne.

Dopo una bandiera rossa di quasi 6′ per la pulizia dei fluidi persi dal Truck #68 si riparte a posizioni invariate con solo le soste di Ankrum e Lessard per ulteriori aggiustamenti d’assetto. Alla bandiera verde ai -22 Rhodes, che è in prima fila, ci prova ma Creed in curva3 tiene giù il piede all’esterno (sarà una costante della gara) e rimane in testa seguito ora da Crafton che ne approfitta. Mentre Ryan Truex va ai box (ritiro per un problema alla sospensione) e Zane Smith si fa vedere per la prima volta infilando Rhodes e portandosi in terza posizione, arriva un’altra caution, stavolta per l’incidente di Fogleman.

Ancora niente soste e si riprende ai -13 e in questa occasione la seconda fila non spinge la prima fila, però al piccolo contatto ci pensano gli stessi Creed e Crafton che si toccano leggermente fiancata contro fiancata ma poi proseguono senza problemi con Sheldon sempre in testa. Matt però ormai si è rilanciato anche mentalmente e ai -5 attacca e passa la #2 all’interno di curva3 e si porta al comando resistendo ai tentativi di ribaltare la classifica. Crafton vince dunque la seconda stage davanti a Creed, Rhodes, Z.Smith, Kraus, C.Smith, Eckes, Hill, Enfinger e Moffitt che è uscito dal radar.

In pit lane le posizioni non cambiano e Crafton è ancora in testa davanti a Creed, solo che stavolta in terza posizione c’è Eckes che precede Rhodes e C.Smith. Mancano soli 70 giri alla fine ma saranno ricchi di incidenti e tensione. Si riparte e Crafton viene lasciato solo, così Creed ne approfitta per prendergli la scia e tornare al comando, dietro di loro c’è ancora Eckes mentre Moffitt ci prova su Rhodes ma viene rimbalzato e la stessa sorte tocca poco più tardi a Z.Smith.

Dopo l’assestamento iniziale le telecamere si spostano su uno spento Enfinger, sempre in fondo alla top10 e che ha già perso tanti punti nelle stage dagli avversari. Ben presto si scoprirà il perché di tutto questo: la #98 finisce in una nuvola di fumo a 55 giri dalla fine e per Grant i punti persi diventano un’enormità.

La pit lane si riapre e tutti vanno ai box anche se la finestra per l’ultimo pieno non si è ancora aperta ed ognuno è chiamato a risparmiare ogni goccia di benzina. Kraus e Lupton tentano la sorte facendo solo il pieno e si metteno davanti a Creed. La loro strategia funziona ben poco, infatti dopo nemmeno un giro Sheldon è di nuovo al comando seguito da Eckes, il quale poi viene ripassato da Crafton. La green dura appena 10 giri, poi ai -41 Gilliland si tocca con Rhodes mentre lottano per la quinta posizione e Todd finisce duramente a muro. Kraus e Lupton vanno ai box montando ora l’ultimo set di gomme a disposizione, ma il loro piano salterà per l’eccessivo numero di caution nel finale.

Si riparte ai -35 ed Eckes spinge Creed e poi lo sposta ma Sheldon resiste, Christian viene affiancato da Moffitt e da un Friesen spuntato fuori dal nulla e che si porta in seconda posizione. Ma la green dura appena cinque giri e poi Chandler Smith finisce a muro. Il giovane pilota del KBM è talmente arrabbiato per quanto successo (pare con Gray) che riparte dai box, dopo la sosta di rito per cambiare gomme e riparare i danni, prima dell’ok del crew chief e l’uscita dalla pit lane è dunque su tre ruote. Seguiranno penalità per la pit crew (in teoria tre gare di sospensione) in settimana.

Nuova bandiera verde ai -25 con Creed sempre al comando e dietro di lui un altro 3-wide da cui emerge ancora Friesen seguito da Sauter. Stewart è scatenato e ai -22 passa a sorpresa al comando, ma durante questa manovra finisce loose e Creed deve allargare la traiettoria facendo passare anche Sauter. La coppia dura in testa appena quattro giri, poi – come successo in Michigan – Sauter con la manovra che tenta per andare in prima posizione elimina sé stesso (ed il team non è per nulla felice), ma in questa occasione manda a muro anche l’avversario. E così Johnny e Stewart sono ko, Creed ringrazia e torna in testa.

Altra ripartenza ai -12 e come a inizio gara Hill spinge davanti Creed mentre Moffitt, che aveva ereditato la seconda posizione, viene sfilato. Austin con la spinta perde slancio e ad approfittarne è Rhodes che si porta in seconda posizione. Ben è obbligato a vincere dopo i problemi in Kansas e cerca di rimanere attaccato a Creed, ma Sheldon è più veloce e Rhodes alla lunga paga venendo passato da Hill e poi finendo loose anche da Eckes.

Dopo una gara in chiaroscuro però sta emergendo Hill, il quale ai -7 raggiunge Creed e prova a passarlo ma non ci riesce. Questo tentativo però ricompatta il gruppo di testa che vede sei vetture (Creed, Hill, Eckes, Rhodes, Moffitt e Z.Smith) in un fazzoletto. Ai -6 Hill si rilancia ma non riesce a scavlcare Creed, anche perché Sheldon in curva3 ha una marcia in più. I due allungano un pochino e si profila un duello per la vittoria.

Ai -3 in curva4 Creed finisce largo e Hill ne approfitta per infilarsi e affiancarlo sul traguardo, tuttavia dietro di loro Eckes finisce a muro per una caution che manda tutti all’overtime. Il replay mostra chiaramente cosa è successo: Rhodes ha mandato volontariamente a muro la #18. Oltre ad essere una mossa molto pericolosa e controproducente (infatti Ben dovrà andare ai box a riparare il passaruota buttando via dunque anche i punti), non si capisce perché Rhodes abbia fatto ciò, infatti il tentativo di sorpasso di Eckes era stato pulito, però non si sa se sia successo altro in precedenza.

La beffa però è per Hill, il quale con 5″ di green in più sarebbe stato in testa e invece all’ultimo timing loop era ancora dietro a Creed seppur di pochi millesimi. Si parte per gli ultimi due giri e a lungo Sheldon e Austin sono affiancati, poi Moffitt dà la spinta decisiva al compagno di squadra e Creed si mette davanti e così inizia l’ultimo giro.

Mentre Hill non attacca in curva1, dietro di loro succede un altro incidente; in un primo momento si prosegue, poi quando il gruppo è già praticamente in uscita di curva4 (con Austin che non era riuscito a tentare nulla) viene esposta la bandiera gialla che sancisce la vittoria di Creed davanti a A.Hill, Z.Smith, Lessard, Moffitt, Crafton, Self, Lupton, Kraus e Gray. Ankrum è solo 16°, Rhodes invece 20° dopo i guai finali che sono raddoppiati.

All’ultimo giro in curva1 infatti sono finiti a muro Rhodes, C.Smith e Bilicki in un incidente abbastanza caotico che accende ancora più gli animi. Ben infatti è arrabbiatissimo, ce l’ha con i piloti del KBM che – a suo dire – è tutto l’anno che provocano incidenti che lo vedono coinvolto e che la sua manovra su Eckes è solo stata una conseguenza di questi fatti che si erano ripetuti anche nei giri precedenti al fattaccio. Inoltre Rhodes sostiene che all’ultimo giro C.Smith, compagno di quadra di Eckes, lo abbia spedito a muro volontariamente come vendetta e Bilicki sia stato solo una vittima innocente.

Josh probabilmente non sa questo e su Twitter lui ed il suo team owner sono passati già alle minacce, giurando che Rhodes non uscirà con la vettura intatta da Martinsville mentre Eckes chiede addirittura consiglio a Kenseth (ricordate il 2015 con Logano?) dopo che fra i motorhome si è preso a parole con Ben ed i due sono stati preventivamente separati per non arrivare allo scontro fisico.

Se a questo ci aggiungiamo pure C.Smith che ce l’ha con Gray per il suo primo incidente, Friesen che si scusa perché alla radio ha esagerato con le parole (violando a quanto pare il secondo comandamento) nei confronti di Sauter, però non ritrattando la promessa di azioni in risposta in pista la prossima settimana, pure Gilliland arrabbiato con Rhodes ed infine i crew chief di Sauter e C.Smith tutt’altro che felici per il comportamento dei loro piloti dietro al volante, allora a Martinsville fra pochi giorni ci sarà da divertirsi.

In tutto questo Creed raggiunge il compagno di squadra Moffitt al gran finale di Phoenix e anche Hill, a meno di sorprese, mette una seria ipoteca sul posto al sicuro. Zane Smith mantiene un piccolo margine su Crafton mentre Enfinger, Rhodes e Ankrum sono tutti obbligati a vincere in Virginia.

I risultati odierni

La classifica della “SpeedyCash.com 400”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la seconda gara del “Round of 8”

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

La gara della Cup Series che si doveva disputare ieri sera in Texas ieri sera è stata sospesa per pioggia dopo 52 dei 334 giri in programma. La ripresa in programma alle 15:00 di oggi non è ancora avvenuta dato che il maltempo è ancora sopra Fort Worth. Le previsioni meteo per la settimana non sono delle migliori e ciò potrebbe persino modificare il programma di Martinsville. Nel caso di weekend regolare, la gara decisiva del “Round of 8” della Truck Series sarà venerdì notte.

Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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