A Charlotte consueto duello fra Riggs e Honeycutt. Stavolta a vincere è Layne malgrado i consueti deficit della pit crew
Poteva essere la gara della svolta, invece tutto si è riaperto a Charlotte. La NASCAR Truck Series vive ancora del duello, sempre più al limite della crisi diplomatica, fra Layne Riggs e Kaden Honeycutt. Stavolta a vincere è stato il pilota del Front Row Motorsports, ma sempre ad handicap (qualifiche sottotono e pit crew insufficiente) che ha riaperto la lotta per il titolo sorpassando il rivale diretto nei giri finali dopo aver dato sfogo a tutta la pressione creatasi via radio. Riggs poteva scivolare a quasi 60 punti di ritardo da Honeycutt, ora invece andrà al giro di boa nella Chase con sole 17 lunghezze di ritardo.
La gara
La NASCAR Truck Series torna in pista dopo l’ultimo riposo stagionale e lo fa a Charlotte. Avendo saltato Las Vegas, diventa questa una nuova tappa per un ricordo in memoria di Kyle Busch. Per lui, oltre a molte livree dedicate, anche un evento subito dopo la corsa con il ricordo di molti piloti. Per questo la corsa viene anticipata dalla consueta notturna ad un insolito tramonto, seppur nascosto dal cielo grigio.
Seppur senza troppi scossoni, libere e qualifiche vedono una classifica meno consueta del solito. Nelle FP il più veloce è Layne Riggs (30.132″) davanti a Gray e Mosack che hanno sfruttato il secondo set di gomme a disposizione, poi LaJoie (malgrado qualche problema elettrico sul suo nuovo RAM) e Rhodes.
In qualifica la #34 non rende come poco prima e la pole position va a Connor Mosack che corre proprio sulla #7 di Spire Motorsports con cui Kyle Busch vinse per l’ultima volta a Dover, poi Gray (quarta prima fila consecutiva a Charlotte), Honeycutt, Caruth, Lewis, Currey, Enfinger, Eckes, Perez e C.Smith, Rhodes 12°, Riggs solo 13° e chiamato ad una nuova rimonta in questo inizio di Chase, Crews 15°, Hemric16°, Majeski 17°, Ankrum appena 25°. Ruggiero senza tempo dopo essere andato nel garage durante le libere per una perdita di olio mentre Friesen (26°) bacia il muro in curva4.
Dopo aver retrocesso in fondo alla griglia Friesen, Regan Smith (sulla #25 di Kaulig) e tecnicamente Ruggiero per modifiche in parco chiuso, può avere inizio una gara veloce – sulla carta – da 134 giri e 200 miglia, divisa in 30+30+74 con appena quattro set di gomme a disposizione.
Alla bandiera verde Mosack scatta bene a differenza di Gray, Honeycutt segue Connor e poi, appena trova il varco libero alla sua destra, salta fuori all’esterno e affianca la #7. I due sono alla pari per i primi due giri, seguiti da Gray e Lewis che perderà progressivamente venendo attaccato da Caruth, poi Mosack manterrà il comando.
Chi però è ancora una volta scatenato è Riggs, il quale in due giri guadagna ben cinque posizioni ed entra di prepotenza in top10. E Layne non si ferma qui. Forse Honeycutt subodora il pericolo e al quarto giro riattacca Mosack in curva3, passandolo approfittando della #7 che scivola larga e viene ripresa dal compagno di squadra Caruth. Riggs però è una furia: al quinto giro passa anche Enfinger e il teammate C.Smith ed è sesto, di slancio lì c’è anche Lewis che viene passato al passaggio successivo e così Layne è già in top5.
Mentre Landen scivola verso il fondo della top10, altro giro e altro attacco per Riggs, stavolta ai danni di Gray. La #34 passa e di lì a poco approfitta anche dell’accenno di duello in casa Spire fra Caruth e Mosack. Rajah non passa e così al decimo giro viene infilato di forza da Layne che, a questo punto, decide di entrare nella storia della NASCAR, infatti apre la radio e dice: “Loro sono in pericolo. Loro sono in pericolo!” Dal muretto non capiscono e gli rispondono: “Puoi ripetere?” e Riggs si spiega: “Sto dicendo che gli avversari sono in pericolo [sottointeso, perché sto volando, nda].”
Eh già, Riggs sembra avere i razzi sul suo F150, al giro 11 anche Mosack è nei suoi specchietti e il leader Honeycutt è ormai mezzo secondo più avanti. Al primo passaggio il gap viene dimezzato, a quello successivo altro dimezzamento, al giro 14 Kaden deve andare in difesa (e Layne non apprezza fin da ora il mirror driving della #11), poi si lancia dall’esterno di curva4, non trova il varco sul trioval, piazza lo slide job di forza in curva1, c’è pure il contatto in uscita, ma il sorpasso è completato. In 15 giri Layne Riggs è passato dal 13° al primo posto.
Riggs sembra destinato ad allungare subito, invece Honeycutt tiene – seppur a relativa distanza – il suo ritmo. Gli altri non ne hanno ed è chiaro fin da metà della prima stage che anche a Charlotte la battaglia sarà solamente a due. Più dietro, intanto, Caruth perde la posizione anche da C.Smith così come Gray da Eckes, Majeski esce dalla top20 a favore di Ankrum mentre Crews inizia il suo recupero dopo essere partito 15°.
Ai -10 Honeycutt rosicchia qualcosa approfittando dei primi doppiaggi, tuttavia il leader sembra gestire bene la situazione. Chi invece perde tanto è Rhodes e così il gruppo dei 10 della Chase si disperde ulteriormente. Gli ultimi giri vedono C.Smith approfittare di alcuni doppiaggi per superare Mosack e di lì a poco verrà seguito da Eckes mentre anche Enfinger recupera terreno e scavalca Caruth.
Riggs vince la prima stage davanti a Honeycutt (+1.0″), C.Smith (+3.0″), Eckes (+3.4″), Mosack (+4.6″), Enfinger (+5.8″), Caruth (+6.1″), Gray (+7.9″), Crews (+8.8″) e Currey (+11.0″) di ritorno sulla #5 di Tricon dopo l’ottima prestazione a Bristol; Hemric 13°, Ankrum 17°, Rhodes 18°, Majeski 21°, Ruggiero 22°, lucky dog per Boyd a lasciare a -1 i soli C.Green e Reaume.
Il primo giro di soste mette in evidenza ancora le difficoltà per la pit crew della #34 (stavolta alla posteriore destra) e Riggs scende al quinto posto dietro a Honeycutt, Enfinger, C.Smith e Mosack, seguono poi Caruth, Gray, Currey, Crews ed Eckes, Ankrum 13°, Hemric 17°, Ruggiero 21°, modifiche pesanti di assetto per Majeski e Rhodes che scivolano in fondo insieme al compagno di squadra Butcher che aveva anticipato il pit stop. Speeding invece per Regan Smith.
Ripartenza ai -23 nella seconda stage e Honeycutt non ha problema a restare al comando seguito da C.Smith. Riggs lotta con Gray, Currey rischia al centro, Eckes va addirittura 4-wide verso curva3 e recupera le posizioni perse ai box. Chi invece perde quelle guadagnate è Enfinger, infilato poco dopo anche da Caruth. Riggs, invece, è ancora quinto e rischia di pagare dazio quando Eckes attacca nuovamente e andando 3-wide fa perdere a Layne ulteriori due posti. La #34, tuttavia, salva la situazione e da qui riprende a recuperare terreno (malgrado una piccola ammaccatura al muso), favorita dai duelli davanti a lui come Caruth-C.Smith ed Enfinger-Eckes.
Honeycutt ringrazia e mette 1.1″ su Rajah che completa il sorpasso, Riggs invece rischia grosso quando sbanda in curva4 all’esterno di Currey, poi supera di slancio pure lui Enfinger. Sempre di slancio arrivano i sorpassi su Eckes e Gray, quasi restituendo il favore del 3-wide precedente. Caruth, intanto, sta forzando il ritmo e, recuperando terreno a Kaden, si porta dietro C.Smith e lo stesso Riggs. Chandler decide di attaccare Rajah, la manovra non va a buon fine e così Layne ne approfitta. Nel frattempo, foratura per Reaume che torna ai box mentre di lì a poco arriverà il ritiro per il teammate Clayton Green per surriscaldamento.
Siamo ai -10 e Caruth riesce a difendersi per appena un paio di giri su Riggs, poi un Layne che visibilmente oggi non ha pazienza passa all’attacco di forza e ai -8 si infila salendo al secondo posto. Il ritardo da Honeycutt è di 1.6″, troppo da recuperare, anche perché dai box gli dicono di alzare il piede, a ragione visto che dopo il cambio gomme si scoprirà una posteriore destra decisamente usurata.
Ai -5 anche Chandler Smith supera, al pelo in curva4, Caruth proprio mentre Tyrrell va ai box per una sosta fuori programma. In curva1, invece, Crews attacca Gray all’interno, ma scivola e Brent rischia grosso, forse non lo si capisce bene ma è qui che Tanner riporta dei danni che lo porteranno ad una sosta anticipata al break.
Honeycutt pareggia i conti e vince la seconda stage davanti a Riggs (+1.2″), C.Smith (+2.1″), Caruth (+3.8″), Eckes (+6.0″), Crews (+6.9″), Currey (+8.7″), Gray (+9.7″), Enfinger (+10.2″) ed Hemric (+10.6″), poi Mosack ed Ankrum, Ruggiero 19°, Rhodes 22°, Majeski 23°, lucky dog ancora per Boyd dal 33° posto.
Il secondo giro di soste è analogo al primo: Honeycutt mantiene il comando davanti a Caruth, C.Smith, Riggs (meglio di prima, ma non molto), Enfinger, Mosack, Currey, Ankrum (lui sì invece ottimo in pit lane), Lewis e Crews, Eckes 12°, Ruggiero 14°, Hemric 15°, Rhodes 22°, Majeski 25°. Poi però un altro colpo di scena, relativo visto che in casa FRM le pit crew ne hanno combinata un’altra: ruota vagante e interferenza per Chandler Smith che precipita con la penalità in fondo al gruppo.
Bandiera verde ai -66, dunque con metà gara ancora da disputare, Honeycutt allunga in progressione mentre Riggs anche in questo caso rimane un po’ bloccato nel traffico e perde metri preziosi. Poi Layne riesce a divincolarsi, trova un varco all’interno, supera Mosack, poi soffre un pochino con Enfinger ma risale al terzo posto dietro di nuovo a Caruth. Grant rimbalza anche in questa stage e viene infilato in sequenza da Currey, Mosack e Crews, Eckes recupera ed è ottavo mentre Ankrum esce dalla top10.
Riggs sospinge Caruth a tornare sotto ad Honeycutt, poi però Rajah ha una esitazione in curva2 e allora la #34 lo aggira. Caruth “esce di scena”, rimangono nuovamente e solamente Honeycutt e Riggs a 55 giri dal traguardo.
Subito la #34 si incolla alla #11 e la #11 si incolla con lo specchietto alla #34. Honeycutt prova ancora la carta del mirror driving per difendersi da Riggs e Layne ancora una volta via radio dimostra di non apprezzare molto questo. Riggs rischia in curva4 proprio quando è disturbato aerodinamicamente dalla Toyota, ma al giro successivo riesce ad incrociare in uscita, affiancare Kaden sul traguardo e passarlo di forza in curva1.
Come successo nella prima stage, Riggs allunga di qualche metro, ma mai troppo lasciando aperto il pronostico per il long run e anche per il giro di soste conclusivo che arriverà fra non molto. La danza inizia involontariamente ai -47: Crews attacca Mosack in curva1 ma, come successo nella prima stage con Gray, scivola perdendo il controllo. Stavolta però la situazione è peggiore, Brent si appoggia a Mosack che tocca leggermente il muro ma si divincola, la #1 non ha più il sostegno e tocca le barriere più pesantemente, forando immediatamente. Crews torna ai box dove perderà due giri.
Dopo l’ingresso per questo di Haley in top10 ed il sorpasso di Eckes su Currey aggirandolo in curva4, anche Mosack decide prudentemente di andare ai box ai -41, anche per un controllo danni. Siamo vicini a metà stint e a questo punto Riggs guida con 1.2″ su Honeycutt (erano 1.5″ prima dell’inizio dei doppiaggi) mentre Caruth è a 3.6″ ed Eckes a ben 7.2″. Rajah è il primo dei leader a pittare ai -37 insieme a C.Smith rientrato in top15 e l’anonimo Wright, ai -36 è la volta di Enfinger, Lewis e Ruggiero.
Ed è proprio in questo momento che arriva una caution a far saltare tutti i piani: Friesen finisce a muro e torna ai box lentamente con la anteriore destra forata; per lui ritiro. Il lucky dog va a Baldwin mentre tutti gli altri big dovranno ricorrere alla wave around. Sotto una pista ormai illuminata dai riflettori va in scena la sosta decisiva: Honeycutt torna al comando, ma stavolta Riggs limita i danni ed è secondo, poi Currey, Eckes, Ankrum, Perez, Haley, Hemric, Dye e Majeski, Rhodes 23° mentre Enfinger dovrà ripartire dalla 25esima posizione davanti a Caruth, Mosack, Ruggiero e C.Smith, lucky dog per Crews che passa a -1.
Ripartenza ai -29 e Honeycutt scatta ancora bene, Currey regge al livello di Riggs e poi lo infila in curva3. Per quanto? Mezzo giro, Layne incrocia in uscita, passa in curva1 e si lancia immediatamente su Kaden. Mentre Garcia chiude metaforicamente una gara anonima ai box, riprende il duello per la vittoria che a questo punto potrebbe indirizzare il prossimo mese: con un successo Honeycutt potrebbe volare a quasi 60 punti di vantaggio su Riggs, in caso contrario Layne potrebbe tornare a meno di 20 lunghezze da Kaden. Uno swing di 40 punti che potrebbe essere anche decisivo.
…e invece non va come previsto. A differenza di quanto successo finora, Riggs non riesce a colmare i 0.8″ di ritardo, Currey rimane con lui ed Honeycutt di giro in giro guadagna centesimi. Il sogno per Kaden dura poco: ai -21 Wright finisce a muro e torna ai box con una foratura alla anteriore destra (non è chiaro se questo sia stato la causa o l’effetto); lucky dog per Crews che torna a pieni giri.
A parte gli ammaccati (e Conner Jones che si ritira per un problema meccanico) non ci sono soste di rilievo e si riparte ai -17 con Honeycutt al comando su Riggs, Currey, Eckes, Hemric, Ankrum, Dye, Perez, Majeski ed Haley, gli altri quattro della Chase attorno al 20° posto.
Green e dopo mezzo giro caution. Mentre i leader vanno, a centro gruppo si crea un 4-wide con Haley, Perez, Dye e Caruth. Sono questi ultimi due a toccarsi in curva2, ma sembra tutto ok. Poi però Rajah si pianta di colpo e crea un tappo che si propaga alle sue spalle, quello che nessuno sa è che ha forato la posteriore sinistra, sta anche cercando di tornare ai box ma nel suo andare verso sinistra tocca Honeyman e innesca un incidente che coinvolge anche Baldwin, Mosack, Ruggiero, T.Hill e Rhodes. Per Gio e la coppia Spire gara finita, lucky dog per Tyrrell che riuscirà a sfruttare dopo una bandiera rossa da quasi 13′ per pulizia della pista.
Si va ad uno sprint finale da 11 giri con Hoenycutt sempre primo davanti a Riggs, Currey, Eckes, Ankrum, Hemric, Haley, Perez, Lewis e Queen, Enfinger 13°, Majeski 15°, C.Smith 17°, Rhodes 23° dopo le riparazioni al retrotreno. Honeycutt parte in progressione sulla spinta di Currey, ma le posizioni di vetta non cambiano, verso curva3 Bayley perde slancio ed Eckes lo aggira. Sul trioval, invece, Dye finisce in testacoda, ma è fuori dai guai e la direzione gara non chiama la caution, nemmeno dopo un ulteriore 360° sull’apron.
Dopo uno stint sottotono, stavolta Riggs si scatena e ancora una volta sopporta decisamente poco il mirror driving di Honeycutt. In questa occasione, però, la strategia di Kaden non ottiene gli effetti sperati. Ai -7 Layne affianca la #11 sul trioval, si fa sentire, ma deve tenere l’esterno. Honeycutt scivola in curva1-2 e riapre la porta, ma la resistenza della Toyota cade in curva4 quando Kaden si intraversa (senza essere stato toccato) due volte, bacia anche il muro e Riggs passa facilmente. Honeycutt ha dovuto alzare il piede e di slancio arriva anche Eckes a scavalcarlo chiudendo così la corsa per la vittoria.
Layne Riggs conquista la settima gara stagionale facendo anche cappotto a Charlotte dopo la complicata corsa di maggio, secondo è Eckes davanti a Honeycutt, un Currey ancora straordinario, il rimontante Chandler Smith, Hemric, Lewis, Perez, Ankrum ed Haley. Majeski è 11° davanti a Enfinger, Crews 20°, Rhodes 21°, Ruggiero 26°. Ed ora davvero per il titolo rimangono in due, Kaden e Layne separati da soli 17 punti. Il pronostico è ancora apertissimo.
I risultati odierni
La classifica della “Ecosave 200”
La classifica generale
Così in campionato dopo 3 gare su 7 della Chase della NASCAR Truck Series 2026
I prossimi appuntamenti
ccc
Immagine: Media NASCAR
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