NASCAR | Truck Series: Austin Hill sopravvive agli incidenti di Knoxville

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Il nuovo sterrato in calendario e l’ultima chance per molti piloti provocano molti incidenti. Austin Hill ne esce indenne e riconferma il posto ai playoff vincendo al quadruplo overtime


Una vittoria di testa quella di Austin Hill sullo sterrato di Knoxville che ha debuttato in Nascar, non la si può definire diversamente. Mentre gli altri piloti sbagliavano o esageravano, provocando numerose caution al punto da andare al quadruplo overtime, il pilota dell’Hattori Racing invece ha rimontato due volte chiudendo con una vettura praticamente intatta. La prima rimonta dal via è terminata al secndo posto a pochi giri dalla fine della seconda stage, poi una ripartenza sfortunata l’ha rispedito fino alla 13esima posizione. Da lì ha scavalcato senza esagerare tutti i rivali, fino alla beffa finale rifilata a Chandler Smith.

Le prove libere

È il tardo pomeriggio del giovedì quando la Truck Series scopre il mezzo miglio sterrato di Knoxville. A disposizione dei 40 piloti iscritti, nessun DNQ ed Andrew Gordon arriverà solo per la gara data la rottura del camion, ci sono 80′ di prove libere in cui prendere la mano ad un ovale su cui in precedenza la maggioranza non ha mai messo piede. Le eccezioni sono gli specialisti della terra come la leggenda Donny Schatz, Parker Price-Miller e Chris Windom (che sostituisce Annett dopo le libere a causa di un infortunio alla gamba per Michael).

La sessione è tormentata ed in molti hanno problemi a gestire sia curva1 che il cordolo interno in terra che rappresenta la rampa che permette di entrare ed uscire dalla pit lane, un layout diverso da quello di Eldora negli anni scorsi. Tre sono i testacoda di Alexander, due di Rouse, uno di Price-Miller, Cobb e Chandler Smith (alla fine in testa alla classifica dopo una lunga fase iniziale con Ankrum al comando), tuttavia a finire a muro – anzi contro il guard-rail – sono due big, ovvero il leader del campionato Nemechek (muletto per lui) e Gilliland.

Le batterie

A Knoxville finalmente va in scena il format già previsto per Bristol, ma poi cancellato a causa della pioggia. Anche qui il meteo non è perfetto, tuttavia la perturbazione prima colpisce nella notte e poi evita la pista. I 40 piloti vengono divisi tramite sorteggio in quattro batterie; la griglia di partenza per la gara verrà stilata in base alla somma dei punteggi al traguardo (10-9-…-2-1) e dei passing point, ovvero quante posizioni si sono guadagnate fra partenza e arrivo, dunque conta anche la sorte dato che chi parte dietro può sperare in due contributi notevoli.

Nella prima batteria (15 giri di lunghezza netti) a partire dalla pole è Josh Berry, il quale riesce a fuggire insieme a Self e Price-Miller, mentre Deegan e Gray battagliano facendo da tappo agli altri; alla lunga Josh allunga decisamente e vince una heat pulita con quasi 5″ (ma erano stati anche oltre 6″) su Price-Miller, Deegan (in pole virtuale dopo i problemi nelle libere in cui non aveva trovato il feeling con un volante troppo grande per lo sterrato), Chandler Smith, Self e Gray.

Nella seconda batteria Zane Smith pesca male ed è in pole mentre Gilliland è in coda e può accumulare punti. Zane potrebbe vincere, ma il flagman espone clamorosamente la bandiera bianca ai -6 anziché ai -1 e dunque viene chiamata una caution per annullare l’errore di segnalazione. Si riparte ai -5 e Smith viene beffato all’esterno dallo specialista Strickler che vince la heat su Zane, Crafton, Gilliland (nuovo poleman virtuale), Rhodes e Schatz.

https://twitter.com/NASCAR_Trucks/status/1413639169859940352?s=20

Nella terza batteria la #02 ha pescato la pole, ma siccome c’è stato il cambio pilota fra Annett e Windom, allora la vettura deve partire dal fondo così come Nemechek. A scattare davanti a tutti è così il dirt racer Brian Brown (per il team di Kyle Busch), ma dall’esterno è Jack Wood a passare al comando dopo una lotta di un giro e mezzo. Al giro5 Ankrum attacca Brown e si porta primo alla successiva curva1; Tyler vince la heat davanti all’incredibile rimonta di Kraus (il quale si prende la pole per la gara), Brown, Sauter, Wood e Jessica Friesen, la moglie di Stewart. Nemechek invece si ritira conscio dopo qualche installation lap, tanto anche dopo dovrà scattare dal fondo.

Nella quarta e ultima batteria ricca di big a partire in testa è Moffitt, ma in curva2 Hocevar è già in testa e poi in fuga. Non verrà più ripreso e vince una heat pulita davanti a Chase Briscoe, Moffitt, Austin Hill, Creed, Enfinger e Stewart Friesen. La griglia di partenza per la gara vede dunque Kraus in pole davanti ad Ankrum, Gilliland, Deegan, Hocevar, Sauter, Price-Miller, Strickler, Crafton e Chandler Smith.

La gara

Sotto un cielo che non minaccia più pioggia Kraus scatta bene e mantiene la prima posizione, a seguirlo in un primo momento è Ankrum, poi invece uno scatenato Sauter dall’esterno al giro numero tre è già al comando pur essendo partito sesto. La corsia esterna nelle prime fasi sembra la più veloce e solo pochi audaci cercano la corda, soprattutto per sorpassare e dunque è usata soprattutto da chi deve rimontare. La prima a baciare le barriere in curva4 è Hailie Deegan per resistere agli attacchi di Briscoe e Creed che rimedia qualche ammaccatura.

Dopo lo scatto iniziale Sauter non scappa via e così deve resistere alla pressione prima di Kraus e poi di Hocevar, il quale al giro 11 fa il doppio balzo e va al comando con Gilliland che cerca di imitarlo poco più dietro e si porta in seconda posizione. Johnny ha dato forse troppo nei primi giri e vede Hocevar, Gilliland, Ankrum e Kraus volare via; non lo aiuta nemmeno Briscoe che inizia a tamburellare sul suo paraurti e al giro 16 Sauter finisce in testacoda in curva4 con il retrotreno ammaccato proprio con l’aiuto di Chase. Sarà solo la prima di una lunga serie di caution, ben 14.

Chiaramente nessuno va ai box (le soste sono previste solo ai break delle stage e non si potranno perdere posizioni) e dunque si riparte ai -20 con Hocevar al comando pressato subito da Gilliland che al giro successivo passa in prima posizione con uno slide job nemmeno troppo forzato. I due allungano subito, anche perché fa paura la rimonta di Creed dal 16° al terzo posto dopo i sorpassi su Ankrum e Kraus che però reagisce poco più tardi. Dopo una decina di giri altra caution, con lo specialista di Knoxville Brian Brown mandato in testacoda da Purdy con Price-Miller che rimedia qualche ammaccatura.

La bandiera verde viene sventolata per uno sprint di quattro giri e Kraus scatta benissimo dall’interno della seconda fila, passando subito Hocevar che finisce largo in curva1 e poi Gilliland con uno slide job in curva4, giusto in tempo prima che venga sventolata la caution per il testacoda di Jessica Friesen (la moglie di Stewart ed i due sono la prima coppia in gara da Elton Sawyer e Patty Moise nell’attuale Xfinity Series ormai quasi 25 anni fa) provocato da qualcuno di non chiarito nel polverone della coda del gruppo anche a causa del cambio bloccato della #62 in seconda marcia.

Una buona prima stage, con sole tre caution in 40 giri, si chiude così sotto la bandiera gialla con Kraus in testa su Gilliland, Berry, Hocevar, Ankrum, Creed, Stewart Friesen, Moffitt, Chandler Smith ed Austin Hill. Al break nell’infield (gli ovali sterrati non hanno una vera e propria pit lane, dunque per questo le posizioni sono congelate) non ci sono penalità, e solo lo specialista Schatz salta il cambio gomme, anche perché gli pneumatici tassellati sono stati usati sia per i primi 40 giri che per le batterie da 15 giri, e dunque al via della seconda stage da 50 giri Donny si presenta al comando su Kraus.

La leadership di Schatz, che guida la #17 del DGR già portata in victory lane da Ryan Preece a Nashville poche settimane fa, dura mezzo giro, poi viene affiancato all’esterno da Kraus e all’interno da Gilliland, Donny deve alzare il piede per non finire nel sandwich in curva3 e così Todd passa al comando seguito da Derek, il quale però espone il fianco anche a Hocevar, Berry e Creed dato che la corsia interna sta prendendo velocità.

Ad un terzo di gara, dunque, Gilliland è primo ed ha pure un buon margine su Berry, Hocevar, Creed e Kraus, Moffitt cerca di rimanere attaccato portandosi dietro Austin Hill; il plotone gira bene, sempre più in fila indiana, ma la gara è godibile. Poi tutti iniziano a prendere la mano ed osare, forse troppo. Kraus decide di ripartire all’attacco e passa di forza Creed che perde un paio di posizioni, poi qualche giro più tardi lo stesso Kraus finisce largo per resistere ad Austin Hill che passa così quarto, poi terzo perché Berry finisce largo in curva1 per tentare un doppiaggio ed infine secondo col sorpasso ad Hocevar.

Dietro di loro Berry cerca di rientrare in traiettoria, ma Kraus lo rispedisce largo in curva3 e Derek comincia a far innervosire diversi piloti. Ed è proprio lui a provocare ai -25 la caution che riaccende le micce: Kraus manda in testacoda la doppiata Jessica Friesen, che probabilmente gli sta facendo perdere tempo, in curva3 e questa poi viene centrata da Alexander che in questi due giorni ha causato solo guai, Rhodes invece frena appena in tempo e riesce ad evitare la carambola.

La gara riprende ai -18 e Gilliland deve difendersi da un Austin Hill che ormai lo aveva raggiunto prima della caution; l’impresa non è semplice all’apparenza, ma Todd ci riesce perché purtroppo Austin finisce all’esterno e perde numerose posizioni uscendo persino dalla top10 precipitando in 13esima posizione, così Gilliland si trova a guidare su Hocevar e Kraus. Si affaccia invece al sesto posto dopo una lunga rimonta dal fondo, causa incidente nelle libere e muletto, Nemechek.

Anche in questa occasione Kraus programma l’attacco alla perfezione, prima passa Hocevar ai -11, poi raggiunge e scavalca Gilliland ai -4, giusto in tempo prima della caution provocata di nuovo da Brown (che aveva un tire rub). Kraus dunque, obbligato a vincere per qualificarsi per i playoff, vince anche la seconda stage sotto caution davanti a Hocevar, Gilliland, Crafton, Enfinger, Moffitt, Nemechek, Berry, Schatz e Rhodes.

Dopo il break, in cui incredibilmente Chandler Smith, Creed e Jake Griffin non cambiano gomme, questi tre ripartono davanti a Kraus alla bandiera verde dei -60. Gli audaci si comportano bene nei primi metri, con il pilota del KBM che scappa via, Creed che viene spedito largo da Kraus in curva3 con anche Derek che perde posizioni ed Hocevar che cerca di infilare Griffin in curva4 per portarsi in seconda posizione. La green dura esattamente un giro, poi Price-Miller viene mandato in testacoda sempre in curva4 da Jack Wood che si deve ritirare col muso distrutto e un vistoso fumo che esce dal cofano.

La gara inizia a prendere una brutta piega, infatti le green durano sempre meno e ci sono sempre più incidenti. La pista, dopo un buon trattamento ricevuto dopo la prima stage, non riceve una sufficiente iniezione d’acqua e dunque, come dice Enfinger, si sta trasformando sempre più in Martinsville, con una sola traiettoria buona all’interno ed i piloti che devono usare il paraurti per creare il varco per sorpassare. Il problema è che col passare dei giri questo uso diventa fin troppo indiscriminato.

Si riparte ai -50 con Chandler Smith sempre in testa, ma il ricompattamento permette ad Hocevar dal suo esterno di scavalcarlo senza problemi già in curva1; si pensa che la #18 sia spacciata, e invece due giri più tardi Smith attacca e sorpassa Carson tornando primo, mentre Hocevar deve vedersela con Crafton. Passano nemmeno 10 giri e arriva un’altra caution (la settima di serata): Kraus, dopo essere stato lui quello aggressivo nelle fasi iniziali, subisce gli attacchi decisi degli altri e la combinazione Nemechek-Rhodes provoca la foratura della posteriore sinistra ed il testacoda.

Nuova bandiera verde ai -39 e come in precedenza Hocevar scatta alla perfezione, tuttavia stavolta non riesce a mettersi del tutto davanti a Chandler Smith, il quale dunque può piazzare il suo muso all’interno della #42 e poi si rimette davanti in curva3. Si crea così una mini fuga a 6 con C.Smith, Hocevar, Crafton, Berry, Moffitt ed Enfinger.

Poco più dietro scoppia la polemica: Rhodes nel contatto con Kraus ha ammaccato il muso e dalla breccia spunta fuori un tubo del raffreddamento dei freni, un tubo che era evidente fin dalla caution e che invece viene notato dai commissari solo alla ripartenza e alla #99 viene esposta la bandiera nera (equivalente alla europea bandiera nera col bollo arancione) per le riparazioni obbligatorie. Una sosta sotto green sarebbe la fine della gara di Rhodes, per sua fortuna arriva dopo pochi secondi un’altra caution (Self manda in testacoda Stewart Friesen e Ryan Truex non riesce ad evitarlo), e quindi Ben perde solo un giro.

L’ennesima bandiera verde viene sventolata ai -29 e per la terza volta Hocevar balza davanti, grazie alle gomme ormai lisce di Smith che pattinano sulla terra, stavolta concludendo la manovra; nel gruppo continuano i contatti, ad esempio Berry viene spedito largo e Self ha un tire rub. Ai -28 Hocevar finisce larghissimo in curva4 e così Chandler torna ancora una volta al comando seguito da Crafton mentre la #42 è pressata anche da Enfinger. Ai -25 dunque questa è la top4, seguono Zane Smith, Moffitt, Austin Hill, Nemechek, Creed e Gilliland. La green dura esattamente 10 giri, poi Windom fora e si ferma in pista per un’altra caution.

Nuovo tentativo ai -14 e la fretta si fa sentire sempre di più nei piloti. Crafton non riesce a scattare come Hocevar e dunque Chandler Smith ha vita più semplice per mantenere la prima posizione; Matt, finito largo, perde addirittura la posizione da Hocevar, Moffitt ed Enfinger e deve lottare duramente per resistere ad Austin Hill, non riuscendoci alla fine. La vittima successiva è Moffitt, il quale viene attaccato di forza da Enfinger, Brett fora la posteriore sinistra, finisce in testacoda e poi pure a muro in curva3; poco più dietro anche Zane Smith fora dopo un evidente tire rub e Rhodes riesce a tornare a pieni giri col lucky dog.

Ci si riprova per uno sprint finale di cinque giri: Smith ha al fianco ancora una volta Hocevar, ma ormai anche le gomme di Carson sono consumate e Chandler resta al comando, Austin Hill prova ad infilarsi in mezzo fra Hocevar ed Enfinger e per poco non viene stretto in mezzo, ma lui e Grant riescono e mettersi davanti a Carson.

Dietro nel frattempo si passa decisamente il segno: Self ancora una volta esagera e quasi stringe a muro (in curva, dunque siamo lontanissimi dalla traiettoria ideale) Creed. Sheldon perde così posizioni, prova a riattaccare – forse troppo nervosamente – Self lo tocca, probabilmente fora la anteriore sinistra e poi si trova davanti Nemechek che da solo a sua volta è andato in testacoda; nel mucchio finiscono anche Deegan, Noland e Sauter.

Chandler Smith ha accarezzato la vittoria, e invece si va all’overtime: stavolta al suo fianco alla bandiera verde c’è un Austin Hill che metodicamente e senza esagerare ha rimontato dopo i guai di fine seconda stage. Gli basterebbe un giro senza incidenti per prendersi il successo, e invece inizia un lungo epilogo. Il gruppo nemmeno taglia la linea del traguardo che si innesca un vero e proprio big one.

Tutto nasce dall’esterno della quarta fila, dove Griffin accelera troppo uscendo da curva4 e Schatz non riesce ad evitarlo spingendolo verso sinistra dove la #34 si scontra con Gray. Addirittura 15 le vetture coinvolte, in ordine di numero sono Deegan, Windom, Creed, Briscoe, Benning, Rohrbaugh, Gray, Schatz, Zane Smith, Purdy, Berry, Ankrum, Griffin, Erickson e Noland. Per fortuna tutti stanno bene e dopo una bandiera rossa di quasi un quarto d’ora si può ricominciare.

Secondo overtime: Chandler Smith anche stavolta ha al suo fianco Austin Hill, seguono poi Enfinger, Hocevar, Gilliland e Crafton, ma anche stavolta va tutto male per il pilota KBM. Lo scatto riesce alla perfezione, meno a quelli dietro, con Strickler che riceve una spintarella da Kraus in curva1 e finisce contro Self mentre Ryan Truex finisce in testacoda per evitare un incidente in cui anche Bohn e Sauter rimediano qualche ammaccatura.

Terzo overtime: la classifica dopo il breve duello iniziale vede C.Smith al comando su Austin Hill, Enfinger, Gilliland, Hocevar e Crafton, poi Ankrum guida una lunga serie di vetture ammaccate. Si riparte, dopo una lunghissima caution per sistemare l’ordine preciso in coda al gruppo, e Hill piazza lo scatto che si rivela vincente, tenendo giù il piede all’esterno di curva1 quel tanto che basta per beffare Smith alla caution che arriva quando i due sono appena arrivati in curva2. Per la cronaca Kraus, sì sempre lui, si infila all’interno di Ankrum e non alza il piede mandando Tyler contro Stewart Friesen coinvolgendo anche Zane Smith e Sauter.

Quarto, storico (nel bene e nel male) overtime: la moviola conferma che Austin Hill è passato al comando e purtroppo per Chandler Smith la beffa è ulteriore, perché la prima ripartenza che fila liscia è quella in cui non ha più il controllo delle operazioni. Hill non scatta bene, si appoggia con la fiancata su Smith e si crea il varco che gli permette di fuggire via. Chandler finisce largo e viene passato da Enfinger ed Hocevar, i quali iniziano una battaglia furiosa, Carson incrocia la traiettoria e tenta l’attacco all’interno in curva3, ma tocca il cordolo in terra, manda largo Grant quel tanto che basta a Smith di riattaccarli ed in curva4 i tre sono 3-wide.

Austin Hill inizia così l’ultimo giro e finalmente si sa che questa gara durerà solo un altro mezzo miglio. Il pilota dell’Hattori Racing si è ormai involato e non corre rischi, dietro invece Chandler Smith emerge vincitore dalla lotta davanti ad Enfinger e Kraus che passa un Hocevar di traverso e poi ancora una volta finisce leggermente largo. Carson poi finisce in testacoda in curva2 toccato da Nemechek, John Hunter fa un 360° e Rhodes bacia il guard-rail per evitarli. I commissari rinunciano persino ad esporre la caution, tanto ormai Hill è in curva4.

Austin Hill vince dunque la sua prima gara stagionale davanti a Chandler Smith, Enfinger, Gilliland, Kraus (decisamente troppo esuberante e infatti ben due piloti hanno da ridire con lui dopo la bandiera a scacchi), Crafton, Rhodes (incredibile la sua rimonta nel caos), Brown (dopo due testacoda), Fogleman e Bohn; Nemechek chiude 11° un weekend storto, Hocevar è 16° dietro a Zane Smith e davanti ad Ankrum, Sauter 20°, gli altri big dispersi.

Numerosi i verdetti che escono da Knoxville: Nemechek si aggiudica matematicamente la regular season dato che in palio ci sono ancora 60 punti e lui ne ha 85 di margine su Rhodes. Austin Hill, con il successo in una gara eterna durata 2h25’55” alla media di 36.802 mi/h, una delle più basse nella storia della Nascar, e lunga ben 29 giri in più di quanto programmato per i quattro overtime, riconferma il posto ai playoff già conquistato a Pocono e a lui si aggiungono Zane Smith e Matt Crafton ormai irraggiungibili.

Fra un mese, dopo le vacanze, si chiuderà la regular season al Watkins Glen, un’altra gara potenzialmente pazza. Tre i posti ai playoff ancora da assegnare, ma a meno di sorprese i giochi sono fatti, infatti Stewart Friesen, Carson Hocevar e Chandler Smith hanno rispettivamente 61, 53 e 40 punti di vantaggio sul taglio quando, come detto, ce ne sono solo 60 in palio. Solo un vincitore da dietro, e questo non può essere Enfinger, beffato dalla gara saltata al Road Course di Daytona per mancanza di sponsor e che invece sarebbe virtualmente qualificato, può cambiare le carte in tavola.

Si chiude così la tappa di Knoxville, una gara inizia bene e poi scivolata lentamente in qualcosa di diverso. A produrre uno show discutibile è stata una combinazione di fattori, la pista non adeguatamente sistemata ai break e diventata monotriettoria, i pesanti Truex poco maneggevoli ed i piloti, specialmente un paio fra i soliti noti, che hanno esagerato nelle loro azioni provocando numerosi incidenti ma non il big one. E non a tutto questo si può porre rimedio in vista delle edizioni future.

I risultati odierni

La classifica della “Corn Belt 150”

La classifica generale

Così il campionato a 1 gara dai playoff

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 21:30 (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) ad Atlanta andrà in scena la gara della Cup Series. Come detto, invece, i Truck vanno in ferie già da ora e torneranno al Watkins Glen il 7 agosto.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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