NASCAR | Truck Series: Austin Hill fulmina tutti al Glen

I fulmini attorno alla pista chiudono la gara in anticipo. La vittoria Austin Hill non provoca ribaltoni nella griglia playoff. Chandler Smith salvo malgrado la squalifica


Quella che doveva essere una grandiosa battaglia su una pista inedita per praticamente tutti i piloti della Truck Series si è trasformata invece una corsa monca, accorciata di 10 giri a causa del temporale (più fulmini che acqua) arrivato sul Watkins Glen a poco dalla fine. Austin Hill ha vinto con merito il finale della regular season che ha mandato Hocevar, Friesen e Chandler Smith (col brivido post gara) ai playoff ed escluso dalla lotta per il titolo moltissimi altri giovani talenti che dovranno riprovarci nel 2022.

La gara

La Truck Series torna dopo quasi un mese di pausa per l’atto conclusivo della regular season, quello che decide i 10 piloti qualificati per i playoff. Sette i biglietti già staccati prima del Watkins Glen, a Nemechek, Rhodes, Austin Hill e Creed per le vittorie ottenute, a Zane Smith e Crafton perché irraggiungibili in base ai punti ottenuti. Dato che Enfinger è fuori dai giochi vista la gara saltata suo malgrado (non aveva sponsor) al Road Course di Daytona, si devono assegnare ancora tre posti.

Le gare estive hanno segnato un solco profondo e dunque i tre piloti virtualmente nella top10 si sentono quasi al sicuro: Carson Hocevar, unico superstite di un Niece Motorsports allo sbando che prima annuncia la presenza di Ross Chastain, poi si accorge che non può correre in questa gara in quanto prende punti in Cup Series e quindi fa debuttare suo fratello ed infine cambia il crew chief di Ryan Truex praticamente in zona Cesarini come mossa disperata per salvare la stagione, parte con 61 punti sul taglio, Stewart Friesen da +53 ed infine Chandler Smith da +40.

Contro la loro qualificazione c’è solo praticamente un nuovo vincitore che li scavalchi e li lasci in lotta fra di loro visti i soli 21 punti che li racchiudono. Fra i potenziali vincitori ci sono un Kraus sempre combattivo (fin troppo), un Ankrum che va bene quando si gira anche a destra e un Johnny Sauter mai arrendevole. Non c’è invece Chase Purdy, fermato dalla positività al Covid e sostituito da AJ Allmendinger.

A complicare la vita dei 40 piloti al via però ci sono due fattori, il primo è la pioggia data in arrivo sulla pista a gara in corso e il secondo è il fatto che i Truck non corrano al Watkins Glen da ben 21 anni (allora vinse Greg Biffle, uno che se fosse stato in gara in questa occasione avrebbe potuto vincere di nuovo) e malgrado ciò la Nascar ha deciso di non far disputare né prove libere né qualifiche (caso unico in questa stagione anomala) e quindi i piloti affrontano per la prima volta la pista direttamente in gara.

L’algoritmo ha dato la pole ad Austin Hill, il vincitore di Knoxville e uno dei favoriti anche in questa occasione (non solo perché lo sponsor della gara è anche il suo) insieme a Gilliland che scatta in prima fila con lui, Rhodes (quinto), Nemechek (sesto e che ha già in tasca i 15 playoff point come vincitore della regular season) e Creed che però scatta solo 19°.

Alla bandiera ci sono subito i primi contatti e nella frenata della prima curva Nemechek sbanda e travolge sia Rhodes (che finisce in testacoda) che Chandler Smith; dietro ci sono altri incidenti minori con tire rub e soste varie (Wright, Rhodes, Ankrum, Sauter, Grala, e Fogleman) che sconvolgono la classifica fin da subito e fanno temere qualche contendente per i playoff. Davanti nel frattempo Austin Hill rimane al comando su Gilliland ed Hocevar che scavalca e lascia sul posto Crafton.

Todd Gilliland dopo quanto visto ad Austin dimostra ancora una volta di trovarsi bene sugli stradali e punta fin da subito Hill, riuscendo nel sorpasso all’esterno di curva1 all’inizio del quinto giro malgrado una vettura molto loose che comunque dà spettacolo. Dopo sette giri arriva la prima caution ed è per Chad Chastain che finisce lungo e nelle gomme alla prima curva.

La pit lane si apre (mentre Rhodes è il lucky dog) e ad approfittarne sono Ryan Truex, Jack Wood, Kligerman, Tanner Gray (in pista al debutto anche il fratello Taylor ripresosi dall’incidente stradale in primavera), Menard, Allmendinger (risalito in fretta dal fondo della griglia), Chandler Smith e Deegan. Si riparte a metà prima stage (-10) e lo scenario è simile al via, i leader ordinati ed in coda un Truck grigio metallizzato del ThorSport che finisce in testacoda, solo che stavolta non è il #99 di Rhodes ma il #98 di Eckes, toccato da Kraus (primo strike) e Self.

In testa intanto Gilliland rimane primo, ma Hill ha avuto una brutta ripartenza ed è solo quinto dietro ad Hocevar, Creed (già terzo) e Zane Smith; Sheldon va davvero veloce e poco più tardi si porta lui in seconda posizione. Dietro come prima non riescono a darsi una calmata: Crafton viene mandato in testacoda alla bus stop da Kraus da Self (un altro che in questo 2021 ha decisamente esagerato), Bobby Reuse lo imita facendo tutto da solo, Benning viene fermato perché troppo lento in pista e troppo veloce in pit lane, Tanner Gray accusa problemi.

Con l’avvicinarsi della fine della stage iniziano anche le varie strategie, Hocevar ed Hill vanno ai box con Zane Smith ed Akrum, Crafton pure, rimedia una penalità e viene doppiato perdendo così anche il lucky dog (per la gioia del suo crew chief). Davanti non ci sono rivali per Todd Gilliland che vince la prima stage con addirittura 9.4″ su uno scatenato di suo Creed, 11.4″ su Kraus, 15.7″ su Berry, 15.9″ su Self, 16″ su Allmendinger, 17″ su Menard, Friesen e Rhodes, 21″ su Ryan Truex.

Al break si completa il giro di soste (lungo stop per Grala e Chandler Smith), Todd Gilliland esce ancora davanti dalla pit lane ma è solo 11° dietro a coloro che avevano anticipato il pit guidati da Wood ed Hocevar. Alla ripartenza Jack dura poco davanti, Hocevar lo passa per mezzo giro, poi a prendere il comando al giro successivo in curva1 è Zane Smith. Carson dopo un buon inizio di gara è costretto a cedere anche la seconda posizione al sorprendente Sam Mayer, sorprendente non per il pilota in sé ma per la vettura di terza fascia che sta guidando, e poi anche la terza ad un Hill in recupero.

Mentre più indietro Kraus (secondo strike) manda in testacoda Tanner Gray alla bus stop e Deegan con Ryan Truex devono tagliare sull’erba per evitarlo, davanti Mayer ci prova addirittura ad andare in testa, ma il suo attacco fallito a Zane Smith permette ad Hill di prendergli il posto d’onore. Un giro più tardi Austin completa il recupero passando al comando alla bus stop seguito dallo stesso Mayer. Hill così ha pista libera ed allunga con decisione mentre nel traffico si fatica, con Hocevar decimo a causa dei freni surriscaldati e Gilliland ancora 11° che non ha grip come in precedenza.

Nei giri finali della stage, a metà gara passata e dunque ufficiale per il sollievo di molti viste le nuvole in arrivo, si pensa come sempre ad anticipare la sosta. Il pensiero è comune a quasi tutti i crew chief, al punto che Austin Hill, favorito anche dal netto margine accumulato sulla seconda parte del gruppo, fa in tempo a fermarsi con la maggioranza degli altri e tornare in testa per vincere il traguardo intermedio davanti a Nemechek (in forte recupero), Allmendinger, Zane Smith, Creed, Ankrum, Hocevar, Gilliland, Rhodes e Mayer, scivolato indietro per una pit crew sicuramente non all’altezza di quelle dei top team.

Al break la classifica cambia poco se non per il fatto che Allmendinger finisce in pit lane col cofano alzato per un problema meccanico, però la notizia principale è che la pioggia è data a 30′ e alla ripartenza mancano ben 23 giri alla fine. Hill riparte di nuovo al comando e mantiene la prima posizione su Nemechek, Zane Smith, Creed, Ankrum, Gilliland, Hocevar, Mayer, Kligerman e Menard.

Il gruppo sembra essersi calmato, ma a rovinare tutto – ancora una volta – ci pensa Kraus che in uscita delle Esses si gira sul muso di un incolpevole Allmendinger in rimonta; è il terzo strike virtuale ma in questo caso anche effettivo dato che la sua gara in pratica si chiude qua col muso molto ammaccato. In pochi vanno ai box per un tentativo disperato di risollevare la loro gara e si riparte a 16 giri dalla fine, Hill rimane senza problemi seguito inizialmente da Creed e Nemechek, poi da John Hunter davanti a Sheldon.

Ormai si capisce che solo la pioggia potrà ribaltare la questione playoff, il primo in classifica fra quelli obbligati a vincere è Ankrum che è buon settimo, ma comunque ha sei vetture da scavalcare in qualche modo. L’unico altro motivo di interesse del finale sembra dunque essere un Nemechek sempre più vicino ad Hill ed alla caccia di altri cinque playoff point.

Il cielo è sempre più scuso all’orizzonte e la tensione sale… ma a frenare tutto ci pensa un fulmine che cade entro otto miglia dalla pista a 11 giri dalla fine. A norma di regolamento scatta dunque la caution per un lightning hold per permettere a tutti di mettersi al coperto per il pericolo fulmini. La bandiera gialla diventa ovviamente rossa al giro successivo e si aspetta.

Il cielo rimane grigio, arriva pure una debole pioggia che bagna leggermente la pista, tuttavia il pericolo rimane solo quello delle saette. La pausa dura circa un’ora, poi vedendo che il programma in pista ha ancora in attesa la Xfinity Series, la Nascar prende la decisione scomoda di dichiarare conclusa la gara con 10 giri di anticipo.

Austin Hill vince così la seconda gara consecutiva, e risolleva la sua classifica post reset per i playoff, davanti a Nemechek, Creed, Gilliland, Kligerman, Zane Smith, Ankrum, Menard, Mayer ed Hocevar. Con il successo del pilota dell’Hattori Racing non ci sono dunque sorprese in vista dei playoff, anzi il rischio maggiore lo corre Chandler Smith, squalificato nel post gara per altezze da terra non conformi del Truck #18. Anche l’ultimo posto tuttavia gli è sufficiente e vola alla post season per appena 10 punti su Ankrum, beffato dopo una stagione sfortunata, insieme ad Hocevar e Friesen.

A fine mese inizierà la vera battaglia per il titolo, Nemechek sembra ancora il favorito unico per il successo finale, tuttavia Hill darà battaglia fino in fondo. Per gli altri il problema sembra essere quello di mettere in fila tre gare positive, fondamentali per passare i due turni eliminatori. Per gli esclusi dalla lotta per il campionato in queste due settimane potrebbero esserci anche delle brutte sorprese per il loro futuro.

I risultati odierni

La classifica della “United Rentals 176 at the Glen”

La classifica generale

Così il campionato al termine della regular season

Questa invece la griglia dei playoff dopo il reset del punteggio:

Nascar Truck Classifica Playoff 0

I prossimi appuntamenti

I Truck torneranno per l’inizio dei playoff al WWT (ex Gateway) Raceway di Madison-St.Louis il 20 agosto. Nel loro weekend di pausa Cup e Xfinity Series saranno invece ad Indianpolis, non sull’ovale bensì sul Road Course.


Immagine: media.nascar.com

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