NASCAR | Truck Series: Ad Atlanta prima vittoria in carriera per Corey Heim!

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di Gabriele Dri @NascarLiveITA
20 Marzo 2022 - 15:30
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La prima gara sul rinnovato ovale di Atlanta di risolve in un duello tutto in casa Kyle Busch Motorsports. Nemechek da doppiato cerca di aiutare i compagni di squadra, ma all’ultimo giro rompe gli equilibri interni alla squadra aiutando Corey Heim e non Chandler Smith, sorpassato e beffato


“I panni sporchi si lavano in casa” e questo dovrà fare Kyle Busch domani con i suoi piloti: Corey Heim, talentuoso 19enne della Georgia e vicecampione 2021 della Arca Series dietro a Ty Gibbs, ha vinto sì la prima gara in carriera, ma Chandler Smith di sicuro non è contento della sua condotta di gara e soprattutto di quella di Nemechek, che da doppiato a deciso la corsa a favore di Heim e non suo. Almeno la vittoria è arrivata, ma tenere a bada tutti questi giovani piloti non è per nulla semplice.

La gara

Dopo la cancellazione del programma del venerdì causa temporale che diventa quasi tempesta (al punto che qualche pilota sarebbe eventualmente arrivato in aereo ad Atlanta in ritardo), la Nascar ritiene che la cosa giusta per il weekend sia lasciare spazio alle libere per permettere a tutti, dopo il test di gennaio con pochi team, di provare il nuovo layout.

La sessione di libere di 40′ non scorre via liscia, infatti prima Anderson (che rompe un tubo dell’olio e inonda mezza pista di fluidi) e poi Self causano due bandiere rosse che riducono il tempo a disposizione. C’è molta curiosità sulla nuova pista, dal banking più elevato ma anche più stretta in curva e realizzata così con l’obiettivo di rendere Atlanta un superspeedway da 1.5 miglia.

Dopo le libere la sensazione che arriva invece è un’altra: sullo short run sì la competizione ci si aspetta in stile Daytona o Talladega, ma sul long run (anche perché per questa categoria lo spoiler è quello da ovali intermedi) il gruppo si sfilaccia e si torna verso delle dinamiche da cookie cutter. I piloti rimangono relativamente sorpresi rispetto alle previsioni e quindi devono adattarsi a questa nuova situazione.

La cancellazione delle qualifiche fa ritornare in auge l’algoritmo e dunque in pole position c’è Chandler Smith, vincitore a Las Vegas, davanti a Friesen, Crafton e Majeski, tuttavia quest’ultimo deva partire dal fondo insieme a Nemechek, Anderson, Thad Moffitt e Purdy. Per una volta i team non hanno timore riguardo alle gomme, primo perché il degrado sul nuovo asfalto è quasi nullo, secondo perché ci sono ben sei set di gomme fresche a disposizione.

Alla bandiera verde la corsia interna parte bene e Chandler Smith rimane al comando, tuttavia in curva2 la spinta buona è quella di DiBenedetto a Friesen ed il canadese mette il muso davanti. Matt, tuttavia, continua nella spinta anche in curva3, il trenino deraglia e DiBenedetto (che riesce pure a dare la colpa a Friesen) finisce a muro; una sosta ai box per una foratura sarà solo l’inizio di una gara travagliata.

Friesen, dunque, è ora in prima posizione e rimane sull’esterno, la sua fila sembra prevalere, ma l’interno dopo aver limitato le perdite si rifà sotto. Il gruppo in coda si sta già sparpagliando e, per non perdere il treno, Ross Chastain – partito dal fondo causa algoritmo – vola con il suo Truck del Niece Motorsports.

Il secondo big ad subire danni è Hailie Deegan. Sul momento sembra che la foratura nasca quando è nel mezzo di un 3-wide con Zane Smith e Corey Heim e invece arriva poco prima da un contatto (a suo dire inutile e pericoloso) con Howard. Anche lei deve andare ai box, ma la serie di danni conseguenti è ben più notevole. Nel finale della prima stage la ruota andrà addirittura a fuoco ed Hailie rimarrà anche leggermente intossicata dal fumo, pur senza necessitare una sosta al centro medico.

Nel frattempo in testa dopo 10 giri si è già in fila indiana con Friesen che precede Enfinger, Hocevar, Kraus e Crafton mentre Chandler Smith è sceso al settimo posto dietro a Preece. È proprio Preece a cercare l’attacco all’interno con lo stesso Chandler per creare di nuovo la seconda corsia, ma il tentativo, così come quello solitario di Hocevar, non va a buon fine.

Il gruppo sta tranquillo per i restanti giri (il break è al numero 30) non succede nulla di rilevante, anche perché i piloti stanno ancora prendendo davvero la mano alla nuova pista. Friesen dunque conquista il primo traguardo intermedio davanti ad Enfinger, Kraus, Eckes, Crafton, Gray, Chandler Smith, Chastain (arrivato già nella top10), Nemechek (anch’egli dal fondo) e Ankrum. Anche il giro di soste è regolare ed in molti cambiano solo due gomme; Eckes prende il comando (penalità per Purdy e Poole), ma alla ripartenza Friesen torna subito primo.

La competitività si alza di un altro gradino ed il primo a dover fare una mossa alla Daytona è Kraus, il quale finisce loose e decide di andare sull’apron per sicurezza (dopo aver salvato la vettura) e si mette in coda al gruppo. Per sua fortuna poco più tardi arriva la prima “vera” caution di giornata: con il gruppo già in fila indiana, in fondo Perkins va a muro in curva2, poi subito dopo Mills (che si era toccato con Perkins stesso) ha un problema meccanico e perde un pezzo in pista.

A sorpresa qualcuno (il leader Friesen, Rhodes, Enfinger, Little, Anderson e Wright) va ai box, ma il motivo è presto spiegato: si è entrati nella finestra per il penultimo pieno e big come Stewart, Ben e Grant preferiscono partire davanti nella stage finale che prendere punti al traguardo intermedio.

Si riparte con appena cinque giri da disputare e Nemechek ha completato la rimonta ed è al comando (Friesen invece è 24°); al choose cone JHN sceglie come molti altri l’esterno e rimane primo sulla spinta di Eckes, tuttavia Majeski alla sua sinistra lotta e rimane al suo fianco. In una lotta incrociata fra KBM e ThorSport (con Chandler Smith a spingere Ty) a prevalere è proprio questo tandem.

Chandler spinge davanti Majeski ai -3, poi lo manda subito dall’interno al comando della corsia esterna e Smith ne prende il suo posto al comando della fila di sinistra. Mentre Chastain fora e deve andare ai box, Nemechek approfitta di questa transizione per rilanciarsi e rimettere il muso davanti all’ultimo giro, proprio mentre arriva la caution che chiude la stage in anticipo. In curva3, infatti, c’è la carcassa della gomma di Chastain che viene pure centrata da qualcuno.

A vincere ancora una volta una stage in questo 2022 è dunque Nemechek davanti a Majeski, Chandler Smith, Ankrum, Crafton, Thompson, Gray, Hocevar e Preece che pare aver sorpassato i problemi di surriscaldamento. Al break si completa il giro di soste, ed ovviamente Friesen torna al comando davanti a Rhodes ed Enfinger, Preece invece esce davanti a tutti dalla pit lane e sarebbe quarto, ma si prende una penalità come Gray, doppia sosta infine per Zane Smith.

Si riparte per l’ultima stage con 69 giri da disputare, ma questa parte di gara sarà decisamente più tormentata della precedente. Sullo scatto Enfinger non parte bene e così Rhodes spinge davanti Friesen; Grant però reagisce sul rettilineo opposto ed in curva4 chiude il sorpasso al pelo sul canadese. Enfinger si mette all’esterno lasciando così la corsia interna a Corey Heim.

Subito dopo arriva un’altra caution: in curva3 Thompson perde il controllo della vettura e travolge Eckes coinvolgendo anche il compagno di squadra Alan (ritiro per entrambi i piloti Niece), poi nella confusione Zane Smith manda in testacoda Wood e rimedia dei danni anche Howard; Chastain con il lucky dog torna a pieni giri.

Si riparte ai -60 con solo due defezioni in vetta, Preece e Zane Smith hanno approfittato infatti dei guai precedenti per rabboccare fino all’orlo e puntare ad andare fino al traguardo. Alla bandiera verde il tandem ThorSport composto da Rhodes e Majeski, dato che sia Enfinger che Friesen hanno scelto l’esterno, ci prova, ma Ben finisce loose in curva3 e quindi Grant rimane al comando.

La tregua però dura poco: sul traguardo Fogleman finisce in testacoda dopo un contatto involontario con Anderson. Hocevar stava già inoltre alzando il piede per una foratura e va ai box al rallentatore. A questo punto tutti vanno ai box e le strategie sono mischiate, Enfinger ad esempio crede che gli cambieranno due gomme, invece sono quattro e riparte passando sopra il tubo della pistola pneumatica prendendosi una penalità.

A passare al comando è dunque Preece, sfruttando alla perfezione la strategia, tuttavia alla green dei -51, mentre lui e Zane Smith scelgono l’esterno, a prevalere è il trenino del Kyle Busch Motorsports con Heim che prende la prima posizione grazie alla spinta di Chandler Smith che però finisce nel mezzo e viene risucchiato dal gruppo esprimendo il suo disappunto per la condotta di Corey.

La corsia interna si svuota subito dato che Heim ha coperto Preece, solo Friesen cerca di combattere a forza di side draft, Stewart quasi mette a muro Majeski per trovare un varco nella fila indiana che si sta formando, poi quasi si ripete con Chastain ma riesce nel suo intento. Dietro di lui Chandler Smith ha più pazienza e quando riesce a mettersi in scia paradossalmente (o forse no) è davanti a Friesen.

Ai -45, tuttavia, arriva un’altra caution. Quando si viene a sapere che i coinvolti sono Anderson e Fogleman si crede ad una vendetta immediata, invece è un incidente indipendente, con Gray che bacia il muro, nel perdere posizioni vede Anderson girarsi sul suo muso in curva1 e nella carambola travolgere Fogleman.

In pochi (Eckes ed Hocevar oltre agli incidentati) vanno ai box e dunque ai -38 Heim riparte al comando su Preece mentre al choose cone Rhodes, Majeski e Chastain avanzano all’interno. Ed è proprio il tandem ThorSport a prevalere, con Ben e Ty che scappano subito e si mettono all’esterno su Heim che sembra pensare all’incrocio di traiettoria; così a tentare la rimonta all’interno rimane solo Kraus.

La gara non vuole proprio andare fino in fondo: a finire ko stavolta, per completare la gara disastrosa delle cinque vetture del Niece Motorsports, è Wright che prima bacia a muro e poi prosegue spargendo detriti. Nuova ripartenza ai -29 e, per fortuna, sarà anche l’ultima della gara.

Il duello dei tandem ricomincia, all’esterno ThorSport con Rhodes e Majeski, all’interno KBM con Heim e Chandler Smith. Dopo un giro alla pari, a prevalere è quest’ultimo e quindi Heim torna al comando e a coprire da solo l’esterno mentre all’interno rimangono Chandler con Kraus, Friesen e Gray.

Poco più tardi il momento probabilmente decisivo della corsa: un replay chiaro non c’è, ma probabilmente Nemcheck per infilarsi all’esterno si gira sul muso di Crafton ed entrambi forano venendo costretti ad una sosta ai box. Davanti intanto si va formando la fila indiana, ma i piloti non stanno fermi, ad esempio sia Kraus che Rhodes vengono fatti saltare dalla linea. Ed è proprio in questo momento che Chandler Smith approfitta della confusione per sorpassare pure Heim.

I tentativi di Gray con Preece e poi di Chastain all’interno non vanno a buon fine e quindi ai -15 la situazione è consolidata con Chandler Smith davanti ad Heim, Friesen, Zane Smith, Rhodes e Majeski; manca all’appello Hocevar che fora di nuovo e nella sosta si prende pure una penalità.

Con due vetture KBM in testa ed i giri che scorrono veloci, la domanda sorge spontanea: chi sarà in grado di attaccare nel finale? Gli indizi sono sul duo ThorSport, ma quello che succede ai -9 cambia tutto.

I leader, ormai in fila indiana lungo il muro, stanno raggiungendo un sacco di doppiati che sono sparpagliati ma che tutti si mettono all’interno per non disturbare. Tutti tranne uno: il piano di Nemechek funziona alla perfezione, infatti rimane all’esterno, crea confusione e riesce a mettersi in “terza posizione”, dietro ai compagni di squadra e davanti ad un Friesen tutt’altro che felice della condotta di John Hunter e che scivola al settimo posto.

A questo punto un attacco al KBM si fa ancora più difficile, infatti si arriva all’ultimo giro ancora con la classifica invariata. E la gara si risolve internamente. In uscita di curva4 Heim alza il piede per prendere una scia ancora più potente e anche questo piano riesce perfettamente, al punto che in curva1 è all’interno di Chandler Smith, ma il momento decisivo è un altro.

Infatti Nemechek si trova davanti due compagni di squadra, uno che corre part time (Heim) e l’altro (Smith) in lotta per il titolo e che ha bisogno di playoff point. E John Hunter chi decide di aiutare? Ovviamente Heim. La spinta aerodinamica è decisiva e così Corey non si deve più preoccupare fino al traguardo.

Heim vince dunque la prima gara in carriera, e pure nello stato di casa, davanti a Rhodes, Majeski, un arrabbiatissimo con i compagni di squadra (ma in maniera diplomatica) Chandler Smith e Zane Smith; completano la top10 Friesen, Preece, Gray, Kraus e Selg; Nemechek è 24°, ma ancora una volta la sua corsa è disastrosa, al punto che in classifica ha più punti dalle stage, inoltre dovrà affrontare un lunedì semplice in squadra dato che nelle interviste se la cava con un “Basta che vinca il team”.

La stagione dei Truck è ancora equilibrata e le debacle (tre ko di fila praticamente) di Nemechek mantengono la classifica ancora molto aperta. Atlanta, poi, ha offerto uno spettacolo vario che è stato difficile da definire. Giudizio quindi sospeso in attesa di Xfinity e Cup Series.

I risultati odierni

La classifica della “Fr8Auctions 208”

La classifica generale

Così in campionato dopo 3 delle 23 gare della Nascar Truck Series 2022

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 20:00 (diretta su Mola TV e Nascar Trackpass) ci sarà la gara della Cup Series ad Atlanta. La Truck Series tornerà invece sabato prossimo ad Austin per il primo stradale della stagione.


Immagine: media.nascar.com

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