NASCAR | Truck Series: a Bristol vince Chandler Smith. Gilliland e Hill out

Creed domina fino ai -5, poi fora e Chandler Smith si prende primo posto (non senza polemiche) e qualificazione al turno successivo. Gilliland beffato ed escluso a favore di Zane Smith


“La cena delle beffe” è andata in scena nella serata di Bristol. Il primo beffato dall’ultima ripartenza è stato il dominatore del “Round of 10” Sheldon Creed, in testa praticamente dall’inizio della gara fino ai -5 quando invece ha forato cedendo la vittoria, macchiata dalle accuse di gioco di squadra, a Chandler Smith. Il secondo beffato è stato un concreto Todd Gilliland, il quale pur non commettendo errori è uscito dai playoff insieme ad Austin Hill (lui sì invece che ha sbagliato) ha dovuto alzare il piede vedendo lo stesso Creed al rallentatore davanti a lui perdendo quelle posizioni necessarie alla qualificazione.

La gara

Nella tradizionale notte di Bristol in scena va la gara del “Round of 10” che decide definitivamente gli otto piloti che avanzano al turno successivo e, ovviamente, i due eliminati. Prima del via la situazione in classifica vede Sheldon Creed, poleman in questa occasione grazie all’algoritmo dopo il successo di Darlington, e Nemechek già qualificati, Crafton e Friesen abbastanza al sicuro mentre gli altri sei piloti in lotta con virtualmente eliminati gli Smith (non sono parenti), con Zane a cinque punti dal taglio e Chandler a -12, chiamato ad una serata importante fin dalle prime fasi.

Al via Creed mantiene senza problemi la prima posizione, poi però in curva4 finisce loose e Nemechek, partito al suo fianco, sembra provarci anche se non insiste nella manovra; a seguirli c’è Crafton che approfitta della lotta fra Enfinger, in lotta con la #98 nell’owners championship, e Gilliland. La prima caution arriva dopo tre giri per un incidente fra Sam Mayer (vincitore qui l’anno scorso ma col GMS Racing) e DiSavino che coinvolge anche Reaume in coda al gruppo.

Dopo una caution fin troppo lunga, si riparte con 42 giri da disputare nella prima stage. Nemechek non scatta al meglio e ciò permette ad Enfinger di attaccarlo. John Hunter va loose due volte, nella prima occasione manda largo Grant e Crafton passa entrambi, nella seconda rischia il testacoda e quasi provoca un big one scivolando in decima posizione. La green dura appena una decina di giri, poi Tanner Gray finisce a muro (forse toccato da qualcuno) in curva2 quando è fuori dalla top20 e la sua gara finisce qua, interrompendo al contempo la fuga di Creed.

Nuovo restart ai -23 e Sheldon scatta ancora al meglio all’esterno approfittando della lotta fra Hocevar e Crafton, vinta da Matt con Carson che perde quanto guadagnato nei primi giri. Mentre Nemecheck (che ha un piccolo tire rub dal contatto precedente) cerca il recupero seguito dal compagno di squadra Chandler Smith, il più abile nel gruppo dei big è Friesen che si libera di forza di Gilliland, “spedisce” Todd contro Chandler provocandogli un tire rub e approfitta dello scompiglio creato per allungare.

I giri scorrono in fretta, Creed vede già la vittoria nel traguardo parziale, tuttavia a rovinargli la festa ci pensa Boyd, che finisce in testacoda ai -6 appena dopo essere stato doppiato e che lotta dunque per il lucky dog, per la terza caution in 50 giri. La pace car sta in pista poco visti i pochi detriti e dunque si può ripartire per uno sprint di un solo giro.

In molti decidono nel frattempo sono andati ai box (fra i tanti Ankrum, Nemechek, Chandler Smith e Rhodes che perde tempo dietro a Berry) e dunque ci si aspetta un rimescolamento più deciso in seguito. Nell’ultimo mezzo miglio non ci sono ulteriori guai e dunque Creed vince la prima stage su Austin Hill (risalito senza fare rumore dall’esterno), Crafton, Zane Smith, Enfinger, Hocevar, Friesen, Gilliland, Ankrum e Sauter. La classifica generale aggiornata vede Crafton a +36, Friesen a +30, Rhodes a +8, Gilliland e Austin Hill a +7, Hocevar a +6, Zane Smith ancora virtualmente eliminato (-6) insieme a Chandler (-20)

Al break Creed e altri decidono di non pittare e rimangono in pista a differenza di Hocevar e Gilliland che invece vanno ai box per un set di pneumatici freschi finendo in coda. Sheldon dunque riparte al comando e mantiene la prima posizione alla ripartenza su Hill e Crafton con la #2 che scappa via subito; Zane Smith e Friesen completano la top5.

La caution arriva dopo una manciata di giri quando Drew Dollar finisce loose all’esterno di Howard e poi a muro in curva2 (era quasi un 3-wide con Purdy), dietro a lui Reaume non frena in tempo, lo centra e nasce un big one. Mentre arriva una veloce bandiera rossa da 6′ per ripulire la pista, arriva la lista di tutti i piloti coinvolti: Dollar, DiDasvino, Bohn, Cram, Fogleman, Roper e Alan.

Si riparte ai -44 nella stage a posizioni invariate (solo Hocevar va ai box per modifiche di assetto per rendere stranamente più sovrasterzante la vettura su una pista che quasi tutti dicono sia molto scivolosa) e Creed mantiene ancora una volta il comando ancora una volta davanti ad Hill e Crafton che poi però perde posizioni quando viene attaccato e passato da Zane Smith. I 44 giri che seguono sono lo stint sotto green più lungo della gara e vedono la discesa di Crafton, costretto all’esterno da tutti gli altri piloti.

Le gomme fresche non fanno tanto effetto (l’eccezione è solo Ankrum che risale un passo alla volta), forse lo fa di più la modifica di assetto specialmente fra i Truck del KBM, infatti sia Nemechek che Chandler Smith risalgono la classifica rientrando stabilmente nella top10. I giri scorrono veloci e gli unici problemi sono i doppiati ancor più lenti perché sono le vetture rimaste coinvolte nel big one. Creed vince anche la seconda stage davanti ad Ankrum (staccato di addirittura oltre 4″ prima che Sheldon alzi il piede), Austin Hill, Zane Smith, Chandler Smith, Nemechek, Friesen, Enfinger, Kligerman e Crafton.

Prima della stage finale del “Round of 10”, la nuova classifica vede Crafton a +31 (gli basta un 31° posto con 32 auto ancora in gara e dunque è praticamente qualificato), Friesen a +28, Austin Hill a +9, Rhodes appena a +2 dopo due stage a secco, Gilliland e Zane Smith a +1 con quest’ultimo che ha bumpato un Hocevar con la strategia sfasata (-1) e Chandler Smith a -15 quasi obbligato a vincere in assenza di guai altrui.

Ed i guai per qualcuno arrivano subito: nel giro di soste che affrontano praticamente tutti i leader, Austin Hill (come Ankrum) si prende una penalità per eccesso di velocità, mentre Zane Smith paga il lancio della tanica di benzina da parte del meccanico ed entrambi finiscono in coda. In testa invece ci passa Hocevar che, come detto, ha una strategia non allineata e precede tutti gli altri.

La bandiera verde viene sventolata a 79 giri dalla fine e sarà una stage tormentata da brevi ripartenze, cinque caution ed una seconda bandiera rossa. La leadership di Hocevar dura lo spazio di mezzo giro, poi dall’esterno Creed torna al comando; in coda Zane Smith accusa ancora qualche colpo, finisce sui marbles e ci mette un paio di giri a riprendere il ritmo; Ankrum invece paga subito la penalità e va ai box con un problema dopo un contatto. Mentre Hocevar resiste bene in seconda posizione su Enfinger, Nemechek e Sauter, la fuga di Crafton viene frenata dalla caution per il contatto fra Kligerman (toccato dalla Deegan) e Greenfield.

Nessuno va ai box, poi si riparte ai -64 e Creed ancora una volta rimane primo, Enfinger non scatta al meglio e così permette ad Hocevar di rimanere secondo e Nemehcek di passare terzo; Crafton invece perde costretto ancora una volta costretto alla corsia esterna, tuttavia il ritiro di Ankrum lo qualifica matematicamente al turno successivo. Zane Smith riesce a recuperare velocemente (a differenza di Hill) rientrando nella top15, tuttavia per la qualificazione gli manca ancora una manciata di punti.

Ai -45 un’altra caution, stavolta a provocarla è proprio Zane Smith, il quale per doppiare la Cobb (che ha Self all’esterno ed ha una esitazione) la tocca, la manda in testacoda e nel mucchio finiscono Taylor Gray ed il compagno di Zane (che ne esce indenne, tranne un muso leggermente ammaccato) Purdy. A 40 giri dalla fine, dunque, Hocevar è a +9 sul taglio, Gilliland ed Austin Hill a +6, Rhodes a +4 ed infine, virtualmente fuori, Zane Smith a -4 e Chandler Smith a -14.

La track position è fondamentale, dunque nessuno pitta e alla green dei -37 Creed mantiene il comando stavolta davanti a Nemechek perché Hocevar fa pattinare le gomme rimanendo per un pelo davanti ad Enfinger che deve alzare il piede venendo passato da Sauter e poi anche da Chandler Smith. Poi però un altro incidente, con Kligerman che finisce di nuovo in testacoda a causa di una foratura.

Nuova green ai -23 e Creed per la prima volta in tutta la gara viene attaccato e l’avversario per il successo è un Nemechek che ha completato la rimonta ed ha un Truck veloce; la manovra all’interno non riesce per ben tre volte poi Sheldon rimane davanti a lui, Chandler Smith, Sauter ed Hocevar, poi però Self finisce in testacoda da solo ricompattando tutti in una situazione che vede Hill a +7, Hocevar a +4, Gilliland a +3, Rhodes a +2 e gli Smith ancora fuori, con Zane a -2 e Chandler a -10.

La ripartenza che segue ai -14 segna il primo passo decisivo per i playoff: Creed non scatta bene, ma a spingerlo davanti è lo stesso Nemechek che così “si sacrifica” e permette al compagno di squadra Chandler Smith (ormai obbligato a vincere) di prendere la seconda posizione dalla corsia interna. Più indietro dopo un paio di giri un nuovo incidente ed il protagonista è Austin Hill (che era risalito ai margini della top10). Il pilota dell’Hattori Racing per sua ammissione stringe troppo la traiettoria in uscita di curva si gira sul muso di Berry in uscita di curva4, finisce contro il muro interno e nel rimbalzo travolge Deegan, Kraus, Self ed Alan.

Il ritiro di Hill lo esclude quasi matematicamente dal “Round of 8″ e, dopo una bandiera rossa di 7’30”, si riparte con soli cinque giri da disputare ed Hocevar a +8, Gilliland a +6, Rhodes a +5, Zane Smith a +3 e Chandler Smith a -7 alla cerca del sorpasso a Creed per la vittoria ormai obbligatoria.

E negli ultimi cinque giri arrivano ancora dei colpi di scena: Creed e Chandler Smith scattano bene dalla prima fila con Nemechek che rimane terzo. La lotta fra i primi due è fianco a fianco e Sheldon fora in curva3, quasi certamente anche a causa del contatto precedente con Nemechek. Chandler lo affianca e lo passa quando la #2 finisce larga in curva1 ai -4. Smith viene quasi sorpreso da questo e finendo largo permette a Nemechek di affiancarlo e quasi superarlo; dietro invece Creed deve tornare in traiettoria in qualche modo e a rimanere imbottigliato dietro a lui è l’incolpevole Gilliland che perde così terreno prezioso.

Nemechek prende il comando in curva3 ed in curv4 sembra ben avviato, poi però finisce loose in uscita (secondo qualcuno volontariamente, visto che il compagno di squadra deve vincere per qualificarsi) e così Smith ritorna al comando. Sul rettilineo opposto John Hunter ci riprova con poca convinzione e permette ad Enfinger di riavvicinarsi. Nemechek completa la trilogia di errori finendo largo in curva1 e così a un giro e mezzo dalla fine Chandler precede Enfinger con un piccolo margine. Poi per fortuna la lotta finisce e rimane spazio solo per le discussioni successive.

Chandler Smith vince, fra le polemiche altrui, specialmente quelle di Zane Smith, la sua prima gara in carriera Bristol salvando la sua stagione e qualificandosi al “Round of 8”. Il pilota del KBM precede Enfinger (il cui secondo posto non basta alla #98 di avanzare nell’owners cahmpionship), Nemechek, Friesen, Sauter, Hocevar, Crafton, Zane Smith, Rhodes e Gilliland.

La beffa dopo il traguardo è dunque per due piloti, il primo è Creed, arrivato a soli cinque giri da una tripletta storica in un round dei playoff (fatto riuscito solo a Logano in Cup Series nel 2015), ma che si consola con un bel bottino di playoff point, e soprattutto Todd Gilliland, al quale sarebbe bastato essere in un posto diverso all’ultima ripartenza per non essere involontariamente ostacolato dallo stesso Creed. Il pilota del FRM è così escluso – insieme al citato Austin Hill – dai due Smith che si qualificano uno (Chandler) con una vittoria e l’altro (Zane) per soli due punti.

Ora soli pochi giorni di pausa e poi a Las Vegas si fa un altro step. Un mese fa sembrava Austin Hill il rivale di Nemechek e invece lo è Creed, il quale ha mangiato dopo il reset ben 14 lunghezze al pilota della #4 ma rimane ancora distante. Per gli altri due posti ci sarà invece battaglia ancora più dura.

I risultati odierni

La classifica della “UNOH 200 presented by Ohio Logistics”

La classifica generale

Questa la griglia playoff al termine del “Round of 10”

Classifica Nascar Truck 2021 Bristol

Così invece la classifica dopo il reset all’inizio del “Round of 8”

Classifica Nascar Truck pre Round of 8 2021

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Stanotte, sempre a Bristol, ci sarà la gara della Xfinity Series che chiuderà la regular season. Domani notte, invece, la corsa della Cup Series che selezionerà i candidati al titolo da 16 a 12. I Truck torneranno a Las Vegas venerdì prossimo per la prima corsa del “Round of 8”.


Immagine: media.nascar.com

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