NASCAR | Talladega: prima vittoria per Bowman nella “Pro Invitational Series”

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La quinta tappa della “Pro Invitational Series” era attesa dopo Richmond ad un altro importante banco di prova visto che era in programma il primo superspeedway. I timori di una gara caotica e ricca di incidenti erano tanti, ma come la scorsa settimana tutte le paure sono svanite dopo i primi giri. Solo tre gli incidenti che hanno provocato caution malgrado i tanti contatti avvenuti. La selezione fin dalla bandiera verde è stata notevole e quindi il gruppo non è mai stato del tutto compatto. Alla fine, dopo un overtime, a vincere è stato Alex Bowman che porta così a tre i successi del Team Hendrick nella serie ad inviti organizzata dalla Nascar.

Pre-gara

Sono ben 39 i piloti iscritti per questa gara con i debutti di Almirola (il più veloce nella sessione di libere tra l’altro) e soprattutto Jeff Gordon mentre Bubba Wallace decide di saltare un turno per evitare il caos di Talladega visto il poco allenamento. 36 sono però le vetture che partecipano alle qualifiche dato che la Nascar decide che i primi tre della settimana scorsa, Byron, Hill e Kligerman, dovranno partire dal fondo; inoltre si pensa all’inversione dei primi 10 ma un problema tecnico di iRacing impedisce ciò e quindi il più veloce, ovvero Corey LaJoie, mantiene la pole mentre Suarez che sulla carta sarebbe dovuto scattare in testa rimane 10°.

Nel pre-gara sulla Fox c’è tempo anche per un piccolo giallo. A sorpresa Mike Joy si collega con Ryan Newman il quale annuncia il suo ritorno alle gare reali in occasione della ripresa del campionato. Queste parole sembrano sottintendere che abbia già ricevuto l’ok dei medici a soli due mesi dall’incidente di Daytona e ciò porta la Nascar nei minuti successivi ad emettere un comunicato ufficiale nel quale è costretta a puntualizzare che il via libera non c’è ancora. Dunque come si può fare una sintesi delle due versioni? L’unica spiegazione possibile è che il percorso di riabilitazione di Newman sia nella sua fase finale e che l’ok da parte della commissione medica arriverà nelle prossime settimane, presumibilmente prima della ripresa del campionato che sembra possa avvenire – secondo le fonti più ottimistiche – il 17 maggio.

La gara

La corsa è prevista su una distanza di 70 giri per un totale di 188 miglia per rimanere in tema con la gara reale (188 giri per 500 miglia) e la concessione di un reset a vettura sembra un giusto compromesso per l’impegno da affrontare.

Al via LaJoie, spinto da Chastain, rimane in testa mentre Cassill all’esterno perde terreno fino ad assestarsi in ottava posizione. La piacevole sorpresa dei primi cinque giri è che non ci sono incidenti e tutti e 39 i piloti sono ancora in gara e ciò è possibile anche grazie al fatto che il gruppo di testa si sgrana subito e quindi il big one almeno nelle prime fasi non avviene.

In testa c’è lotta fra LaJoie, i fratelli Dillon e Suarez mentre più indietro attorno alla prima 25esima posizione avviene il primo contatto serio (almeno fra quelli avvenuti in diretta sulla Fox) fra Hamlin e Jones, con Erik che viene spinto nell’erba sul trioval ma riesce a proseguire senza perdere il controllo. La linea esterna sembra la più veloce e da lì arrivano i leader della gara nei primi giri, in successione Ty Dillon, Suarez, Poole, Bowman, di nuovo LaJoie e poi Keselowski ma gli occhi di tutti sono sul rimontante Stenhouse che si fa notare come su un vero superspeedway.

Il primo incidente e primo big one arriva al giro 16: la fila esterna è guidata da Stenhouse e verso curva3 Ricky sembra avviato a prendere la testa del gruppo da Keselowski, ma viene spinto non centralmente da Ty Dillon e la #47 scarta verso il muro coinvolgendo nel mucchio tutto il team Hendrick tranne Byron, DiBenedetto, Buescher, Bell e molti altri.

Il plotone si dirige in pit lane fra soste normali, riparazioni e reset e al giro 21 la gara riprende con Poole in testa davanti a Keselowski, Bowyer, LaJoie e un Kyle Busch che come al solito non si fa mai notare ma che è sempre nelle prime posizioni. Come ad inizio gara il gruppo si sfilaccia ed Hamlin finisce nei guai, in questo caso in un incidente non inquadrato con Custer e Hill.

Prosegue intanto la rotazione in prima posizione: Keselowski mantiene l’interno ma è la fila esterna quella veloce e tutti si affrettano a saltarci su e così al comando di questa corsia si succedono Ty Dillon, poi Bowyer ed infine Byron che così completa la rimonta dal fondo dopo aver evitato il big one, ma presto Brad reagisce e torna in testa. Nel frattempo il gruppo di testa è ristretto a 14 vetture, ma la sua composizione cambia ad ogni giro visto che col passare dei giri aumentano anche i contatti.

Dal fatto che Poole si giri o quasi sul muso di Keselowski ne approfitta Byron per tornare primo mentre Johnson sempre con Brad non avrà la stessa fortuna e per lui arriva il testacoda. A metà gara William è ancora in testa e poco dopo si apre la finestra per l’ultima sosta. Il grosso problema in questa gara virtuale è l’organizzarsi per andare ai box in gruppo (per non essere soli senza scia in uscita dalla pit lane), ma la chat di gruppo su iRacing con 39 piloti a parlare è poco gestibile, anche perché i segreti per battere gli avversari sarebbero ben pochi; uno fra i primi ad andare ai box è Bowman e questo condizionerà tutto il resto della gara.

Alex rientra in pista proprio davanti ai leader ma riesce a rimanere a pieni giri infatti nessuno riesce a superarlo, né Kligerman passato anche lui dal fondo alla prima posizione, né Gase, né Byron, né Bowyer. Una delle fasi più belle è un breve ritorno del tandem racing in cui Gase spinge Bowman davanti mentre Byron cerca di fare la stessa cosa con Kligerman. Alla fine a prevalere però è Bowyer che si porta nella prima posizione effettiva ma è comunque dietro a Bowman. Il problema di Clint è ancora la relativa inesperienza con il realismo di iRacing e dopo un paio di giri attaccato alla #88 il suo motore si surriscalda ed esplode per la seconda gara consecutiva, obbligandolo ad usare così il suo reset.

Ad approfittare del problema di Bowyer è Nemechek che appena 10 giri prima era 15° e leader del secondo gruppetto ma che grazie a tutti i guai citati poco fa è riuscito a rientrare e rimontare. Nel frattempo proseguono anche le soste ed il plotone si assottiglia; non finiscono nemmeno i sorpassi e LaJoie torna in testa mentre terzo è un Dale Earnhardt Jr. fino al quel momento poco in mostra. Ai -17 si completa il giro di soste proprio con Earnhardt, Keselowski (il migliore a sfruttare tutto l’ingresso in pit lane), Harvick e Smithley.

All’uscita dai box ai -15 al comando c’è la coppia Nemechek-Byron ma in fretta i due vengono raggiunti dal gruppo che si ricompone. Non c’è il tempo di capire la composizione del nuovo plotone di testa che arriva la seconda caution: Poole in curva2 scompone Elliott che parte in testacoda e una delle vittime è ancora una volta Gordon, la cui gara termina qui.

Nel frattempo sotto caution Almirola sbaglia l’inserimento di una marcia e prima finisce a muro e poi viene colpito dal compagno di squadra di Bowyer mentre Hamlin sembra essere scontento nei confronti di un pilota… ma in realtà il colpevole è la figlia che armata di telecomando gli spegne il monitor e pone fine alla sua gara!

Nessuno si ferma ai box e così alla ripartenza a 9 giri dalla fine Nemechek è in testa davanti a Byron, Keselowski, Harvick ed Earnhardt. Il giovane del FRM rimane in testa e si mette davanti a Brad, ma la fila esterna è quella che prevale ancora una volta. Da lì provengono tutti i successivi leader: Byron, T.Dillon, Smithley, Bowman, Preece e infine di nuovo Smithley. A cinque giri dalla bandiera a scacchi la corsia più vicina al muro sembra nettamente la più forte soprattutto quando si guarda la composizione: Bowman, Earnhardt e anche un Logano emerso dopo settimane di gare fuori dalla top10. Joey spinge troppo Dale e quindi la #8 esce dai giochi mentre Bowman torna in testa. Ai -3 all’ingresso di curva1 c’è un rimescolamento che lascia molti piloti a metà strada fra una corsia e l’altra e la conseguenza è il contatto fra Logano e Preece che scatena il secondo big one (coinvolti anche Keselowski, Blaney, Kligerman e molti altri) che manda tutti all’overtime.

In questa fase la preoccupazione principale è per Bowman che – essendosi fermato per primo in precedenza – teme di rimanere a secco ma decide di giocarsi le sue carte non fermandosi ai box. Alla bandiera verde a due giri dalla fine Alex scatta bene mentre Preece cerca di spingere Ty Dillon. Il pilota della #88 e della #13 riescono incredibilmente a scambiarsi di corsia e così si avviano verso il rettilineo opposto.

Bowman all’esterno con la spinta di Preece sembra ben avviato e comincia l’ultimo giro con quasi una lunghezza di margine tuttavia all’interno inizia la rimonta di Dillon spinto da LaJoie e verso curva3 il sorpasso sembra fatto, ma fino al traguardo manca ancora tanta strada. E infatti il tandem Dillon-LaJoie deraglia e Ty finisce nell’erba dell’infield. Lo slancio di LaJoie non è sufficiente per rimontare Bowman che vince così per 0.032″ su Corey e 0.033″ su Preece. Completano la top10 Smithley, Cassill, Byron, Poole, Kyle e Kurt Busch e Suarez.

La Nascar chiude il weekend un altro weekend potenzialmente pericoloso con un successo di gradimento. Ci sono state solo tre caution in ben 74 giri e non sembrano essere nate nuove rivalità, a parte un breve scambio di vedute su Twitter fra LaJoie ed Hamlin, e il gruppo si avvia verso il mese di maggio con l’incognita se le prossime, a partire da Dover, saranno davvero le ultime settimane virtuali oppure se la spinta del ritorno in pista seppur a porte chiuse sarà solo una inutile forzatura alla luce degli ultimi dati riguardo alla diffusione del coronavirus negli USA.

Le altre categorie

Nel terzo “Saturday Night Thunder”, gara riservata ai piloti di tutte le altre categorie e disputata sabato sempre a Talladega, vittoria a sorpresa dopo numerosi incidenti per Landon Huffman. Continua il successo di questa corsa visti i 50 piloti iscritti poi ridotti a 40 dopo due batterie di qualificazione.

Immagine: twitter.com/AlexBowman88


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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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