NASCAR | Stewart-Haas Racing chiude i battenti a fine stagione

NASCAR | Stewart-Haas Racing chiude i battenti a fine stagione

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Tempo di lettura: 8 minuti
di Gabriele Dri @NascarLiveITA
29 Maggio 2024 - 00:15
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Le indiscrezioni delle scorse settimane si sono rivelate veritiere: la NASCAR a fine anno perderà un team che ha fatto la storia degli ultimi 15 anni grazie a Tony Stewart e Gene Haas


Le voci di corridoio lo avevano preannunciato. Oggi, 28 maggio 2024, sarebbe stato il giorno del giudizio per lo Stewart-Haas Racing. Nelle ultime settimane i rumor sembravano quasi fantozziani, quasi da “aveva segnato anche Zoff di testa, su calcio d’angolo” leggendo che avrebbe venduto non uno o due charter come pareva in origine, bensì baracca e burattini chiudendo i battenti. E invece pian piano la notizia ha trovato riscontri sempre più affidabili. Stamattina l’ultima indiscrezione: alle ore 22:00 italiane si terrà un incontro fra i proprietari ed i dipendenti. Alle 22:33 l’annuncio ufficiale di una notizia che ben pochi avrebbero voluto leggere.

“Comunicato congiunto di Tony Stewart e Gene Haas, i comproprietari dello Stewart-Haas Racing:

Abbiamo preso la difficile decisione di chiudere lo Stewart-Haas Racing alla conclusione della stagione 2024. Non è stata una decisione presa rapidamente, né facilmente.

Il motorsport è un lavoro intenso che coinvolge tante persone, ma anche che rende molto umili. Richiede un impegno incrollabile e risorse ingenti, con una mentalità focalizzata all’essere meglio di tutti gli altri per 365 giorni all’anno. Fa parte di quello che serve per essere di successo.

Tuttavia l’impegno necessario per estrarre la massima velocità restando tuttavia in un ambito sostenibile è un compito molto esigente ed ora abbiamo raggiunto il momento nelle nostre vite personali e professionali in cui dobbiamo passare il testimone.

Siamo orgogliosi di tutte le vittorie ed i campionati conquistati da quando abbiamo unito le forze nel 2009, ma ancor più speciale è la cultura che abbiamo costruito e le amicizie che abbiamo stretto nel perseguire un obiettivo comune: vincere gare e portare a casa trofei.

Questo sarà ancora il nostro impegno che manterremo nei confronti dei nostri dipendenti, dei nostri partner e dei nostri tifosi lungo tutto quest’anno e che rimarrà immutato fino a Phoenix.

Abbiamo un enorme rispetto e apprezzamento per tutti i nostri dipendenti e lavoreremo in maniera diligente per aiutarli nella transizione verso nuove opportunità lavorative dopo la stagione 2024.”

Si chiudono così 16 anni di storia di un team che ha segnato lo scorso decennio. Annunciato ufficialmente il 10 luglio 2008 con una notizia bomba, data dalla fuoriuscita di Tony Stewart da Joe Gibbs Racing, dove aveva debuttato in NASCAR e vinto i titoli 2002 e 2005, per diventare il comproprietario dell’Haas CNC Racing (fondato nel 2002 da Gene Haas), nella sua storia lo Stewart-Haas Racing ha conquistato i titoli 2011 e 2014 in Cup Series e quello dello scorso anno in Xfinity Series con Cole Custer (figlio del co-presidente Joe).

Due come detto i titoli in Cup Series, che sono stati portati a casa dai due piloti simbolo del team, il titolare Tony Stewart, diventato campione 2011 pur finendo a pari punti con Carl Edwards al termine di una clamorosa serie di gare nei playoff, primo driver-owner a portare a casa il trofeo più importante da Alan Kulwicki nel 1992, e Kevin Harvick, il quale, appena lasciato il Richard Childress Racing litigando furiosamente con tutta la famiglia Childress-Dillon, aveva conquistato nel 2014 il suo primo e unico titolo inaugurando il format dei playoff ad eliminazione.

Il team, purtroppo, non ha retto a questi due addii. Tony Stewart, a quanto dicono le indiscrezioni, così come Gene Haas è stato un proprietario sempre più assente negli ultimi anni e in molti hanno patito queste mancanze. L’anno scorso il ritiro di Kevin Harvick ha tolto l’ultima ancora di salvezza della squadra che ha perso sia un punto di riferimento importante, sia alcuni sponsor importanti legati a “The Closer”, primo fra tutti la birra Busch passata al volto emergente di Ross Chastain e al Trackhouse Racing. Un passaggio del testimone significativo se si pensa che dopo un duello fin troppo maschio a Darlington nel 2018 in Xfinity Series lo stesso Harvick aveva detto di Chastain che “probabilmente dopo oggi non guiderà più auto veloci come le aveva oggi.”

Per anni lo Stewart-Haas Racing è stato al centro delle voci di mercato. Nato come team di casa Chevrolet, nel 2017 era avvenuto lo storico passaggio in Ford. La sensazione era sempre quella di essere rimasti col cerino in mano. In un campionato con quattro team di primissimo livello (oltre a SHR anche Hendrick, Joe Gibbs Racing e Penske) e tre costruttori impegnati in Cup Series dopo l’addio di Dodge a fine 2012, la scuderia di Tony Stewart e Gene Haas è sempre stata l’indiziata per diventare il team di punta in caso di ingresso di un nuovo marchio ufficiale. Questa storia è diventata quasi un meme nell’ambiente dato che ciclicamente la notizia si diffondeva e poi ovviamente non si verificava perché nessun nuovo costruttore in questi 12 anni è arrivato. Alla fine ha chiuso prima SHR.

69 vittorie in Cup Series, 28 in Xfinity Series e una nella Truck Series non si dimenticano facilmente, visto il breve lasso di tempo in cui sono state ottenute. Individuare l’inizio della fine è difficile, tuttavia ci sono due grandi momenti significativi.

Il primo è un leitmotiv, ovvero le dispute di mercato fra Stewart e Haas, con i due che spesso hanno discusso su quali piloti puntare, cercando quasi di mantenere una divisione personale all’interno di un team che sarebbe dovuto essere unito. È il caso recente della scelta a fine 2019 fra il tenere Suárez (la tesi di Tony) ed il promuovere Custer (legato ad Haas anche per la presenza di Joe), disputa vinta da Gene. Tre anni dopo il bis, solo che sul sedile infuocato c’era stavolta Custer mentre Stewart portava avanti la candidatura di Ryan Preece da affiancare al suo pupillo Chase Briscoe. 1-1 e palla al centro senza però risultati validi all’attivo. Delle vittorie di Pirro in sintesi.

La seconda è una gara invece. Texas, playoff 2020. Quella fu una stagione dominata da Kevin Harvick e dallo Stewart-Haas Racing, che conquistarono ben nove vittorie nelle prime 33 gare. “The Closer” ottiene un secondo posto in Kansas, primo appuntamento del Round of 8. Tutto sembrava pronto per Phoenix e un possibile, se non probabile, titolo. Poi invece a Fort Worth la tempesta perfetta ed una gara che durò tre giorni. A pagare dazio nelle prime gocce di pioggia a caution non ancora chiamata fu proprio Harvick che finì a muro. Il 16° posto mise la #4 in una brutta posizione che divenne orribile nel finale di Martinsville a vantaggio, invece, di Elliott che ribaltò la situazione. Un maldestro e disperato bump&run su Kyle Busch, culminato in una piroetta triste all’ultima curva, sancì una clamorosa eliminazione dalla Championship 4.

Da allora il team ha perso tutto. Ha perso piloti (aveva già salutato una pedina forte come Kurt Busch) come Bowyer, l’indeciso Almirola, che anche su pressione dello sponsor ritrattò il ritiro, e infine Harvick. Ha perso ovviamente sponsor come Monster, Five Hour Energy, Smithfield, Busch. Altri imputano un altro fattore il non aver preso Kyle Larson dopo il suo licenziamento da Ganassi, ma lì si può dire ben poco: Tony Stewart lo voleva fortemente, fu Ford (stando alle indiscrezioni) a mettere il veto sul futuro campione 2021.

Chase Briscoe ha potuto poco nel caricarsi una squadra sulle spalle dopo un disastroso 2023, ma nonostante questo lui, Gragson (sorpresa positiva di quest’anno), Preece e Berry sembravano almeno aver messo fine alle sofferenze più gravi. A risollevare l’umore ci aveva pensato anche la coppia Custer-Herbst in Xfinity Series, con Cole che lo scorso novembre aveva vinto il titolo in Xfinity Series sfuggitogli ad inizio carriera. E invece il viale del tramonto era stato definitivamente imboccato, più per la perdita di motivazioni dall’alto che dal basso.

Ed ora? Ed ora ci sono circa 300 dipendenti che sono in cerca di un nuovo lavoro. Ci sono sei piloti (Briscoe, Gragson, Berry, Preece, Custer ed Herbst) che animeranno, solo per una nostra gioia quasi sadistica, il mercato 2025, ci sono quattro charter in Cup Series che sono sul mercato, ma che rischiano di essere puramente carta straccia se il “patto della Concordia” fra NASCAR e squadre non verrà rinnovato al termine di questa estenuante trattativa che dura da mesi.

In caso di nuovo accordo, già ci sono i potenziali candidati che faranno un affarone. Già, perché una merce così poco disponibile durante gli scorsi mercati aveva visto schizzare il valore di mercato fino alla cifra di circa 40 milioni di dollari nell’inverno passato. Ora, invece, con quattro franchigie disponibili improvvisamente si dice che il prezzo di acquisto possa scendere addirittura a 20-30 milioni. Con un processo di dismissione più ponderato Stewart e Haas avrebbero potuto portare a casa 120-150 milioni di dollari di buona uscita, ora rischiano di vederne in tasca “solo” 80-100. Se non zero. È la legge del mercato.

I canditati all’acquisto di un charter ci sono già. Si parla dei soliti noti, Trackhouse (occhio al team di Justin Marks, che potrebbe fiondarsi su un’altra preda in difficoltà, ovvero Kaulig) e 23XI Racing, ma anche di Front Row Motorsports, che sembrerebbe disponibile ad ampliarsi nuovamente. Ford al momento rimarrebbe in serio deficit di vetture in griglia e sicuramente Roger Penske (che ha sempre ponderato gli affari) non vorrà passare a quattro auto. Per il quarto charter potrebbe esserci la vera battaglia: Legacy, RFK, JTG Daugherty e JR Motorsports (in caso decida di materializzare il sogno Cup) sono sicuramente tutti alla finestra.

La notizia di oggi fa male ai tifosi e al mondo della NASCAR. Vedere un gigante implodere (quasi) improvvisamente non è fatto da tutti i giorni. Le indiscrezioni delle ultime settimane probabilmente hanno lenito il dolore al momento dell’annuncio ufficiale, ma in ogni caso la chiusura dello Stewart-Haas Racing è un enorme dispiacere.


Immagine: Media NASCAR

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