NASCAR | Scossa vincente per Larson a Charlotte!

Dopo due stage tormentate da problemi elettrici, Larson rimonta e sul Roval torna al successo. L’atto secondo della faida Elliott-Harvick vede ancora sconfitto, non senza polemiche, Kevin che viene eliminato con Byron, Bowman e Bell


Il dominatore della regular season ha dovuto sudarsi la qualificazione. Dopo l’errore strategico di Las Vegas e l’incidente di Talladega, Kyle Larson non era più al sicuro e un problema meccanico all’alternatore gli ha fatto rivivere i fantasmi di qualche anno fa (2016) quando un problema meccanico a Dover lo costrinse ad una eliminazione precoce. E invece, una volta risolto il problema, Larson ha rimontato di strategia e di talento andando a vincere mentre dietro di lui Elliott ed Harvick hanno proseguito la loro faida iniziata a Bristol.

La gara

Come ormai da tradizione, il Roval di Charlotte chiude il “Round of 12” della Cup Series e la sua imprevedibilità rende il pronostico per le quattro eliminazioni ancora più difficile. La gara accorciata a Talladega ha lasciato molti con l’amaro in bocca, quasi sicuramente tutti gli altri 11 piloti tranne ovviamente Denny Hamlin, vincitore come pilota due settimane fa a Las Vegas e lo scorso weekend come team owner, unico al sicuro della qualificazione.

Dietro al pilota della #11 la situazione è ancora molto incerta, nessuno infatti ha un obiettivo minimo da ottenere per essere sicuro del posto al turno successivo, anche se Larson (+22), Logano (+21), Keselowski e Truex (+20) sembrano abbastanza al sicuro, con Brad unica incognita viste le recenti deludenti prestazioni sugli stradali; Blaney è nel limbo a +15, poi si entra nella zona ad alto coefficiente di interesse. Mentre Bell (-28), Byron (-44) e Bowman (-52) sono praticamente obbligati a vincere, l’attenzione di tutti è sull’attesa lotta fra Elliott, Kyle Busch ed Harvick per gli ultimi due posti nel “Round of 8”, con Chase e Rowdy in vantaggio di nove lunghezze su Kevin.

Dopo un pre-gara tranquillo per i controlli tecnici (solo Smithley li fallisce due volte) e animato per il mercato, anche in previsione dei test collettivi della Next Gen di lunedì e martedì, si può pensare ad una gara lunga (ben 109 giri per 250 miglia), calda (circa 25 °C), nervosa ma anche molto strategica visto che con le caution giuste si possono fare solo due soste anche se in momenti non comuni della gara.

Alla bandiera verde, sventolata da Daniel Craig, Hamlin sfrutta la pole conquistata grazie all’algoritmo per rimanere in prima posizione davanti a Keselowski, Logano (che in curva1 aveva fatto un pensierino sull’attaccare Denny all’interno), Bell e Blaney che sorpassa un Truex in difficoltà e attaccato pure da Elliott e poi da Larson (sorpassi completati al giro successivo). Anche Brad è in difficoltà ed il tappo sul resto del gruppo permette alla #11 di allungare fin dai primi metri.

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Al termine del secondo giro Logano riesce a scavalcare Keselowski all’interno dell’ultima chicane, tuttavia il suo passo non è sufficiente per riprendere il leader, anzi il distacco aumenta e così Joey rischia di diventare preda di chi ha la velocità per recuperare posizioni. Malgrado le difficoltà (vettura che risponde poco in accelerazione), Elliott riprende in fretta un Blaney tappato da Keselowski e che al giro 5 è scivolato dietro anche all’altro compagno di squadra.

Il primo vero guaio arriva nella stessa tornata nella pancia del gruppo e il protagonista di un testacoda alla bus stop è Aric Almirola che, per passare Stenhouse, arriva lungo nella prima piega a sinistra e poi nella successiva curva a destra stringe Ricky sul cordolo, Stenhouse non vuole saltarci sopra e dunque si arriva al contatto senza troppi danni né caution.

La prima bandiera gialla è al giro 10, ma è una competition caution ed il libro delle strategie si apre subito con Harvick, Bell (che si prende una penalità per eccesso di velocità), Kyle Busch, Truex (che ha a sorpresa Cole Pearn come secondo spotter), DiBenedetto e tanti altri subito ai box per anticipare gli altri. Gli ultimi ad andare in pit lane proprio al giro 10 sono il leader Hamlin, Kurt Busch e Byron, dunque alla caution il leader è Logano su Blaney, Elliott (che solo ora passa Brad), Keselowski, Larson, Bowman, Wallace, McDowell e Allmendinger.

A questo punto ai box ci vanno anche Wallace, McDowell, Stenhouse, LaJoie, Preece e Alfredo e quindi tutti questi piloti che si sono già fermati cercheranno di allungare il pieno (stimato in circa 32-35 giri) fino alla fine della seconda stage (giro 50, dunque ne mancano poco più di 35 alla ripartenza), tutti gli altri invece (inclusi i big Logano, Blaney ed Elliott) effettueranno il primo pit o alla fine della prima stage oppure addirittura durante la seconda all’esaurimento del serbatoio.

Si riparte con 12 tornate da disputare nella prima stage e sullo scatto Logano non riesce a resistere all’attacco di Blaney che in curva4 si porta al comando, terzo è Elliott mentre Keselowski quarto fatica ancora a difendersi, stavolta da Larson e da Bowman. La resistenza della #2 dura mezzo giro, poi la combinazione del salto eccessivo sul cordolo e la toccata da dietro della #48 lo manda in testacoda e così Keselowski è il primo big (dopo Bell, ma la #20 era già in una situazione disperata) a finire nei guai in vista del “Round of 8”, essendo ora virtualmente eliminato per otto punti rispetto ad Harvick.

Chi si fa notare con gomme fresche (si gira 2″ più veloci potenzialmente) è Hamlin che con i sorpassi a Bowman e Larson torna nella top5 e vede davanti a sé il trio di testa. Questi ultimi due però non hanno alzato il piede a causa dell’assetto, bensì a causa di problemi elettrici allarmanti e che mettono a rischio la loro corsa. Alex precipita subito il classifica, Kyle invece resiste.

Elliott scavalca nell’infield Logano ai -7 e si mette in caccia dell’ultima vettura che lo separa dalla prima posizione. Pochi secondi più tardi, però, arriva la prima vera caution: Newman fora la posteriore destra (forse a causa di un precedente contatto con DiBenedetto con annesso ulteriore altro testacoda nell’infield) sul banking, finisce in testacoda e poi a muro nella frenata dell’ultima chicane sfiorando Keselowski.

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La caution permette ad altri piloti di anticipare la sosta, però i leader ovviamente rinunciano per non alzare subito bandiera bianca nei confronti di coloro che avevano pittato alla competition caution, i quali però a sorpresa decidono in massa di fermarsi di nuovo ai box, con Hamlin che tuttavia si pente subito della scelta anche perché poi si prende pure una penalità per eccesso di velocità. Si riparte per uno sprint di tre giri in cui Elliott scatta male e frena la corsia interna permettendo ad Allmendinger di passare Chase e addirittura attaccare con successo Blaney in curva1.

La fuga di AJ e Ryan tuttavia dura poco, poi Elliott, che era riuscito a difendere la terza posizione, li riprende. Blaney viene passato subito al rientro sul banking, Allmendinger all’ultimo giro con un sorpasso nello stesso punto favorito da un errore del pilota della #16. Nel gruppo ci sono ulteriori problemi: DiBenedetto taglia la bus stop e perde numerose posizioni, Preece invece viene mandato in testacoda all’ultima chicane da Logano quando è in ottima posizione e si appoggia al muro.

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Elliott vince dunque la prima stage davanti ad Allmendinger, Blaney, Truex, Logano, Kurt e Kyle Busch, Byron, McDowell ed Harvick. La classifica aggiornata vede a questo punto Logano a +26 così come Truex, Blaney a +22, Larson a +21, Keselowski a +20, Elliott a +18, Kyle Busch ultimo virtualmente qualificato a +12 su Harvick, Bell a -32 ancora tecnicamente in corsa mentre Byron e Bowman sono come a inizio gara obbligati a vincere.

Al break i leader vanno ai box, dunque la prima posizione passa ad Allmendinger, l’unico all’apparenza a voler fare i primi 30 giri circa con un solo pieno e treno di gomme. Si riparte con 21 giri da disputare nella seconda stage ed AJ è costretto a cedere subito la leadership a Kyle Busch che ha gomme più fresche; a seguire Rowdy è William Byron, il quale come detto deve battere tutti per potersi qualificare al turno successivo. Il destino della #16 è segnato fin da subito e la pressione prima di Harvick e poi di Larson si fa sentire, anche perché la coppia di testa scappa via subito.

I problemi in casa Hendrick tuttavia non sono ancora risolti: l’alternatore di Bowman non carica la batteria e pure quello di Larson non sembra in formissima, anzi i dati del voltaggio danno numeri anche peggiori di quello della #48; entrambi rischiano grosso in ottica playoff e vogliono una caution per vedere cosa si può fare, anche perché da dietro stanno rimontando piloti come Elliott, Blaney e Logano con gomme fresche. Per loro fortuna Stenhouse manda in testacoda Briscoe all’ultima chicane e, vista la nuvola di fumo, la Nascar decide di chiamare la caution.

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Oltre ad Allmendinger, che probabilmente voleva una sosta sotto green per non perdere così tante posizioni, sia Bowman che Larson vanno ai box per cambiare batteria e i meccanici, visto il tempo sul giro lungo, riescono a montarne una nuova e carica. A Larson riescono anche ad individuare la causa del problema (la cinghia dell’alternatore che si è rotta mentre quella di Bowman è ok), tuttavia decidono di rimandare questa riparazione ad una caution successiva. La green viene sventolata ai -15 e Byron parte male permettendo ad Harvick di portarsi in seconda posizione dietro a Kyle Busch, ma l’aggiornamento più incredibile della generale è quello che vede Larson virtualmente eliminato per sette punti da Keselowski.

I giri successivi scorrono via tranquilli e gli unici veri problemi sono l’uscita sull’erba di Bell che rischia di chiudere definitivamente i suoi playoff, riuscendo tuttavia a proseguire pur se l’assetto giusto è ancora da trovare, ed un testacoda isolato di Cole Custer in curva1 con la coda della #41 che sfiora pericolosamente il muro esterno.

Si arriva così di nuovo al momento importante per la strategia: Kyle Busch decide di proseguire e mettere in cascina quei punti potenzialmente decisivi per la qualificazione, altri come Byron (ovviamente) si devono fermare perché devono puntare al bottino grosso e ad avere la track position dopo la successiva bandiera verde; a seguire William in pit lane sono Hamlin, Bell, Allmendinger, DiBenedetto, Briscoe, Jones e moltissimi altri, al punto che Larson si prende anche qualche punto. Kyle Busch, dunque, vince la seconda stage su Elliott, Harvick (con Chase in rimonta che sorpassa Kevin in curva1 all’ultimo giro), Blaney, Logano, Larson, Keselowski, Truex, Bowman e Byron che conquista un punticino pur essendosi fermato ai box.

Prima della stage decisiva Logano ha un margine sul taglio di 24 punti, Truex e Blaney sono a +21, Elliott a +19, Larson a +18, Keselowski a +16 e Kyle Busch a +14; Bell, Byron e Bowman sono obbligati a vincere mentre Harvick in qualche modo deve recuperare 14 lunghezze a Rowdy. Nessuno è ancora in salvo, infatti qualora vincesse uno fra Kevin, Christopher, William ed Alex ci sono solo 10 punti (ovvero 10 posizioni) fra Logano e Kyle Busch, dunque essi e tutti i piloti fra di loro sarebbero costretti ad ottenere praticamente una top5 per non rischiare e non tutti potrebbero farcela.

Al break a Bowman riescono finalmente a montare una batteria nuova, mentre a Larson completano il piccolo miracolo sostituendo la cinghia dell’alternatore che si era rotta. Davanti nel frattempo quasi tutti vanno ai box lasciando al comando, come previsto, William Byron seguito da Austin Dillon, Hamlin, Suárez, Reddick, Allmendinger, Buescher, Kurt Busch e Kyle Busch solo 20°. Alla ripartenza mancano ben 56 giri alla fine e tutti si devono fermare almeno una volta per il pieno.

La #24 scatta subito bene e risolve i suoi problemi strategici mettendosi nella posizione giusta per il suo futuro nei playoff; le posizioni dietro a Byron non cambiano. Dal fondo del gruppo intanto è iniziata la furiosa rimonta di Larson, confortato dai dati del voltaggio della batteria che legge sul cruscotto, meno quelli della classifica live che, con il compagno di squadra Byron in testa, lo vedrebbero virtualmente eliminato. Poco dopo esplode però la bomba.

Nella discesa che riporta verso l’ovale Harvick si trova davanti Elliott e la chance per vendicarsi (dal suo punto di vista) di quanto successo a Bristol è troppo ghiotta. Quindi Harvick spedisce Elliott a muro in un tratto che non perdona dato che lì non c’è via di fuga. La #9 picchia violentemente col retrotreno e poco più tardi, forse cercando la contro-contro-vendetta immediata, si gira sul muso dell’incolpevole Custer.

Chase torna ai box e la sua gara, così come i suoi playoff, sembrano finiti, tuttavia i meccanici riescono a rimandarlo in pista con la sospensione rattoppata (sul momento Chase crede che si sia rotta la track bar) ed un paraurti tenuto su con lo scotch anche se a norma di regolamento questo non è un pezzo non richiesto in ogni momento della gara. La brutta notizia però arriva anche per Harvick, infatti la #5 ha recuperato le posizioni sufficienti per eliminare momentaneamente, oltre ad Elliott, anche Kevin.

Si riparte ai -52 e quella che arriva è la fase di bandiera verde più lunga della gara. Un altro colpo di scena arriva dopo pochi minuti: Allmendinger rimane col motore muto per un problema meccanico e per AJ arriva il ritiro in una gara in cui era fra i favoriti. Non succede molto nei 20 giri seguenti e l’unica attenzione all’inizio è sulla rimonta di Larson che si interrompe momentaneamente ai -35 quando è lui ad aprire, all’apparenza troppo in anticipo, l’ultimo giro di soste. Poi però gli occhi sono tutti su Elliott. Anzi, anche le orecchie dato che vuole ancora la contro-contro-vendetta su Harvick dopo averla mancata in precedenza.

Il lavoro dei meccanici è stato rapido, così come il passo gara di Chase, tuttavia lo scotch non tiene tanto e così il paraurti pian piano torna a cedere sotto il peso dell’aerodinamica. I commissari decidono di non fermare Elliott ai box e questa decisione molto controversa, in generale ma anche in particolare perché Chase è il pilota più popolare della Cup Series, farà arrabbiare molti. Infatti, Chase è sì ultimo dei piloti a pieni giri e staccato dai leader, però una eventuale caution per detriti gli permetterebbe di riagganciare il gruppo.

E, a 23 giri dalla fine ed il giro di soste già completato con Byron che è tornato al comando, puntualmente il paraurti di Elliott (che è 30° a 1’20”) si stacca, la Nascar chiama la caution per detriti e Chase beneficia ingiustamente di una bandiera gialla che lui stesso ha provocato pur involontariamente.

La delucidazione della Nascar (“Abbiamo visto il problema per diversi giri ed abbiamo detto al team che dovevano arrivare ad un piano per ripararlo [il paraurti, nda] qualora ci fosse stata una caution. Non pensavamo che fosse una situazione da bandiera nera.”) non convince molto, anche perché in altre occasioni si è agito diversamente, quindi i dubbi sul fatto che abbiano chiuso più di un occhio sono tanti e mettono addirittura a rischio la regolarità e la fiducia del campionato.

Davanti intanto è emerso un altro pretendente alla vittoria: Tyler Reddick. Il pilota della #8 ha recuperato terreno e, dopo essersi liberato di Hamlin con una toccatina alla bus stop (Denny taglia la chicane e scontando il regolamentare stop&go letterale perde numerose posizioni) mettendo insieme anche un’ottima sosta, alla caution per i detriti è secondo e non troppo distante da Byron (+1.9″); la fuga dei due su A.Dillon (+11″), Kurt Busch, Buescher (+15″), Larson (+17″), Hamlin (+18″), Blaney (+25″), Harvick, Bowman (+29″), Logano (+30″), Suárez e Kyle Busch (+31″) viene così annullata.

Al box #24 il crew chief decide di buttare tutto al vento facendo fermare di nuovo Byron, malgrado abbia gomme usate solo da una decina di giri, e lo seguono in pit lane quasi tutti, al punto che a passare in testa è Hamlin che, alla ripartenza dei -20, scatta davanti a DiBenedetto e Alfredo mentre Kurt Busch con una sosta rapidissima si prende la quarta posizione su Reddick e Byron. Denny gestisce al meglio o scatto con gomme usurate e a seguirlo grazie ad un’abile manovra in curva1 all’interno è Reddick; Byron perdendo la prima posizione, fatto unito alla buona ripartenza di Elliott, rimette la #24 fra gli eliminati e la #9, non la #4, fra i qualificati.

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Quando tutto sembra sistemato di nuovo, alla bus stop in un 3-wide McDowell, Custer e Keselowski sono affiancati e a finire in testacoda è Brad che, scivolando in fondo al gruppo, è lui ora quello eliminato e non Harvick.

Davanti intanto Hamlin riesce a difendersi da Reddick, Byron e Larson, William riesce a ripassare Tyler al rientro sul banking, tuttavia alla frenata della bus stop una toccata subita dalla coppia Reddick-Larson (non è chiaro chi dei due sia il vero colpevole, anche se dopo la gara Byron andrà a parlare con Reddick) lo manda lungo e lo stop&go gli fa perdere le posizioni decisive.

Ad approfittare di questo incidente è Larson che si porta al secondo posto in scia ad Hamlin, tuttavia non riesce ad attaccarlo perché arriva un’altra caution, stavolta in curva1-2 dove c’è quasi un 4-wide con dall’interno all’esterno Elliott (ormai senza paraurti), McDowell, Custer e LaJoie e in due contatti separati a pagare le conseguenze sono Corey LaJoie e poco più dietro il debuttante Joey Hand. Un ulteriore giro di soste (Keselowski e Bowman ai box fra i big) non cambia le prime posizioni, dunque si riparte ai -14 con Hamlin e Larson in prima fila.

Ci si aspetta che Larson si mangi subito Hamlin, e invece Denny resiste bene anche perché Kyle scatta male e Reddick per mezzo giro lotta con la #5, poi però Larson piazza delle staccate notevoli e si rifà subito sotto al paraurti della #11. Alla bus stop Larson sembra avercela fatta, e invece Hamlin resiste all’esterno, Kyle deve alzare il piede e così Reddick, con due ruote sull’apron, infila il muso all’interno di Larson e lo manda all’esterno prendendosi di forza il secondo posto; poco più dietro all’ultima chicane, invece, Kurt Busch finisce lungo e butta un buon piazzamento.

La lotta fra Reddick e Larson, con Buescher spettatore interessato, favorisce Hamlin, ma la fuga non nasce mai a causa delle gomme più usurate. Ad ogni giro il favorito per la vittoria cambia, a volte è la #11, a volte la #8, a volte (quando sembra invece perdere) la #5 torna sotto e ai -12 torna seconda. In coda invece Keselowski soffre ancora e perde ulteriori posizioni dopo aver mancato due chance di sorpasso con Chastain (contatto fra i due) e Kurt Busch ed è virtualmente out per sei punti da Harvick. Poi, però, arriva inaspettato e immediato l’epilogo del “Round of 12”.

Ai -11 Harvick è in battaglia con Bell e Austin Dillon, ma soprattutto dietro un Truex mai in lotta per le prime posizioni e tranquillo per i punti ed un Elliott scatenato nella rimonta al punto che è rientrato nella top20. Bell attacca e passa Harvick alla chicane del traguardo, Kevin per un attimo forse si distrae guardando Truex negli specchietti e, quando è all’interno della #20, sbaglia completamente il punto di frenata in curva1 finendo lungo e largo al punto che non colpisce nemmeno le gomme di protezione bensì direttamente il muro. Un’ora prima il ko sembrava quello di Elliott, ora invece a salutare tutti scendendo da una Ford in fiamme è Harvick. And the crowd goes wild.

Magicamente tutto si tranquillizza a Charlotte. A meno di cataclismi altrui, Harvick è eliminato (-20 da Keselowski ultimo qualificato) così come Bowman e Bell, troppo lontani dalla vetta, solo Byron è ancora nei paraggi per una improbabile vittoria dato che è sesto dietro ad Hamlin, Larson, Reddick, Buescher e Logano. La ripartenza ai -8 è altrettanto tranquilla e stavolta Kyle non sbaglia, l’attacco in curva3-4 è perfetto al primo tentativo. Larson riesce pure a portare leggermente largo Hamlin che deve cedere la seconda posizione a Reddick; Buescher per approfittarne si fa fregare da Byron (che aveva già superato Logano), il quale alla bus stop passa pure lui Denny.

Larson, Reddick, Byron e sette giri per decidere l’esito della gara, dietro intanto il caos prosegue con Hamlin e Logano che finiscono sul cordolo della chicane finale e la #22 rimedia un muso ammaccato contro la #11 che lotta con Buescher. I primi tre viaggiano praticamente con lo stesso passo, Byron non riesce a sfruttare le gomme fresche e così saluta definitivamente i playoff; il colpo di grazia per lui arriva al penultimo giro quando, per dare il 101% e forse più finisce nell’erba. Nemmeno il testacoda di Truex ai -4, toccato da Hand, aveva riaperto infatti i giochi.

Larson torna così alla vittoria, la settima stagionale e terza su uno stradale nel 2021, in una gara pazza per lui battendo Reddick di 0.782″, Buescher è terzo e staccatissimo (+9.3″) davanti a Kyle Busch (+11.2″), Hamlin (+11.7″), DiBenedetto (+12.9″), Logano (+14.0″), Bell (+14.7″), Blaney (+15.9″) e Bowman (+16.5″); Byron è 11° (+18.3″) davanti ad un Elliott (+19.1″) che sì è andato come un treno, ma è stato graziato dai commissari. Chiudono Keselowski (20°) e Truex (29°), entrambi in giornata no.

Alla fine, i quattro eliminati sono gli stessi virtuali di inizio gara, ovvero Harvick, Bell, Byron e Bowman, ma nel frattempo è successo molto specialmente fra Kevin e Chase. Harvick sembrava avercela vinta, ma alla fine quello crollato psicologicamente è proprio lui, al punto che Elliott piazza forse la prima frase ad effetto della sua carriera mandando ad Harvick gli auguri di una buona off-season e di buon Natale pur essendo solo il 10 ottobre. Ora Chase dovrà solo stare lontano dalla #4 fino a Phoenix per evitare il terzo atto della faida.

I risultati odierni

La classifica della “Bank of America Roval 400”

La classifica generale

Questa la griglia playoff al termine del “Round of 12”

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Così invece la classifica dopo il reset all’inizio del “Round of 8”

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La classifica completa

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Xfinity Series: un Allmendinger da record conquista il Roval

I prossimi appuntamenti

Nel prossimo weekend in Texas inizieranno i “Round of 8” di Xfinity e Cup Series. La categoria cadetta sarà in pista sabato sera, la top class domenica alle 20:00.


Immagine: media.nascar.com

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