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NASCAR | Ricky Stenhouse Jr. si aggiudica a sorpresa la pole per la Daytona500

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Nessuno si aspettava un risultato del genere a Daytona e invece Ricky Stenhouse Jr. ha conquistato la pole position per la gara più prestigiosa dell’anno, la Daytona500. Per Stenhouse, alla prima volta in pista con il JTG Daugherty dopo essere scaricato nell’autunno scorso dal Roush Fenway Racing malgrado un contratto ancora in vigore per il 2020, è la terza pole in carriera in Cup Series dopo quella di Atlanta nel’autunno del 2013 nella prima stagione completa nella categoria maggiore e quella di Talladega nella primavera del 2017, gara che poi rappresentò anche la prima vittoria in carriera. Stenhouse ha concluso il giro lanciato in 46.253″ ad una media 194.582 mi/h.

Con Stenhouse festeggia anche il JTG Daugherty Racing, ovvero i coniugi Geschickter e l’ex giocatore NBA e prima scelta al Draft 1986 Brad Daugherty, alla terza pole nella storia del team, la prima su un ovale dopo la doppietta di AJ Allmendinger nel 2015 fra Sonoma ed il Watkins Glen.

In prima fila con Stenhouse, nell’ultima delle posizioni già fissate per domenica prossima, ci sarà Alex Bowman, portacolori del Team Hendrick – grande favorito della vigilia con i suoi quattro piloti – alla terza top2 consecutiva in griglia alla Daytona500 dopo la pole position del 2018 e la seconda posizione del 2019. Bowman ha concluso il giro singolo sulle 2.5 miglia dell’ovale della Florida in 46.305″, staccato dunque di soli 52 millesimi da Stenhouse.

Stenhouse e Bowman dunque hanno guadagnato la prima fila per la Daytona500 ma devono ancora conquistarla definitivamente. Infatti i due – così come tutti gli altri – devono evitare ogni guaio nel resto della settimana fra le prove libere ed i temuti Duel. Basta un problema meccanico al motore che ne necessiti la sostituzione oppure un più probabile incidente che renda necessario l’uso del muletto e la prima fila conquistata di ieri diventerà solo un dato statistico visto che per loro scatterebbe la partenza del fondo della griglia.

Passando al resto delle qualifiche, il team Hendrick può festeggiare ugualmente, sia perché conferma il dominio sul giro singolo (come motorista è la sesta pole consecutiva dato che fornisce i propulsori anche al JTG Daugherty e dunque a Stenhouse), sia perché porta a casa la seconda fila virtuale con Chase Elliott (a soli 66 millesimi dalla terza pole alla Daytona500) e Jimmie Johnson, il favorito della vigilia.

Rispetto al passato stupiscono le prestazioni delle Toyota del JGR, con l’ultimo vincitore della classica della Florida Denny Hamlin quinto ed il campione in carica Kyle Busch. La prima delle Ford – settima – invece è quella di Aric Almirola al volante della Mustang dello Stewart-Haas Racing che recentemente era stato protagonista invece a Talladega. Ottavo invece probabilmente il pilota più deluso fra i big, ovvero William Byron, staccato di ben mezzo secondo dal confermarsi in pole.

Fra i rookie il migliore è stato Christopher Bell, ottimo nono con la Toyota semiufficiale del LFR e davanti al compagno di marca Erik Jones che completa così dunque la top10.

A seguire fra la decima e la 20esima posizione si sono classificati praticamente tutti gli altri big, con Logano ad aprire il secondo gruppo davanti ad Harvick – fresco di rinnovo contrattuale fino al 2023 -, Bowyer, Custer, Newman, DiBenedetto, Preece (staccato di oltre sette decimi dal compagno di squadra Stenhouse), Reddick, Buescher e Larson.

Nel terzo gruppo invece ci sono invece molti delusi: Martin Truex Jr. è solo 21° con la peggiore delle Toyota ufficiali, Kurt Busch è 22° a praticamente otto decimi, Keselowski è 23° dopo un tragicomico incidente nel garage al sabato in cui per evitare un tamponamento a catena aveva sbattuto contro il palo di un cancello costringendo il team a riparare la fiancata destra per oltre quattro ore. Deluso anche Blaney, solo 27° dietro alle tre Ford virtualmente identiche del FRM di McDowell, J.H.Nemechek e Ragan. Ross Chastain è ancora una volta il migliore fra i piccoli team battendo addirittura i fratelli Austin e Ty Dillon.

La classifica dei tempi si chiude infine con il secondo clou della giornata, ovvero i primi verdetti su i piloti che dovevano ancora qualificarsi per la Daytona500. Delle 43 vetture iscritte le 36 dotate di charter erano già qualificate e dunque in palio c’erano ancora 4 posti da assegnare fra 7 team. Il regolamento per questa gara prevede che due posti vadano al migliore di essi per ciascun Duel e gli altri due ai migliori in qualifica. La lotta dunque per assicurarsi un posto al sole per domenica prossima è iniziata già ieri.

Il migliore dei 7 team open (31° assoluto) è stato il Kaulig Racing che – grazie alla vettura schierata in alleanza con il RCR – ha permesso a Justin Haley, ultimo vincitore a Daytona a luglio, di qualificarsi per la sua prima Daytona500. Il secondo posto (33° assoluto dietro a Bubba Wallace) invece è andato a Brandan Gaughan, lui invece all’ultima Daytona500 prima di appendere il casco al chiodo. Dunque giovedì nei Duel la sorte è già decisa per gli altri cinque piloti: Reed Sorenson (34°) e Timmy Hill (35°) si qualificano se Haley e Gaughan “vinceranno” anche il loro Duel qualsiasi sia il loro risultato, mentre gli altri tre, Suarez (in crisi tecnica alla prima gara con il Gaunt Brothers Racing), Yeley e Finchum, dovranno per forza battere tutti i loro rivali.

Chiudono la classifica delle qualifiche Corey LaJoie (solo 37°), Quin Houff, Brennan Poole, Joey Gase e BJ McLeod che non è nemmeno sceso in pista a causa della rottura della trasmissione nella giornata di sabato.

La classifica delle qualifiche

I Duel

Nella notte fra giovedì e venerdì (rispettivamente all’1:00 e alle 3:00) ci saranno i tradizionali Duel che delineeranno la griglia definitiva della Daytona500 e determineranno i 3 DNQ dell’edizione 2020. Le due griglie di partenza sono determinate suddividendo il gruppo fra posizioni pari e dispari delle qualifiche di ieri e dunque Stenhouse partirà dalla pole nel Duel #1 e Bowman dalla stessa posizione nel Duel #2. L’unica variazione rispetto alle regole è il riequilibrio delle 7 vetture open: saranno infatti quattro nel primo Duel e tre nel secondo con lo spostamento di Gaughan (33° in origine) nell’ultima frazione.

Il programma della settimana

Giovedì 13 febbraio:

22:05 FP1 Truck Series

23:30 FP2 Truck Series

1:00 Cup Series Duel #1

3:00 Cup Series Duel #1

Venerdì 14 febbraio:

20:05 FP1 Xfinity Series

21:10 Qualifiche Truck Series

22:35 FP2 Xfinity Series

23:05 FP3 Cup Series

1:30 Gara Truck Series (100 giri per 250 miglia)

Sabato 15 febbraio:

17:00 Qualifiche Xfinity Series

18:30 FP4 Cup Series

20:30 Gara Xfinity Series (120 giri per 300 miglia)

Domenica 16 febbraio:

20:30 Daytona 500 (200 giri per 500 miglia)

Immagini: GettyImages per nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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