NASCAR | Richmond: Bowman beffa Hamlin e Logano all’ultima ripartenza!

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Joey e Denny hanno mezzo giro di vantaggio su Bowman, poi Harvick provoca la caution che ribalta l’esito finale, ma non a sorpresa


Non è stato un vero caso di “Fra i due litiganti, il terzo gode”, però ci siamo vicini. A 20 giri dalla fine Alex Bowman era terzo e staccato di mezzo giro da Logano ed Hamlin a causa di una penalità dalla quale tuttavia stava recuperando molto bene. Poi la foratura di Harvick ha cambiato volto alla gara e con una ripartenza magnifica il pilota della #48 si è preso una preziosissima vittoria per la sua stagione che non era iniziata al meglio.

La gara

A Richmond non piove, ed è già qualcosa viste le ultime settimane a Bristol e Martinsville, tuttavia il cielo è tutt’altro che bello, un classico cielo d’aprile pieno di nuvole che ispirano poco (e le probabilità di pioggia sono fra il 10 e il 20%), la temperatura è gradevole, tuttavia c’è tanta umidità e la gara rischia di essere più calda del previsto, infatti i commissari decidono nel pre-gara di dare la facoltà ai team di togliere parte del finestrino laterale per fornire più aria ai piloti.

Una piacevole sorpresa è il fatto che tutti passino i controlli tecnici entro i limiti previsti e dunque la griglia di partenza uscita dall’algoritmo è anche quella effettiva. In pole pole position dopo la vittoria di Martinsville, la seconda stagionale, c’è Martin Truex Jr., tuttavia il favorito della gara è al suo fianco in prima fila ed è Denny Hamlin che, malgrado gli ottimi risultati nel 2021, non ha ancora vinto. C’è grande attesa anche per gli altri piloti a quota zero, ovvero il campione in carica Elliott, Kyle Busch e Kevin Harvick, alle prese con uno Stewart-Haas Racing un po’ perso.

Alla bandiera verde Truex parte molto bene a differenza del compagno di squadra che viene scavalcato da Elliott e si deve difendere da Logano con Blaney che chiude la top5; la partenza nelle prime posizioni di Ryan è fondamentale per lui, dato che Richmond è la pista che ama di meno e per ovviare a questo il suo crew chief ha deciso di usare a scatola chiusa l’assetto di Keselowski.

La fuga iniziale di Truex di sei decimi, nata tutta nei primissimi metri, non si amplia neanche davanti al fatto che Elliott inizi fin da subito il suo lento e inesorabile declino venendo passato da Hamlin in curva4; Chase poco dopo viene scavalcato anche da Logano e da Blaney, poi ha un sussulto d’orgoglio tornando davanti alla #12 la quale però alla fine si prende la quarta posizione.

Fin dai primi giri si capisce come sarà questa gara a Richmond, Truex ed Hamlin scappano via subito con le loro Toyota del Joe Gibbs Racing superiori alla concorrenza, Logano aggrappato al terzo posto a difendersi da diversi avversari ed Elliott che cede un pochino ogni giro. Il primo (e unico) ritiro della gara arriva subito: Justin Haley completa appena un giro, poi rientra ai box e poi va direttamente al garage per un problema al motore.

La gara è “ufficiale” quando Kyle Busch attorno la giro 15 si lamenta via radio del fatto che la sua vettura è come sul ghiaccio e non c’è aderenza. Per sua fortuna al giro 30 c’è una competition caution dopo la quale inizierà la “vera” corsa. A questo punto Truex ha quasi 1″ su Hamlin, 3.6″ su un Blaney in forma, 4.3″ su Logano, già 7.7″ su Elliott, 8.0″ su un Harvick convincente, 9″ su Larson, Austin Dillon e Bell, 10″ sul gruppone guidato da Reddick.

Chiaramente tutti vanno ai box e la giornata (alla fine stellare) della pit crew #11 inizia subito alla grande rimandando in pista Hamlin davanti a Truex, mentre dietro di loro le posizioni sono invariate tranne per il fatto che Harvick deve aspettare l’ingresso di Alfredo (32° e ultimo a pieni giri) nello stallo per uscire dal suo e così perde cinque posizioni e Larson per una modifica di assetto scivola in 18esima posizione; la prima penalità del giorno è per Suárez per una ruota fuori controllo in pit lane.

Si riparte con 43 giri da disputare nella prima stage e i due del JGR fin da subito vogliono mettere in pratica il gioco di squadra che di solito si fa sugli superspeedway, ovvero il leader anziché la consueta corsia interna sceglie l’esterno, il teammate all’interno scatta con quella frazione di ritardo che permette all’altro di portarsi davanti a lui e proseguire in prima e seconda posizione minimizzando i rischi. Hamlin e Truex però non fanno i conti con Logano che, alla bandiera verde, dall’esterno segue Hamlin come un’ombra ed in curva1-2 riesce a mettersi in mezzo a loro.

Hamlin ne approfitta per allungare e mettere subito 1″ su Logano che ha Truex incollato, Byron e Blaney completano la top5 mentre Bell è davanti ad Elliott, Keselowski ed Harvick tornano nella top10; al box #5 invece hanno sbagliato la modifica d’assetto e la gara di Larson si chiude praticamente qua, Kyle è nel traffico e anziché recuperare perde, al punto che concluderà la corsa 18° a due giri anche se prima della caution finale le tornate di ritardo erano addirittura tre.

Inizia qui anche la crisi di Elliott, che viene passato a destra e sinistra mentre lui soffre il tanto sottosterzo. Davanti Hamlin non esagera e mantiene sempre circa 1″ in una prima stage che non vede tante emozioni in pista a parte chi recupera e chi perde. Logano cerca di approfittare dei doppiati per avvicinarsi a Denny, tuttavia col passare dei giri deve guardarsi sempre più da Truex che ha una vettura più veloce, ma ha accusato il doppio colpo di sosta e ripartenza; alla fine Martin attacca e completa il sorpasso a due giri dal break.

Hamlin vince la prima stage con 0.6″ su Truex, 0.9″ su Logano, 3.8″ su Byron, 5.2″ su Blaney, 5.4″ su Bell, 6.4″ su un Bowman in rimonta, 7.0″ su A.Dillon, 9.1″ su Keselowski e 9.6″ su Harvick, Kyle Busch è 11°, un buon Chastain 13°, davanti al compagno Kurt Busch (16°), Elliott è addirittura 17° e Larson 23° dietro persino a Cindric che disputa una delle sue gare di preparazione al 2022 e che inizia bene ma poi scivolerà indietro.

Il secondo giro di soste lascia invariata la top5 e non ci sono nemmeno penalità, dunque Hamlin e Truex possono cercare di nuovo il gioco di squadra alla ripartenza che stavolta riesce. La seconda stage è ben più lunga della prima (155 contro 80) e dunque la strategia sarà fondamentale, tutti si aspettano un unico pit stop per dividere la stage in due parti uguali e invece ci saranno delle sorprese.

Al giro 100, dunque ad un quarto di gara, Hamlin ha un Truex che si è risvegliato praticamente attaccato, Logano è sempre a 0.6″, Bowman ha completato la sua rimonta ed è quarto davanti a Blaney (che inizia a cedere), Harvick, Byron, Kyle Busch, Keselowski e Bell. Martin è più veloce e cerca il sorpasso sia all’interno che all’esterno, soprattutto provando l’incrocio di traiettoria sul rettilineo principale; la manovra alla fine riesce al giro 104 e Truex allunga.

I 30 giri successivi vedono ancora pochi emozioni e al giro 135 (dunque a 100 dalla fine della stage) Truex ed Hamlin hanno 2.5″ su un’altra coppia, quella di Logano e Bowman, e 3.5″ su un buon Harvick, tuttavia è proprio Kevin a questo esatto giro che accende la miccia, decidendo di andare ai box a sorpresa per il pit stop. Ci si mette poco a capire che lui ed il suo team puntano su una strategia a due soste anziché una; chiaramente quando uno dei leader va ai box tutti lo seguono e le strategie vengono cambiate in corsa.

Ovviamente come sempre ci sono gli audaci ed i nomi dei crew chief sono sempre i soliti in queste occasioni: Keselowski, Austin Dillon, DiBenedetto, Reddick, LaJoie e Suárez non si fermano ai box ed appena sette giri più tardi vengono premiati. La lotta in pista fra Newman, Cindric e Larson prosegue anche in pit lane e poi all’uscita dai box, in curva3 sono ancora affiancati nell’ordine citato dall’esterno all’interno, Austin (forse anche per paura di Kyle alla sua sinistra) arriva lungo e tocca Ryan che finisce in testacoda appoggiandosi leggermente al muro. È la prima per caution per un incidente a Richmond dal 21/9/2019 e da allora sono passati addirittura 626 giri.

Per i sei citati c’è un pit stop gratis e posizioni guadagnate, dato che solo altri cinque (Truex, Harvick, Hamlin che aveva perso tanto alla sosta, Bowman e Logano) erano a pieni giri e gli sono davanti, mentre per gli altri c’è la wave around e la partenza in coda; dopo la caution in mezzo al giro di soste sotto green sono in 20 a pieni giri e fra di essi non ci sono i tre protagonisti della caution.

Data la presenza di Harvick, Truex ed Hamlin non possono fare il gioco di squadra alla bandiera verde dei -88, tuttavia Kevin non scatta al meglio e dunque Denny torna secondo. Keselowski ha gomme più fresche di qualche giro e cerca di sfruttarle, tuttavia la sua rimonta finisce alla quarta posizione, poi viene ripassato da Logano. Davanti Martin guadagna 1″ su Hamlin, però sente che un disco freno si muove troppo e la sensazione di guida non è ottimale, Logano invece quando riprende e sorpassa Harvick è già a 5″ dalla vetta.

I giri passano ed i due di testa imprimono un ritmo insostenibile, al punto che ai -60, prima di un nuovo turno di soste che inizia fin troppo presto, oltre metà del gruppo è a mezzo giro; Keselowski è quarto a 6″ con Harvick, Bowman a 7.7″, DiBenedetto a 8″, un Suárez anche oggi convincente dopo un primo stint in ombra a 9″ con Reddick, e tutti gli altri ad oltre 10″.

Ad innescare il giro di soste stavolta è Byron, ma in poco tempo viene seguito da Truex ed Hamlin e quindi tutti devono seguirli; in pit lane c’è il secondo capolavoro della pit crew #11 e Denny esce davanti a Martin. Anche in questa occasione ci sono degli audaci, ma sono solo due, dopo che DiBenedetto e Kurt Busch ci hanno provato per qualche giro, e sono Keselowski e Blaney. La coppia Penske tenta l’azzardo della sosta unica asimmetrica nello stint, tuttavia se per Brad il rischio ci può stare, essendosi fermato una decina di giri più tardi, per Ryan è una condanna definitiva su una pista su cui ha già dei problemi a monte.

Hamlin guadagna oltre 1″ al giro su Keselowski, si sdoppia da Brad, gli recupera tutto il giro, torna in testa ai -29 e riuscirà addirittura a doppiare a sua volta la #2 ormai andata in crisi di gomme; a conti fatti è come se negli ultimi 50 giri circa Denny avesse guadagnato circa 50″ a Keselowski, segnando la fine della gara strategica di Brad, oltre che di Blaney ovviamente andato in crisi ben prima.

Il passo di Hamlin è insostenibile per gli altri, i doppiati aumentano di giro in giro e l’unico che gli resiste, dopo essere staccato in occasione della sosta, è sempre Truex, tuttavia Martin non arriverà mai all’attacco. Hamlin vince la seconda stage in maniera analoga alla prima con 1.3″ su Truex, 7.2″ su Logano, 12.1″ su Bowman, 18.5″ su Harvick, 20.6″ su DiBenedetto, 21.4″ su Kyle Busch, 21.7″ su Byron, 21.8″ su Bell, 22.7″ su Almirola e 24.5″ su Austin Dillon; sono solo questi 11 i piloti a pieni giri, Elliott è il lucky dog dopo aver approfittato dell’inaspettato crollo di Suárez nei giri finali.

In pit lane la top3 non cambia, a pagare è invece Bowman che dopo una sosta già lenta di suo viene penalizzato per una ruota vagante; la gara ha cambiato volto, con soli 12 piloti a pieni giri, a meno di caution (improbabili come visto a Richmond), il gruppo è stato molto selezionato. Si riparte a 153 giri dalla fine e Logano rompe ancora una volta il gioco di squadra JGR mettendosi fra Hamlin e Truex, il quale viene addirittura attaccato da Kyle Busch che è entrato nella top5.

Logano, tuttavia, in questa fase di gara sembra aver trovato la quadra con l’assetto e regge bene il ritmo di Hamlin, al punto che sul suo solito short run ci prova in due occasioni a passarlo, senza riuscirci. Il tre allungano su Kyle Busch che si tiene dietro Harvick, mentre un ottimo DiBenedetto è per ora davanti a Bell, Byron e Almirola alla prima buona gara nel 2021; tutti hanno tre set di gomme ai box (Keselowski quattro, ma non li potrà sfruttare), due per le soste regolari ed uno in caso di caution nel finale, dunque la strategia è fissata.

Ai -110 Hamlin ha cominciato a sfruttare il suo long run ed ha 1.6″ su Logano, 2.3″ su Truex, 6.4″ su Kyle Busch, 8.1″ su Harvick, 10″ su Almirola, 11.5″ su Byron e DiBenedetto, 12″ su Bell e Dillon, 13″ su Bowman e 17″ su un Elliott ancora in crisi. È proprio a questo giro che Austin apre il giro di soste, in anticipo di qualche tornata su una equa divisione in tre della stage, però deve cercare qualcosa per riaprire la gara.

In fretta tutti devono adeguarsi e dunque anche Hamlin per primo e poi Logano e Truex; Denny guadagna ancora con il pit stop mentre Truex perde tanto, sia subito per qualche problema, che poi anche sul lungo termine perché si prende una penalità per eccesso di velocità. A 100 giri dalla fine dunque sono rimasti in due, in teoria, a contendersi la vittoria, con Hamlin che ha 2″ su Logano, 4″ su Kyle Busch che tenta una sfuriata ma poi brucerà le gomme, 8″ su Harvick e Bell, 10″ su Byron, Bowman che recupera e Almirola, 13″ su Dillon, 15″ su DiBenedetto, 19″ su Elliott e 22″ su Truex che uscendo dai box è rimasto davanti ad Hamlin di poche lunghezze.

Con Truex che riesce a staccare Hamlin e Denny che ha un margine di sicurezza su Logano, sembra quasi fin da ora che solo una caution possa togliere la vittoria alla #11, e invece Hamlin accusa un saltellamento della ruota posteriore destra soprattutto in frenata e ciò inizia a disturbarlo molto. Malgrado il sottosterzo, sul long run Joey inizia ad avvicinarsi al leader.

In assenza di caution i distacchi si dilatano ancora di più e ai -75, mentre Logano è ormai a mezzo secondo da Hamlin, Kyle Busch è a 5″, Bell quarto addirittura a 12.4″ (quindi mezzo giro), Harvick e Byron a 13″, Bowman e Almirola a 14″, DiBenedetto a 18″, Truex a 21″, Dillon a 22″ ed Elliott a 24″ e praticamente doppiato.

Joey inizia ad attaccare Hamlin ai -70, ci prova all’interno un paio di volte, ma non va a buon fine, poi il terzo tentativo ai -65 riesce e Logano allunga subito su un Denny in difficoltà, ma che resiste conscio che ormai alla sosta manca solo una decina di giri. Ai -60 Bowman e Byron (che manca l’ingresso in pit lane al primo tentativo) sono i primi ad approfittarne ed è presto, visto che dovranno fare 10 giri in più degli stint precedenti, però decidono di rischiare.

Dopo Truex, a pagare dazio è un altro pilota del JGR, infatti Kyle Busch entra di traverso in pit lane e con la posteriore destra tocca la casella arancione (che sostituisce il classico cono) che segna il limite fra pista e corsia dei box. È una penalità e dunque Kyle perde il terzo posto, ma soprattutto manda ancora più in fuga Logano, che ora ai -55 ha 2″ su Hamlin, dato che Bell terzo è a oltre 11″. Chi ha sfruttato bene la sosta è però Bowman, ora quarto, e molto veloce da inizio gara anche se è stato inquadrato poco a causa dei leader.

Risolto il problema alla ruota, Hamlin recupera subito su Joey e, dopo averlo quasi raggiunto ai -40 ed avere perso di nuovo qualcosa per i doppiaggi, arriva sul paraurti della #22 ai -30 anche perché Logano fatica a doppiare DiBenedetto in quel momento nono. Joey perde il muso un paio di volte ed Hamlin è pronto ad attaccarlo due volte all’interno, tuttavia Logano dall’esterno riesce a rispondere e rimettersi davanti.

Dopo una breve tregua, arrivano due attacchi identici a prima di Hamlin attorno ai -25, Logano non riesce a chiudere la traiettoria come vorrebbe, però resiste. Quando tutto sembra pronto per la terza ondata di Denny, ecco il colpo di scena: Kevin Harvick, in quel momento settimo, fora la posteriore destra ai -20 e finisce a muro privandolo di un ottimo risultato in un momento buio della squadra.

Il duello finale fra Logano ed Hamlin viene così rinviato, ma soprattutto viene annullato l’oltre mezzo giro di vantaggio che avevano su Bowman, ora terzo a 13.5″, Bell (+14.6″), Almirola (16.9″), Truex (+18.0″) e Byron (+18.9″); solo in sette (senza Harvick) i piloti a pieni giri, con Kyle Busch che frega DiBenedetto per il lucky dog, ma praticamente tutti quelli dietro a Rowdy prendono la wave around vista la poca distanza dal traguardo.

La pit lane si apre ancora una volta e c’è il terzo capolavoro del team #11, a cui bastano tre decimi in meno rispetto alla pit crew della #22 (anche se due soste da 11.9″ e 12.2″ sono comunque straordinarie) per permettere ad Hamlin di tornare al comando. Tuttavia da non sottovalutare c’è anche Bowman, che nei giri precedenti ha fatto un recupero incredibile.

Al choose cone Hamlin sceglie l’interno con Bowman mentre Logano punta ancora all’esterno che già in precedenza gli aveva permesso di passare due volte Truex. Alla bandiera verde dei -12 tuttavia, come successo a Phoenix, non riparte al meglio e Bowman lo attacca prima e poi lo passa. Denny potrebbe approfittare di questa lotta, tuttavia quando Alex si porta in seconda posizione in un attimo è incollato alla #11.

Bowman è scatenato, ai -10 attacca pure Hamlin e lo sorpassa andando al comando. E non è finita qui, la #48 allunga subito e non verrà più ripresa. I duellanti sono stati beffati e a vincere è dunque Alex Bowman davanti ad Hamlin, Logano, Bell, Truex, Almirola, Byron, Kyle Busch, DiBenedetto (finalmente buoni risultati per Aric e lui) ed Austin Dillon; Blaney approfitta della wave around per recuperare fino all’11° posto su Elliott, Kurt Busch, Keselowski e Chastain alla prima buona prestazione dell’anno.

La vittoria di Bowman è più meritata di quanto si creda, nella prima metà di corsa era sempre attorno alla top5, poi quando due di quelli che aveva davanti hanno commesso degli errori ne ha approfittato, recuperando a sua volta da una penalità di cui però non aveva colpa. Alex è quasi commosso e dedica la vittoria al meccanico Rowdy Harrell e sua moglie, morti in circostanze tragiche durante l’inverno in un incidente stradale pochi giorni dopo il loro matrimonio.

Una vettura del Team Hendrick non vinceva a Richmond addirittura dal 2008 ed il fatto che la #48 sia tornata in victory lane a distanza di quattro anni proprio nel giorno in cui il precedente proprietario, ovviamente Jimmie Johnson, ha debuttato in IndyCar è una coincidenza notevole.

Per Bowman è una vittoria salvifica, dato che finora il suo 2021 era stato inferiore alle attese, al punto che era 17° – e primo degli esclusi – nella griglia playoff. Ora invece balza fra i qualificati e con ancora 17 gare ancora da disputare nella regular season sono già otto i vincitori diversi. Inoltre, nel Team Hendrick l’unico che rimane ancora a secco è il campione in carica Elliott, protagonista di un’altra corsa in ombra. Talladega la prossima settimana potrebbe essere già una ultima chance per molti outsider.

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Il prossimo weekend a Talladega andrà in scena il secondo superspeedway stagionale dopo l’apertura di Daytona. Sabato sera (22:00) prosegue l’alternanza fra Truck e Xfinity Series e ad essere in pista sarà quest’ultima; domenica invece alle 20:00 la Cup Series.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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