NASCAR | Redenzione per Kyle Larson a Las Vegas!

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Appena alla quarta gara stagionale con il nuovo team Kyle Larson vince e convince in una gara segnata dal ritorno dei big


Il giorno della redenzione è arrivato presto per Kyle Larson, pensando all’inverno e a quanto successo nel 2020 più presto del previsto, guardando invece alle prime gare del 2021 forse è anche tardi. Ma io non parlo di redenzione morale, quella non la posso giudicare in prima persona, per questo si possono solo apprezzare molto i desideri e le iniziative per essere una persona migliore (della scorsa settimana è la notizia della creazione di una fondazione personale come hanno fatto moltissimi altri piloti). No, io in questo articolo parlerò di redenzione sportiva.

Par anni si è detto che Larson era un pilota capace solo ad arrivare secondo (tecnicamente è vero che le sconfitte sono più delle vittorie) e invece ieri ha dominato rimanendo al comando per 103 giri, dicevano che non andava sugli superspeedway e invece a Daytona era là davanti, dicevano che sugli stradali sapeva andare forte in qualifica e invece sempre a Daytona si stava giocando la vittoria prima dell’errore fatale, a Miami poi un quarto posto forse deludente per le aspettative e infine a Las Vegas per Kyle è arrivata la prima vittoria su un ovale da 1.5 miglia.

La gara

Sotto un cielo velato, con vento e temperature di poco sopra i 20 °C, a Las Vegas è tutto pronto per la quarta gara stagionale. Dopo le sorprese nelle prime tre gare i big sono chiamati ad un riscatto e far capire chi è che comanda nella Cup Series e quella di Las Vegas è la pista giusta dato che negli ultimi 10 anni ci hanno vinto solo dei campioni. Gli occhi sono in particolare sul Team Penske, andato in crisi nella sera di Miami e che forse verrà favorito qui in Nevada dato che il tramonto arriverà dopo il traguardo.

L’algoritmo regala la pole a Kevin Harvick, l’unico con McDowell sempre nella top10 finora, davanti al vincitore di Homestead Byron; nessuno parte dal fondo per problemi ai controlli tecnici però bisogna tenere d’occhio piloti come Blaney (26° in griglia), Almirola (28°) e DiBenedetto (30°). Poi si parte ed i primi 80 giri, forse favoriti anche dal cielo velato che regala grip, sono un’autentica lavatrice con continui rimescolamenti degni di Daytona con sorpassi in vetta, 2- e 3-wide e anche crisi nere di assetto.

Per molti, specialmente lo spettatore della domenica, può essere una delizia per gli occhi una gara così, tuttavia ad uno sguardo più critico sapendo che questo famigerato pacchetto ha tolto 200 cavalli alle vetture riducendoli a soli 550 e che il megaspoiler è stato realizzato appunto per creare artificiosamente ripartenze e dinamiche del genere, ma che ha tolto gran parte della componente del talento nella guida tanto basta tenere giù il piede anche in curva come se non ci fosse differenza, allora tutto diventa incredibilmente piatto e senza grande possibilità di analisi delle prestazioni.

Al via, dopo aver lasciato per strada momentaneamente Smithley per una perdita d’olio, Larson spinge subito Harvick al comando, poi però un combattivo Byron va 3-wide all’esterno ed è lui in testa dopo il primo giro. Kevin finisce nel mezzo e comincia a perdere terreno, anche a causa del sottosterzo; sarà solo l’inizio di una gara molto deludente. I primi giri sono una lotta costante dietro a Byron e che vede protagonisti Larson, Truex, Elliott ed Hamlin, tutti a cercare di mettersi dietro alla #24 senza riuscirci definitivamente e così Byron rimane al comando per 19 giri consecutivi.

Da notare nelle prime miglia altri piccoli episodi della lotta incredibilmente dura fra i compagni di squadra Truex ed Hamlin, già vista a Miami, con Denny che finisce largo in curva4 e Martin che è costretto ad allargare ancora di più per non arrivare al contatto e ciò favorisce Larson ed Elliott che si accodano al teammate Byron. Chase è il primo a provarci su William ma non va e così Larson e Truex ne approfittano per scavalcarlo; nel frattempo nella lotta si è inserito un nuovo protagonista ed è Keselowski, partito 10°.

Alla fine al giro 20 Elliott riesce a passare al comando ed è lui primo alla competition caution del giro 25 davanti a Larson, Byron, Truex, Keselowski, Hamlin, Bowman, Kurt Busch, Blaney e Harvick; DiBenedetto ha rimontato fino al 14° posto dietro a Logano, Kyle Busch invece è 16° e già apre il capitolo team radio animati.

La disponibilità di gomme porta tutti ai box ed il protagonista in pit lane è proprio Elliott, ma in negativo: prima arriva lungo nel suo stallo e ciò fa sballare gli automatismi dei meccanici al punto che l’uomo destinato ad alzare la vettura manca il punto di sollevamento col cric idraulico e danneggia la minigonna, poi Chase – essendo lungo – deve fare retromarcia per poter uscire dallo stallo evitando Alfredo davanti a lui e così esce dai box solo settimo; problemi anche per A.Dillon (doppia sosta) mentre Wallace inizia la giornata difficile con una penalità.

Si riparte con Larson passato al comando davanti ad Hamlin, la bandiera verde viene sventolata a 50 giri dalla fine dalla stage e ricomincia la confusione di prima, con Denny che scavalca Kyle. Dietro invece prosegue la brutta gara per Harvick che in un 4-wide si tocca con Erik Jones e rimedia oltre ad un passaruota ammaccato anche un tire rub che però sembra risolversi positivamente, tuttavia scivola in 25esima posizione.

A seguire Hamlin e Larson sono Keselowski e, malgrado la fiancata ammaccata, Elliott mentre Blaney è per la prima volta nel 2021 nella top5 seppur leggermente staccato dal gruppetto di testa. Seguono poi un paio di giri di confusione: Larson passa al comando, Wallace va ai box col servosterzo ko ed il cofano alzato, Preece ha una foratura lenta, arriva una caution per detriti (non si sa di chi) e infine Harvick fora sotto caution perché alla fine il tire rub è andato male.

La caution arrivata presto permette di aprire il libro delle strategie: Larson, Logano, Stenhouse, Reddick e Austin Dillon non si fermano ai box a differenza di Hamlin, Elliott, Keselowski, Bowman, Blaney, Truex, Byron e tutti gli altri mentre Briscoe e Suarez si prendono una penalità in pit lane. Si riparte ai -29 e Larson riesce a difendersi per un giro all’interno, poi invece deve lasciar passare Logano dall’esterno mentre anche Keselowski ci prova all’interno e per un attimo sono 3-wide. L’equilibrio viene rotto da Elliott che spingendo Joey manda la #22 al comando.

Alla fine però le gomme fresche di Chase prevalgono su quelle usurate di Logano e dunque ai -18 il campione in carica passa in prima posizione. Joey cede e così viene passato da molti, primo fra tutti il compagno di squadra Keselowski che si mette subito in scia ad Elliott. Brad va al comando ai -10, però Elliott reagisce e si rimette davanti e allora Keselowski decide di rimanere in scia piazzando l’attacco decisivo – che va a buon fine – ai -2. Keselowski vince dunque la prima stage davanti ad Elliott, Blaney, Hamlin, Bowman, Bell, Byron, DiBenedetto, Logano e Truex.

Nuova interruzione e nuovo giro di soste, Hamlin passa tutti e va al comando davanti a Keselowski e Bowman mentre Elliott si ferma a riparare la minigonna e Reddick si prende una penalità. Bilicki invece, il cui sponsor – un’agenzia di prestiti – aveva promesso di annullare tutti i debiti dei propri clienti in caso di vittoria (improbabile) di Josh, va nel garage per un problema meccanico e perderà complessivamente 15 giri.

Si riparte e al choose cone Hamlin sceglie l’interno impedendo così a Keselowski al suo fianco di formare un trenino Penske con Blaney e Logano, ma non riesce a fermare Byron nell’andare ancora una volta 3-wide e poi a Brad di passare al comando. Il primo vero rimescolamento porta Blaney e DiBenedetto nella scia della #2 e davanti ad Hamlin, Larson e Byron con William che fa un side draft a Kyle che fa a sua volta un side draft a Denny e quindi si rallentano tutti a vicenda.

Al giro 100, dunque a -60 nella stage, Keselowski è ancora in testa su Blaney, tuttavia Larson si è liberato degli avversari (Byron, Hamlin, Bowman, DiBenedetto mentre Truex e Bell sono staccati dopo aver faticato a passare un Logano in difficoltà con l’anteriore) e va in caccia della coppia Penske. A Kyle bastano sette giri per scavalcare Blaney prima – e ne approfitta anche Byron – e Keselowski poi tornando al comando.

Poco dopo metà stage, in assenza di caution, arriva il primo giro di soste sotto green e scorre via senza problemi, l’unica sorpresa è Byron ultimo ai box fra i leader mentre qualche outsider tira dritto alla caccia di una caution o di una strategia alternativa. Reddick, McDowell, Alfredo, LaJoie e soprattutto Suárez sono fra i più audaci ma non arriva nessuno – per ora – in loro aiuto e così uno alla volta sono costretti ad andare al pit stop. Quando ai -10 finisce il giro di soste Larson ha fatto diventare il mezzo secondo su Byron addirittura 5″ su Keselowski che si è messo dietro William, Blaney ed Hamlin.

I giri finali non vedono grosse sorprese e Larson vince dunque la seconda stage su Keselowski (+3.4″ dopo aver alzato il piede), Hamlin (+4.1″), Byron (+4.3″), Blaney (+6.2″), Bowman (+9.4″), Bell (+9.5″), Truex (+11.7″), Kyle Busch (+13.6″) ed Elliott (+17.6″); 20 le auto a pieni giri con Reddick lucky dog mentre inizia a fare notizia la crisi nera dello Stewart-Haas Racing con Harvick 16°, Briscoe 23°, Almirola 25° e Custer 27°.

Tutti tornano ai box, tranne gli audaci di prima che sfruttano la sosta tardiva per prendere la wave around, e Larson rimane al comando su Hamlin mentre Keselowski e Byron perdono posizioni preziose. Ma in casa Hendrick non è tutto rose e fiori, infatti la radio di Kyle fa le bizze e Bowman vede nel fumo nell’abitacolo; per fortuna ad entrambi andrà tutto bene.

Si riparte a 100 giri dalla fine con, malgrado qualche guaio in coda, ancora tutte e 38 le auto in gara e Larson resta primo davanti ad gruppo compatto dal quale emerge a sorpresa il trio del JGR composto da Hamlin, Truex e Kyle Busch. Denny riesce anche a prendere la prima posizione poco prima della caution che segna un piccolo colpo di scena con Elliott che finisce loose e fa un 360° in uscita di curva2 uscendone indenne a parte un leggerissimo contatto con Kurt Busch che per precauzione si ferma ai box per un controllo. E le wave around festeggiano perché possono rimettersi in pari con la strategia mentre in casa SHR viene premiato con il lucky dog Briscoe.

Nuova bandiera verde ai -93 ma anche in questa occasione dura poco: dopo una ripartenza in tandem davanti con Truex che spinge Hamlin e a loro si accoda Blaney, in coda Almirola prosegue l’orribile inizio di 2021 – Duel escluso – forando la anteriore sinistra finendo a muro. Per lui gara finita mentre Custer torna a pieni giri. E come prevedibile, con una caution così veloce, il gruppo si spacca: Hamlin, Truex, Blaney e Byron insieme ad altri 12 non si fermano a differenza di Larson, Keselowski, Bowman e Kyle Busch.

Si riparte ai -83 e Byron spinge Truex in prima posizione davanti ad Hamlin, tuttavia con gomme fresche Larson sta volando ed in appena tre giri da 17° è già ottavo, poi rientra nella top5 e si inserisce nella lotta per la prima posizione insieme ad Hamlin, Truex e Keselowski che ha recuperato con Kyle. In questa fase con pneumatici usurati Denny compie un piccolo miracolo resistendo ad un Larson scatenato e anche a Keselowski mentre pure Truex rimane nella lotta, anche con lo stesso Hamlin per un altro capitolo della loro battaglia.

Alla fine Hamlin e Larson si staccano dagli altri e al giro 200 hanno 1″ di margine su Truex e Keselowski mentre Byron e Blaney sono a 2″. Ai -61, dopo 5 di inseguimento e 15 di battaglia, alla fine Hamlin è costretto ad alzare bandiera bianca, anche a causa dei doppiati che non lo agevolano, e Larson ritorna primo. E la gara in pratica finisce qua.

Da notare negli ultimi 60 giri, giro di soste sotto green incluso, sono in pratica solo l’indecisione di Larson in ingresso di pit lane perché si trova Timmy Hill lento all’interno e deve abortire la sosta perdendo circa 1″ su Keselowski ora secondo, la sfortuna di DiBenedetto che è costretto a cambiare solo tre gomme su quattro per la rottura della pistola del cambio gomme e dunque è costretto a farsi 95 giri con la stessa anteriore sinistra, il solito overcut di Suárez che però non paga tranne per visibilità, e la foratura di Bowman ai -12 quando è nono e che nel rientro improvvisato in pit lane viene quasi centrato da Alfredo.

Kyle Larson intanto davanti nell’ultimo stint ha guadagnato e, dopo aver avuto Keselowski vicino alla sosta, guadagna circa 2″ arrivando anche ad avere 3″ di vantaggio, gestendo infine con intelligenza il finale.

Larson vince dunque dominando davanti a Keselowski (+3.1″), Kyle Busch protagonista di una fantastica rimonta dopo il solito avvio burbero (+6.3″), Hamlin (+9.9″), Blaney (+10.3″), Truex (+12.4″), Bell (+12.8″), Byron (+15.4″), Logano (+23.9″) e l’ottimo Jones (+28.1″); Elliott è 13° dei 14 a pieni giri, DiBenedetto 16°, Bowman 27° mentre Harvick guida dal 20° posto la disastrosa domenica SHR e infine è significativo che entrambe le vetture di Ganassi nel giorno del successo di Kyle siano finite a cavallo della 20esima posizione.

L’intervista post gara di Larson è tutta una serie di ringraziamenti a chi ha creduto in lui dopo quanto successo, primo fra tutti Rick Hendrick che lo ha preso in squadra malgrado non ci fossero ancora sponsor e infatti la vettura #5 ha uno sponsor interno con una livrea cara a Rick dato che era quella che usava suo figlio Ricky, morto nel 2004 nel terribile incidente aereo di Martinsville. Ed è significativo anche che i primi a complimentarsi con Kyle siano lo sconfitto Keselowski ma anche Bubba Wallace. Larson è tornato, è in vetta alla griglia playoff (Hamlin invece approfitta dei guai altrui per staccarli nettamente in classifica generale) e adesso fa paura a molti, ma per fortuna in senso buono.

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Il prossimo weekend Xfinity e Cup Series, rispettivamente sabato e domenica, andranno a Phoenix per un assaggio di gran finale della stagione. I Truck invece torneranno ad Atlanta il 20 marzo.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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