NASCAR | Presentata ufficialmente la vettura Next Gen

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Chevrolet, Ford e Toyota hanno tolto i veli in contemporanea alla Next Gen che debutterà ufficialmente a Daytona nel 2022 e virtualmente già stanotte su iRacing


Dopo un anno di attesa e di rinvii a causa della pandemia, finalmente la NASCAR ha potuto presentare insieme ai costruttori i tre modelli che scenderanno in pista a partire dalla stagione 2022. L’era della cosiddetta Next Gen è ufficialmente iniziata oggi in una breve, ma essenziale conferenza stampa a Charlotte.

Originariamente nei piani della NASCAR l’intenzione era quella di togliere i veli alle nuove Chevrolet Camaro, Ford Mustang e Toyota Camry lo scorso mese a Martinsville, tuttavia alla fine si è deciso di presentare il proprio futuro, la settima generazione in poco più di 70 anni di storia, proprio nella settimana che porta alla gara di Darlington, quella che invece onora il passato ed i suoi eroi.

Come detto, la presentazione ufficiale è stata breve, ma ha detto tutto quello che c’era da riportare, in 25 minuti sono stati invitati a parlare i vertici della NASCAR, tre piloti e i rappresentanti dei costruttori, i quali hanno tutti sottolineato come questa vettura sia un momento cruciale nella storia di questa categoria, un ritorno alle stock car partendo da un foglio bianco cercando allo stesso tempo di diminuire i costi per i team.

A guidare sul palco le tre Next Gen, immediatamente dopo lo scadere del conto la rovescia che ha portato alle 21:00 italiane, sono stati Chase Elliott, campione in carica della Cup Series e pilota Chevrolet per l’Hendrick Motorsports, Joey Logano, campione nel 2018 e pilota Ford per il Team Penske, ed infine Denny Hamlin, il quale oltre ad essere pilota Toyota del Joe Gibbs Racing è anche comproprietario del neonato 23XI Racing.

A prendere la parola per primi invece sono stati i vertici della NASCAR. Il presidente Steve Phelps ha detto: “Per prima cosa vorrei ringraziare i tifosi per essersi collegati. Questa vettura è davvero per voi. Questo è un momento significativo per il nostro sport, questa auto è la più importante della nostra storia e contiene più innovazioni di tutte le generazioni precedenti. Lo stile è chiaro, guardate, sono incredibili. È incredibile anche finalmente essere qua.

Avevamo fatto una promessa ai tifosi, volevamo riportare il concetto di “stock” in stock car. Questo è fondamentale per noi e per i nostri tifosi, tanto quanto l’aspetto della competizione. È difficile da credere questa sarà ancora più ristretta dell’anno scorso e delle prime 11 gare di quest’anno [10 vincitori diversi, ndr], però questa vettura renderà le gare ancora migliori. Quest’auto renderà il nostro sport più sano e forte. È un bellissimo giorno per tutti noi e sono orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto per arrivare fin qui.”

E in effetti le vetture rispetto alla Gen-6 sembrano ancora più simili alle loro omologhe stradali. Dalla Car of Tomorrow (la Gen-5) di 15 anni fa è iniziato un progressivo abbandono di quelli che erano diventati dei prototipi fino ad arrivare ora a delle auto che davvero somigliano a modelli di serie. Quella che più spicca in questo è sicuramente la Ford Mustang, più simile ad una vettura GT4 che alla Gen-6 della Cup Series attualmente schierata in NASCAR.

A prendere poi la parola è stato Steve O’Donnell, vicepresidente della NASCAR e a capo del settore competizione: “Per noi è stato come partire da un foglio bianco. Volevamo costruire qualcosa basandoci sulle fondazioni della NASCAR: la competizione per i nostri tifosi, miglior visibilità per i costruttori, una categoria sana e solida per i team e per potenziali nuovi marchi, una collaborazione che ha coinvolto tutta la nostra società. Tutti quelli che sono presenti oggi hanno avuto voce in capitolo.

Molti piloti hanno avuto modo di provare la Next Gen (principalmente i prototipi, ma lo scorso mese a Martinsville anche queste tre vetture, ndr), i loro input sono stati indispensabili durante tutto questo processo di sviluppo. Proprio in questo momento si sta svolgendo un ulteriore test con la Goodyear (al volante Ryan Blaney, ndr) e riceviamo ancora indicazioni da loro. […] Possiamo dire davvero che la Next Gen è stato un lavoro di tutto questo sport, ma un grazie particolare va a Chevrolet, Ford e Toyota che ci hanno permesso di essere qua.”

Infine ha parlato per conto della NASCAR John Probst, colui che ha supervisionato di più l’aspetto tecnico: “Anche io direi che l’aspetto chiave è stato la collaborazione. Fin dall’inizio abbiamo coinvolto le menti migliori, i costruttori, la Goodyear, Dallara ha avuto un ruolo fondamentale nelle prime fasi. Prima di realizzare anche un solo componente siamo passati attraverso innumerevoli revisioni. Non so se sono in grado di contare tutti i modelli CAD, le simulazioni, le ore di galleria del vento per ottimizzare la Next Gen sotto il punto della performance e della sicurezza.

Dal primo test svolto a Richmond nel 2019, questa vettura è stata su ogni tipo di tracciato, è stata guidata da ogni tipo di pilota, dai rookie ai campioni, non solo NASCAR ma anche IMSA. Abbiamo messo insieme 5000 miglia (8000 km, ndr) di prove. Ma non c’è solo la pista, ci sono state anche oltre 1100 ore in galleria del vento. E tutto è arrivato qui, ora. Siamo molto felici e penso che lo saranno anche i nostri tifosi nel vedere la Next Gen in pista il prossimo anno a Daytona. Questa è una pietra miliare per noi, ma il lavoro continua.”

Analizzando nel dettaglio la vettura Next Gen, molti particolari erano già stati rivelati ufficialmente, come le gomme da 18″ con dado singolo a fissarle, l’uso di materiali compositi per la carrozzeria (così come in Xfinity Series da un paio d’anni) al posto dell’acciaio, o il fatto che la vettura sarebbe stata unica per tutte le piste (e dunque è simmetrica, una retromarcia clamorosa dalle cosiddette “Twisted Sisters” di 20 anni fa), altri invece sono stati confermati solo oggi nella scheda tecnica pubblicata dalla NASCAR stessa.

Le nuove vetture Next Gen saranno lunghe 491.2 cm, larghe 199.6 e alte 128.0, il passo è rimasto invariato (così come ormai da 40 anni a questa parte) a quota 279.4 cm per un peso complessivo di circa 1500 kg. Invariato ovviamente anche il motore V8 la cui potenza, così come successo negli ultimi anni, varierà dal tipo di pista, per il limite minore si parla di circa 550 CV mentre per quello maggiore di circa 670 contro i 750 della generazione precedente. In sospeso, ma ancora aperto, il capitolo elettrificazione.

Ancora da decidere ovviamente la dimensione dello spoiler che sarà posto sul limite del baule, però per quanto riguarda i fan della vecchia guardia c’è già una bella notizia: la Next Gen è circa 5 cm più alta dal suolo rispetto alla Gen-6, un buon segnale nella ricerca del compromesso giusto fra difficoltà di guida (in modo che le vetture non diventino degli hovercraft incollati alla pista) e sicurezza contro il decollo dell’auto in caso di vena fluida che si inserisse sotto la carrozzeria. Il tema aerodinamico in ogni caso è ancora aperto, anche alla luce dell’incidente recente di Logano a Talladega.

Per quanto riguarda l’aspetto meccanico, confermato anche il telaio in tubi in acciaio con componenti aggiuntive in carbonio, tuttavia è nel retrotreno che, dopo gli penumatici, si nascondono le due novità più importanti nella storia della NASCAR: la prima è l’uso di sospensioni indipendenti al posto dell’assale unico e la seconda quella di un cambio sequenziale a cinque marce (più retromarcia; confermato dunque l’abbandono della trasmissione a sei marce presente nel primo prototipo, ndr) al posto del tradizionale cambio ad H a quattro rapporti. Ovviamente sulle vetture di serie queste tecnologie sono obsolete da molti decenni e finalmente la NASCAR si adegua alla realtà dei fatti, entrando nel terzo millennio con almeno 20 anni di ritardo.

Da notare, infine, due particolari che potrebbero sembrare minori, ma che rivestiranno due ruoli fondamentali. Il primo riguarda il sound e riguarderà i tifosi: per la prima volta gli scarichi degli otto cilindri non saranno riuniti tutti da un solo lato della vettura, bensì saranno equamente divisi sulle due fiancate. Il secondo invece è relativo ai freni che, con pneumatici non solo più grandi ma anche più larghi, saranno di dimensioni più rilevanti. E per una categoria che dal 2021 ha puntato di più sui circuiti stradali, questo è un dettaglio che potrebbe cambiare anche l’adattamento della vettura a queste piste.

Quella riportata qui sopra è la lista dei fornitori a cui i team si dovranno obbligatoriamente rivolgere per i componenti. Potrebbe sembrare che la Cup Series diventi un monomarca, e invece il lavoro dei costruttori e delle singole squadre sarà ancora fondamentale. Su di loro la pressione sarà specialmente nei primi anni. Infatti il progetto di riduzione dei costi è a medio termine: ovviamente ora dovranno fronteggiare, in un periodo non semplice a causa della pandemia, un investimento per realizzare le vetture (saranno limitate a sette per il primo anno), poi tuttavia vedranno ricompensati i loro sforzi.

Ora bisogna solo aspettare e sperare che i test che proseguiranno nei prossimi mesi (ad agosto ci sarà la prima sessione collettiva) favoriscano l’affinamento di questa Next Gen. Tuttavia non bisognerà aspettare molto per vedere qualcosa di più, appena un paio di ore. La collaborazione fra NASCAR e iRacing infatti prosegue e la gara di stanotte della “Pro Invitational Series” a Darlington verrà disputata con le Next Gen, un annuncio arrivato 24 ore fa e che ha sorpreso molti.

Gli auspici sono dei migliori ed ora, dopo aver analizzato foto e dichiarazioni, possiamo solo confidare nel lavoro ulteriore di tutti per mantenere le promesse. L’appuntamento – vero – è per il prossimo febbraio a Daytona. Ora lo si può dire davvero: benvenuta Next Gen!


Qui potete rivedere integralmente la presentazione della Next Gen. Nelle prossime ore sarà pubblicato un articolo con ulteriori foto e grafici provenienti da NASCAR e costruttori.


Immagini: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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