NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Phoenix #2 2026: Love vince e convince, ora è in fuga in campionato

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 18 Ottobre 2026 - 18:30
Tempo di lettura: 11 minuti
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NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Phoenix #2 2026: Love vince e convince, ora è in fuga in campionato
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A Phoenix Jesse Love guida tutta la gara, pur dovendosi difendere da Mayer. Il ko di Creed lo lancia in vetta alla Chase della OAP Series

A Phoenix l’anno scorso era arrivata la consacrazione, quest’anno sulla stessa pista la vittoria che potrebbe lanciarlo verso il bis. Jesse Love conquista una vittoria fondamentale per la Chase 2026 della NASCAR OAP Series, infatti il pilota della #2 con una serata da 75 punti balza al comando della classifica generale con ben 36 punti di margine ed un calendario che potrebbe favorirlo da qui a Homestead. Creed paga carissimo un guaio meccanico, ma anche gli altri avversari del JR Motorsports non sembrano avere il passo della regular season. Anche con un format da più ampio respiro, l’inerzia del finale sembra aver la meglio sul puro numero di successi parziali.

La gara

La NASCAR riesce nel miracolo: portare la pioggia nel deserto di Phoenix. Non è la prima volta ovviamente (la memoria porta ad esempio all’autunno del 2015 quando in una gara terminata in anticipo ci fu l’ultima vittoria in carriera di Dale Jr.) e per fortuna non è tanta, sufficiente a disturbare il sabato della OAP Series, ma non quello della Cup Series per una volta.

In una settimana animata da qualche annuncio di mercato (tutte mosse “laterali”, in quello che sembra il gioco delle tre carte fra i soliti piloti e team, anche di seconda fascia), in Arizona si presentano 38 auto ma 4+2 sono quelle di interesse perché Charlotte ha ricompattato la classifica della Chase con Creed solo a +2 su Love, +7 su Day, +15 su Allgaier, poi Kvapil a -40 e Mayer a -59 e chiamato all’ultima chance per rimanere in corsa.

Il primo scroscio per fortuna è leggero e nemmeno bagna la pista, al punto che il rain delay per le prove libere è di appena un paio di minuti. La sessione di fuoco poi alimenta ad asciugare la pista. La classifica è di poca utilità visto che i big scendono in pista non tutti insieme perché l’asfalto non è evidentemente nelle condizioni migliori. Miglior tempo, in una sessione terminata in anticipo – ovviamente – di qualche minuto per un nuovo brevissimo scroscio è per Crews (27.969″) che è il favorito per la corsa visto anche il passo davanti a Gray, Sawalich, Retzlaff e Alfredo, ma le notizie sono altre: motore in fumo per Gase, motore che si rompe per Mayer, principio di incendio per H.Burton, bloccaggio pesante per Love in curva3.

Le qualifiche rimettono tutto più in ordine (anche se molti piloti escono di traverso da curva4) e Jesse Love stampa una pole nettissima (27.336″) con quasi 1/4 di secondo di margine su B.Jones, poi Sawalich, Creed, Gray, Caruth, Sanchez, Crews, Smith e Hill, Day 11°, Allgaier appena 13°, Kvapil 16°, Retzlaff 18°, ovviamente Mayer senza tempo, ma non è il solo.

Dopo aver retrocesso in fondo alla griglia – tecnicamente – Smithley e Perez per modifiche in parco chiuso, Mayer e Gase per cambio motore e H.Burton per il muletto e cercato di capire se per il via dovessero servire le gomme da umido (il terzo piccolo rovescio è passato ma senza guai), può iniziare una gara da 200 giri (canonico 45+45+110) e 200 miglia, con soli quattro set di gomme a disposizione e un pieno da 90-97 tornate.

Alla bandiera verde (tutti su slick con pista asciutta) Love sceglie l’interno e rimane al comando davanti alla coppia Jones-Creed, con Sheldon che poi deve guardarsi dietro e tenere a bada Sawalich. Anche William, tuttavia ha Gray vicino e al secondo giro passa il compagno di squadra in curva3-4. Il 3-wide fra Hill, Crews e Caruth lancia la fuga dei primi cinque, Rajah alla fine mantiene il sesto posto mentre Austin quasi perde il controllo all’interno di Brent e viene così aggirato da Sanchez. Dal fondo, intanto, Mayer è già rientrato in top20.

Davanti il primo piccolo scossone lo regala Ryan Sieg che, per seguire Sanchez nel sorpasso su Hill, tocca la #87 in curva3 e la manda larga con Nick che scende al 16° posto. Allgaier passa, ringrazia e inizia così in maniera seria la sua rimonta.

Love intanto allunga e mette 1″ su Jones in nemmeno 10 giri, la top5 non vede scossoni mentre dietro prosegue l’assestamento, con Allgaier che avanza e Hill che perde terreno e viene passato prima da Kvapil, poi da Day, infine da Smith. Mayer, intanto, ha praticamente raggiunto la coda del secondo gruppo dopo essere entrato in top15. Ai -30 Justin supera Caruth ed ora è al sesto posto, ma non si ferma qua, poi è il turno di un Sawalich in difficoltà e anche di Gray.

Dopo 20 giri Love guida con 3.1″ su Jones che ha Creed incollato a lui e di lì a poco passerà tagliando la dogleg, poi Allgaier a 4.7″ davanti a Gray, Caruth, Sawalich e Kvapil, a 8.1″ Smith, Crews, Day, Clements, Mayer, Hill e Sieg. Giusto a metà stage, una caution: nessun incidente, solo il quarto scroscio di pioggia della giornata. La pioggia è decisamente intensa, ma dura solo l’arco di qualche minuto. Si prosegue dietro la pace car per qualche passaggio, poi la NASCAR decide di dare il via libera e aprire la pit lane.

Ai box vanno davvero in pochi e sono Jones, R.Sieg, Sanchez, Mosack (che porta praticamente al debutto la #43 di SPS Racing), Ellis, Patterson e Smithley, ma di questi solo Jones e Mosack decidono di montare le gomme wet. Quella che nei primi secondi sembra una scelta sensata, in breve diventa un azzardo controproducente, infatti il calore della pista asciuga l’asfalto e alla bandiera verde dei -14 praticamente si è già di nuovo sull’asciutto.

Creed aggira alla ripartenza Love, poco più dietro Caruth torna davanti ad Allgaier seppur solo momentaneamente mentre Mayer sfrutta l’occasione per entrare in top10. Chi paga dazio è invece Day che in curva2 sbanda, probabilmente da solo in accelerazione, e tocca leggermente il muro. Day precipita al 16° posto, ma poi – con una vettura evidentemente a posto – rimonterà fino ai punti. Jones invece gira lentissimo, ormai deve fare attenzione a non bruciare troppo le gomme da bagnato e a salvare la sua corsa.

L’assestamento della classifica prosegue fino agli ultimi metri: un Kvapil non in forma rischia nella lotta con Clements ma su di loro arriva Mayer, Smith invece è in forma e attacca pure lui Caruth e Gray prova a seguirlo. Allgaier, invece, prova a chiudere l’inseguimento sui due leader, ma raggiungerà solo Creed che ai -6 è stato infilato in curva2 da Love tornato al comando.

Jesse Love vince la prima stage davanti a Creed (+0.9″), Allgaier (+1.1″), Caruth (+3.4″), Smith (+4.0″), Mayer (+5.2″), Kvapil (+5.8″), Clements (+7.0″), Gray (+7.5″) e Day (+7.6″), Hill 11°, Retzlaff in ombra 17°, Jones 37° e lucky dog a lasciare a -1 il solo Mosack andato ancora più in crisi di lui con le wet.

Nel break il colpo di scena che cambia la classifica generale: Creed spegne il motore per risparmiare benzina, ma poi non riesce a riaccenderlo e si ferma in pista. La spinta ai box e la diagnosi del problema gli costeranno tre giri che non riuscirà più a recuperare. Il primo giro di soste lascia Love al comando su Allgaier, Caruth, Gray, Smith, Mayer, Kvapil, Day, Clements, Hill e Retzlaff, Sawalich e Crews fuori dalla top10 dopo aver pagato la parte finale della stage, Jones in rimonta dal fondo.

Bandiera verde ai -37 e Love cerca di chiudere la porta ad Allgaier sulla dogleg, ma non ce la fa e quindi anche a questo restart perde la prima posizione in una top9 formata tutta da piloti della Chase. Finch sulla #9 di JR Motorsports prende la via del garage col motore rotto.

Con Allgaier in controllo, la corsa sembra passare di mano, invece Love si tiene sempre lì in scia alla #7. Dietro ancora assestamenti con il duello fatto di incroci fra Caruth e Day (Corey passa malgrado si trovi davanti anche Smith), su di loro poi arriva anche Mayer che prosegue nella sua rimonta. Kvapil, invece, lotta ancora con gli outsider, stavolta un Thompson molto veloce, poi ancora con Clements. In coda, Honeyman gira con danni al muso e un surriscaldamento al motore.

Da metà stage in poi Love recupera il mezzo secondo di ritardo (quindi quasi nulla) e torna all’attacco di Allgaier facendosi vedere all’esterno. Jesse ai -20 trova l’incrocio all’interno e i due si fanno un paio di giri affiancati su più fasi. Alla fine la #2 trova il varco giusto all’esterno di curva1-2 ai -16 tornando al comando. E Love scappa via subito, seppur in maniera relativa. Le Toytoa di JGR, invece, sono in difficoltà, con Crews e Sawalich ancora fuori dalla top10 e Jones che si arena attorno al 24° posto.

Nemmeno il primo vero giro di doppiaggi cambia la situazione, la #2 gestisce bene il traffico e vince anche la seconda stage con 0.7″ su Allgaier, 3.6″ su un Gray che ha sfruttato al meglio la sosta non venendo attaccato da dietro, 5.3″ su Day, 5.9″ su Mayer, 7.3″ su Caruth, 10.7″ su Smith, 12.4″ su Kvapil che ha recuperato nel finale, 12.8″ su Hill scivolato in progressione e 12.9″ su Thompson; poi Clements, R.Sieg, Retzlaff, Crews e Sawalich, Jones 22°, lucky dog per Patterson dal 29° posto, Creed ancora a -3 con Mosack ora a -2 dopo una sosta ulteriore.

Il secondo giro di soste cambia ulteriormente la classifica: Love rimane primo davanti a Day, Sawalich (evidentemente sole due gomme per recuperare 12 posizioni), Smith, Allgaier (pit lento alla posteriore sinistra), Mayer, Crews, Thompson, Kvapil e Retzlaff, Caruth scende al 12° posto, Jones sale al 16°, speeding per Hill e Poole, ruota vagante per Gray e H.Burton.

Bandiera verde esattamente a metà corsa, seguita in poco tempo da una caution in curva2: un 5-wide (secondo qualcuno addirittura 6-wide) mal si abbina con la voglia di rimonta di Gray dal fondo. Taylor è il più interno, ma è proprio lui a scivolare largo e stringere gli altri in un grande panino. A rimetterci principalmente è proprio lui con Poole e Scott, lucky dog per Ellis.

Nel mezzo miglio percorso, la #2 ha perso per la terza volta la prima posizione alla ripartenza e quindi ora Day guida davanti a Love, Smith, Allgaier, Sawalich, Kvapil, Mayer, Crews, Thompson, R.Sieg, Alfredo, Jones, Retzlaff e Caruth. Bandiera verde ai -94 e, dopo due giri di lotta Day rimane al comando mentre Allgaier torna al terzo posto.

Stavolta Jesse è più rapido nella reazione e, dopo essersi accodato per un attimo, ripete il sorpasso già visto, si infila in curva2 e completa la manovra alla piega successiva. La sorpresa arriva invece alle loro spalle, visto che Mayer, dopo aver passato pure lui Smith, scavalca Allgaier e sale al terzo posto. Jones completa la rimonta dopo i guai iniziali e ai -90 rientra in top10 battagliando con Crews.

Love approfitta e a pista allunga subito mettendo 1″ sul terzetto Day-Mayer-Allgaier da cui, però, presto si staccherà la #7. Ai -82 Sam inizia a farsi vedere all’esterno mentre un sorprendente Smith riprende Justin. Al secondo attacco ai -78 Mayer completa il sorpasso su Day, ma a questo punto Love ha già messo 2.9″ di margine e a pista libera non recupera terreno. Staropoli, nel frattempo, tocca il muro, sbanda, rischia grosso ma mantiene il controllo e la caution rimane nel braccio del flagman.

Mentre Jones rimbalza indietro e, dopo non essere riuscito a passare Crews (che invece avanza e passa in questi giri Thompson), perde la posizione anche da Caruth e J.Burton, ci si avvicina al giro di soste potenzialmente decisivo. Più dietro, Gray perde un giro con i danni subiti e sarà il primo a pittare, mentre in curva2 Rodgers rischia nel mezzo fra Perez e Kyle Sieg.

Nel traffico dei doppiaggi Love perde uno dei 3″ di margine che aveva, tuttavia sembra mantenere il controllo, Day è invece un po’ più in difficoltà e subisce l’attacco da parte di Allgaier che però non riesce a passare ai -60. Justin subisce il contraccolpo ed uno Kvapil in recupero lo scavalca con uno slide job in curva2. Ai -50 Love guida con 1.9″ su Mayer, 5.9″ su Day, 6.4″ su Kvapil, 7.3″ su Allgaier, 10.4″ su Smith, 12.0″ su R.Sieg (che però è senza set di gomme fresche dopo il pit nella prima stage), 12.6″ su Crews, 14.5″ su Sawalich e 15.5″ su Thompson, poi Caruth, J.Burton, Jones, Clements, Alfredo, Retzlaff, H.Burton, Hill e Sanchez ultimo a pieni giri.

Hill è il primo ad andare ai box ai -49 seguito da Kvapil al giro successivo, Allgaier, Smith e Jones ai -47, i leader Love, Mayer e Day ai -46, Crews (speeding come Ryan Sieg) con Sawalich e Caruth ai -45. La classifica rimane sostanzialmente invariata e Jesse mantiene 2″ su Sam mentre c’è qualche audace, guidato da Retzlaff, che tira dritto. Il loro rischio viene premiato ai -40 da una caution con Poole che fora in curva2 e finisce in testacoda, rimediando ulteriori danni tornando ai box.

Al completamento del giro di soste, la nuova classifica vede Love al comando su Mayer, Day, Allgaier, Kvapil, Smith, Sawalich, Thompson, Jones e Caruth, poi i cinque audaci che sono Retzlaff, H.Burton, Patterson, Ellis e Scott, dunque il lucky dog J.Burton e le wave around di Alfredo, Clements e Hill per un totale di 19 auto a pieni giri.

Ripartenza ai -35 e stavolta Love rimane al comando davanti a Mayer, Allgaier invece ripassa Day ma non avrà la velocità per insidiare i primi due che, come nello stint precedente, allungano; Kvapil completa la top5 (ma presto verrà passato da Smith e lui perderà posizioni) mentre Retzlaff e gli altri con gomme fresche non guadagnano terreno. Love sullo slancio guadagna mezzo secondo di margine e prova a gestirlo nel finale di corsa. Finale che vede un arrembante Jones aggirare Sawalich e lo stesso Kvapil con William che finisce poi nel mezzo fra Caruth e Thompson.

Il mezzo secondo di Love regge fino ai -25, poi Mayer recupera terreno e si porta a 2-3 decimi dalla #2. L’elastico fra i due prosegue Sam che si affaccia all’esterno e Allgaier cerca di riportarsi sotto senza riuscirci. La #41 però non riesce a guadagnare i metri decisivi e quindi serve “l’intervento” dei doppiaggi a smuovere la situazione, anche perché Love non riesce più a tenere bene la corda. Le miglia finali, tuttavia, non vedono il nascere di situazioni interessanti, Jesse tiene a bada Mayer senza lasciarlo avvicinare oltre il paio di lunghezze di distanza, impedendo così un attacco che, se si può chiamare tale, arriva solo all’ultima curva con Sam che arriva quasi sul paraurti del campione in carica.

Jesse Love vince nuovamente a Phoenix battendo per appena 0.128″ Mayer, a seguire Allgaier (+2.2″), Day (+4.3″), Smith (+8.2″), Jones (+9.0″), un ottimo Thompson (+11.2″), Sawalich (+11.7″), Caruth (+12.6″) e Kvapil (+12.9″), a seguire Retzlaff, Clements, H.Burton, Patterson e Hill, Crews 20° a -1, Gray 28°, Creed 32° a -2.

La serata da 75 punti lancia Jesse Love, che ha pure Talladega in arrivo a suo favore, al comando della classifica con ben 36 punti di margine su Allgaier, 39 su Day mentre Creed crolla a -59, ad oltre una gara di distanza Kvapil e Mayer. Dunque, a Phoenix non si è deciso solo il titolo 2025, ma potrebbe essersi indirizzato bene anche il 2026.

I risultati odierni

La classifica della “Timberland PRO 200”

La classifica generale

Così in campionato a 3 gare dalla fine della Chase della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 21:00, in diretta su P300.it, a Phoenix ci sarà la gara della NASCAR Cup Series; a partire dalla pole position sarà Ryan Blaney. La OAP Series torna sabato prossimo a Talladega.

Immagine: Media NASCAR

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