NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Phoenix #1 2026: rimonta vincente di Allgaier!

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 8 Marzo 2026 - 19:00
Tempo di lettura: 10 minuti
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NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Phoenix #1 2026: rimonta vincente di Allgaier!

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21° dopo una sosta disastrosa, Allgaier recupera grazie alle ripartenze e vince a Phoenix, una delle sua piste preferite

Quando dici Phoenix, dici Justin Allgaier. E il pilota della #7 se ne intende di rimonte qui. Anche nel 2024, nella gara decisiva per il titolo, dovette recuperare posizioni su posizioni per trionfare. In questa occasione una nuova dimostrazione di freddezza ed esperienza con due rimonte, la prima dalla 17esima posizione in griglia, la seconda dalla 21esima dopo una sosta eterna a metà gara. Sul più bello ha battuto la selva di giovani talenti, con un Kvapil che ha accarezzato per troppo poco il primo successo in carriera, un Love ancora di inerzia dopo lo scorso novembre ed uno Creed tornato in versione “c’ero quasi”.

La gara

La categoria cadetta, la O’Reilly Auto Parts Series, non si ferma e a Phoenix sbarca sul primo “vero” ovale della stagione dopo due superspeedway ed un road course. La classifica è ancora segnata profondamente da questi eventi, dunque dall’Arizona inizia un lungo assestamento di ben 21 tappe fino alla tagliola di fine agosto in vista della Chase.

Nutrito anche il gruppo che sbarca ad Ovest, ben 40 auto, dunque due dovranno tornare a casa in anticipo dopo il venerdì sera. Nelle libere, a sorpresa, il miglior tempo è per Jeb Burton mentre Sam Mayer passa lungo tempo nel garage per problemi al servosterzo.

In qualifica la situazione si riassesta e la pole position va a Taylor Gray (27.535″) a precedere il vincitore di gara e titolo a Phoenix lo scorso novembre, Jesse Love. A seguire Jones, un Alfredo galvanizzato dalla chiamata di Hendrick per sostituire l’infortunato Bowman in Cup Series, Crews, Byron (sulla #88 di JRM), Smith (Sammy, presente anche Chandler sulla Ford #5 di Hettinger), Day, J.Burton e K.Sieg. Più indietro molti big come Hill (13°), Kvapil (14°, di ritorno sulla #1), Allgaier (17°) e Caruth (25° rischiando col muro nella prima gara sulla #32). Le DNQ sono Lothian sulla #35 (pronosticabile) e per la seconda settimana consecutiva (questo invece abbastanza grave) Josh Williams.

Dopo aver retrocesso in fondo alla griglia Mayer, Byrd ed Ellis (che aveva già saltato le qualifiche) per modifiche in parco chiuso, può avere inizio al tramonto di Phoenix la gara da 200 giri che chiude il sabato iniziato con libere e qualifiche della Cup Series e passato con la corsa della IndyCar.

Gray parte bene dall’esterno venendo seguito da Love, Jones e Crews, ma la classifica fin da subito si assesta. Alfredo, ad esempio, perde subito la posizione da Byron, poi però si tiene quella su Jeb Burton malgrado la #27 lo tamponi in curva1 sulla posteriore sinistra, anzi è l’attaccante a finire più largo e più indietro. Allgaier, invece, inizia già il recupero e in appena cinque giri vede la top10, approfittando anche di un Day molto loose.

Mentre Ellis torna ai box dopo appena giri (ancora una perdita di fluidi dal mozzo, stesso problema della giornata precedente e che sarà motivo del ritiro), Byron prosegue ad avanzare aggirando Crews. Ma, al decimo giro, arriva l’attacco più importante: Love annulla i tre decimi di ritardo, taglia la dogleg e si infila all’interno di Gray (che tenta l’incrocio) andando al comando. Poco più tardi Byron scavalca anche Jones e sale al terzo posto a 1.5″ dal nuovo leader. Sanchez accusa di colpo un problema elettrico, rimane senza potenza e torna ai box al rallentatore; dopo un cambio batteria, Nick riprende la corsa ma la completerà al 35° posto staccato di sette giri.

L’assestamento nelle prime posizioni prosegue e si fa notevole con l’accenno di long run. Jones perde la posizione anche da un Sammy Smith in deciso recupero mentre Byron si prende quella d’onore da Gray, in sintesi le Toyota del JGR stanno cedendo di colpo e Love a metà stage ha 1.5″ di margine. A significare questo momento sono anche i sorpassi di Smith su Gray e, soprattutto, quelli di Allgaier su Crews e Jones che permettono l’ingresso di Justin addirittura in top5.

La discesa dei piloti Toyota innesca anche qualche battaglia reciproca, come quella fra Crews e Jones (che va sempre più largo) nella quale si inserisce anche Kvapil che, inevitabilmente, finisce per passare entrambi andando a prendere Gray. Dai -15 inizia il rush decisivo e il protagonista è Smith, il quale balza davanti a Byron e si lancia all’inseguimento di Love che ha iniziato i doppiaggi.

La discesa si fa crisi lampante in casa JGR quando persino un pimpante Jeb Burton salta due dei tre piloti (il quarto, Sawalich, è ben più indietro). Ma ai -5 l’attenzione torna sulla vittoria di stage, Smith ha annullato il distacco da un Love che, pure lui, si è allargato sempre più con la traiettoria e, con una manovra “alla Zonta” mettendo in mezzo il doppiato sulla dogleg, passa al comando dopo un giro di lotta. Non inquadrato, anche Kvapil sta chiudendo alla grande la stage, passando prima Byron e poi in volata anche Allgaier.

Sammy Smith conquista il primo traguardo intermedio su Love (+0.3″), Kvapil (+2.379″), Allgaier (+2.396″), Byron (+3.6″), J.Burton (+6.6″), Day (+10.6″), Crews (+11.9″), Creed (+12.4″) e Jones (+12.6″); a seguire Alfredo, Gray, Clements, Retzlaff, H.Burton, Sawalich, Thompson, un Hill in crisi nera di assetto, K.Sieg e Mayer in rimonta difficoltosa dal fondo della griglia, lucky dog per Gase dal 30° posto.

Il primo giro di soste rimette Love al comando su Kvapil, Smith, Allgaier, Jones, Byron, Crews, Creed, Sawalich (che balza clamorosamente in avanti) e Gray; Day sbaglia completamente, scivola lungo nello stallo e precipita al 23° posto mentre Hill per cercare la soluzione ai problemi scende al 24°.

Bandiera verde ai -34 nella seconda stage e Love non ha problemi a tenersi dietro Byron che, anzi, viene superato da Allgaier e Kvapil. Chi invece finisce in situazioni complicate è Smith che rischia l’incidente con Crews (che tocca Sammy) e Jones e perde terreno. Ne beneficia Mayer che vede la top10.

Love mette subito 1.5″ di margine su Kvapil che, a sua volta, allunga su un Byron già in difficoltà rispetto ad Allgaier ed un Gray che sta sparando le ultime cartucce e ben presto rimbalza facendo strada al compagno di squadra Crews che, ancora una volta, è scatenato e a metà stage aggira – momentaneamente – pure Justin.

La stage scorre via tranquilla e senza scossoni, tranne nel finale quando il long run fa cedere nuovamente Gray mentre avanza di colpo come in precedenza Jeb Burton che approfitta degli attacchi mancati di Creed sulla Toyota. Love domina la seconda stage chiudendola con 4.3″ su Kvapil, 4.9″ su Byron, 5.1″ su Allgaier, 5.8″ su Crews, 8.7″ su Smith, 10.6″ su J.Burton, 11.0″ su Gray, 11.11″ su Creed e 11.16″ su un Clements pure lui in sorprendente ascesa; a seguire Mayer, Jones, R.Sieg, Sawalich, Hill, Day, Alfredo, Thompson, Retzlaff e Caruth, nuovo lucky dog per Gase.

Jesse mantiene il comando anche dopo il secondo giro di soste, Gray dal nulla balza al secondo posto, seguono Kvapil, Crews, Byron, Creed, Mayer, S.Smith, J.Burton e Sawalich. E Allgaier? Un problema alla posteriore destra lo fa precipitare addirittura al 21° posto al giro di boa di metà gara.

Si riparte ai -99 e Love scatta ancora bene tenendosi dietro la coppia Kvapil-Gray (con Taylor che poi passa) e a seguire il gruppo sparpagliato da cui emerge Creed. Trova il varco giusto all’esterno anche Sawalich che si inserisce nella lotta con Smith e Crews. William passa entrambi e si lancia all’attacco di Byron. A centro gruppo contatto fiancata contro fiancata fra Day e Perkins, tuttavia non ci sono danni.

Mentre Love allunga, Smith cerca di recuperare il terreno perso in precedenza e supera Crews lasciando Brent in lotta col compagno di squadra Sawalich che viene passato di forza aprendo la porta anche a Clements. Ai -90 Kvapil si riprende la seconda posizione infilando Gray e deve recuperare 1.3″ al leader. Carson forza subito il ritmo mentre anche Creed infila Taylor che, ancora una volta, inizia la sua discesa. Ai -80 subirà il sorpasso anche da Mayer e poco dopo pure da Crews.

Chi avanza, invece, è la coppia J.Burton-Clements che recupera posizioni consolidando la top10. A provare a seguirli c’è addirittura Allgaier che ai -85 è già 13° in scia a Jones. Davanti, intanto, pian piano Kvapil rosicchia centesimi o decimi fino al ricongiungimento ai -75. Staropoli apre con una sosta fuori programma l’ultimo giro di pit stop.

Ai -70, con l’inizio di un nuovo turno di doppiaggi, si innesca la battaglia per la prima posizione, anche a sorpresa vedendo quando fatto in precedenza da Love. E che battaglia! I due formalmente si scambiano la leadership per ben cinque volte nell’arco di otto passaggi sul traguardo (Love 132, Kvapil 133, Love 134, Kvapil 135-137, Love 138, Kvapil 139), ma in questi otto giri la #2 e la #1 sono sempre affiancate fra incroci di traiettoria e attacchi. Alla fine gli applausi vanno ad entrambi, ma la numerologia si accorda con la classifica: #1 di Kvapil prima, #2 di Love seconda.

La classifica ai -60, prima delle soste dei big, vede Kvapil al comando su Love (+0.3″), Creed (+1.6″), Mayer (+2.2″), Byron (+5.6″), uno Clements scatenato, probabilmente alla miglior gara da qualche anno (+6.0″), Crews (+6.8″), Allgaier (+8.2″), Smith (+9.5″) e J.Burton (+10.2″), Gray è precipitato fuori dalla top10 e precede Day, Jones, Alfredo (R.Sieg si è appena fermato), Caruth, Sawalich, Retzlaff ed un Hill ancora in crisi nera.

La gara fantastica di Clements non si ferma qua, infatti entra in top5 superando persino Byron (lo imiterà poco dopo anche Crews) mentre Love cede di schianto e viene infilato anche da Creed che passa al secondo tentativo ai -50.

Sawalich inaugura i pit proprio in questo passaggio e lo imita subito Creed, poi Byron, Clements, Jones, Crews, Alfredo, Retzlaff. Ai -46 è la volta del leader Kvapil con Mayer, al giro successivo Love, Allgaier, Gray, Burton e Smith. L’undercut è talmente notevole che Creed diventa leader virtuale (e ai -44 effettivo) con 2″ su Kvapil mentre Mayer è un secondo più indietro, Mayer a 4.5″, gli altri a oltre 10″.

All’inizio Sheldon tiene il margine, poi Kvapil inizia a recuperare terreno. Proprio mentre viene raggiunto e attaccato, arriva una caution: in curva2 Alfredo tenta l’attacco all’interno di Scott, praticamente all’ingresso della pit lane, forse Lavar non si aspetta una tale manovra di Anthony che, sicuramente, osa troppo. La #45 finisce in testacoda sfiorando il muretto. Il colpaccio è di Gase (unico a non essersi ancora fermato) mentre si salva Hill, 19° e ultimo a pieni giri mentre il lucky dog è per Caruth.

Non ci sono più set di gomme freschi, eppure – oltre a Gase – vanno ai box Gray e Sawalich, evidentemente in cerca di ulteriori modifiche di assetto. Alla ripartenza dei -29, dunque, la classifica vede Creed al comando su Kvapil, Mayer, Love, Clements, R.Sieg (anche per lui undercut notevole visto che era poco prima 14°), Byron, Allgaier, Crews, Jones, Smith, J.Burton, Alfredo, Day, Retzlaff, Hill, Gray, Sawalich, Gase e Caruth.

Kvapil scatta bene, Mayer ancora meglio e si infila nel mezzo aprendo il 3-wide. Creed è ancora davanti in curva1, tuttavia scivola e apre la porta al compagno di squadra che prosegue affiancata per tutto il giro successivo quando arriva una nuova caution. La dinamica è simile a quella precedente, solo in curva1: Smith attacca tutto interno, ma forse osa troppo, Jones potrebbe non chiudere così deciso per attaccare Ryan Sieg alla sua destra, ma lo fa ugualmente e si tocca con la #8 innescando un incidente che vede parecchie auto coinvolte, soprattutto quelle dei compagni di squadra Sawalich (unico ritirato) e Gray ma anche Thompson, Perkins e Byron.

L’unico che si è salvato in casa JGR è Crews. No, contrordine: in maniera non chiarita del tutto (forse è stato pizzicato) Brent ha forato la anteriore sinistra e torna ai box pure lui anche con lo splitter danneggiato. La nuova classifica vede Mayer al comando (dopo essere partito dal fondo) davanti a Creed, Love, Kvapil, Clements, Allgaier, R.Sieg, Smith, J.Burton, Alfredo, Hill, Retzlaff, Day, Caruth, Gase, Jones, Crews, Byron e Gray.

Al choose cone Mayer sceglie l’interno con Love, Clements, Smith e Burton, a destra vanno Creed, Kvapil, Allgaier, Sieg e Alfredo. Bandiera verde ai -15 e in curva1 Mayer scivola aprendo addirittura un 4-wide con in sequenza Love, Kvapil, lo stesso Sam e Creed. Ne emerge vincitore parziale Creed, il quale guadagna anche da un contatto in curva3 fra Kvapil e Mayer. A seguire Sheldon sono così Love e, quasi sbucato fuori dal nulla, Allgaier.

La questione Creed si risolve subito: al giro successivo, sull’attacco di Jesse, in curva4 Sheldon va largo e tocca il muro perdendo velocità e posizioni. Allgaier fiuta l’occasione e si incolla alla #2, aggirandolo in curva2 ai -10. E la corsa finisce qua, tranne un disperato tuffo di Love ai -7 con le due vetture che si sfiorano con i paraurti. La #7 ha trovato nel momento perfetto la velocità che forse c’era da inizio gara, ma era stata confinata ai sorpassi nelle due rimonte.

Allgaier vince nuovamente a Phoenix, una delle sue piste preferite, precedendo sul traguardo Love, Kvapil, Creed, Mayer, S.Smith, un buon Jeb Burton a confermare la velocità del weekend, Caruth (due auto del team di Jordan Anderson in top10), Day (gara finalmente pulita) ed Alfredo; a seguire Clements, Hill, Byron, Retzlaff, Gray, Jones, R.Sieg, Crews e Gase.

La stagione è ancora lunga, ma la sensazione è che ancora una volta la categoria cadetta sarà molto equilibrata e l’assembramento in vetta alla generale lo dimostra.

I risultati odierni

La classifica della “GOVX 200”

La classifica generale

Così in campionato dopo 4 delle 33 della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 20:30, come di consueto in diretta su P300.it, a Phoenix ci sarà la gara della NASCAR Cup Series; a partire dalla pole sarà Joey Logano ma gli occhi di tutti saranno su Tyler Reddick, alla caccia di una clamorosa quarta vittoria consecutiva. La OAP Series tornerà in pista sabato prossimo a Las Vegas.

Immagine: Media NASCAR

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