Jones che “elimina” Allgaier insieme alla gara no di Creed riaprono i giochi per il titolo. Magnifico finale in volata a Las Vegas con Day che batte Kvapil
Probabilmente il finale di gara più bello della stagione potrebbe aver deciso il titolo. Chissà se a Miami Carson Kvapil rimpiangerà i 20 persi da uno scatenato Corey Day nella volata di Las Vegas, fatta di sorpassi, controsorpassi, toccatine reciproche e col muro. Per il pilota di Hendrick Motorsports era stata sostanzialmente una gara tenuta sempre sotto controllo fino al calar del sole, quando la #1 del quasi compagno di squadra è tornata sotto fino al duello finale. La Chase si è completamente riaperta, anche grazie a Brandon Jones che con una ruota mal fissata ha mandato ko Allgaier mentre Creed ha chiuso fuori dalla top10 e perso punti da quasi tutti i rivali.
La gara
Dopo un turno di riposo in Kansas, la OAP Series torna in pista in vista dello sprint finale della Chase. E il terremoto innescato da Sheldon Creed, nuovo leader della generale, ha effetti ancora in apertura del sabato (per fortuna e finalmente soleggiato), infatti lo stesso Creed annuncia l’addio a fine stagione ad Haas ed il passaggio sorprendente a Sam Hunt Racing per il 2027. Il motivo? Semplice e schietto: dopo anni da pay driver, senza nemmeno troppe finanze, per la prima volta Sheldon sarà un pilota con un vero e proprio stipendio con un team che ha creduto in lui al 101%.
Come detto, sabato di sole per i – soli – 36 iscritti alla tappa in Nevada. La pista all’inizio si presenta sporca ma veloce (Clements stacca il miglior tempo con oltre tre decimi di margine), i big della Chase preferiscono aspettare e poi scendono sull’asfalto di Las Vegas. Oltre ad un tire rub per Pulliam, al debutto sulla #87 e su un ovale che non sia uno short track, ed una foratura alla posteriore sinistra per un Alfredo ancora sfortunato, nulla da segnalare, inoltre la classifica è relativamente poco significativa per via di quanto citato in apertura di paragrafo.
A conquistare la pole position è Corey Day (28.858″) davanti a Creed, Jones, Crews, Gray, Caruth, Allgaier, Mayer, Kvapil e Love con Hill 12°, Retzlaff 17° e Smith ancora anonimo in 23esima posizione. Senza tempo Sawalich per una perdita e costretto dunque a partire dal fondo insieme a Smithley.
201 i giri in programma (quasi canonico 45+45+111) per poco più di 300 miglia, cinque i set di gomme a disposizione ed un pieno a dettare i ritmi da 59-63 giri, tuttavia occhio anche al notevole degrado degli pneumatici.
Alla bandiera verde Day rimane primo dall’interno, anche se Creed tiene il livello della #17 e di inerzia passa al comando al secondo giro in curva2. Dietro di loro Allgaier aveva cercato il 3-wide all’interno, ma non recupera terreno, anzi rischia di impelagarsi in seguito a Jones, Crews e Caruth che sono già affiancati; alla fine è Brent ad alzare il piede mentre Brandon passa, la #19 si rilancia e avanza portandosi dietro anche Mayer e Love che approfittano del rimbalzo di Brandon. Allgaier invece soffre nei primi giri e solo trovando la corsia esterna riesce a difendersi da Gray. Retzlaff, invece, non trova la rimonta anche perché davanti a lui ha i cugini Burton affiancati.
Le battaglie dietro a Creed, Day e Caruth c’è ancora battaglia con Mayer che prosegue nell’attacco e va 3-wide interno rispetto a Love e Crews. Sam passa entrambi e si affaccia in top5. Intanto la fuga (relativa, al massimo nemmeno mezzo secondo) di Creed è già finita, Day al nono giro si lancia dall’esterno di curva3-4 e poi completa l’opera alla piega successiva tornando al comando. Più dietro, proseguono le difficoltà di Austin Hill che esce dalla top10 per mano di Ryan Sieg mentre davanti a loro Kvapil ha scavalcato Allgaier, ora nono. Cram, invece, prende la via del garage e si ritira con la trasmissione ko, poco dopo guai al motore per Maggio che, però, riuscirà a riprendere seppur staccato.
Dopo il soprasso per la prima posizione Day (malgrado qualche problema radio) scappa via, ma ad andare notevolmente più lento e Creed la cui #00 è sempre più sovrasterzante, al punto che più passano i giri e più diventa inguidabile e le posizioni perse saranno notevoli. Dopo il contrattacco fallito di Crews su Love, arriva quello vincente di Allgaier su Kvapil (entrambi con sottosterzo) seguito da R.Sieg.
Detto di Sheldon che inizia a perdere tanto da metà stage in poi (Crews per passarlo finisce per essere ripreso da Jones), fuori dalla top10 Sawalich in rimonta dal fondo supera uno Smith ancora non all’altezza della vettura mentre Retzlaff è rimbalzato dopo essersi affacciato alla top15 ed ora è in vista della #18. Avanza anche Ryan Sieg che supera pure lui un Allgaier ancora spento (e che tocca pure il muro in curva4) mentre Hill recupera e passa Kvapil. Si scatena anche Jones che dal mezzo del 3-wide con Crews e Creed passa entrambi con Gray che riprende e passa Sheldon. La #00 poi rischierà nel sorpasso subito anche da Allgaier.
Dietro a Day, in fuga con 3″ di margine, c’è il recupero di Mayer che ai -10 supera Caruth e si porta al secondo posto. Gli ultimi fuochi di una dinamica prima stage sono il duello fra Jones e Love, con Brandon che cerca il sorpasso interno ma lì trova Smithley da doppiare, poi si rilancia al giro successivo, ed il controsorpasso da parte di Jesse non arriva all’ultimo giro in cui Hill passa Allgaier e Clements per passare Kvapil, con toccatina, finisce per essere scavalcato da uno scatenato Sawalich.
Day vince la prima stage senza alcun problema davanti a Mayer (+5.2″), Caruth (+6.8″), Jones (+7.2″), Love (+7.5″), Crews (+9.4″), R.Sieg (+9.7″), Gray (+10.3″), Hill (14.2″) e Allgaier (+14.5″); a seguire Sawalich, Kvapil, Clements, Creed, H.Burton, Alfredo, Thompson, Smith, K.Sieg e Retzlaff, lucky dog per J.Burton dalla 25esima posizione.
Il primo giro di soste regala sorprese: Jones balza al comando su Caruth, Love, Mayer (leggermente lungo nello stallo), Day (sosta lenta), Crews, Sawalich, Allgaier, Gray, R.Sieg, Kvapil, Hill, Creed. Penalità per Pulliam per ruota fuori controllo, ma l’attenzione si sposta ben presto sul box #20 in quanto non c’è tanta convinzione nei meccanici sul fissaggio della anteriore sinistra. Malgrado questo Brandon non verrà richiamato ai box e questo potrebbe diventare il momento di svolta della Chase.
Bandiera verde ai -37 e Jones scatta bene, Mayer salta però fuori subito 3-wide all’interno e passa facile andando al comando. Brandon finisce nel mezzo fra Day e Caruth e viene un po’ risucchiato, alza anche il piede, forse sente che qualcosa non va nel primo giro. In curva1 al passaggio successivo, ancora nel mezzo del gruppo, la vettura sbanda e nel pendolo parte verso l’esterno e qui stringe l’incolpevole Allgaier contro il muro. Entrambe le auto sono pesantemente danneggiate e per loro gara finita. Justin tornerà in pista dopo un’oretta senza muso per un giro sull’apron per prendere un punto in più. Per Brandon dopo il danno pure la beffa: la ruota era davvero mal fissata, al punto che non c’è il numero minimo di bulloni sulla anteriore sinistra e per la #20 ci sarà la DSQ.
Dopo il lucky dog di Smithley non ci sono soste in vetta e alla ripartenza dei -28 Mayer guida davanti a Caruth, Day, Sawalich, Gray, Kvapil, Love, Crews, R.Sieg, Creed, Hill, Clements, Smith, H.Burton e Retzlaff. Sam viene spinto bene da Corey e rimane al comando, la #17 non riesce a seguire la #41 e così Caruth la chiude al pelo sul compagno di livrea. Alle loro spalle un Kvapil in ripresa mentre Retlzaff prende la via dei box con una foratura alla anteriore destra.
Vanno via in tre approfittando del piccolo duello fra Gray e Sawalich, a seguire molto vicini Hill, Sieg e Love. Jesse ci prova su Ryan, ma non va anche perché la #39 anche in questa stage ne ha e supera Austin ai -20, ma la battaglia fra i tre proseguirà. Un altro outsider in forma in questo momento è Clements che, dopo l’ingresso in top10, attacca i big e uno dei primi a cadere sotto la #51 è Crews, ma in zona c’è anche un Creed che sta sparando le ultime cartucce prima di rimbalzare ancora sotto il peso del sovrasterzo. Dunque, Kvapil con Allgaier ko e Sheldon in giornata no e che toccherà anche il muro, può avere l’occasione buona per riaprire la corsa al titolo.
Al comando, intanto, Day si stacca leggermente e con Mayer rimane solo Caruth, tuttavia dai -15 in poi la #41 va in progressione, Rajah cede all’improvviso e viene ripassato da Corey. Poco più dietro Clements approfitta del nuovo mancato attacco di Sawalich su Gray per passare prima William e poi anche Taylor.
Negli ultimi giri Day sembra avere l’occasione per riprendere il leader, tuttavia la #41 gestirà al meglio il finale. Finale anche qui combattuto fino al break: Sawalich riattacca Gray con Crews che guarda, finalmente la #18 passa mentre Brent scivola e apre la porta a Love, tuttavia la #19 riuscirà a difendersi dall’esterno.
Mayer vince dunque la seconda stage davanti a Day (+1.0″), Caruth (+4.0″), Kvapil (+4.8″), Clements (+5.2″), Sawalich (+8.1″), Crews (+8.3″), Love (+8.6″), Gray (+9.6″) e R.Sieg (+11.5″), poi H.Burton, Hill, Smith, Thompson ed un Creed crollato nuovamente; Retzlaff beffato dopo la sosta perché all’ultimo giro Smithley viene nuovamente doppiato e si riprende il lucky dog,
Il secondo giro di soste sballa nuovamente tutto: Gray doppia sosta per ruota mal fissata, ruota che invece diventa vagante sia per Mayer che per Caruth e tutti e tre finiscono in fondo al gruppo. Dal nulla sbuca fuori Sawalich che balza al comando su Kvapil, Love, Day, Crews, Clements, Smith, H.Burton, Hill e R.Sieg con Creed 13°.
Bandiera verde a 103 giri dal traguardo e saranno tutti di bandiera verde. Sawalich, che ha completato la rimonta dal fondo, copre subito Day, ma Corey va all’esterno in curva2 e poi si tuffa in 3 tornando al comando, alle loro spalle – sulla leggera scivolata della #18 – Kvapil aveva toccato il muro e Clements per poco non lo passa, ma Jeremy dovrà difendersi invece da Love. Alla fine la #51 rischia di perdere il muso in curva3 e deve accodarsi al campione in carica. Dietro di loro uno Smith sempre anonimo ma entrato in top10 vive il suo unico momento buono con l’aggiramento di Crews, ma la #8 rimarrà lì per pochissimi giri.
Da dietro, intanto, Gray e Mayer iniziano la rimonta staccando Caruth, ma il loro recupero stallerà qualche manciata di giri più tardi attorno al decimo posto, soprattutto quando Taylor riesce a passare Sieg mentre Sam perde l’attimo buono e rimarrà dietro alla #39.
Davanti, nel frattempo, Day non è ancora scappato, Sawalich, Kvapil, Love e Clements rimangono in zona ma è solo una piccola illusione, infatti Corey come a inizio corsa andrà in progressione. Il primo via libera è l’attacco di Carson su William per il secondo posto, con la #18 che ovviamente non ha il ritmo dei leader, la sorpresa però è il sorpasso di Clements su Love quasi in contemporanea. Smith, intanto inizia a perdere posizioni, anche per colpa di una vibrazione alla anteriore destra.
Malgrado il sottosterzo, Kvapil torna sotto a Day mentre Clements non riesce a superare Sawalich. Corey reagisce alla #1 arrivata fin troppo vicina e rimette metri di margine. Reagisce anche Crews che riprende il terzetto di Sawalich, Clements e Love e attacca di slancio Jesse, ma la scivolata in curva3 della #51 apre una porta inaspettata che però è difficile da sfruttare. Alla fine a passare ai -80 è Crews su Love e Brent poco dopo si ripeterà su Clements.
Il sole sta calando e Day guadagna su Kvapil, ma sta emergendo forte Crews che riesce a passare Sawalich e ai -75 è terzo a 3.5″ dalla vetta, ma i tre nei giri successivi non si ricompatteranno, anzi i distacchi si amplieranno leggermente. Ai -65 Day guida con 1.3″ su Kvapil, 3.9″ su Crews, 5.2″ su Love, 6.2″ su Sawalich, 7.6″ su Clements, 10.0″ su Hill, 10.5″ su Gray, 12.1″ su Mayer che finalmente ha passato R.Sieg (+12.9″), poi uno Smith in discesa, Alfredo, H.Burton, Caruth e Creed.
Mentre Day apre ancora di più il varco e di lì a poco mette 2″ su Carson, si apre la finestra per l’ultimo pieno e ovviamente Smith con la vibrazione è il primo a tuffarsi in pit lane ai -60, seguono Gray (sosta non eccezionale) e Thompson ai -59, Crews, Mayer, H.Burton e Caruth ai -58, Kvapil, Love, Sawalich e Sieg ai -57, il leader Day con Clements, Hill e Creed ai -56. Tutti i big non hanno problemi di rilievo, anzi Pulliam finendo loose semplifica i doppiaggi a Day poco dopo il rientro in pista.
Ai -50 si esaurisce il giro di soste e la nuova classifica vede Day al comando con 1.1″ su Kvapil, 2.1″ su Crews, 5.5″ su Love, 10.9″ su Gray, 11.9″ su Mayer, 13.9″ su Sawalich, 14.5″ su Clements, 16.9″ su Sieg e 17.3″ su H.Burton mentre a pieni giri ci sono solamente Caruth, Hill, Smith, Alfredo, Creed e Thompson.
I giri seguenti sono di transizione con pochi assestamenti: Crews si stacca man mano che passano le miglia, Clements torna davanti a Sawalich, Mayer si avvicina a Gray, Caruth rientra in top10 ma subirà nel finale il recupero a sorpresa di Alfredo, anche per colpa del muso leggermente danneggiato in una fase di soste.
Day, intanto, non è scappato, anzi con il calare della sera e l’aumento dei doppiaggi da effettuare non sembra quello di prima, tuttavia l’andamento del distacco non è per nulla lineare. Quando ti aspetti un ricongiungimento, ecco che ai -35 il gap balza di colpo a 2″, gli altri ormai sullo sfondo.
Da qui in poi Kvapil inizia inesorabilmente a recuperare qualcosa, Day infatti si sta infatti avvicinando a Smith per il doppiaggio ma non riesce a colmare gli ultimi metri. Ai -20 Corey crolla e in paio di giri Carson più che dimezza il ritardo ed è a soli 0.4″. Inizia qui il finale clamoroso in chiusura di una corsa tranquilla.
L’elastico prosegue e Day capisce che deve muoversi, in curva1 ci prova a passare Sammy, ma scivola e deve riaccordarsi. Carson non riesce ad approfittarne e rimane a mezzo secondo anche quando Day riesce a forzare il sorpasso un giro e mezzo più tardi. E, oltre ad altri doppiati, il prossimo nella lista è Creed.
La #1 nei giri successivi rosicchia centesimi, ora è ingolosito da una possibile vittoria e dai 20 punti in più che potrebbero risultare fondamentali. Ai -13 la prima mossa con Kvapil che inizia a farsi vedere all’interno di curva2 ma non ha lo slancio, anche perché Day mantiene il centro della pista
Nei giri seguenti il traffico aumenta, ci sono anche Pulliam e Staropoli a rompere le uova nel paniere a Day, infatti nei giri successivi si ripropone la stessa scena con Carson che però avanza sempre di più, al punto che ai -11 riesce a tenere la sua vettura affiancata sul rettilineo opposto alla #17 e poi anche sul traguardo, un giro così e poi, dopo un piccolo contatto in curva3, Kvapil passa davanti ai -10.
E qui Day si deve reinventare e lo fa scegliendo la traiettoria più esterna a sfiorare il muro. Il controsorpasso arriva già al giro successivo: si lancia dal banking, incrocia la traiettoria all’esterno e si tuffa in curva3 tornando al comando. Corey prosegue di slancio e nei giri successivi rimette due-tre decimi di margine.
Creed però è sempre lì davanti e non segue una traiettoria uguale di giro in giro, Day deve adattarsi e ai -5 Kvapil torna sotto come prima, facendosi vedere all’interno di curva2. Si ripete la stessa scena vista in precedenza, Kvapil col passare dei giri guadagna sempre più centimetri fino all’errore potenzialmente decisivo. Ai -3 Day decide di scendere interno in curva3, ma pizzica l’apron, scivola quel tanto che basta per aprire la porta, Kvapil si infila e ai -2 è di nuovo davanti.
Day decide allora di tornare all’esterno, se possibile ancora più e il muro viene sfiorato più volte. Kvapil si trova davanti Perkins in curva3 e questo permette a Corey di attaccare nuovamente, i due si toccano in uscita di curva4 e vanno di side draft alla bandiera bianca. Qui la #17 sceglie ancora l’esterno, tocca il muro e sbanda, ma Kvapil scivola in curva2 e così i due sono ancora affiancati in curva3. Qui Corey tiene ancora giù il piede, bacia ancora le barriere in curva4, tuttavia il volante è saldo nelle sue mani e così mantiene la velocità per prendersi una clamorosa vittoria.
Day precede sul traguardo di 0.287″ un Kvapil che con il successo sarebbe stato il nuovo leader della generale, invece così è a -19 da un Creed che pur con un vantaggio più ampio ha permesso il rientro di altri piloti in corsa. Terzo è Love a 6.6″ dopo aver passato all’ultimo giro Crews (+7.0″), poi Gray (+15.4″), Mayer (+18.1″), Clements (+18.4″), Sawalich (+19.8″), Hill (+22.9″) e Alfredo (+26.7″), poi a pieni giri solo Caruth (+31.4″), R.Sieg (+32.8″) e Creed (+33.5″), doppiati H.Burton, Smith, Thompson, Poole, Pulliam (primo a -2), Retzlaff e K.Sieg.
I risultati odierni
La classifica della “Focused Health 302”
La classifica generale
Così in campionato dopo 4 delle 9 gare della Chase della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026
I prossimi appuntamenti
Stasera alle 23:30 a Las Vegas, in diretta su P300.it, ci sarà la gara della NASCAR Cup Series, giro di boa nella Chase visto che sarà la quinta di dieci gare. A partire dalla pole position, in un poker tutto Joe Gibbs Racing, sarà Denny Hamlin. La OAP Series torna sabato prossimo a Charlotte e non avrà più turni di riposo fino all’epilogo di Miami.
Immagine: Media NASCAR
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