NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Indianapolis 2026: primo successo in carriera per Carson Kvapil!

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 26 Luglio 2026 - 19:00
Tempo di lettura: 15 minuti
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NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Indianapolis 2026: primo successo in carriera per Carson Kvapil!
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Poker per il JR Motorsports a Indianapolis. Carson Kvapil resiste al ritorno di Allgaier nel finale e conquista una meritata prima vittoria

Una giornata così forse nemmeno papà Travis (campione 2003 della Truck Series) se la poteva immaginare. Nell’arco di poche ore, infatti, Carson Kvapil ha ottenuto a Indianapolis la sua prima vittoria in NASCAR e poche ore dopo l’altro figlio Caden, seguito più da vicino, ha vinto a Langley con le Late Model. Quella del pilota del JR Motorsports è stata una vittoria notevole, dato che nel finale ha mantenuto il sangue freddo e resistito al ritorno di un Justin Allgaier che qui va sempre molto veloce, anche se ha raccolto meno di quanto meritato. Sorride anche Dale Jr. che porta a casa un poker, visto il terzo posto di Chastain ed il quarto di Elliott, partito dal fondo.

La gara

La NASCAR OAP Series arriva a Indianapolis ed è già la terzultima gara di regular season, dunque potrebbero arrivare nuovi verdetti in ottica Chase. Osservato speciale il trio del JGR composto da Crews, Gray e Sawalich, visto che è probabile il fatto che (almeno) uno dei tre rimarrà fuori dai playoff con la sorpresa Parker Retzlaff che, invece, cerca a Indianapolis i punti per una possibile sicurezza nella qualificazione.

E, nella giornata di venerdì riservata alle libere, a sbagliare è Crews che si appoggia al muro in curva1 perdendo minuti di esperienza preziosi. Al comando della sessione si piazza Chastain (sulla #9 di JRM) in 53.517″ davanti ad Allgaier, Kvapil, Mayer ed Elliott che è sulla #88 invece, dunque Caruth è sulla #32 e questo non è ideale alla sua rincorsa alla Chase, visto che al momento è 14° in classifica generale.

Sabato è giornata di qualifiche e gara e la OAP becca le uniche gocce di pioggia di tutto l’Indiana o quasi. Per fortuna sono due di numero e le prove ufficiali si bloccano a circa metà dell’ordine delle 38 auto iscritte per qualche minuto. A pagare dazio è però Love, il primo della fila al momento dell’interruzione e quando bisogna riprendere la sessione la #2 non vuole proprio riaccendersi. La pole position va a Creed (53.069″) davanti a Kvapil, Mayer, la sorpresa Clements, Gray, Jones, Elliott, Chastain, Sawalich e Smith con Love alla fine appena 26° (non che vada meglio ad Hill, solo 19°).

Dopo aver retrocesso in fondo alla griglia proprio Chase Elliott per un tire rub che aveva preoccupato il team e quindi erano sorte delle modifiche in parco chiuso, può avere inizio la classica gara da 100 giri (30+30+40) con soli quattro set di gomme a disposizione ed un pieno buono per circa una quarantina di giri.

Alla bandiera verde partenza pari fra le due file, ma Creed sfrutta la corsia interna per avanzare lentamente e prendere il comando in curva2 con Mayer che prova a seguirlo sulla spinta di Clements. Il doppio sorpasso riesce in curva3 e Kvapil viene pure puntato da Jones in curva4. I primi tre scappano via mentre la #20 e la #1 proseguono affiancate a lungo con il trenino che sul rettilineo opposto del secondo giro favorisce Brandon perché il primo della fila è Gray.

Alla fine Carson riesce a mettersi in fila al sesto posto. La battaglia successiva è un 3-wide sulla brickyard fra Day, Sawalich e Chastain con William che alza il piede verso curva1 e la lotta fra le Chevy che si risolve a favore di Ross in curva2 con la #18 che passa di slancio in 3 seguita da Allgaier in 4, poi pure da J.Burton e Alfredo sul traguardo. Caruth e Ryan Sieg provano ad approfittarne sul backstretch, ma il tuffo di Rajah non va a buon fine.

Dopo l’inizio combattuto, il gruppo si va allungando con una coppia Haas ed una JGR che hanno in mezzo Jeremy Clements che resiste bene al ritmo dei leader, seppur se a 2″ da Creed che, a sua volta, ha circa 0.75″ su Mayer. Elliott, invece, si è divincolato bene nel traffico ed ha guadagnato 10 posizioni nei primi cinque giri.

L’azione riprende all’ottavo giro quando Kvapil riattacca Gray in tandem con Smith, i due passano in curva3 dove anche Chastain infila il muso e tiene aperta la porta anche a Sawalich, ma le Toyota favoriscono l’inserimento anche di Allgaier che nel 3-wide passa solo Taylor che, dunque, perde cinque posizioni in mezzo giro.

Ai -20 inizia a muoversi qualcosa anche al comando, infatti Mayer perde ulteriore terreno da Creed, ma la vera sorpresa è che Clements sta recuperando qualche decimo non solo alla #41, dove è quasi in scia, ma anche al leader sulla #00. Jones invece sta perdendo ritmo e dietro di lui inizia a formarsi un trenino che va da Kvapil fino ad Allgaier. Ai -17 Carson attacca in curva2 e passa facile dato che, ancora una volta, arriva l’aiuto aerodinamico di Smith. Sammy, tuttavia, non riesce ad infilarsi come vorrebbe in curva3 e allora ne approfitta anche Chastain e alla North Chute è di nuovo 3-wide da cui ne esce davanti proprio Ross. Smith, invece, deve riaccodarsi e viene attaccato da Sawalich che, tuttavia, rimbalza perché a spingere la #8 arriva Allgaier.

Jones è ancora lento e la spinta di Allgaier sul traguardo del giro successivo favorisce l’attacco di Smith completato in curva2. Alla #8 si accodano anche la #7, poi anche Sawalich e Gray che, favorito dal ritmo della #20, aveva ripreso chi aveva davanti dopo che si era staccato in precedenza. Quattro posizioni perse da Jones in pochi secondi. Mentre va in scena questo duello, in curva3 Clements ha attaccato e passato Mayer. 2.7″ il ritardo di Jeremy da Creed ai -14 con la coppia Kvapil-Chastain che ha ripreso Sam.

Clements è scatenato e se ne va, lascia sul posto gli inseguitori e prosegue a recuperare terreno a Sheldon, giro dopo giro. L’inseguimento durerà circa cinque giri, ad aiutare la #51 ci pensa anche la #00 le cui prestazioni stanno letteralmente crollando (e il doppiaggio complicato di Starr non è la causa principale), al punto che ai -10 non viene ripreso solo da Clements, ma anche da Mayer, Kvapil e Chastain che invece ha staccato Smith.

Sheldon resiste come può per un paio di tornate in cui alle sue spalle Kvapil si fa vedere a sua volta su Mayer e, non riuscendo nel sorpasso, viene superato ai -7 in curva1 da Chastain. Al giro successivo crolla la difesa della #00, in curva2 scivola sempre di più e apre la porta a Clements che, senza nessun aiuto da dietro, vola al comando. Sheldon crolla in pochi metri e passano pure Mayer e Chastain mentre sul gruppo di testa sono rientrati anche Allgaier e Sawalich. Al giro successivo Creed viene passato in curva3 anche da Carson mentre Clements scappa via.

Le battaglie finali nella stage vedono protagonista ovviamente sempre la zona Creed: ai -5 Allgaier non riesce ad aprire la porta in curva2 e così viene scavalcato di forza in curva3 da Sawalich. Justin, sempre uno dei migliori qui a Indy, non riesce a risolvere la pratica #00 anche al giro successivo quando non riesce a seguire la #18 e così si ritrova vicini Smith e Gray. Davanti, intanto, Chastain ha superato Mayer ed è secondo con Kvapil che rimane incollato alla #41.

Mayer sta crollando come il compagno di squadra e nell’arco di un giro viene superato da Kvapil e pure ripreso e scavalcato da un Sawalich finalmente veloce dopo parecchie gare in ombra, anche non per colpa sua.

Jeremy Clements vince a sorpresa la prima stage (seconda in carriera) davanti a Chastain (+2.5″), Kvapil (+4.7″), Sawalich (+4.9″), Mayer (+5.2″), Allgaier (+5.8″), Creed (+7.0″), Gray (+7.2″), un rimontante Crews (+7.3″, partito 15°) e Smith (+8.7″); a seguire Day, Jones, Caruth, Elliott (14° dal fondo e che a inizio gara ha rischiato grosso pizzicando l’erba con il muso), R.Sieg, Hill, Retzlaff, J.Burton, Alfredo e Love che si trova paradossalmente meglio nel traffico che a pista libera. Lucky dog per Byrd dal 35° posto.

Il primo giro di soste manda Chastain al comando davanti a Sawalich, Kvapil, Allgaier, Creed, Mayer, Jones, Clements, Smith e Crews. Sosta lenta per Elliott che scivola al 22° posto, penalità per Sanchez, Pardus e soprattutto Gray (che uscendo dallo stallo aveva anche toccato Crews) che rischia di perdere punti preziosi, infatti virtualmente ora sarebbe fuori dalla top12 in classifica generale.

Ripartenza ai -24 e Creed spinge forte Sawalich che avanza dopo curva1 e in curva2 aggira Chastain passando al comando, Ross resiste andando quasi sull’erba ma ormai l’inerzia è a favore della #18. Creed e Kvapil si accodano a loro, Allgaier si tiene dietro Mayer e rimane in top5. I primi sette si mettono in fila indiana, poi Jones crea ancora un po’ di tappo staccandosi dal gruppo di testa e permettendo a Hill di approfittarne ed entrare in top10 superando Crews.

Ai -21 Chastain si infila in curva1 e e stavolta Creed aiuta lui nella spinta. A sorpresa, invece, Kvapil va esterno e così Sawalich viene messo nel mezzo con Allgaier che segue il trenino e così ci prova in curva3 Carson mentre William viene attaccato anche da Mayer che è seguito da Clements. Sei posizioni perse da Sawalich in un giro mentre Jeremy non riesce a seguire Sam e così viene attaccato da Jones che, tuttavia, perde slancio e così Hill balza davanti a tutti e due. Sosta imprevista per Yeley che andrà diritto nel garage. Per l’unica Ford in gara sarà ritiro con la pompa della benzina ko.

Scappano via Chastain, Creed, Allgaier e Kvapil anche se Carson sembra già un po’ al gancio e quindi Mayer lo tiene nel mirino seppur circa 1″ più avanti. Ross, invece, cerca di forzare, ma il tandem aerodinamico #00-#7 impedisce l’allungo, anche se Justin sente qualche rumorino al motore. È tornata la calma e l’unico sorpasso in top10 in questa fase è quello di Crews su Clements ai -17 per la nona posizione. Love, invece, si avvicina a questa zona e col sorpasso su Day in curva4 è 12°, immediatamente alle loro spalle Elliott infila Retzlaff che scivola parecchio e bacia pure il muro con Ryan Sieg che non riesce ad approfittarne.

Ai -12 Chastain viene praticamente ripreso e anche Kvapil torna sotto mentre Mayer si tiene a circa 1.5″ dal quartetto al comando. Crews, invece, fa di necessità virtù e di giro in giro migliora, infatti passa in sequenza Hill e Jones salendo al settimo posto. Austin cede alla distanza e ai -9 viene infilato anche da Jones in curva4.

Ai -7 si formano due gruppi, il citato quartetto al comando e a 3″ il terzetto composto da Sawalich, Mayer ed un Crews in recupero. La battaglia ha appena il tempo di iniziare (attacco di Kvapil su Allgaier in curva1) che arriva una caution: Smithley finisce in testacoda in curva2, dopo aver pizzicato l’apron in scia a Perkins, senza riportare danni. Lucky dog per Lothian.

Mancano all’apertura dei box circa 45 giri al traguardo, dunque l’occasione è ghiotta per i leader per andare ora ai box e fare il pieno fino all’orlo e puntare direttamente alla bandiera a scacchi. Pittano tutti tranne Thompson e Caruth, poi in uscita dai box si piazzano Chastain, Creed, Allgaier, Kvapil, Sawalich, Jones, Mayer, Hill, Love ed Elliott. Lunga sosta per Crews perché Brent riparte troppo presto (ci sono stati dei rallentamenti nel cambio gomme) e il sollevatore danneggia il passaruota posteriore sinistro.

Ripartenza per uno sprint di appena tre giri e la sensazione che Dean e Rajah siano spacciati con il plotone alle loro spalle. Non sarà invece così. Allgaier spinge bene Caruth mentre Chastain non può fare lo stesso con Thompson, anche perché la #26 finisce loose in curva1 e alzando il piede fa da tappo alla corsia interna. Ross per sua fortuna riesce a trovare un varco nella South Chute dietro ad Allgaier e davanti a Kvapil, ma l’inerzia è persa e Thompson riesce a salvare la terza posizione davanti ad un gruppo agguerrito in cui, ancora una volta, è Jones ad andare più lento degli altri e innescare dei 3-wide.

Caruth ed Allgaier scappano via, segue poi la coppia Thompson-Chastain, dunque il quartetto di Creed, Kvapil, Sawalich e Mayer mentre Elliott ed Hill sono riusciti a far saltare il tappo Jones, ma hanno perso terreno prezioso. Le due coppie si ricongiungono a 1.5 giri dalla fine, dunque è 4+4.

Allgaier si fa vedere in curva1 all’ultimo giro, ma si tiene in scia al (quasi) compagno di squadra. In curva2 Chastain, invece, si infila all’interno di Thompson che verrà passato anche da altri, ma salverà lo stesso il risultato parziale. Rajah resiste bene anche alla pressione e si porta a casa 10 insperati punti preziosi.

Caruth vince la seconda stage davanti ad Allgaier, Chastain, Creed, Kvapil, Thompson, Mayer, Sawalich, Hill ed Elliott; a seguire Jones, Love, Retzlaff, Alfredo, Gray, Day, R.Sieg, J.Burton, Smith (perso completamente dopo una sosta non esaltante a fine prima stage) e Clements (lentamente rimbalzato indietro), Crews 21°, lucky dog per Starr che riporta tutte e 37 le auto ancora in gara a pieni giri.

Al break si completa il giro di soste, quindi vanno in fondo praticamente solo Caruth e Thompson, poi si parte con l’incognita fuel saving (si varia via radio fra chi è giusto per andare in fondo come Chastain mentre altri addirittura pare che siano da uno a tre giri a corto; alla fine nessuno rimarrà a secco) per gli ultimi 34 giri di gara con il favorito di sempre Allgaier al comando.

Justin scatta a differenza del tandem Chastain-Kvapil, al punto che Mayer salta fuori all’interno e va 3-wide insieme ad Elliott. Sam infila al pelo Carson in curva1, la #1 si deve allargare e si appoggia a Sawalich che finisce esterno e perderà posizioni subito da Elliott e Hill. Rischia di perderne altre, ma in curva2 Love tocca Jones proprio alle spalle della #18 e così William resiste all’ottavo posto. Davanti, intanto, Ross ha trovato lo slancio perduto e sta infilando Allgaier in curva2 così come Mayer sta facendo lo stesso con Creed.

I due viaggiano affiancati fino a curva4 dove Chastain passa davanti e Kvapil prova a seguirlo, anche se è solo. Mayer però cambia idea e dallo spingere Justin si tuffa all’interno aprendo un nuovo 3-wide in cui Creed è solo spettatore. Allgaier deve alzare il piede mentre Mayer tiene giù e si appoggia alla fiancata della #1. Solo ora Sam desiste e così Kvapil sale al secondo posto mentre Chastain ringrazia ed è in fuga. Allgaier ripassa Mayer in curva3 seguito da Creed e alla lista si aggiungono anche Hill e Sawalich in curva4. Ad aiutare la #41 arriva Elliott e così Mayer ripassa la Toyota.

La battaglia prosegue: anche Elliott passa Sawalich lasciandolo nelle grinfie del gruppone in cui stanno recuperando posizioni Day e Alfredo con Corey che attacca la #18 in curva3 con la manovra che si conclude solamente mezzo giro più tardi. Dunque, ai -30, Chastain guida con circa 0.85″ su Kvapil, poi Allgaier, Creed, Hill, Mayer, Elliott, Day, Sawalich e Alfredo. Crews sta rinvenendo velocemente ed è già 13°, appaiato a Retzlaff e dietro alla coppia Jones-Gray che perde ancora terreno.

Chastain di giro in giro perde centesimi da Kvapil che sta invece approfittando del fatto che, a sorpresa, Creed ha superato Allgaier e quindi Justin sta perdendo ora terreno dietro alla #00 che sullo short run è migliore della #7. Ai -27 Kvapil riprende Chastain ed i due hanno circa 1.5″ sulla coppia all’inseguimento.

Per i giri successivi Carson studia da vicino la #9, ma nonostante questo i due allungano sulle altre due Chevy. Ross inizia a difendersi in curva3 e sul traguardo, proprio il punto in cui ai -22 Allgaier torna davanti a Creed, seppur a 2.4″ dai leader. In curva2, pochi secondi più tardi, Chastain scivola e apre la porta a Kvapil che si infila e prima ancora di metà backstretch è al comando.

Non c’è tempo per il contrattacco, la #1 mette subito un paio di lunghezze di vantaggio e, anche se manca ancora tanto al traguardo, inizia a sentirsi aria di qualcosa di mai successo finora. Allgaier, infatti, non recupera terreno in questa fase e rimane a 2.5″ di ritardo ai -20, seguono poi Creed (sempre con la #7), Hill, Elliott che ha appena passato Mayer (che si stacca subito da Chase), Day, Sawalich e Jones che ha staccato leggermente la coppia Gray-Crews.

Chastain, intanto, non perde terreno, si mantiene a mezzo secondo dal leader, cercando forse di puntare al fuel saving. Mayer, invece, pensa più all’assetto e ai -18 viene infilato in curva1 sia da Day che da Sawalich. Dai -16 in poi inizia ad aleggiare su Indianapolis il fantasma di Allgaier, Justin inizia infatti a recuperare centesimi o al massimo un paio di decimi alla volta ai leader, Creed alza bandiera bianca e cede ben di più, al punto che Elliott lo mette nel mirino e lo passerà ai -13 formando un poker JRM. Crews, invece, si è liberato dei compagni di squadra e rientra in top10.

Il doppiaggio di Starr anche in questa occasione si rivela problematico e ai -13 Kvapil lascia sul tavolo ad Allgaier tre decimi, dunque ora Justin è praticamente a 1.5″ dalla vetta. Mayer scivola ancora come in precedenza e al passaggio successivo apre la porta anche a Crews. In vetta, però, Carson mantiene la calma e a 10 giri dalla fine recupera ritmo e tiene a distanza gli avversari, con Chastain che ora è esattamente nel mezzo fra la #1 e la #7.

Il giro dei -9 è quello che riaccende le speranze di Allgaier: la scia di Chastain gli permette di guadagnare sia tre decimi secchi a Kvapil, sia di riprendere definitivamente Ross. La #9 ai -8 scivola in curva2 ed il sorpasso sembra destinato ad arrivare immediatamente (forse questo è il turning point in vista della bandiera a scacchi), invece Chastain ha ancora velocità e Justin si deve riaccodare, come se fosse rimbalzato sul muro d’aria. Intanto attorno a Day si muovono gli avversari: Sawalich guadagna due posti, Hill ne perde altrettanti e Corey rimane settimo.

Al giro successivo Chastain scivola nuovamente, stavolta però in curva1 e così per Allgaier in curva2 il sorpasso è molto facile. Justin deve così recuperare 1″ preciso a Kvapil in esattamente sette giri e mezzo. Clements, purtroppo, accusa problemi elettrici e torna ai box.

Kvapil è sì giovane, ha appena 23 anni ed è alla seconda stagione completa nella categoria, ha sbagliato in qualche occasione quest’anno, ma è incredibile la sua lucidità. Perde, infatti, dal veterano compagno di squadra centesimi, non di più. Lo scenario con la telecamera dall’alto ai -6 farebbe tremare le ginocchia a molti, infatti davanti alla #1 sul rettilineo principale in vista delle ultime miglia ci sono parecchi doppiaggi in arrivo. Nemmeno questo, tuttavia, impensierisce Kvapil.

Un veterano come Bilicki desiste dalla lotta con Ellis e lascia passare Kvapil in curva4 ai -4, più difficoltoso è il passaggio su Ryan ai -3 in curva2, ma nonostante questo Carson mantiene 0.5-0.6″ di margine su Allgaier con soli due giri al traguardo. Justin rosicchia ancora, sente la scia sempre più forte, ma ancora una volta la #1 perde pochissimo. In curva3 Allgaier è a tre decimi, sembra poco, ma il distacco visivo è più rassicurante in vista della bandiera bianca.

Allgaier sembra pronto a beffare il giovane compagno di squadra, malgrado il disturbo aerodinamico rimane lì a 0.2-0.3″ (ovvero due lunghezze) dopo curva1 e 2, poi però ha un po’ di sottosterzo e sul backstretch perde un po’ di inerzia. Justin è costretto a forzare l’ingresso in curva3 per tornare sotto, ma porta dentro troppa velocità e quindi in uscita perde quel mezzo metro decisivo.

Carson Kvapil vince a Indianapolis la prima gara in carriera. Al box però non c’è papà Travis, impegnato a Langley a fare da crew chief all’altro figlio, Caden. Al muretto c’è invece Dale Jr. che quasi si commuove, come se a vincere fosse stato un figlio adottivo. E la giornata non si chiude qui, perché le favole hanno sempre il lieto fine: in serata vincerà con le Late Model proprio anche Caden.

Dietro a Kvapil sul traguardo si piazzano Allgaier (+0.6″), Chastain (+2.6″), Elliott (+5.1″), Sawalich (+8.7″), Crews (+10.5″), Day (+12.6″, crollato nel finale), Creed (+12.9″, destino identico alla prima stage), Jones (+13.4″) e Hill (+13.9″). A seguire Retzlaff, Gray, Mayer, Alfredo, J.Burton, un anonimo Love, R.Sieg, H.Burton, Smith (sempre più deludente, visto che i compagni di squadra hanno fatto 1-2-3-4) e Sanchez. Sulla strategia sfasata, Thompson e Caruth non hanno recuperato e si piazzano 21° e 22°. Dispiace il finale di Clements, alla fine penultimo a -3.

La terzultima gara della regular season regala ben cinque biglietti per la Chase e, dopo i già qualificati Allgaier (che valica quota 1000 punti) e Love, accedono mateticamente ai playoff anche Kvapil (che supera anche Jesse al secondo posto in generale), Creed, Day, Jones e Hill. Dunque, rimangono ancora cinque posti in palio. Smith è ad un passo (+98), Retzlaff incredibilmente dovrà solo gestire dall’alto del suo +56, per Mayer (+29), Crews (+13) e Gray (+7) brividi fino in fondo a difendersi da Sawalich (-7) e Caruth (-20).

I risultati odierni

La classifica della “Pennzoil 250”

La classifica generale

Così in campionato a 2 gare dalla fine della regular season della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026

I prossimi appuntamenti

Stasera alle ore 20:00 a Indianapolis ci sarà la tradizionale Brickyard 400, nonché finalissima dell’In-Season Challenge fra Ryan Blaney e Todd Gilliland; a partire dalla pole position sarà invece Carson Hocevar davanti al compagno di squadra Daniel Suárez. Diretta su P300.it. La OAP Series tornerà in pista sabato 8 agosto in Iowa.

Immagine: Media NASCAR

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