A Miami va in scena la gara più bella del 2026 di tutta la NASCAR. Battaglie continue, ma una caution cambia tutto. Jones ne approfitta e chiude al meglio l’anno, Allgaier controlla e fa il bis di titoli
In un universo parallelo in victory lane c’è Justin Allgaier che sta festeggiando il secondo titolo appendendo il casco al chiodo dopo aver annunciato negli scorsi giorni il ritiro dall’attività. E invece il pilota della #7 ha deciso di andare avanti, firmando addirittura un rinnovo pluriennale del contratto con JR Motorsports, quindi nel nostro universo Allgaier, oltre a fare i burnout, nel 2027 difenderà il titolo conquistato a Homestead da una nuova selva di giovani piloti e far valere la continuità di risultati per portare a casa chissà, magari un terzo campionato che nessun pilota ha mai portato a casa nella storia della categoria cadetta della NASCAR.
La gara
Splende il sole su Miami per la lotta più infuocata delle tre di Homestead. Cinque piloti per un solo titolo, anche se uno – Justin Allgaier – parte con almeno 22 punti di vantaggio sul quartetto (racchiuso fra -22 e -42) composto da Jesse Love, Corey Day, Carson Kvapil e Sheldon Creed. La #7 parte ovviamente da favorita, ma il compito non sarà semplice, anche perché una vittoria altrui potrebbe dimezzare o più il ritardo in classifica, portando il campo anche sulle prime due stage.
38 le auto presenti con poche sorprese in gruppo, l’unico cambio arriva praticamente in corsa a libere in procinto di iniziare: Emerling sulla #38 decide di tornare a casa in quanto sta per diventare papà e al suo posto arriva il più classico dei JJ Yeley.
Gli exit poll dei primi giri danno fiducia a Creed, migliore dei cinque mentre Kvapil – scendendo in pista per ultimo – si piazza in coda. Col passare dei giri però gli equilibri cambiano, Carson risale mentre Allgaier non sembra brillare in nessuna delle situazioni possibili. Nel finale, però, due possibili svolte: Love fora la posteriore sinistra (forse per un detrito) in curva1, salva #2 nella sbandata e poi si ferma prudentemente sul backstretch. Il ritorno ai box a passo d’uomo col battistrada staccato evita dai peggiori. Chi invece ne riporta, probabilmente solo cosmetici, è Corey Day che nello stint finale piazza due stripe contro il muro, una leggera e una ben più evidente sulla carrozzeria.
Il miglior tempo a fine sessione è di Anthony Alfredo (33.384″) davanti a Clements, Mayer (forse il favorito della corsa), Gray, Creed, R.Sieg, Day, Retzlaff, Caruth e Hill, Love 11°, Kvapil 17°, Allgaier 20°. Poi scende la sera e la notte porterà consiglio a piloti e crew chief.
Il sabato inizia con una sessione di qualifiche senza scossoni, ma che rispecchia un po’ l’andamento del venerdì. A conquistare la pole position è Sheldon Creed (33.578″) a precedere Hill, Kvapil, Love, Crews, Retzlaff, Day, Jones, Sawalich e Sanchez mentre Allgaier è “solo” 11° davanti ad un Mayer che sfiora pericolosamente il muro.
Dopo aver retrocesso in fondo Alfredo per modifiche in parco chiuso, può avere inizio una corsa da 200 giri (canonico 45+45+110) per 300 miglia, addirittura sei treni di gomme a disposizione e un pieno stimato in 60-65 giri.
Alla bandiera verde la prima fila scatta bene e Creed non ha problemi a tenersi dietro gli altri, primo fra tutti Hill che infila Kvapil; Retzlaff con il gruppo guidato da Jones completa la top5. Allgaier rischia qualcosa nel gruppo, ma guadagna due posizioni ed entra in top10. Parker non ha il ritmo dei leader e in fretta viene scavalcato dagli altri big, Jones è il primo che ci prova interno in curva1, ma non gli riesce lo slide job e allora dall’esterno arriva di rincorsa Mayer che non solo è favorito per oggi, ma è anche la mina vagante in ottica titolo, fuori dai giochi ma che può rubare punti preziosi.
Dopo il sorpasso di Jones su Retzlaff al secondo tentativo, sulla #99 arriva sotto Allgaier che è scatenato ed ha già passato anche Day e Caruth. L’azione prosegue infuocata: Mayer attacca anche Kvapil, interno in 1-2 non va mentre in curva3 passa. Al giro successivo a ventaglio si piazzano Allgaier, Jones e lo stesso Kvapil senza però cambi di posizione; al passaggio successivo Justin passerà Brandon al pelo in curva4. Day, invece, prova pure lui a infilare Retzlaff ma non ci riesce e così viene scavalcato da Caruth.
Giro 8, il primo colpo di scena: Day contrattacca Caruth in curva2 e lo affianca, quasi lo passa sul rettilineo opposto, ma poi si sposta all’esterno credendo di aver completato la manovra. Purtroppo per lui, il compagno di livrea è ancora lì e Corey si gira sul muso della #88 sbattendo contro il muro. Con la vettura danneggiata, la sua carambola finisce nell’erba fra pista e pit lane di curva3 piantandosi nel bagnato. Per lui, il sogno del titolo è finito qua, riesce a tornare nel garage, ma ripartirà staccato di 16 giri (e al rientro in pista senza carrozzeria sulla anteriore destra rischierà di partire per la tangente). Lucky dog per K.Sieg che aveva forato in un contatto al via.
Mentre via radio Corey si prende le colpe, ai apre la pit lane e ai box va oltre a Caruth per sistemare il muso, anche Pardus. Ripartenza ai -32 con Creed davanti a Love, Hill, Mayer, Kvapil, Allgaier, Jones, Retzlaff, Crews e Sawalich. Mayer spinge bene il compagno di squadra, poi si infila in mezzo fra lui e Love e riesce ad infilare la #2, non invece sulla #00 e deve riaccodarsi. Alle loro spalle Hill va all’esterno di Kvapil mentre Allgaier osserva interessato. Carson non molla, riattacca Jesse e lo affianca venendo seguito da Justin che attacca Austin. In curva4 contatto fra #1 e #2 e Love deve alzare il piede sbandando perché non era riuscito a chiudere lo slide job su Hill e spostandosi a sinistra aveva trovato lì Carson.
Love non molla, approfitta del duello creatosi fra Kvapil ed Hill per tornare sotto e riaprire il ventaglio. Hill passa e a prendere il suo posto nel 3-wide è Allgaier. Justin dall’esterno passa sul traguardo Kvapil, poi si lancia in curva1 all’interno di Hill. I due vanno via affiancati fino a curva4 dove la #7 rischia a sua volta grosso.
Davanti, intanto, Creed mantiene mezzo secondo di vantaggio su Mayer mentre la coppia RCR si è staccato ed ha perso già un paio di secondi ed Hill a pista libera non recupera terreno. Ai -20 inizia un po’ di elastico in vetta, Sam oscilla a seconda dei giri e della vicinanza dal muro fra i 0.3″ e 1″ di ritardo. Da dietro sta recuperando intanto anche Crews che ha passato e staccato Sawalich, poi nel trenino JGR va a riprendere Jones.
Ai -15 iniziano i primi doppiaggi e Mayer torna sotto a Creed e qui inizia a vedersi il motivo per cui la #41 prima del via era favorita, Love invece può respirare perché Kvapil è più impegnato nella difesa su Allgaier che torna sotto al compagno di squadra. Dopo un attimo di tregua, l’azione riprende con Jesse che va a riprendere Hill mentre Crews scavalca Jones.
Ai -12 Creed arriva sotto ad un quartetto di doppiati, Mayer lo attacca di slancio in curva1 più diretto mentre Sheldon provava a slalomeggiare. La manovra di Sam non è efficace al 100%, ma tanto basta per andare al comando e staccare il compagno di squadra. Quasi in contemporanea Love supera Hill e Allgaier va a riprendere proprio la #21.
Una volta passato, i tempi di Creed si alzano brutalmente, per sua fortuna il margine su Love è di 4″ e dietro c’è ancora battaglia. Kvapil ne approfitta e riprende il gruppetto, attacca di slancio Allgaier in curva1-2, Justin risponde con uno slide job in 3-4, poi un altro giro di incroci, sorpassi e controsorpassi lottando anche con i doppiati che sono nel mezzo. Alla fine rimane davanti la #7 mentre Carson via radio inizia a lamentare dei problemi elettrici per un nuovo colpo di scena fra i big.
Ai -5 Allgaier attacca Hill, ma non ce la fa e rimbalza pesantemente. Si crede che sia solo una sbandata, ma Justin crede invece di aver addirittura forato la posteriore destra e quindi alza leggermente il piede per gestire le ultime miglia. Verrà superato da Kvapil prima e poi da un Crews in forte recupero.
Mayer vince una spettacolare prima stage davanti a Creed (+4.9″), Love (+7.4″), Hill (+7.6″), Kvapil (+9.32″), Crews (+9.39″), Allgaier (+11.5″), Retzlaff (+13.4″), Jones (+14.6″) e Smith (+17.8″), K.Sieg 12° dietro a Sawalich dopo aver montato gomme fresche, Alfredo 13°, Gray 15°, Caruth 17°, J.Burton 22° e lucky dog, Day ultimo a 17 giri. La classifica effettiva del campionato ora vede Allgaier a +18 su Love, +27 su un Day però out, +29 su Kvapil e +37 su Creed mentre quella virtuale vede la Justin a +10 su Jesse, +25 su Carson e +26 su Sheldon.
Il primo giro di soste, anticipato da Harrison Burton, vede Love balzare al comando su Mayer, Creed, Hill, Allgaier, Jones, Sawalich, Retzlaff, S.Smith e Gray, Crews 11°, wave around per Yeley prima di ritirarsi con un cuscinetto ko, Kvapil scivola in fondo al 22° posto perché al box decidono di cambiare la batteria e dato qualcosa al pilota anche per aggiustare il cruscotto. E la situazione di classifica generale si ribalta perché col primo posto Love sarebbe virtualmente campione con nove punti di margine su Allgaier al quale però dicono che la ruota non era forata, quindi il pensiero rimane.
Bandiera verde ai -37 nella seconda stage e la prima fila di Love e Mayer quasi viene a contatto, poi Sheldon spinge Jesse e riesce a infilarsi al suo interno in curva2. Alle loro spalle Sam tocca il muro e viene infilato da Hill che però non chiude il sorpasso e quindi arriva ad affiancarli anche Allgaier. Creed, intanto, in curva4 ha ripreso il comando ridando il titolo virtuale alla #7 che di slancio al giro successivo supera Hill e poi attacca anche Mayer. Lo slide job riesce, ma Justin incrocia e riparte un duello che dura per il giro successivo. Alla fine, Sam riesce a passare al pelo in curva4.
Mayer va subito a riprendere Love, ma si porta dietro anche Allgaier che torna a puntare la #41 malgrado una possibile vibrazione. Jesse tocca leggermente il muro e innesca l’attacco di Sam che entra forte in curva1, ma scivola pure lui. Allgaier allora tenta lo slide job in curva3 e per poco non passa entrambi, alla fine si mette dietro solo la #41. Mayer riattacca immediatamente e altro show fra i due.
La fuga di Creed, intanto, è stata annullata prima del previsto ai -25 e così si crea un gruppetto di cinque auto racchiuse in meno di 1″. Sheldon si difende in curva1 dall’interno, ma scivola e apre la porta a Love mentre Mayer torna a davanti ad Allgaier, infine Hill cerca di rimanere con loro. Sam di slancio ancora ci prova all’interno di Love per due volte mentre Allgaier e Hill si staccano. A Justin però questa situazione va bene, forte sottosterzo a parte: finché Jesse non vince, allora può gestire la corsa.
Da dietro, intanto, Kvapil si è scatenato e dal fondo ormai vede la top10 in cui Retzlaff perde qualche posizione dal trio JGR ma mantiene le posizioni di vertice. Mayer torna all’attacco su Love (e così Creed respira), ma si trova all’interno Day da doppiare e si deve riaccodare, poi ai -20 rimbalza più indietro. L’elastico prosegue, Mayer ne ha e di slancio torna a puntare la #2 all’interno di curva2.
Creed inizia ora un nuovo giro di doppiaggi e permette di nuovo il riaggancio degli inseguitori, Love si difende a centro pista e Mayer lo scavalca di slancio andando interno in curva3-4. Sheldon è subito lì davanti, ma il sorpasso replica della prima stage arriverà ai -7 dopo almeno un paio di tentativi e slide job incrociati. Love si è staccato e quindi per la coppia Haas non ci sono problemi apparenti nel finale, anzi Allgaier riprende Jesse ma non riesce a superarlo. Crews recupera ancora terreno e scavalca Hill mentre Kvapil è ormai ampiamente in top10 e si mette alle spalle Retzlaff.
La stage finisce con un giro e mezzo di anticipo perché Jeb Burton finisce in testacoda in curva3 per una foratura. Mayer vince dunque il secondo traguardo intermedio, ai -2 aveva 2.1″ su Creed, 3.1″ su Love, 4.0″ su Allgaier, poi 7.5″ sulla coppia Hill-Crews con Austin che stava subendo il sorpasso, 8.0″ su Jones, 8.5″ su Kvapil, 9.8″ su Retzlaff e 11.5″ su Sawalich, Gray 11°, Smith 14°, Caruth 16°, lucky dog per Staropoli dalla 20esima posizione, Day a -20, Smithley ritirato per problemi al retrotreno, di lì arriverà anche quello di Maggio (motore) mentre Ellis si era fermato ai box per una foratura.
La classifica effettiva del campionato vede Allgaier a +17 su Love, +33 su Kvapil tornato in corsa, +34 su Day e +35 su Creed, la situazione virtuale è sostanzialmente identica escludendo Corey. La sintesi a questo punto è molto semplice: Love vincendo sbancherebbe perché sarebbe automaticamente campione, in caso contrario ad Allgaier basterebbe gestire un ampio margine sugli avversari, al punto che gli basterebbe una comoda top15 anche in caso di successo di Kvapil o Creed.
Il secondo giro di soste rimanda al comando Creed davanti a Love, Jones, Allgaier, Hill, Kvapil, Sawalich, Crews, Retzlaff e Gray, pit eterno alla anteriore destra per Mayer che precipita al 18° posto. Bandiera verde a 104 giri dalla fine e Sheldon scatta bene mentre Allgaier cerca di evitare guai, va tutto esterno al fianco di Love mentre all’interno Jones perde subito terreno. Malgrado le pressioni basse alla anteriore destra, al punto che lo splitter fa scintille, Creed rimane davanti mentre Love con uno slide si difende da Allgaier che si accoda e rinuncia all’incrocio; Hill e Kvapil completano la top5.
Vanno via la #00 e la #2 mentre Allgaier rimane in attesa, sa che l’unico pericolo è Jesse ma la #2 prima ha dimostrato di non averne come la coppia Haas. Kvapil prosegue nella rimonta, ormai conclusa e al giro di boa di metà gara supera anche Hill verso curva3. Il trio JGR è sempre vicino e sempre in coda alla top10 e Brandon si riprende la posizione da Sawalich. Rimonta scatenata anche per Mayer che è rientrato nelle prime dieci posizioni così come un Caruth che, ancora ammaccato, rimbalzerà più tardi.
Sam non si ferma qua, passa il trio JGR in un amen, poi ai -95 riprende e attacca pure Hill, la #21 è aggirata in pochi secondi e Mayer è già in top5. Allgaier intanto capisce la situazione e lascia passare Kvapil. Virtualmente ora Justin ha 12 punti di margine su Creed e 15 su Love che ormai è a 1″ dal leader. Sam, invece, esagera e tocca il muro a suo dire in maniera pesante, al punto che preallerta il box per una eventuale sosta che non arriverà. Hill prova ad approfittarne, non ce la fa e così i due finiscono a 4″ da Creed.
Mentre Thompson va ai box pure lui con problemi elettrici, Kvapil si avvicina a Love mentre Mayer fa lo stesso con un Allgaier che non vuole rischiare, infatti ai -86 lo aggira e si porta al quarto posto a 3.3″ da Sheldon. Nei giri successivi la #41 recupererà qualcosa, ma non troppo. Hill, invece, perde la posizione anche da Crews.
Il momento migliore di Love è passato e Kvapil, approfittando dei primi doppiaggi, lo attacca ma si intestardisce all’interno e così Love resiste bene per qualche giro, fino a quando ai -77 deve cedere la piazza d’onore. Più dietro Creed riprende Allgaier mentre Hill viene scavalcato anche da Jones. Dopo le soste anticipate di Cram, Ellis e Perez, si inizia a pensare anche al giro di soste dei big.
Chi non pensa ancora a questo è Kvapil che in mezzo ai doppiaggi vola a riprendere Creed. Il primo attacco è sempre all’interno ai -70, ma non va in porto, poi inizia la consueta sfilza di slide job e incroci che permette a Love di tornare sotto e a Mayer di riprendere i leader. Pure Jesse si inserisce nella lotta fantastica, ma alla fine ai -65 Kvapil passa e si porta al comando ed ora è a soli 10 punti da Allgaier con Love a -15.
Jesse tocca leggermente il muro, ma riesce a difendersi da Mayer. Si formano così due coppie al comando, Kvapil-Creed e Love-Mayer, seguono poi Allgaier a 4.8″, Crews a 5.7″, Jones a 6.6″, Hill a 10.7″, Sawalich a 11.1″ e Gray a 11.6″.
Dopo l’anticipo di Caruth, è proprio Allgaier a fermarsi ai box ai -61, ma non è una sosta voluta, infatti ha forato stavolta sul serio la posteriore destra e riesce a tornare senza danni in pit lane. Al giro successivo si fermano Sawalich e Gray, poi Love, Crews e Hill ai -59, Creed ai -58, Kvapil e Mayer ai -57. Alle loro spalle però sta arrivando anche Patterson che perde il controllo e centra col retrotreno i barili pieni di sabbia che proteggono il muretto della pit lane. Caution inevitabile che diventa anche bandiera rossa per pulire tutto.
Al momento della caution in testa c’erano gli audaci Jones, Retzlaff e K.Sieg, a seguire il leader virtuale Kvapil, Mayer, Love, Rodgers, Allgaier (che dunque si è salvato con la caution un po’ come a Phoenix nel 2024), Staropoli e Creed dopo una sosta non eccezionale, poi il lucky dog di Crews e una serie di wave around fra cui non ci sarà Sanchez penalizzato per ruota vagante.
Dopo i 10′ di interruzione, si completa il giro di soste con Allgaier che cambia ancora gomme per prudenza. Alla ripartenza dei -49, dunque, Kvapil guida su Mayer, Love, Creed, Jones, Retzlaff, K.Sieg, Allgaier, Rodgers, Staropoli, Crews, Sawalich, Gray, Hill, R.Sieg e Caruth.
La prima fila scatta bene, Love prova a farsi vedere interno in curva1, ma scivola e precipita al settimo posto, Mayer cerca di passare Kvapil, ma di gran carriera con gomme più fresche sta arrivando Jones già terzo; Creed e Allgaier completano la top5. Brandon di slancio va all’esterno e Mayer lo copre ma resta al livello della #1 e in curva4 i due si toccano, Carson sbanda e deve lasciar andare Jones mentre Creed e Allgaier provano ad attaccarlo in 3-wide.
Ai -45 Jones sfrutta ancora le gomme migliori e infilandosi in curva4 supera Mayer e va a sorpresa al comando. Mayer cerca l’incrocio, ma così facendo permette il rientro di Kvapil che lo infila. Creed, allo stesso modo, ci prova su di loro, ma viene attaccato e passato da Allgaier.
Jones e Kvapil provano l’allungo, Allgaier ci prova anche su Sam, ma preferisce poi riaccodarsi e non rischiare, Creed invece si stacca, Love è nei paraggi e cerca inutilmente di chiamare una caution per detriti. Carson non molla, sa che ha una vettura nel complesso più veloce e ci prova in 1-2, tuttavia insiste ancora all’interno e così il nuovo scambio di incroci non va inizialmente a buon fine malgrado una stripe per Brandon. Mayer ringrazia e torna sotto proprio quando ai -40 Kvapil riesce a tuffarsi e tornare al comando, senza però scappare.
Si formano così due terzetti, nel primo ci sono Kvapil, Jones e Mayer, nel secondo Creed che ha ripassato Allgaier e viene seguito poco più tardi anche da Love nella manovra sulla #7. Jesse al terzo tentativo ai -35 infila con uno slide job anche Sheldon. Ma la situazione campionato è ancora tranquilla per Allgaier, malgrado Crews torni sotto a lui e lo passi ai -25.
Kvapil insiste con la corsia interna e forse così perde la gara perché Jones non demorde e prende forza, anche perché in progressione Mayer sta perdendo terreno. Gli altri sono staccati perché Creed ci prova a tornare davanti a Love. Ai -20 la situazione vede Allgaier sempre virtualmente campione con otto punti su Kvapil e 16 su Love dopo che uno Crews scatenato passa pure Jesse che si spegne. A questo punto, a Justin basta finire a pieni giri.
Ai -15 Kvapil inizia il giro finale dei doppiaggi e Mayer riprende forza sospingendo Jones sotto alla #1; intanto pure Retzlaff supera Allgaier. Sam si intraversa, Carson difende ancora l’interno e così Brandon lo attacca all’esterno, basta stavolta una sola manovra e la #20 torna al comando ai -13 incrociando la traiettoria verso curva3. E Mayer? Beh, ha preso il muro, ha forato e al giro successivo prende la via dei box. Allgaier può stare ancora più tranquillo ora.
Il finale vede altri piccoli colpi di scena, pure Caruth si ferma ai box ai -11, Gray lo fa ai -7 quando era nono, Staropoli lo imita. Mentre Jones si invola e Kvapil crolla, un detrito in pista desta l’attenzione di molti, ma la NASCAR non chiama la caution dicendo che non è causa di danno, infatti svolazza via venendo preso da diverse vetture. L’ultimo a finire ko è proprio Creed: dopo aver toccato le barriere per stare vicino a Crews che lo ha passato, fora all’ultimo giro e la carcassa si stacca dalla #00 proprio in curva4 dove sul traguardo viene centrata senza danni da un Allgaier che ovviamente già pensa ai festeggiamenti.
Una gara di livello altissimo a Homestead va a Brandon Jones che chiude davanti a Kvapil (+3.9″), Crews (+4.4″), Love (+5.7″), Retzlaff (+10.8″), Creed (+11.2″), Allgaier (+12.3″), Hill (+15.4″), Mayer (+22.3″), Sawalich (+27.6″) e K.Sieg (+32.5″), a -1 Gray 14° e Smith 15, a -2 Caruth 18°, Day 34° a -25.
Alla fine per la #7 bastano col 7° posto bastano 7×2=14 punti per vincere il secondo titolo in carriera su Love, poi Kvapil a -28, Creed a -32 e Day a -61. La Chase si addiceva ad Allgaier, ma è stata sudata. Forse un finale di stagione così sofferto e senza successi di tappa avrebbe potuto far dire a Justin “basta così”, e invece Allgaier difenderà il titolo in pista anche nel 2027 per entrare definitivamente nella leggenda.
Il campione
Justin Allgaier nasce a Spaulding, Illinois il 6 giugno 1986. Per lui il debutto al volante è all’età di cinque anni sulle quarter midget dove fin da subito e per tutta l’infanzia. Lo step successivo è a 13 anni quando sale sulle late model. Justin brucia le tappe e a 16 anni debutta già in ARCA Series sulla pista di casa dell’Illinois State Fairgrounds grazie alla chiamata di Ken Schrader. Al traguardo è 17°. Seguono altre due gare prima della fine della stagione con un 11° posto come miglior risultato.
Ormai la strada è segnata è anche per gli anni successivi Allgaier prosegue in ARCA Series, seppur part time e col team di famiglia. Alla seconda presenza del 2003 è già sesto a Toledo, poi in autunno terzo a Salem. 2004 e 2005 sono sulla stessa falsariga, con numerose top5 e top10 nelle gare in cui Justin è al via. Nel 2005 è uno dei piloti selezionati per il talent di Discovery Channel organizzato dal Roush Fenway Racing di cui il vincitore sarà tuttavia Erik Darnell. Sempre in questo anno debutta anche in NASCAR correndo nella Truck Series con il derelitto MB Motorsports. Quattro presenze e cinque DNQ.
Nel 2006 Allgaier decide di tentare l’avventura a tempo pieno sempre in ARCA Series, ma l’inizio è disastroso con due DNQ di fila a Daytona e Nashville. La stagione sarà un calvario con alcune gare positive come la vittoria in casa in Illinois, l’ultima in assoluto con le stock car per una Pontiac, ma anche ritiri su ritiri che portano al decimo posto finale in classifica.
Papà Mike e Justin tuttavia non si arrendono e si ripresentano al via del campionato 2007. Stavolta va meglio e, malgrado una sola vittoria a Salem ed una stagione ancora o da top5 o fuori dalla top20 è quarto in classifica generale dietro alla leggenda Frank Kimmel, Michael McDowell e Dexter Bean ma davanti a Justin Marks.
Il 2008 sembra davvero la stagione dell’ultima chance per la famiglia Allgaier. Cinque vittorie, 13 top5 e 15 top10 nelle prime 20 gare stagionali lo tengono in gioco in vista del gran finale di Toledo. Qui va in scena un finale acceso e drammatico in cui i due leader del campionato, uno Scott Speed appena uscito dalla F1 e Ricky Stenhouse Jr., si eliminano a vicenda. Allgaier ne approfitta e col terzo successo consecutivo tiene a bada Matt Carter e sorpassa Frank Kimmel per conquistare il titolo 2008 della ARCA Series.
Le buone notizie per Allgaier erano arrivate però già a maggio: Penske lo aveva scelto per disputare quattro gare in Xfinity Series nel finale di stagione in cui si prende un 11° posto a Phoenix. Nel 2009 e nel 2010 Justin è a tempo pieno in questa categoria sempre con Penske ed i risultati sono buoni e costanti dato che con un solo successo (Bristol nel secondo anno) è prima sesto e poi quarto a fine stagione.
In vista del 2011 Justin passa al Turner Motorsports con cui trascorrerà i seguenti tre anni. In questo periodo arriva un successo all’anno e ancora tanta costanza di rendimento che portano in sequenza ad un terzo, un sesto ed un quinto posto. Questi risultati gli valgono la chiamata in Cup Series dalla casa madre del Phoenix Racing (dall’anno successivo HScott Motorsports) per quattro gare del 2013 su una vettura a rotazione (nessun dato di rilievo) e poi per i due anni successivi a tempo pieno.
L’esperienza in Cup Series per Allgaier è tutt’altro positiva, anche a causa di una vettura di secondo o terzo piano in cui arriva appena una top10 a Bristol. In campionato nelle due stagioni è prima 29° e poi 30°. A ottobre 2015 arriva l’annuncio in cui Allgaier lascerà il team nel 2016 per essere sostituito da un Bowyer alla ricerca di un team per un anno in attesa del posto promesso per il 2017 da Stewart-Haas Racing.
Allgaier dunque torna in Xfinity Series chiamato da JR Motorsports. E da allora Justin non si è più mosso, chiudendo ora la nona stagione consecutiva sulla #7. Tutti questi anni sono contraddistinti dallo stesso filone. Vittorie sì ma non tante, infiniti piazzamenti in top5 e top10, ben sei qualificazioni alla Championship4 ma mai il titolo malgrado prima a Miami e poi soprattutto a Phoenix sia sempre fra i favoriti. La sequenza clamorosa di risultati in queste stagioni è la seguente: terzo, terzo, settimo, quarto, secondo, quinto, terzo, secondo.
Finalmente nel 2024 si rompe la maledizione dell’atto finale. È forse una delle stagioni meno esaltanti di Allgaier, se si escludono le stage. Due vittorie entrambe in una regular season poi persa in extremis da Custer, 10 top5 (così poche solo nel 2017) e 20 top10, tuttavia Justin si mantiene in linea di galleggiamento per tutti i playoff e, dopo due ko iniziali, piazza per chiudere l’anno tre top5 e cinque top10 culminate nel trionfo di Phoenix che rende onore ad una lunga carriera in cui la tenacia e la voglia di non mollare anno dopo anno hanno avuto la meglio.
All’alba ormai dei 40 anni Justin ovviamente prosegue con risultati di alto livello. La stagione è però dominata dal compagno di squadra Connor Zilisch che poi però a Phoenix perderà il titolo da Love, Allgaier è il “best of the rest” e con tre successi, tutti nella regular season, è terzo in campionato. Forse il risultato di cui essere però orgogliosi è quello di aver portato il JR Mortorsports al debutto in Cup Series e lo fa piazzando la #40 addirittura al nono posto.
Il 2026 vede il cambio di format ed il passaggio alla Chase. Justin è uno dei pochi ad aver vissuto il campionato addirittura con la metodologia integrale e la sua costanza di rendimento lo rendono subito il favorito numero uno. Il pronostico è ampiamente rispettato nella regular season dove piazza addirittura sei successi, quasi a gruppetti di tre. Prima Phoenix, Darlington e Martinsville, poi Nashville, Pocono e Atlanta. La Chase sembra in discesa, ma l’inizio è molto complicato e perde il bandolo della matassa. Per sua fortuna gli avversari non sono costanti, prima spunta fuori Creed, poi Day, dunque Kvapil ed infine Love, tuttavia la #7 recupera la costanza di rendimento – e la voglia di andare avanti oltre al 2026 – per conquistare il titolo della categoria cadetta per il secondo anno di fila.

I risultati odierni
La classifica della “NASCAR O’Reilly Auto Parts Series Championship Race”
La classifica generale
Così la classifica finale della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026
I prossimi appuntamenti
Stasera a Homestead si chiude la stagione 2026 della NASCAR in terra USA con l’assegnazione del titolo della Cup Series per il quale Kyle Larson parte da favorito; a scattare dalla pole position sarà Chase Briscoe. La OAP Series tornerà in pista a Daytona il 20 febbraio.
Immagine: Media NASCAR
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