NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Dover 2026: Corey Day conquista anche il Monster Mile

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 17 Maggio 2026 - 17:30
Tempo di lettura: 12 minuti
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NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Dover 2026: Corey Day conquista anche il Monster Mile

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Dopo una gara selettiva anche in vetta, a Dover Corey Day rimonta nel finale battendo Allgaier che mastica un po’ amaro

Per chi suona la campana? A questo punto direi per tutti gli altri piloti della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series, perché, dopo la vittoria di Talladega, Corey Day non si è seduto sugli allori ed ha proseguito ad andare veloce. A Dover, dopo la selezione da davanti e da dietro, il pilota della #17 di Hendrick Motorsports ha rimontato, superando prima Sam Mayer che poteva ambire al successo, poi scavalcato Justin Allgaier che stava resistendo tenacemente su una strategia sballata e che ha ceduto solo quando Blake Lothian si è trasformato in Ricardo Zonta a Spa 2000. Occhio quindi a Corey, dato che ha ancora tanto da imparare, ma se già vince così diventa un avversario pericoloso.

La gara

Tappa tradizionale per la categoria cadetta della NASCAR a Dover, ma sul cemento del Delaware è stato posto il famigerato PJ1 a cambiare qualcosa in tavola. E, il fatto che sia stato posto su tutta la pista e non solo su una traiettoria, è qualcosa che si fa fatica a capire. Purtroppo la All-Star Race porta a questo, anche a situazioni le cui conseguenze a lungo termine sono molto sottovalutate.

Splende un bel sole nel sabato di Dover per le 38 auto iscritte. Fra di esse da notare la #0 di Smithley con Garrett alla 300esima gara in carriera e la #35 di Logan Bearden che è senza sponsor, ma che è soprattutto una Ford dopo due gare di fila senza vetture del grande ovale blu. Le libere scorrono tranquille, il miglior tempo è di Gray (23.749″) ma il migliore sul passo gara sembra il secondo, ovvero Sawalich.

In qualifica, invece, piccola sorpresa: a conquistare la pole position è Ross Chastain sulla #9 di JR Motorsports (in questa occasione si torna “alla normalità” con Kvapil sulla #1 e Caruth sulla #88). La sorpresa è perché Chastain non conquistava una pole nella categoria cadetta addirittura quasi otto anni, ovvero da Darlington 2018, la corsa che nel bene e nel male (l’incidente subito dalla vendetta di Harvick) lo mise davvero sui titoli dei giornali lanciando definitivamente la sua carriera dopo anni in team al di sotto del suo talento. A seguire in griglia Jones, Day, Caruth, Gray, Mayer, Kvapil, Sawalich, H.Burton e Love con Allgaier solamente 13° a pari tempo con Retzlaff. Starr senza giro cronometrato per guai al motore.

Dopo aver retrocesso in fondo al gruppo Retzlaff (deleterie modifiche in parco chiuso) e tecnicamente anche Starr (cambio motore), può partire la canonica gara da 200 giri (45+45+110) con quattro set di gomme a disposizione. Jones scatta bene e rimane con Chastain che scivola larghino, ma rimane al comando quando anche Brandon finisce loose. A seguire Caruth e Day, Mayer sotto attacco di Gray per la top5 con Taylor che completa la manovra all’interno di curva4 al secondo giro.

Gray conferma la velocità sullo short run e poco più tardi infila anche Day lasciando Corey nelle grinfie di Mayer che è sempre alla caccia di un po’ di regolarità in campionato. Day scivola parecchio con la vettura e viene passato in sequenza sia da Sam che da Sawalich. Love, per non perdere tempo con la #17, quasi finisce a muro da solo e viene infilato da Kvapil.

Neanche il tempo di notare che Retzlaff dal via in appena 10 giri ha piazzato un +13, ecco la caution che lo toglie di torno. Malgrado quello che voglia dire il pilota della #27, gli incidenti sono due. In curva2 Ryan Sieg perde il controllo all’interno di Crews per la 13esima posizione. Brent bacia pesantemente il muro e rallenta proseguendo comunque la corsa. Più dietro Retzlaff ha appena infilato in quel punto Scott per la 22esima posizione e si trova davanti Jeb Burton che ha frenato pesantemente e si innesca un tamponamento a catena che manca ko tutte e tre queste vetture.

Ovviamente nelle dichiarazioni Jeb trova ogni scusa per non addossarsi delle colpe. Ci può stare che sia un incidente di gara, Dover è fatta così in materia di caution, tuttavia dire che lui aveva visto la vettura di Crews danneggiata ed aveva rallentato per quello quando 1) era dietro ad una curva cieca 2) fra lui e Brent in quel momento c’erano almeno cinque vetture 3) una di queste impallava completamente la visuale della #19, questo fa capire che la versione di Burton faccia acqua da tutte le parti e che la sua reazione dopo l’input ricevuto dallo spotter sia stata eccessiva e la vera causa della seconda parte dell’incidente sia stata la sua frenata.

Ai box ci vanno solo Crews (riparazioni al lato destra), Scott (muso distrutto, ritiro di lì a poco), Starr (motore di nuovo con problemi, riprenderà con ampio ritardo), Bearden (ritiro per guai ai freni) e pochi altri, poi si riparte ai -27 con Chastain al comando su Jones, Gray, Caruth, Mayer, Sawalich, Day, Kvapil, Love e Creed.

Stavolta Jones mette a punto tutto e in curva2 riesce a mettersi al comando precedendo Chastain, Mayer e Gray mentre riprende la lotta fra Love e Kvapil. Anche fuori dalla top10 c’è battaglia, con Hill all’esterno che balla parecchio e viene infilato da Ryan Sieg che poi supera anche Allgaier rimbalzato sull’attacco mancato ad Harrison Burton. Alle loro spalle, un Sammy Smith ancora spento viene puntato da Clements.

La battaglia successiva che si sviluppa è quella in cui Caruth fa un po’ involontariamente da tappo a Sawalich e Kvapil (William ci prova e allora ne approfitta Carson) mentre Creed è vicino a Day, tenta l’attacco e poi si riaccoda.

Davanti la coppia Mayer-Gray rimane nei paraggi di Jones-Chastain, Ross che si fa vedere aiuta per un attimo la formazione di un quartetto che però non avverrà mai, soprattutto dopo il doppiaggio di CJ McLaughlin. Davanti il finale non vede scossoni, gli ultimi assestamenti sono il sorpasso mancato di Love su Sawalich che favorisce quello di Day su Jesse, il cedimento di Creed che esce dalla top10 e la nuova crisi di Hill, passato anche da Clements.

Jones vince la prima stage davanti a Chastain (+1.1″), Mayer (+1.6″), Gray (+1.8″), Caruth (+3.2″), Kvapil (+5.1″), Sawalich (+5.4″), Day (+5.5″), Love (+6.1″) e Allgaier (+6.6″); a seguire R.Sieg, Creed, H.Burton, Clements, Hill, Smith, Thompson, Poole, K.Sieg e Perkins, Crews 21°, lucky dog per Bilicki dal 29° posto.

Il primo giro di soste rimette Chastain al comando su Gray, Caruth, Day, Love, Sawalich, Kvapil, Jones (pit lento alla posteriore sinistra), Mayer, Allgaier e R.Sieg, doppia sosta per Creed per danni alla posteriore destra e Sheldon esce praticamente dalla lotta per la top10.

Bandiera verde ai -37 e Chastain ci mette un giro per liberarsi di Gray che cede solo quando finisce loose in curva3. La top5 rimane immutata, poi una doppia coppia con Sawalich-Kvapil e Jones-Mayer affiancati, a cedere per primo è Brandon che viene puntato da Allgaier. Poi però una caution ad interrompere tutto: si rompe qualcosa sulla vettura di Perkins che finisce a muro, per fortuna non coinvolge altre vetture tranne Alfredo che ha rimedia qualche ammaccatura al muso e al lato destro. Ritiro per Blaine, lucky dog per Smithley.

Nessuna sosta di rilievo tranne Alfredo e Creed, poi si riparte ai -23 con Chastain al comando su Gray, Caruth, Day, Love, Sawalich, Kvapil, Mayer, Jones e Allgaier. Ross stavolta scatta meglio e mantiene facilmente la prima posizione mentre Love, dopo una prima stage al gambero, ora supera Day (di slancio lo fanno anche Kvapil e Mayer), lo stesso fa Caruth con Gray il quale scivola largo, Jones invece rimbalza ed esce dalla top10. McLaughlin bacia il muro e perderà qualche giro ai box.

Mentre Allgaier sembra ancora fuori fase (sottosterzo quando è solo, sovrasterzo in scia, al punto che sceglie traiettorie larghissime), Chastain ringrazia le battaglie alle sue spalle per allungare, tuttavia Caruth all’improvviso ne ha e piano rosicchia centesimi. Ross sta nel mezzo mentre Rajah prova l’esterno e così guadagna. In top10 altro triello, stavolta Love-Kvapil-Mayer e ancora una volta attacco mancato (Kvapil all’interno di Love) che ne provoca uno riuscito (Mayer su Kvapil con Carson che tenta l’incrocio senza successo. La gara no di Smith viene confermata dal fatto che un ammaccato Crews riesca a passarlo per la top15.

Chastain viene raggiunto ai -5, Ross si piazza al centro mentre Rajah tenta sia all’interno che all’esterno ma non trova il varco, la #9 deve andare in difesa solo ai -2, ma sfrutta meglio i doppiaggi. Chastain vince la seconda stage davanti a Caruth (+0.3″), Gray (+1.4″), Love (+2.8″), Mayer (+3.0″), Kvapil (+3.4″), Day (+4.0″), Allgaier (+4.4″), Sawalich (+4.6″) e R.Sieg (+4.7″), a seguire Jones, Hill, H.Burton, Clements, Crews, Smith, Thompson, Creed, Poole e Patterson, lucky dog per Cram, ma passa da -2 a -1, che era in battaglia con Lothian proprio in zona Chastain-Caruth.

Il secondo giro di soste, anticipato da Alfredo che perde un giro, ribalta ancora la classifica con Love che balza davanti a Caruth, Chastain, Day, Sawalich, Gray, Mayer, Jones, Kvapil e Allgaier con Crews addirittura 12° e Creed che torna in top15. Green ai -101, caution ai -101. Love e Caruth viaggiano affiancati fino a curva3 dove Rajah perde il controllo all’interno di Jesse (che gli ha lasciato spazio) e manda la #2 a muro (e sono tre nel 2026 dopo Martinsville e Rockingham) mentre lui si salva. Lucky dog per Cram che torna a pieni giri, problemi al servosterzo per McLeod.

Chastain ringrazia e torna al comando su Sawalich, Day, Gray, Mayer, Jones, Allgaier, Kvapil, Hill e Caruth. Green ai -95 e Chastain stavolta scatta male e poi scivola sia in curva4 che in curva1, lasciando via libera a Sawalich che ne aveva nelle libere. Alle loro spalle Mayer e Allgaier superano Day prima di una nuova caution. Se errare è umano, perseverare è diabolico. Burton attacca Crews ma rimbalza, di slancio allora arrivano sia Caruth che Smith che accenna un 3-wide verso curva3, ma poi alza il piede, quindi Rajah, che cerca la scusa della #8, non ha alcuna esenzione di responsabilità nel mandare in testacoda Burton con la stessa identica dinamica di quanto visto pochi minuti prima. Lucky dog per Alfredo.

La finestra per l’ultimo pieno si è appena socchiusa e Allgaier è l’unico che decide di rischiarsela con i big insieme a Patterson, Bilicki, Thompson, Staropoli, Cram e pochi altri, poi però si scopre il motivo: aveva una ruota mal fissata. Dunque Justin si trova già con le spalle al muro per il finale di corsa. Si riparte con Sawalich davanti a Chastain, Gray, Mayer, Day, Kvapil, Jones, Hill, Crews e Smith.

Bandiera verde ai -83, caution ai -83: anche qui si viaggia pari, dietro a Sawalich, a lungo fra Chastain e Gray. In curva4 Taylor tocca Ross che finisce a muro mentre la #54 perde il controllo e finisce contro il muro interno. Entrambe le vetture ammaccate (Ross proseguirà dopo le riparazioni, Gray invece andrà a rilento), lucky dog per Caruth.

Stavolta la finestra per il pieno è aperta e tutti vanno ai box tranne Green, Patterson, Allgaier, Thompson e H.Burton, poi escono dalla pit lane Sawalich, Poole (rabbocco), Alfredo, Day, Staropoli, Jones, Kvapil, Mayer, Smith, Crews, Hill e Creed. Penalità per K.Sieg per ruota vagante in pit lane.

Ripartenza ai -75 con l’incognita del fuel saving per i leader. L’esterno avanza alla bandiera verde e Green guadagna con Allgaier. Day sembra il più lesto alle loro spalle, ma sul più bello Sawalich torna davanti alla #17. Green, una volta che Patterson è stato inglobato dal plotone, sbaglia a scendere all’interno perché apre la strada ad Allgaier che passa al comando. Dopo il 3-wide in cui Sawalich si libera di Thompson e Day, nuova caution con Smithley che finisce in testacoda e a muro, all’apparenza da solo, forse invece toccato da Kyle Sieg. Lucky dog per Lothian.

Soste in coda per gli ammaccati che chi ha fatto un po’ di lucky dog, poi si riparte con Allgaier al comando su H.Burton, Sawalich, Green, Day, Thompson, Jones, Kvapil, Mayer e Crews. Ripartenza ai -68 e Sawalich segue subito Allgaier mentre Day non coglie l’occasione al volo (lo farà ai -65) e si deve accodare a Burton mentre Green rimbalza indietro dopo essere stato tenuto esterno in un 3-wide con Crews e Kvapil.

Sawalich nelle prime fasi sembra gestire, ha gomme migliori di sette giri rispetto a Justin e non deve o quasi pensare alla benzina. Ad aiutarlo il fatto che Day nei passaggi successivi non recuperi sulla coppia di testa. Mayer intanto recupera e ripassa Jones mentre Crews cede alla distanza con Kvapil a infilarlo. Caruth ha recuperato tanto terreno (in fondo non aveva danni dai due incidenti) e vede la top10.

Il più veloce in pista in questa fase sembra quindi Mayer, malgrado il muso danneggiato, il quale riprende Day, lo passa ai -56 e lo stacca subito, tuttavia il ritardo da Allgaier è già di 3.7″; dal muretto però lo incoraggiano dicendogli che secondo loro Justin non potrà arrivare fino in fondo. Ai -45 Allgaier ha 0.8″ su Sawalich, 2.5″ su un Mayer in recupero, 4.1″ su Day e 4.5″ su Jones mentre Burton è stato passato anche da Kvapil ma tiene a sempre meno distanza un Hill in recupero. Caruth è rientrato in top10 col sorpasso su Thompson.

Poi però l’ultima caution di giornata: la gomma posteriore destra della #0 di Smithley, già danneggiata dall’incidente precedente, si sfalda e devasta il passaruota. Detriti sparsi per la pista e lucky dog per Bilicki. Chastain osa e va ai box con Crews, Smith, Alfredo, Starpoli, Love, Green (uno dei pochi ad avere un treno di gomme fresche), Snider e Lothian.

Tirano dritto in 17, nell’ordine Allgaier, Sawalich, Mayer, Day, Jones, Kvapil, H.Burton, Hill, R.Sieg, Caruth, Clements, Thompson, Creed, Poole, K.Sieg, Patterson ed Ellis. Bandiera verde ai -34 e Justin stacca forte in curva1 per rimanere davanti a tutti, Day quasi la perde in curva2, si tocca con Mayer ma i due proseguono indenni. Jones mantiene la top5, poi però subisce il sorpasso di Kvapil.

Mentre Chastain recupera a differenza di Green, rimangono solo Sawalich e Mayer all’inseguimento di un Allgaier che ha risparmiato benzina senza farlo notare, al punto che via radio nemmeno se ne parla. Hill recupera approfittando di un altro momento di difficoltà di Jones. Ancora una volta il più veloce sembra Sam, infatti ai -26 riesce a completare il sorpasso su Sawalich che lo mette a 1.6″ da Allgaier (che ringrazia per il giro e mezzo affiancati). Williams sta scivolando sempre più e al giro successivo apre la porta anche a Day.

Mayer recupera centesimi nei passaggi successivi, ma la sorpresa è che Day riesce a stare con lui sfruttando la corsia esterna. Ai -21 Corey approfitta della difesa a centro pista di Sam per aggirarlo senza perdere nemmeno un centesimo dal leader. Al primo giro a pista libera Day recupera quattro decimi netti e si porta a solo 1″ da Allgaier, ai -18 è già a 0.8″ e ai -16 a 0.6″. Allgaier si deve adeguare e anche lui allarga la traiettoria, ormai anche per disturbare aerodinamicamente la #17.

Day recupera da qui in poi solo centesimi, il traffico finora non influisce molto, al punto che ai -10 Corey è sì a 0.4″, ma spazio per attacco non c’è ancora. I quattro decimi diventano tre ai -7 quando Day ormai sta percorrendo traiettorie “alla Larson”, non solo per la livrea identica. Ai -5 si è sotto i due decimi e Justin è ormai in difesa.

Il momento decisivo è ai -3: Allgaier sta riprendendo il doppiato Lothian che né sbaglia, ma nemmeno fa la cosa giusta. Approccia curva1 a centro pista e fin qui ci può stare, Justin viene ingannato da un piccolo scarto della #55, come se Blake volesse scendere e andare alla corda, poi però Lothian rimane al centro. Allgaier ha già preso la sua decisione, forse ha alzato il piede leggermente, ma in ogni caso la sua scelta di andare all’interno per superare la #55 è errata perché Day non mollerà mai l’esterno. Dunque, Corey si trova strada libera all’esterno, trasforma il povero Lothian in un novello Zonta, passa #55 e #7 e vola al comando, dove ovviamente non verrà più raggiunto.

Il secondo successo in carriera è ancora più bello del primo per Corey Day, forse inaspettato pure questo ma costruito con tenacia nel finale sfruttando le proprie qualità. La #17 precede Allgaier (+0.46″), Mayer (+2.5″), Sawalich (+5.2″), Hill (+5.9″), Jones (+7.6″), Kvapil (+9.6″), R.Sieg (+9.7″), uno Smith in rimonta di strategia (+11.4)” e, nel grande rimescolamento finale in fondo alla top10, Alfredo (+11.5″); a seguire Poole, Green, Chastain, Caruth, Clements, H.Burton, K.Sieg, Creed, Patterson e Thompson, Crews 22°, Love 23°, Gray 32° a -17. Ed ora Day fa paura anche in classifica generale.

I risultati odierni

La classifica della “BetRivers 200”

La classifica generale

Così in campionato a 10 gare dalla fine della regular season della NASCAR Xfinity Series 2026

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 19:00 a Dover ci sarà la All-Star Race della NASCAR Cup Series; a partire dalla pole nella gara divisa in tre segmenti sarà Denny Hamlin. La categoria cadetta torna in pista invece sabato prossimo a Charlotte.

Immagine: Media NASCAR

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