NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Daytona #2 2026: Ryan Sieg combatte e conquista la prima vittoria in carriera

Di: Francesco Gritti
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Pubblicato il 29 Agosto 2026 - 16:20
Tempo di lettura: 12 minuti
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NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Daytona #2 2026: Ryan Sieg combatte e conquista la prima vittoria in carriera
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Ryan Sieg batte Hill e vince la Winn Dixie 250 al Daytona International Speedway

Quella che ha conquistato Ryan Sieg alla Winn Dixie 250 al Daytona International Speedway non è una semplice vittoria: è la prova che, a volte, perseverare è la scelta giusta. Il trentanovenne originario della Georgia è infatti riuscito a portare la squadra di famiglia al successo (arrivato tra l’altro sulla terza auto, visto che la sua è stata “prestata” a un altro pilota) dopo 13 stagioni e 424 gare piene di tentativi e di risultati positivi misti a qualche delusione. Il risultato di Sieg è, inoltre, la prova definitiva che, a volte, la NASCAR può ancora regalare certe storie uniche e romantiche, forse impossibili o addirittura impensabili al di fuori di essa, pur mantenendo degli standard altissimi.

La regular season della prima stagione della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series (con questa denominazione) si conclude al Daytona International Speedway. L’ovale più conosciuto di tutta l’America ospita, infatti, la Winn-Dixie 250, ventiquattresima gara di campionato, la quale deciderà chi saranno i 12 contendenti al titolo della classe di mezzo.

Il Daytona International Speedway è uno dei due superspeedway presenti nel calendario delle serie riservate alle stock car. Il circuito, costruito nel 1959, non è mai cambiato radicalmente, rimanendo sempre un ovale composto da 4 curve dalla lunghezza di 2.5 miglia (o 4 km), da percorrere sempre a pedale destro abbassato. L’ampio banking e le folli velocità che vengono raggiunte rendono la pista più veloce della Florida famosa per la possibilità di assistere a grossi incidenti, soprattutto nel finale di gara.

La Winn-Dixie 250, aggiunta nel calendario a partire dal 2002, permette ai piloti della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series di sfrecciare lungo il leggendario ovale di Daytona anche durante la stagione estiva. La durata della corsa in questione è di 100 giri fin dalla sua prima edizione nonostante in diverse occasioni sia stata allungata a seguito di diversi overtime.

Sono 39 i piloti iscritti all’ultima gara della regular season. Il cambio di casacca più interessante per questa gara riguarda l’arrivo di Daniel Dye alla guida della Chevrolet #32 di Joardan Anderson Racing. Il giovane non solo sostituirà Carson Brown alla guida del mezzo, ma lo piloterà anche per tutta la prossima stagione.

DGM Racing with Jesse Iwuji Motorsports stravolge completamente le carte che ha in mano. Mason Maggio torna alla guida della Chevrolet #91 dopo una gara in cui è stato “spostato” sulla #92, affidata in questa occasione a Josh Williams, per fare posto a Lemke. La squadra in questione porta in pista a Daytona la sua terza vettura, la #71, per Leland Honeyman.

Anche Alpha Prime Racing allarga i propri ranghi, visto che il “boss” Cesar Bacarella torna in pista dopo una lunga assenza a bordo della Chevrolet #4. Non si può dire lo stesso di Young’s Motorsports, visto che iscrive solo due auto nonostante un cambio di line-up, che vede Natalie Decker prendere il volante lasciato libero da Byrd.

In RSS Racing studiano una strategia per portare in gara tre vetture diverse. Ryan Sieg, pilota full time della #39 (nonché punta di diamante della squadra di famiglia), passa alla guida della terza vettura del team, la #38 (iscritta per l’occasione) per fare posto ad Andy Jankowiak, trentottenne originario di Tonawanda, New York, su quella che è, a tutti gli effetti, l’auto che appartiene al primo pilota del team.

Si verifica anche uno scambio di marchi, visto che la #38 (assente da diverse gare) diventa una Chevrolet, mentre la #39, notoriamente una ZL1, permette a Ford di venire rappresentata a Daytona. Jankowiak viene supportato nella sua gara di esordio in NASCAR da KLAS Motorsport, squadra che a cui è legato da diverse stagioni e con la quale partecipa ad ARCA Menards Series, ARCA Menards Series West e ARCA Menards Series East.

Team Stange Racing with Mike Harmon Racing iscrive a Daytona Dawson Cram e non Carson Ware, che passa alla guida della Chevrolet #53 di Joey Gase Motorsports with Scott Osteen al posto di Tomassi. La squadra in questione affronta due cambi di marca, visto che porta in pista due Chevrolet e non una Toyota (#53) e una Ford (#55) come ad Iowa. JR Motorsports non porta a Daytona la sua quinta auto.

Le qualifiche sono composte da due fasi, a loro volta formate da un giro singolo. La top 10 conquista il passaggio di turno e si gioca le posizioni di alta classifica, mentre le posizioni di partenza degli avversari vengono confermate al termine della tornata inaugurale.

JR Motorsports domina nel sabato pomeriggio, visto che Rajah Caruth, pilota della Chevrolet #88, conquista la pole position grazie a un 49.118″, un tempo di un decimo più rapido rispetto a quello del compagno Carson Kvapil, alla guida della #1. Visto che il limite di iscritti è di 38, Cram non si qualifica all’evento.

Con Justin Allgaier già leader di misura, l’attenzione del pubblico si focalizza sui piloti ancora alla ricerca della qualificazione alla Chase. La situazione sorride a Parker Retzlaff, che arriva a Daytona con un vantaggio di 45 punti sulla cutline. Non si può dire lo stesso per Sam Mayer (+19), che comunque, salvo imprevisti sfortunati, non dovrebbe avere problemi ad accedere alla lotta titolo.

La situazione si fa decisamente più complessa per gli ultimi due piloti “sopra” la cutline, i compagni di squadra William Sawalich e Brent Crews, che arrivano al finale della regular season con un solo punto di vantaggio su un’altra Toyota di Joe Gibbs Racing, quella di Taylor Gray. Da tenere d’occhio anche Rajah Caruth, che, nonostante sia leggermente più indietro in classifica rispetto alle tre Supra, ha dalla sua la velocità nei superspeedway.

La gara

Kvapil, interno, scatta male nel momento in cui viene sventolata per la prima volta la bandiera verde. Caruth, esterno, sfrutta l’occasione per guadagnare subito terreno nei confronti del compagno di squadra, a cui si metterà davanti fisicamente in curva 2. Questa manovra permette a Creed, divenuto capo dell’outside lane, di recuperare qualche metro nei confronti del poleman, che dovrà cedere la leadership all’alfiere della #00 al termine del primo giro.

Caruth, però, non si arrende. Il poleman, infatti, supera Creed in curva 2 prima di spostarsi fisicamente sull’outside lane alla 4. La linea interna, guidata da Hill, riesce ad avvicinarsi a quella esterna solo durante il quarto giro, lo stesso in cui Bacarella si ferma dai meccanici per un controllo rapido.

La competitività della linea interna, nonostante le buone intenzioni, stenta a decollare. Lo capisce anche Caruth, che, nonostante ciò, decide di spostarsi proprio lì durante il sesto giro, più precisamente in curva 3, lasciando a Creed la testa del serpentone situato in prossimità delle barriere.

Il detto “l’occasione fa l’uomo ladro”, in alcune occasioni, si rivela una verità assoluta. Durante il settimo giro, infatti, Creed inizia a recuperare metri preziosi, che gli permetteranno di superare Caruth sul backstretch.

La leadership di colui che fu “l’eterno secondo” si conclude al giro 9, quello in cui Creed si sposta sulla linea interna in curva 2 prima di tornare esterno sul backstretch. L’idea del pilota Haas, però, si rivela deleteria già nel breve pericolo, visto che Love lo attaccherà con successo già alla 3.

Love, una volta superato Creed, si lancia sulla linea esterna. Mayer, divenuto “capitano” della corsia interna, si affianca presto al campione in carica, che stuzzicherà già durante l’undicesimo giro, quello che precede l’attacco definitivo.

L’attacco di Mayer in curva 2 cambia completamente gli equilibri sul campo. Il giovane di Haas, infatti, si sposta esterno, tappando fisicamente Love, prima di tornare interno, rendendo proprio l’inside lane dominante ai fini della classifica a partire dalla dodicesima tornata.

La situazione resta immutata fino al passaggio numero 15, nel quale Mayer si sposta esterno, lasciando che Hill, suo “vice” nelle tornate precedenti, lo superi in curva 4. Per diverse miglia, il “re dei superspeedway” guiderà il gruppo senza difficoltà dopo essersi spostato all’esterno.

A rubare la scena, però, ci pensano Smith e Kvapil. Il pilota della #1, spinto dal compagno di squadra, riesce a superare Hill in curva 4 e spostarsi fisicamente davanti a lui sul frontstretch, prendendo la leadership al termine del ventesimo giro.

Hill non ci sta. Dopo essersi spostato all’interno assieme a Mayer e Creed al termine del backstretch, il nativo della Georgia riesce a sopravanzare Kvapil in curva 4 prima di spostarsi nuovamente all’esterno. Al termine di questo passaggio, il ventunesimo, Love (che ha perso numerose posizioni) si ferma dai meccanici per rimuovere una busta di plastica che si è incastrata sulla grata che protegge il radiatore.

Durante il giro 23, Mayer, dall’interno, ruba la leadership a Hill e si porta esterno. Il ventitreenne di Franklin, Wisconsin, manterrà la posizione fino al venticinquesimo passaggio, nel quale si sposterà interno, lasciando spazio sul frontstretch a Kvapil e Caruth.

Il figlio d’arte, una volta guadagnata la leadership, è inizia a zigzagare sul tracciato per evitare che sopraggiungano rivali in grado di metterlo in difficoltà. La sua strategia, però, fallisce, dato che Hill gli si affianca al giro 27 (in curva 2).

La lotta tra Hill, che ha tagliato il traguardo in prima posizione, e Kvapil, però, non sembra essere destinata a terminare subito. I due, infatti, procedono affiancati fino al verificarsi di un incidente importante.

Clements spinge male Staropoli in curva 3, portandolo a perdere il controllo della propria vettura. Il pilota di Big Machine Racing vira verso l’interno, dove tocca la fiancata di Mayer prima di virare verso l’esterno e colpire la parte anteriore sinistra della vettura di Crews. La Chevrolet #48 scivola poi nuovamente verso l’interno fino a raggiungere la parte “bassa” dell’ovale, dove viene centrata violentemente da Dye e toccata da Williams.

Il bilancio è drammatico. Dye si deve ritirare in pista, mentre Staropoli e Crews raggiungono i box, dove dovranno restare parcheggiati per molto tempo prima di poter tornare in pista. Anche Mayer e Williams subiscono dei danni, ma in misura decisamente minore. Le speranze di raggiungere la Chase da parte del giovanissimo protetto di TRD si affievoliscono notevolmente al termine di questo incidente.

La fine anticipata del primo stage, come da nuovo regolamento, permette a Austin Hill, pilota della Chevrolet #21 di Richard Childress Racing, di vincere lo stage 1 a Daytona. Caruth, Kvapil, Alfredo, Smith, Harrison Burton, Allgaier, Jones, Sawalich e Gray completano la top 10. Al termine della prima sosta di giornata, condita dal lucky dog di Thompson, i motori tornano a ruggire.

Il secondo stage viene inaugurato da un gioco di spinte. Kvapil, esterno, e Hill, interno, guadagnano terreno sul gruppo grazie al bump offertogli, rispettivamente, da Day e Caruth. Alla fine, sarà il vincitore del primo stage a guadagnare la testa in curva 2.

Hill, una volta salito in prima posizione, si sposta verso l’esterno per eliminare ogni possibilità di attacco da parte dei rivali. Kvapil e Day, però, si rivelano estremamente intelligenti e ambiziosi, visto che, dopo un guizzo importante, il figlio d’arte riesce a spostarsi interno alla fine del backstretch. Questa scelta permette a Carson di superare in curva 4 il vincitore del primo stage, sul quale si imporrà fisicamente subito dopo aver completato la manovra.

La corsia esterna si rivela dominante fino al giro 43, nel quale Hill supera Kvapil in curva 4, tornando in testa al gruppo. Il nativo della Georgia, nel corso del passaggio successivo, cambia continuamente la linea per difendere la propria posizione di dominanza.

Hill mette i remi in barca all’inizio del giro 45, quello in cui si verifica un altro incidente. Appena dopo la linea del traguardo, Day si sposta nel mezzo della pista e Alfredo tocca lo spigolo posteriore sinistro della sua Chevrolet nonostante il rookie non si sia ancora stabilizzato.

Questo contatto porta Day a perdere il controllo della sua vettura, che schizza prima verso l’interno, toccando la fiancata di Smith, e poi verso l’esterno, dove toccherà le barriere. Il rookie verrà centrato in questa occasione da Sawalich, che subirà danni giganteschi nell’impatto, i quali gli impediscono di entrare nella Chase. Anche Clements viene coinvolto nella carambola, anche se in misura minima.

Il bilancio è anche qui tragico. Smith e Sawalich sono costretti al ritiro, mentre Clements e Day subiscono dei danni alla scocca della propria Chevrolet. Gray sfrutta la situazione favorevole per sostare. La corsa riparte nel momento in cui Thompson torna a pieni giri.

Al via, Hill, grazie alla spinta di Kvapil, riesce a prendere la testa della corsa dall’esterno. Caruth, interno, risponde subito alla manovra del “Double Program Driver” sfruttando i bump di Alfredo. Il poleman, una volta superato il rivale sul backstretch, si sposta sull’outside lane.

La leadership di Caruth durerà per poco, visto che già al giro 55 si verifica la caution che porrà fine in anticipo al secondo stage. Sul frontstretch, Hill si sposta verso l’interno senza aver preso bene le misure e, per questo motivo, tocca il paraurti anteriore della vettura di Alfredo. Il vincitore del porzione inaugurale della gara perde così il controllo della sua vettura, che rotea più volte prima di fermarsi nella via di fuga.

Rajah Caruth si aggiudica il secondo stage anche grazie a questo errore di Hill. Alfredo, Kvapil, Allgaier, Jeb Burton, Creed, Mayer, Love, Perkins e Sanchez completano la top 10. Nel periodo nel quale i piloti svolgono la seconda sosta di giornata si assiste al ritorno in pista di Staropoli e Crews e al lucky dog di Jankowiak. Grazie ai risultati odierni, Retzlaff si qualifica alla Chase ancor prima dell’inizio dell’ultima porzione di gara.

Il terzo stage vede un piccolo cambio di gerarchie, dovuto principalmente alla serie di soste. Sono, infatti, Harrison Burton, esterno, e Jones, interno (saliti in testa dopo aver cambiato solo due gomme), a giocarsi la prima posizione durante il giro inaugurale in regime di bandiera verde.

Burton riesce a prendere la testa della corsa grazie alla spinta di Perkins prima di portarsi sulla linea interna prima di tornare esterno una volta raggiunto il backstretch. Harrison prova a tappare Jones, in forte risalita, alla fine del rettilineo, ma sbaglia a compiere la manovra e si ritrova senza corsia e, di conseguenza, viene risucchiato dal gruppo.

L’outside lane, su cui si sposta il leader Jones all’inizio del giro 64, allunga vistosamente nei giri seguenti. A cambiare il trend ci pensa Kvapil, che supera l’alfiere di Joe Gibbs Racing dall’interno durante il passaggio numero 67 prima di mettersi a sua volta a capo dell’outside lane.

Kvapil, nelle miglia seguenti, si mette a zigzagare per mantenere la leadership. Il figlio d’arte manterrà un comportamento aggressivo solo per poco tempo, visto che la corsia esterna diventa presto l’unica corsia presente in pista. Già nel momento in cui Crews si ferma dai meccanici (giro 72), infatti, non ci sono più due linee.

La situazione di calma dura molto, visto che Kvapil rimarrà leader in solitaria fino al giro 98, quello in cui si verifica la quarta (e ultima) caution di giornata, dovuta a un’incomprensione tra Caruth e Allgaier. Il campione della regular season, infatti, spinge male il compagno di squadra, che perde il controllo della sua Chevrolet, tagliando prima verso l’interno e poi verso l’esterno, riportando danni al posteriore.

Durante la caution, oltre a Caruth, si ferma per una sosta anche Mayer. Molti piloti, durante la ripartenza, mantengono la linea interna (portandosi in alcuni casi anche oltre la doppia linea gialla) per risparmiare carburante. Terzo lucky dog su quattro per Thompson.

Kvapil, interno, scatta benissimo e si impone fisicamente su Allgaier, originariamente a capo della linea esterna, fin da subito. Ryan Sieg, nuovo leader dell’inside lane, guadagna terreno nei confronti del dominatore del terzo stage, che gli deve cedere la corona in curva 2. Il veterano avanza furioso e, assieme a Hill, supera sul frontstretch il figlio d’arte. Per tutto l’ultimo giro, il pilota “prestato” alla #38 zigzaga per mantenere la prima posizione fino alla bandiera a scacchi.

Durante l’ultimo giro, in curva 2, si verifica un incidente. Le turbolenza portano Maggio, situato nel centro del tracciato, a scodare leggermente. Il pilota di origine italiane si sposta così verso l’esterno, dove tocca la fiancata di Sanchez prima di venire tamponato violentemente da Bilicki, che perde il controllo della sua vettura e, dopo una leggera virata verso l’interno, colpisce violentemente le SAFER. Il portacolori di SS-Green Light Racing non raggiungerà il traguardo.

Ryan Sieg, pilota della Chevrolet #38 di RSS Racing, si aggiudica la Winn Dixie 250 al Daytona International Speedway. Il veterano è seguito sul traguardo da Hill, Kvapil, Alfredo, Jones, Allgaier, Poole, Harrison e Jeb Burton e Creed.

Quella di Ryan Sieg non è solo una vittoria, ma anche un evento importante per i team indipendenti. Il trentanovenne originario di Tucker, Georgia, ha infatti conquistato la sua prima vittoria in NASCAR O’Reilly Auto Parts Series dopo ben 424 gare e 82 top 10 ottenute in 13 stagioni corse a tempo pieno nella classe di mezzo. Insomma, il risultato odierno è qualcosa che, seppur possa valere poco in ottica campionato, Ryan si porterà dietro per gli anni a venire.

I risultati odierni

La classifica della “Winn Dixie 250”

La classifica generale

Così in campionato alla fine della regular season della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026

Justin Allgaier, già aritmeticamente “campione”, termina la regular season con ben 1090 punti. Oltre a Retzlaff, già matematicamente dentro al termine del secondo stage, sono Sam Mayer, Taylor Gray e Rajah Caruth a strappare un biglietto per la Chase al termine della gara a Daytona.

I prossimi appuntamenti

Il weekend a Daytona terminerà con la Coke Zero Sugar 400, ultima gara della regular season di NASCAR Cup Series, che si terrà sabato notte (sarà domenica alle 1.30 in Italia). La prima gara della Chase della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series, la venticinquesima stagionale, è la Fleetio 200 al Darlington Raceway, prevista per sabato 5 settembre (sarà già domenica notte in Italia). La classe di mezzo supporterà unicamente la NASCAR Cup Series durante il prossimo weekend di gara.

Immagine: Media NASCAR

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