NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Darlington #2 2026: Creed riapre subito i giochi nella Chase

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 6 Settembre 2026 - 17:45
Tempo di lettura: 10 minuti
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NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Darlington #2 2026: Creed riapre subito i giochi nella Chase
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Allgaier e Kvapil crollano nel finale, Creed si trova la strada spianata verso il secondo successo stagionale che annulla o quasi il ritardo dalla #7

Quando tutti si aspettavano Allgaier, visto anche l’inizio di gara, ecco che invece al calar del sole Sheldon Creed piazza la vittoria che può svoltare non solo la sua stagione, ma anche quella della categoria in generale. Dopo il successo di Atlanta, il primo in OAP Series, la #00 era tornata quella solita, spesso lì in top5 ma incapace di artigliare un nuovo successo. Ora, invece, Creed si è sbloccato nuovamente e con questa vittoria in un sol colpo si è portato al secondo posto nella Chase a sette punti dalla #7, riaprendo tutti i giochi per il titolo.

La gara

La NASCAR OAP Series apre i suoi playoff a Darlington in una giornata torrida (oltre 35 °C con umidità) e viene da ringraziare la fortuna di chi ha stilato il calendario perché di solito la corsa della categoria cadetta era di giorno e non in notturna come stavolta. La OAP, a differenza della Cup, riesce ad evitare i temporali che non arrivano però lambiscono la pista con i temuti lightning hold.

La sorpresa nelle prove libere non è l’annuncio del passaggio di Alpha Prime a Ford per il 2027, bensì chi è il più veloce sia sul giro singolo, sia sul passo gara malgrado qualche Darlington Stripe di troppo: fra i 12 qualificati alla Chase, infatti, in pochi avrebbero scommesso su Parker Retzlaff davanti a tutti nelle principali categorie dopo la sessione.

Il pilota della #99 non riesce a ripetersi nelle qualifiche in cui i 12 si piazzano tutti in top14: la pole position va a Carson Kvapil davanti ad Allgaier, Jones, Love, Mayer, Hill, Gray, Crews (comunque in ballo per il titolo owner), Caruth, Retzlaff, Smith, Alfredo, Creed e Day.

Dopo aver retrocesso in fondo alla griglia Ellis, lo stesso Crews, Perez e Clements in parco chiuso, può avere inizio una gara da 147 giri (45+45+57) e 200 miglia, rapida ma insidiosa per le gomme, infatti ci sono ben cinque set a disposizione.

Alla bandiera verde Kvapil sceglie l’interno, ma non è la decisione corretta, Allgaier tiene giù il piede e in curva1 vola subito al comando, Carson riesce ad accodarsi e tenere a bada un Love incollato alla #1 nei primi giri, poi a seguire Jones. Con Crews partito dal fondo, l’unico intruso in top13 è Alfredo in una partenza che non ha visto grossi scossoni in classifica.

Mentre Allgaier scappa via (1″ guadagnato in cinque giri), ci sono pochi assestamenti alle sue spalle. Il primo a cercare di muoversi è Caruth che punta Gray (il sorpasso arriverà poco più tardi in curva2), ma il vero movimento è fuori dalla top10. Day rischia grosso con Smith, il quale a sua volta sbanda e si mette davanti a Creed per un pelo favorendo il rientro di H.Burton e R.Sieg.

Caruth si muove ancora in avanti e supera ancora Alfredo e Allgaier aggiunge ancora un altro secondo di margine, prosegue il triello Day-Smith-Creed con il secondo attacco fallito di Corey con Sheldon che stavolta ne approfitta della sbandata della #17. Il più veloce in pista però non è nessuno dei big, bensì uno scatenato Clements che, dopo essere partito dal fondo, in meno di 15 giri è già in top20 e insidia H.Burton che poco prima era in scia a Creed. Cede invece momentaneamente il favorito delle libere, ovvero Retzlaff, infilato sia da Caruth che dal compagno di squadra Alfredo che prende il testimone da Parker.

La vera crisi di metà stage, però, è quella di Day, passato prima da R.Sieg e poi puntato da un Sawalich che si era qualificato male (22°). Va veloce anche Alfredo che approfitta delle gomme più usurate della #88 per passare Caruth. Ai -15 arriva invece il crollo di Smith che inizia a perdere posizioni preziose e si avvia verso il fondo della top15.

Iniziano anche i guai in coda: Cram si prende una bandiera nera perché troppo lento (probabile guaio ad una candela) e per lui sarà ritiro al giro 29, ma prima di lui prendono la via definitiva del garage Perez (guai ai freni) ed Ellis (frizione ko già dal via).

Al comando c’è comunque movimento: mentre Allgaier porta il suo margine a 3″, Love si stacca da Kvapil e viene ripreso da Jones, uno che a Darlington va sempre forte. Il sorpasso arriverà qualche giro più tardi. Ai -20, però, il colpo di scena: Caruth prende la via dei box. Sul momento si crede ad un problema elettrico, invece sono guai di pressione benzina. La sosta è rapida e risolutiva, ma Rajah perde comunque due giri.

Dopo la foratura di Maggio, il sorpasso di Alfredo su Mayer e Allgaier con 4″ di margine su Kvapil, ai -11 arriva la caution che, essendo arrivata prima dei -10, non chiude la stage in anticipo: Pardus finisce da solo in testacoda in curva4 e si appoggia al muro interno col muso. Lucky dog per Smithley. Il gruppo si spezza e tirano dritto solo Jones, Day, Sawalich, R.Sieg, Poole, Thompson e Staropoli, poi escono dai box Allgaier, non si sa come Scott (che lotta fin troppo con la #7 in pit exit), Kvapil, Hill e Alfredo. Si salva invece Smith che stava prendendo la via di uscita dalla top20 mentre Caruth non riesce ad usufruire della wave around e rimane a -2.

Ripartenza ai -6 e in mezzo giro Allgaier è già secondo, poi passa anche Jones e torna al comando portandosi dietro Kvapil mentre ne approfitta anche Retzlaff che entra in top5 con Alfredo che rimane nella sua scia. Allgaier vince la prima stage davanti a Kvapil, Hill, Mayer, Retzlaff, Alfredo, Clements, Love, Sanchez e Gray, poi Smith, Creed e Crews con Jones e Day precipitati al 17° e 18° posto. Lucky dog per Reed che lascia a -2 Caruth, Pardus e Maggio (-4).

Nel break si completa il giro di soste (Jones sosta lenta per il tubo del cambio gomme che si incastra sotto il muso, speeding per R.Sieg) ma tornano ai box anche Retzlaff, per guai non risolti in seguito alla cool suit, e pure Creed. Ripartenza a top10 quasi invariata ai -38 nella seconda stage. Allgaier rimane al comando mentre Jones e Day (che ha il muso sbeccato in un quasi tamponamento a catena al restart) non sfruttano al meglio le gomme fresche, rimanendo nel traffico e battagliando reciprocamente a differenza di Retzlaff che avanza nettamente. Chi invece non ha problemi è Alfredo che consolida la top5 tenendosi dietro Mayer e Love.

L’azione, incluso un Kvapil che è rimasto molto vicino ad Allgaier, viene interrotta però da una caution dopo pochi giri. Uscendo da curva4 Dye cerca il blocco su un Thompson che arriva a velocità molto superiore, Dean non alza il piede sullo spostamento a sinistra e manda in testacoda e contro il muro Daniel. Lucky dog per Caruth che recupera uno dei due giri persi.

Dopo poche soste (Smithley, Staropoli e Dye), si riparte ai -26 con Allgaier davanti a Kvapil, Hill, Alfredo, Mayer, Love, Clements, Gray, Creed e Retzlaff con Day e Jones ancora 16° e 17°. Justin scatta male e si ribalta lo scenario del via originario, con Kvapil che se ne va mentre la #7 rischia di essere travolta da Hill ma salva il secondo posto. Alfredo, invece, ne approfitta per mettersi davanti ad Austin e così ora è terzo. Smith, invece, non ne ha e viene ripreso dalla coppia Jones-Day, ma si salva con un’altra caution.

Nella rimonta, Day ha ripreso Sawalich e lo ha attaccato di forza in curva1. Corey scivola troppo (e sbaglia) e si appoggia a William che a sua volta tocca il muro, poi in uscita arriva l’incrocio di traiettoria, ma verso curva3 l’errore grossolano è della #18 che si lascia prendere dalla frenesia, e forse dalla rabbia, finendo per girarsi sul muso della #17 e finire a muro. Danni notevoli per Sawalich che perderà qualche giro ai box mentre ringrazia Caruth che torna a pieni giri. Nel post gara ci sarà un tentativo di chiarimento fra i due con il pilota Toyota che minaccia ritorsioni per il futuro.

Stavolta la pit lane si anima e, oltre agli incidentati e ad uno Staropoli che ha problemi al motore, pitta anche Smith che deve smuovere la sua gara. Green ai -17 (Kvapil al comando su Allgaier, Alfredo, Hill, Love, Creed, Mayer, Gray, Retzlaff e Clements), caution ai -17: Sanchez scivola in curva2, tocca Jeb Burton e lo manda in testacoda, la #27 si salva dall’impatto col muro interno, ma nel pendolo torna in mezzo al gruppo dove viene centrato da Reen e Maggio mentre Caruth evita l’incidente per un pelo. Tutti e tre ko, lucky dog per Dye.

Sosta solo per Kyle Sieg, poi con una top10 quasi invariata si riparte ai -10. Allgaier fa pattinare ancora le gomme e così Alfredo segue Kvapil, Hill e Creed invece passano Love. Chi però è scatenato è Anthony che, a parità di strategia e gomme, recupera i pochi metri che lo separano dalla #1 e lo attacca in curva4. Carson prova il blocco in uscita, ma la velocità della #96 è tale che, saggiamente, preferisce desistere e così ai -5 Alfredo passa e vola al comando. Si sveglia Smith, invece, che con gomme fresche entra in top10, anche se Day fa meglio (malgrado i danni) e passa Sammy insieme a Sieg in un 3-wide.

Le difficoltà di Kvapil sono solo il primo segnale di difficoltà del JRM al calare della sera, infatti in contemporanea Creed supera sia Hill che Allgaier, poi nelle miglia finali Sheldon passerà anche lo stesso Carson. Alfredo vince a sorpresa la seconda stage con ampio margine (2.4″) davanti ad uno scatenato Day che in volata passa anche Creed, Smith, Kvapil, Allgaier, Hill, Mayer, Kyle e Ryan Sieg, poi Retzlaff, Love, Jones e Gray con Caruth risalito al 17° posto. Lucky dog per Pardus che passa da -2 a -1.

Al break tutti vanno ai box e Creed esce dalla pit lane al comando davanti a Day, Smith, Kvapil, Allgaier, Alfredo, Mayer, Hill, Jones e Gray, poi R.Sieg, Love, Crews e Retzlaff con Caruth 19°. Ripartenza ai -49 e Day fa pattinare le gomme, dunque Creed si porta dietro subito Smith e Allgaier. Kvapil prova ad approfittarne, ma viene aggirato da Hill.

Che il vento sia cambiato lo si capisce già nei giri seguenti: Allgaier, infatti, non riesce a passare uno Smith che a inizio gara era in crisi nera. Creed ringrazia e allunga di qualche decimo. Arriva però una nuova caution a rimescolare le carte: Smithley tocca e manda in testacoda Gase mentre ad avere la peggio è Scott e nel mucchio finisce anche Sawalich. Caruth decide da solo di rischiare e va ai box a montare l’ultimo set di gomme fresche. Pardus col lucky dog torna a pieni giri.

Ripartenza ai -40 con Creed davanti a Smith, Allgaier, Day, Hill, Kvapil, Jones, R.Sieg, Alfredo, Mayer, Gray, Crews, Retzlaff, Clements e Love mentre Caruth deve recuperare dal 28° posto. Sheldon scatta bene in una top5 che rimane invariata, dunque può nuovamente allungare in progressione su Allgaier mentre Sammy si tiene dietro il compagno di squadra. Jones ci prova ad attaccare, ma rimbalza pesantemente e saluta la zona vittoria. Caruth si comporta bene nel traffico ed in poco è in top20, poi va a riprendere il quartetto di Jones, Gray, Retzlaff e Love, un gruppetto con parecchie battaglie.

Il primo a muoversi fra i leader è Day che, tenuto a bada Hill, va a riprendere Allgaier e crea un terzetto. Ma il gruppetto dura poco, già ai -25 Justin inizia il suo crollo, infatti sull’attacco di Corey addirittura tira dritto in curva3 e bacia il muro. La #7 ha sovrasterzo, la #1 invece sottosterzo ed entrambe le vetture iniziano a perdere posizioni su posizioni. Di slancio Day supera anche Smith ed ai -22 ha 2.8″ da recuperare a Creed che si è involato.

La questione fra Allgaier e Day è questione di centesimi, non decimi, Corey recupera in un primo momento, ma il ritardo praticamente non scende mai sotto i 2″, poi nel finale Sheldon tornerà ad allungare. E, in un finale clamorosamente senza caution, più per la tipica sfortuna di Creed che altro, la vittoria della #00 allora sarà incredibilmente semplice.

L’azione si sviluppa invece alle loro spalle. Caruth è scatenato ed entra in top10 mentre davanti a lui Crews è entrato finalmente in top10 (e poi addirittura in top5) ed ha passato la coppia JRM in crisi nera. In zona c’è anche Alfredo che, dopo la sosta lenta, non è riuscito a replicare quanto fatto in precedenza. Ai -9 l’ultimo colpo di scena: dopo la rimonta dal 28° al sesto posto, la vettura di Caruth torna a singhiozzare come a inizio gara per problemi di pescaggio e Rajah deve tornare nuovamente ai box perdendo tantissimi punti.

Sheldon Creed conquista Darlington e per lui è la seconda vittoria in carriera in OAP Series. Sul traguardo precede Day (+2.9″), Crews (+4.1″), Smith (+7.7″), Hill (+8.2″), Alfredo (+9.4″), Gray (+12.5″), Mayer (+15.5″), Clements (+16.8″) e Jones (+17.2″); a seguire Thompson, Kvapil, Love, Sanchez, Poole, K.Sieg, Allgaier (precipitato addirittura al 17° posto), Finch, R.Sieg e H.Burton. Retzlaff 21° dopo una ultima stage da gambero, Caruth 26° a -2.

E la Chase si riapre subito, infatti Allgaier si è giocato subito il tesoretto e Creed ora è secondo a soli sette punti dalla #7. La notte di Darlington potrebbe aver ridato speranze agli inseguitori.

I risultati odierni

La classifica della “Fleetio 200”

La classifica generale

Così in campionato dopo 1 gara di 9 della Chase della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 23:00 a Darlington ci sarà la gara della NASCAR Cup Series, tappa di apertura della Chase; a partire dalla pole dopo la cancellazione delle qualifiche causa fulmini sarà Tyler Reddick. La OAP Series tornerà in pista sabato prossimo a Gateway.

Immagine: Media NASCAR

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