Ruoli invertiti rispetto a sette giorni fa. A Darlington è Allgaier a vincere e a fare 30 in carriera in NASCAR
Le carte in tavola si sono scambiate dopo una settimana: a Las Vegas Justin Allgaier sembrava poter vincere senza difficoltà, invece nel finale era spuntato fuori dal nulla Kyle Larson. A Darlington, invece, in una bella gara senza troppi incidenti, la #88 ha dominato ma nel finale è stata beffata dalla #7 che, con il suo pilota di punta per il campionato, ha chiuso la sessione di laurea con un bel 30, tante quante le vittorie di Allgaier nella categoria cadetta della NASCAR.
La gara
La categoria cadetta della NASCAR arriva a Darlington per una delle tappe più attese della stagione. 39 le auto presenti dopo il ritiro della #74 del team di Mike Harmon che avrebbe dovuto avere Dawson Cram al volante. Le libere scorrono via tranquille col miglior tempo di Christopher Bell, impegnato come Chastain qui sulla #9, in un triple duty) sulla #19 del Joe Gibbs Racing, ultima gara in sostituzione di Brent Crews che il 30 marzo diventerà maggiorenne e quindi potrà gareggiare su ogni tipologia di pista.
La storia sembra la stessa anche in qualifica: Bell è straordinario ed è l’unico ad avvicinare il muro dei 30″ (30.041″), ma all’ultimo istante a scendere in pista c’è Kyle Larson, qui sulla #88 di JR Motorsports in sostituzione dell’ancora infortunato Alex Bowman che avrebbe dovuto gareggiare qua. E Kyle si conferma in gran forma prendendosi con un clamoroso 29.994″ la pole position. Seguono Kvapil, Allgaier, l’ottimo Retzlaff, Mayer, Sawalich, B.Jones, Chastain e Love. L’unico DNQ è Matt DiBenedetto, al debutto stagionale arrivato all’ultimo istante sulla #35 del team di Joey Gase.
Dopo aver retrocesso in fondo alla griglia Sanchez, Byrd, Staropoli (modifiche in parco chiuso) e Labbé (cambio motore) e anticipato la partenza di 10′ per un possibile rischio di temporali isolati, può avere inizio una delle gare più rapide della stagione, 147 giri (45+45+57) per 200 miglia.
Larson scatta bene dalla corsia interna (da notare questo in seguito) venendo seguito inizialmente da Kvapil, tuttavia Bell dall’esterno di inerzia mantiene la seconda posizione. Il rischio principale nelle fasi iniziali è quello che corre Chastain, stretto nel panino della coppia RCR in curva4. Due i sorpassi veri invece, quello di Mayer su Allgaier (seguirà controsorpasso per il crollo progressivo di Sam) e quello di Jones su Retzlaff (e qui il duello durerà a lungo).
Mentre Larson allunga leggermente e in progressione, il primo colpo di scena arriva al quinto giro: Austin Hill si intraversa sull’attacco (nessun contatto pare) di Sawalich e finisce a muro in curva2. Sul momento, incredibilmente, sulla #21 non sembrano esserci danni ed Hill si assesta attorno al 12°-13° posto.
Larson scappa via e ad un terzo di stage ha già 3″ su Bell mentre Kvapil tiene a distanza Allgaier. Chi va in crisi di colpo, comunque meno del compagno di squadra, è Creed che prima viene puntato e passato da Hill, poi prende la via d’uscita pian piano dalla top20 mentre Mayer scivola all’ottavo posto. Prosegue intanto la battaglia a suon di sorpassi fra Jones e Retzlaff.
A metà stage Larson inizia il primo giro di doppiaggi con 4″ di margine su un Bell che non sta mettendo in pista quanto visto nelle libere. Chiaramente Kyle con questa fase perde qualcosa, ma gestisce la situazione al meglio. Proseguono le battaglie alle loro spalle: Ryan Sieg su Sammy Smith mentre davanti a loro Day viene infilato da Hill e Alfredo. Prosegue la discesa di Mayer, scavalcato da Chastain, Sawalich e poi anche i già citati Hill e Alfredo con Anthony scatenato che poco più tardi aggira lo stesso Austin e poi si ripete (con toccatina) su Sawalich.
Ai -8 nuovo colpo di scena: la #21 sembrava a posto, invece Hill fora la anteriore destra, deve farsi un giro su tre ruote, quando arriva in pit lane il mozzo è in fiamme ed Austin perde ben due giri. Il finale vede il cedimento netto di Allgaier ripreso e passato da Jones, ma persino attaccato dai doppiati mentre Hill pare gestire il rientro in pista, ma i problemi ci sono ancora. In vista del traguardo rimbalza anche Chastain.
Larson domina la prima stage vincendola davanti a Bell (+3.5″), Kvapil (+4.3″), Jones (+8.6″), Allgaier (+10.8″), Retzlaff (+12.1″), Love (+12.9″), Sawalich (+18.0″), Alfredo (+18.3″) e Chastain (+19.6″); a seguire Smith, Day, R.Sieg, Caruth, Sanchez (dal fondo alla top15), K.Sieg (a secco nel break), Yeley, Clements (idem), Gray (poi subito ai box con una foratura) e Poole, Mayer 21° e Creed 23°, lucky dog per Williams dal 27° posto con guai ai freni.
Il primo giro di soste regala altri guai: Love si accorge all’ultimo del suo stallo, frena di colpo e viene travolto da Sawalich finendo per fare la sosta al contrario dopo aver toccato il muretto col muso. Larson riparte al comando su Kvapil, Jones, Bell, Allgaier, Sawalich, Retzlaff, Smith, Day e Chastain. Wave around per Hill che torna a -1.
Dopo la lunga caution per questa serie di imprevisti, green ai -35 e Larson rimane primo davanti a Jones e Kvapil, Retzlaff prova a prendere la top5 ad Allgaier, tuttavia finisce per venire aggirato da Chastain. L’attacco di Carson su Brandon (favorito da un detrito sulla griglia del radiatore della #20) lancia la seconda fuga della #88.
Uno dei più in forma è Corey Day che prima passa Smith, poi punta anche Sawalich mentre Sammy viene attaccato da Ryan Sieg. Love prova la risalita verso la top15 così come Hill verso il lucky dog, ma la #21 ha ancora problemi in divenire. Problemi che non ha Chastain che supera e stacca Allgaier puntando anche Bell mentre Retzlaff riprende Allgaier. La lotta a quattro ha come sconfitto un Christopher che va peggio della prima stage. Creed, invece, si è ripreso e vede la top10.
Il long run fa emergere di nuovo Allgaier che riprende e supera Chastain portandosi dietro Retzlaff. Lo stesso fa Day con Alfredo nei confronti di Sawalich. I due approfittano in vista del traguardo anche del crollo di Bell. L’ultimo sorpasso è lo slide job dello stesso Alfredo su Day in curva1.
Larson vince anche la seconda stage precedendo Kvapil (+5.3″), Jones (+5.7″), Allgaier (+8.9″), Retzlaff (+9.4″), Chastain (+13.1″), Alfredo (+13.6″), Day (+14.7″), Bell (+15.7″) e Sawalich (+16.0″); a seguire Creed, Sanchez, Mayer, Love, R.Sieg, Smith, Poole, H.Burton, Bilicki e Thompson, Gray 21°, Williams (24°) lucky dog, Hill 35° di nuovo a -2 dopo un ultimo giro drammatico 7″ più lento del leader.
Il secondo giro di soste regala altri guai: Kvapil pit lento con problemi alla anteriore sinistra mentre ad essere mandato in testacoda stavolta è Chastain sulla spinta di Alfredo. Nemmeno Larson è esente, infatti Jones lo supera ma rimane davanti ad Allgaier, Day, Bell, Creed, Kvapil, Retzlaff, Mayer e Love; perde anche Sawalich che ha dovuto evitare Ross.
Bandiera verde ai -49 e Jones, dalla corsia migliore, non scatta al meglio al punto che Allgaier lo aggira andando al comando, tempo un giro e anche Larson passa Brandon. Con loro c’è anche Bell, a seguire la coppia Day-Creed e poi Kvapil e Retzlaff in battaglia. Jones perde in poco tempo anche la posizione dal compagno di squadra mentre Larson si avvicina sempre di più al compagno di squadra. Creed supera Day approfittando di una toccatina al muro di Corey.
Al giro 115 Larson torna al comando e lo fa con una manovra talmente difficile da farla sembrare facile, quasi da velocità del ciclismo su pista. I due approcciano alti curva1, poi di colpo Larson scende basso in curva2 e si infila immediatamente all’interno della #7. Kyle allunga subito, non è una vera fuga ma sembra comunque la mossa decisiva.
Il sogno di Larson si ferma però ai -25 con una caution provocata da tre incidenti in uno: Thompson tocca Kyle Sieg mentre al suo interno di curva2 (e quest’ultimo si arrabbierà parecchio) mandandolo contro il muro esterno. Alle loro spalle ci sono Sawalich, Gray ed Hill ed è quest’ultimo a farne le spese con un testacoda e un nuovo impatto col muro per evitare la #28, infine Scott scende di colpo dall’esterno alla linea bianca non vedendo che lì c’è già Labbé. DNF per Sieg, Labbé e Scott mentre Hill perde ulteriore terreno. Lucky dog per Clements.
Visto il degrado delle gomme è inevitabile una sosta decisiva e qui Larson perde tutto, scivolando addirittura al quinto posto dietro a Jones, Allgaier, Bell e Day ma davanti a Smith, Creed, Kvapil, Retzlaff e Mayer. Alla ripartenza, dopo la lunga pulizia della pista, mancano appena 15 giri, decisamente pochi per rimontare.
Jones sceglie ancora l’interno al choose cone, il suo scatto è leggermente il migliore del precedente ma non basta, Allgaier lo aggira come in precedenza e si invola via, dietro alla #7 le posizioni sostanzialmente non cambiano, Larson scavalca Day in poche centinaia di metri, ma sullo short run non ne ha come gli avversari. Da annotare alle loro spalle altre battaglie come quella fra Kvapil e Creed per la top5, con Carson che poi mette nel mirino addirittura Larson, e quella a tre fra Love, Ryan Sieg ed Alfredo con serie di piccoli contatti in botta e risposta dei quali provano ad approfittarne anche Sanchez e Chastain.
Justin Allgaier ribalta il pronostico delle prime stage e conquista a Darlington la 30esima vittoria in carriera precedendo Jones (+0.5″), Bell (+2.2″), Larson (+2.768″), Kvapil (+2.794″), Day (+5.0″), Creed (+5.3″), un fantastico Retzlaff (+5.4″), Smith (+7.5″) e Mayer (+7.8″), a seguire Love, Alfredo (giornata straordinaria per Viking Motorsports), R.Sieg, Chastain, Gray, Sanchez, Sawalich, Poole, Clements e Bilicki, Hill 35° a -5.
Allgaier, dopo sei appuntamenti, è il primo a vincere la seconda gara in stagione. E la classifica generale vede il primo allungo da parte di Justin, ora davvero il primo favorito per il titolo, ma la stagione è ancora molto lunga.
I risultati odierni
La classifica della “Sport Clips Haircuts VFW 200”
La classifica generale
Così in campionato dopo 6 delle 33 gare della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026
I prossimi appuntamenti
Stasera alle ore 20:00 a Darlington andrà in scena la gara della NASCAR Cup Series con Tyler Reddick che partirà dalla pole position davanti al compagno di squadra Bubba Wallace; diretta come di consueto su P300.it. La OAP Series tornerà invece sabato prossimo a Martinsville.
Immagine: Media NASCAR
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