NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Chicagoland 2026: Brandon Jones beffa Elliott all’overtime

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 5 Luglio 2026 - 22:15
Tempo di lettura: 14 minuti
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NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series, Chicagoland 2026: Brandon Jones beffa Elliott all’overtime
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Chicago vuol dire pioggia: dopo un rain delay di oltre quattro ore, Brandon Jones batte tutti, infilando Elliott allo sprint finale

Non era nella lista dei favoriti Brandon Jones, soprattutto perché dopo la cancellazione delle qualifiche partiva 29°, tuttavia sulle piste sconnesse il pilota del Joe Gibbs Racing trova spesso quel qualcosa in più. Non è stato facile, in molti erano davanti a lui ad inizio gara, Zilisch è stato sfortunato, Elliott si è perso sul più bello, Gray è stato ancora sfortunato con le tante caution nel finale, tuttavia a sfruttare al meglio la lunga notte di Chicagoland è stato proprio Jones, in una corsa che potrebbe aver creato il solco definitivo nella scelta dei 12 per la Chase.

La gara

La NASCAR OAP Series riapre (insieme alla ARCA Series, vittoria per Connor Mosack) l’ovale di Chicagoland, lasciato abbandonato al suo destino per ben sette anni da parte della NASCAR “approfittando” prima della pandemia, poi della crisi dei chip con la pista usata come parcheggio di auto da finire di produrre e infine sostituito per tre edizioni dalla corsa cittadina di Chicago.

Queste tre edizioni erano state funestate dalla pioggia, ma anche questo weekend non scherza. Subito dopo le libere della ARCA Series, al venerdì si scatena il diluvio che provoca il primo cambio di programma: vengono cancellate le qualifiche e le libere da 50′ (per dare spazio ai piloti di prendere la mano con un ovale dall’asfalto parecchio usurato) posticipate al sabato nello slot inizialmente previsto per le prove ufficiali. Per un raro colpo di fortuna del 2026, pole con l’algoritmo per Zilisch (sulla #1) davanti a Crews, Kvapil, Day, Retzlaff, Love, Alfredo, Creed, Mayer e Smith con Elliott 11° sulla #88, Allgaier 17° e Jones 29°.

Sabato mattina il tempo è di nuovo bello e la sessione si svolge senza troppi scossoni e l’unico protagonista è Custer (sulla #0) che finisce in testacoda a pochi minuti dalla fine rischiando di distruggere il muso nell’erba fradicia del trioval. I tempi vanno peggiorando man mano che la pista si scalda e il secondo set di gomme a disposizione non modifica i tempi dei primi minuti con Love al comando della sessione davanti a J.Burton, Allgaier, Zilisch, Day, Clements, Sawalich, Mayer, Jones ed Elliott.

Poi arriva il pomeriggio e con essi, di nuovo, i temporali. Il primo è molto forte e si teme anche l’arrivo della grandine. Alla fine cadranno quasi 100 mm di pioggia, ma con il calare del sole le previsioni migliorano, dunque – visto che ci sono le luci a Chicagoland – si decide di aspettare. Il rain delay alla fine sarà di quasi 5h, ma si parte per una gara da 200 giri (classico o quasi 45+45+110). Dal fondo parte solo Scott per modifiche in parco chiuso mentre non è stata prevista una competition caution.

Alla bandiera verde Zilisch dall’esterno non scatta bene però riesce a difendersi da Crews in curva1 e già in uscita riesce a tenersi dietro la Toyota. Day rischia di toccare il muretto sul rettilineo opposto che è tutt’altro che dritto, ma rimane davanti a Love e Kvapil. Elliott guadagna subito quattro posizioni, segno che la preoccupazione per il servosterzo nelle libere era solo un falso allarme ed entro il giro 5 ha già passato Creed e attaccato Kvapil. Day, invece, inizia a rimbalzare indietro viene infilato prima da Love e poi attaccato all’interno dallo stesso Elliott con altre auto – quelle di Mayer e Retzlaff – che si sono fatte sotto anche a Creed, puntato dal compagno di squadra. Chase non riesce a superare la #17 e così Creed per poco non ri-aggira Elliott. Sul traguardo, molto più indietro, contatto far Gray e J.Burton.

Oltre a Day sta soffrendo pure Smith e lo si vede al nono giro in curva4, quando perde il muso e viene mezzo nel mezzo da Allgaier e Alfredo che passano mentre da dietro arrivano di rincorsa anche Hill e R.Sieg. Zilisch intanto è scappato e in dieci giri ha già messo oltre 2″ su un Crews ripreso da Love che di lì a poco supererà Brent anche se la manovra li farà finire a 3″ dal leader. Allgaier, invece, non è ancora al meglio e fatica a superare Alfredo, poi però andrà a riprendere il gruppetto di Retzlaff e di slancio attacca Gray riuscendo a scavalcarlo. Questa di Taylor, partito 25°, però è solo la prima posizione persa in gara dopo un ottimo +14 iniziale e lo dimostra ai -25 quando ripassa Allgaier e da qui in poi è forse il migliore sul long run.

Al giro 20, mentre un Day in ripresa aggira Crews, Zilisch vola ad oltre 4″ di margine, ma da qui in poi non guadagnerà ulteriore terreno. Quello che non si sa ancora è che Brent ha un problema alla anteriore destra e da qui in poi i tempi diventeranno sempre più lenti, giro dopo giro al punto che precipiterà fuori dalla top10. Dalla top20, invece, è già uscito Sammy Smith, ancora una volta in ombra. Gray, invece, dopo Sawalich ai -20 supera anche Retzlaff.

Il tappo rappresentato momentaneamente da Crews ai -15 fa riprendere la lotta fra Kvapil, Creed e Mayer. A cedere, un po’ come la #19 ma meno nettamente, è Carson che viene infilato dalla coppia Haas e poi anche da Gray. Un traverso in curva4 di Crews in curva4 con rischio di toccare il muro e il doppiato Gase è il “la” per la sua crisi ancora più profonda. Cram, invece, va nel garage e poi si ritira per un guaio al motore. Lo seguirà a inizio seconda stage Yeley su una #38 ancora senza alcuno sponsor.

Il finale di stage vede Zilisch con oltre 5″ di vantaggio prima di perdere qualcosa nel traffico mentre si accende la lotta per l’ultimo punto. All’apparenza Retzlaff deve difendersi da Allgaier, ma di slancio sta tornando su Alfredo con Custer in scia e in curva2 in un 3-wide c’è anche un rischio fra i compagno di squadra. Ma alla fine c’è il crollo inaspettato di Kvapil che perderà il decimo posto in volata dalla #96. Connor vince il primo traguardo intermedio davanti a Love (+4.9″), Day (+5.5″), Elliott (+6.4″), Creed (+9.8″), Gray (+10.8″), Mayer (+13.8″), Sawalich (+14.0″), Allgaier (+16.920″) e Alfredo (+16.923″). Kvapil 11° davanti a Custer, Retzlaff, Jones, Clements, Hill, K.Sieg, Thompson, Staropoli e Crews, S.Smith 24°, Caruth 26°, J.Burton 27° e lucky dog.

Ma, siccome siamo sempre nel 2026, la sfortuna colpisce ancora Zilisch: il muretto non si è accorto di un consumo eccessivo della benzina e dietro la pace car la #1 rimane a secco. Connor viene spinto ai box, senza perdere il giro ma finendo praticamente in fondo alla top30.

Dopo il primo giro di soste a passare al comando è Elliott davanti a Love, Day, Gray, Creed, Sawalich (poi penalizzato), Mayer, Allgaier, Clements e Jones che entra in top10. Bandiera verde ai -37 e Chase scatta bene venendo spinto da Day, Love ci prova come al via, ma anche in questo caso si deve accodare mentre Mayer supera Creed. Ottima ripartenza per Crews che rientra in top10 seguendo Jones, poi attaccando sia Brandon che Kvapil passando in sequenza entrambi.

Anche Allgaier ha beneficiato della soste e approfitta di un Creed ancora non del tutto convincente per puntare la top5, il problema è che alle sue spalle c’è un arrembante Gray che vuole pista libera per sfruttare il long run. Sheldon non si lascia passare facilmente e a questo trenino si accoda ai -30 anche Crews. Alla fine Allgaier si tuffa in curva1 e completa il sorpasso, nei due giri successivi passeranno anche le Toyota. Zilisch è scatenato e in meno di dieci giri è già in vista della top10 in cui è entrato Custer ai danni di Kvapil.

A metà stage Allgaier riprende Day e Mayer, anche se il divario da un Elliott in controllo è di 2″ su Love e di 3.5″ su questo terzetto. Justin tenta ancora la carta del tuffo in curva1, ma deve alzare il piede e riaccodarsi a Sam che si tiene molto vicino alla #17. Allgaier nei giri successivi rimbalza leggermente e viene attaccato all’interno da Gray che passerà dopo un paio di giri di battaglia. Battaglia che vede anche lo slide job mancato di Mayer su Day mentre su Chicagoland sta anche arrivando un po’ di nebbia. Alla fine, sia Mayer che Gray sorpasseranno i rispettivi avversari, Taylor non si ferma e di slancio passa anche un Day in difficoltà con il sovrasterzo e che ai -15 viene infilato anche da Allgaier.

Ai -10, invece, Crews rimbalza nuovamente, anche se stavolta le difficoltà sono solo per aver dato troppo nei giri iniziali. Mentre davanti Gray supera anche Mayer (seguito da un Allgaier che alterna momenti positivi ed altri leggermente in flessione come un traverso in curva4 che riapre la porta a Sam), Creed tenta l’attacco all’interno, ma non chiude la manovra e ne approfitta Jones. Brandon non si ferma qua e prosegue nella rimonta, passando in sequenza sia il compagno di squadra, sia un Day che sta perdendo terreno.

Elliott vince senza problemi la seconda stage davanti a Love (+2.5″), Gray (+3.4″), Allgaier (+4.7″), Mayer (+6.4″), Jones (+6.7″), Creed (+9.0″), Day (+9.2″ con sorpasso subito all’ultimo giro), Zilisch (+9.5″) e un Crews ancora in calando (+11.0″); a seguire Custer, Hill, Kvapil, Alfredo, Retzlaff, Sawalich, H.Burton, i fratelli Sieg e Thompson, lucky dog per Scott. Dietro la pace car Clements rallenta sull’apron e perde la posteriore sinistra, venendo penalizzato di due giri.

Il secondo giro di soste fa balzare al comando Gray (occhio a Taylor) davanti a Love, Elliott (che perde tempo perché si trova nello stallo prima Clements che sta scontando il -2), Allgaier (penalità per lui), Creed, Mayer, Jones, Day, Zilisch e Sawalich.

Bandiera verde ai -101 e Gray scatta molto bene, ma poi si perde sullo slancio e Love lo infila già in curva1, Elliott vola dall’esterno e torna subito al secondo posto mentre Taylor deve anche guardarsi da Creed. Mayer mantiene la top5 a cui si stanno avvicinando Jones alle sue spalle e poi Zilisch che deve scavalcare Day; Corey rimbalzerà sul bump di Connor, ma a beneficiarne sarà Hill.

Elliott è scatenato e dopo un paio di giri in scia alla #2, si tiene più esterno, poi si tuffa all’interno sul trioval, ma deve alzare il piede. Il secondo tentativo sembra quello buono perché Love scivola largo in curva4, tuttavia Jesse non molla e si riprende il primo posto. Gray osserva interessato. Alla terza volta il duello va in porto ed Elliott ritorna al comando, ma non è finita qua, Chase non scappa e l’auto migliore di conferma la #54 e ai -94 (mentre Creed fora e deve tornare ai box), Gray supera Love. Passano appena due tornate e Taylor infila anche la #88 (che non alza bandiera bianca facilmente) andando in prima posizione.

Dopo 15 giri di lotta feroce in gruppo. torna relativamente la calma e l’unica battaglia è quella fra Crews e Sawalich per il nono posto con William in ripresa a superare Brent e mettersi in scia a Zilisch mentre Hill ha passato anche Custer. Allgaier prosegue nella rimonta e, dopo aver superato Alfredo e Kvapil, è 13° alle spalle di un Day che ha limitato i danni.

Chi sta emergendo alla distanza è anche Brandon Jones che ha recuperato metodicamente fra pista, soste e ripartenze e, dopo essere entrato in top5, ha infilato anche Mayer (che andrà in crisi nei giri successivi), ma non si ferma qui, infatti ai -80 attacca anche Love per il terzo posto e la manovra ha immediatamente successo in curva3. Brandon è ora a 3.5″ da Gray, ma soprattutto a meno di un secondo da Elliott. Love non sembra quello delle stage precedenti e ai -72 viene ripreso e attaccato anche dal compagno di squadra Hill che sta andando pure lui in progressione dopo due stage anonime.

Ai -67 purtroppo per Gray arriva una caution che innesca il convulso finale di gara, spezzettato e senza long run che stasera sono il suo forte. La bandiera gialla arriva per un detrito è la carcassa della posteriore desta del solito sfortunato Zilisch che era risalito in sesta posizione. Lucky dog per Creed.

Malgrado manchi ancora qualche giro alla finestra per l’ultimo pieno, ovviamente tutti vanno ai box. Gray rimane al comando davanti a Jones, Elliott, Sawalich (dunque tre JGR in top4), Love, Mayer, Hill, Crews, Day e Allgaier. Ripartenza ai -61 e Jones scatta bene dall’interno, ma non riesce a chiudere la porta in curva2 e così le due Toyota viaggiano affiancate seguire da Elliott che può solo guardare finché decide di tuffarsi dal banking di curva4 e andare 3-wide all’interno sull’apron, tuffandosi in curva1 e tornando al comando. Dietro ancora le Toyota con Sawalich che perde la vettura in curva3 in scia ai teammate e creando un tappo del quale nessuno riesce ad approfittarne. Davanti, intanto, Gray si è messo alle spalle Jones.

Il gruppo cerca di allungarsi, Custer rischia con il muro in curva4 aprendo la porta a Crews e Mayer, una curva più tardi Day, ancora una volta, si toglie dalle prime posizioni con una #17 sempre al limite. Elliott mantiene qualche metro di margine su Gray mentre Jones perde qualche decimo, Love riesce a infilare Sawalich e sale al quarto posto, Allgaier torna in top10 col sorpasso su Custer. Ai -50 Kvapil si risveglia e supera Mayer salendo all’ottavo posto con Allgaier che, seguendo il muro, è già arrivato su di loro. Ai -47 tenterà lo slide job, ma la #7 rimbalza e viene infilata nuovamente da Custer. Cole si lascia ingolosire e prova di slancio all’interno di curva3 l’attacco a Sam, ma scivola largo, deve alzare il piede e Justin lo ripassa. Nel giro successivo Allgaier scavalcherà anche Mayer.

Ai -45 dietro alla #41 stanno arrivando anche Retzlaff, R.Sieg e Zilisch che, tuttavia finisce incredibilmente in testacoda da solo in curva1; lucky dog per Smithley. Ai box c’è ancora un set di gomme fresche e la decisione da prendere è fondamentale. Alla fine non ci sono dubbi e tutti vanno in pit lane. Ryan Sieg solo rabbocca ed esce davanti a Jones, Elliott, Love, Sawalich, Gray, Crews, Kvapil, Hill e Mayer.

Bandiera verde ai -38, ma durerà ben poco, giusto un paio di tornate. Jones dall’interno ha vita facile di Sieg sulla spinta di Love, Elliott sposta all’esterno la #39 mentre Gray si tuffa all’interno e così, dietro alla #20, in curva1 c’è un 4-wide fra Gray, Love, Elliott e Sieg. L’incidente però non nasce qui, emerge “vincitore” Elliott al fianco di Gray ma Chase sfrutta l’esterno e sul traguardo è secondo già puntando Brandon.

Sieg sta precipitando, in top5 è rientrato Kvapil che attacca Love davanti alla coppia composta da Sawalich e Crews. E l’incidente arriva proprio fra i compagni di squadra in uscita di curva2, con Brent che scivola in progressione e pizzica leggermente il paraurti di William mandandolo in testacoda. Questo contatto potrebbe rappresentare anche il primo momento di svolta in ottica Chase, con Crews che prosegue indenne mentre Sawalich finisce in testacoda, non tocca il muro ma non sarà capace di risalire nel finale. Lucky dog per Snider, oggi sulla #91.

Nuova ripartenza ai -30 e lo scatto migliore è quello di Gray all’interno a beffare il compagno di squadra in controllo della procedura. Brandon non è ostacolato da Elliott che salta fuori di nuovo all’esterno solo verso curva1, né Gray è aiutato dal quasi contatto alle sue spalle fra Crews e Love con Brent che provava ad infilare il muso all’interno della #2. Jones sembra avere una chance dato che Elliott non ha lo spunto decisivo, tuttavia Gray percorre a velocità doppia curva3 all’interno e torna al comando.

Vanno via in tre mentre Love precede un Kvapil che deve sempre guardarsi più dietro che davanti. Sul traguardo dei -28 Elliott torna a farsi vedere all’interno, ma ancora una volta non sembra avere lo spunto di velocità in accelerazione. Deve così ricorrere ad uno slide job da brivido in curva3 a cui segue un tentativo di bis al giro successivo. Niente da fare, #20 e #88 ancora affiancate e vicine con contatto verso curva1 dopo il quale Elliott si prende il secondo posto con Brandon per nulla felice e che in curva3 cerca la “vendetta aerodinamica”, facendo scivolare la Camaro e riprendendosi la piazza d’onore in curva2. Gray ringrazia e vola verso i 1.5″ di vantaggio ai -25.

Tuttavia, anche a pista libera Jones non recupera terreno sul compagno di squadra che può tornare a sognare in caso di finale tranquillo. Un Gray un pochino sfortunato non vedrà esauditi i suoi desideri. Dopo lo slide job mancato di Hill su Kvapil per la top5, con la #21 che ai -21 quasi viene spedita dalla velocità eccessiva per la tangente e al muro di curva1 (il sorpasso arriverà al passaggio successivo con Crews che lo seguirà ai -18), arriva ai -15 una nuova caution con il testacoda di un Ryan Sieg che era finito in coda dopo la strategia sfasata. I sogni di playoff della #39 terminano quasi certamente nel giro di rientro ai box con la anteriore destra che si sfalda ed esplodendo dilania passaruota e fiancata. Lucky dog per Sawalich che aveva perso un giro nel sistemare la vettura.

Nessuno ovviamente va ai box, dunque si va speditamente (malgrado i detriti numerosi puliti in fretta) alla green dei -11. Gray sceglie ancora l’esterno con al fianco Jones, ma a sorprendere ancora un Elliott raramente così combattivo, infatti Chase (che forse alza il piede per crearsi lo spazio dietro alla #54…) sfrutta al meglio l’attacco all’interno di Love per andare nuovamente all’esterno, Gray cerca di bloccarlo subito, ma la #88 ha sfruttato quella lunghezza di spazio per avere più velocità Dunque, è nuovamente 4-wide con Love, Jones, Gray ed Elliott, ma stavolta è per la prima posizione.

Ad emergere in curva1 è Love, in curva2 però arriva di rincorsa Elliott che torna al comando seguito da Jesse e Brandon mentre Taylor è rimasto col cerino in mano e in un giro è precipitato dal primo al settimo posto dietro anche a Hill, Crews e Allgaier. E chi rientra in top10? Addirittura Zilisch che è in lotta con Mayer, poi però sbanda in curva4 e viene ripassato da Retzlaff e Sanchez.

Hill non ne ha, Crews lo riattacca e questo lancia una nuova fuga a tre in cui, tuttavia, Love sembra solo lì per cercare di approfittare della battaglia che può nascere davanti. Gray, intanto, ripassa non facilmente Allgaier mentre Mayer supera in sequenza Custer e Kvapil. Jones segue Elliott con circa 0.3″ di ritardo, poi in curva3-4 ai -7 torna incollato al paraurti della #88 che opta per la traiettoria lungo il muro per difendersi. Poi, però ai -6 una caution che vede coinvolti in curva2 Staropoli e Kyle Sieg con quest’ultimo che colpisce la #48 mentre molti altri (come la coppia Alpha Prime) che ne escono indenni.

Si va dunque all’overtime, il primo in stagione per la OAP Series con Elliott davanti a Jones, Love, Hill, Crews, Gray, Allgaier, Mayer, Custer e Kvapil. Nessuno va ai box ovviamente tranne Alfredo per una breve sosta con cofano alzato. Al choose cone Elliott sceglie ovviamente l’esterno con Love e Crews, all’interno vanno Jones con Hill e Gray.

Bandiera verde e stavolta Chase non riesce ad emulare quanto fatto in precedenza, forse senza punto di riferimento nello slancio perde qualcosa e così Brandon prima si tiene al suo fianco, poi – malgrado scivoli in curva2 – rimane al fianco della #88 fino al tuffo decisivo in curva3 con cui prende il comando. Elliott non riesce a replicare, anzi sembra abbia dovuto alzare il piede in curva4, poi in curva2 tocca leggermente il muro e nemmeno l’attacco in curva3, stavolta all’interno, va a buon fine.

Brandon Jones, che va sempre forte sulle piste dal degrado elevato degli pneumatici, vince a Chicagoland precedendo Elliott, Love, Crews, Hill, Allgaier, un deluso Gray, Mayer, Custer e lo yo-yo Zilisch, seguono Kvapil, Sanchez, Smith, Retzlaff (ottima difesa la sua in una giornata normale), H.Burton, Creed, Thompson, Smithley, Day (precipitato nel finale) e J.Burton, Caruth 24° e mai visto, Alfredo 26°, Sawalich 29°, Ryan Sieg 31°.

I risultati odierni

La classifica della “Cuervo 300”

La classifica generale

Così in campionato a 4 gare dalla fine della regular season della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026

I prossimi appuntamenti

Stanotte a Chicagoland, temporali permettendo, ci sarà la gara della NASCAR Cup Series con Denny Hamlin in pole position per appena un millesimo su Kyle Larson. Bandiera verde a mezzanotte in diretta su P300.it. La OAP Series tornerà in pista sabato prossimo ad Atlanta.

Immagine: Media NASCAR

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