Corey Day vince grazie a un’ultima ripartenza micidiale la Blue Cross 300 al Charlotte Motor Speedway
I dubbi su Corey Day, oramai, sono stati interamente confutati. Il rookie, che ha impressionato così tanto Rick Hendrick da far tornare la sua squadra a tempo nella serie di mezzo per la prima volta dal 2006, si è aggiudicato grazie a una manovra al limite della fisica la Blue Cross NC 300, gara svoltasi su uno degli ovali più difficili presenti nel calendario della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series, il Charlotte Motor Speedway.
La Chase della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series raggiunge il giro di boa nel momento in cui i piloti scendono in pista per affrontare la Blue Cross NC 300 al Charlotte Motor Speedway, ventinovesima gara stagionale della classe “di mezzo” nonché 5 della seconda fase del campionato.
Il Charlotte Motor Speedway nasce come ovale da 1.5 miglia nel lontano 1960 e, fin da allora, è una tappa fondamentale per la NASCAR, dato che ospita da moltissimi anni più gare dei massimi campionati di stock car americani, tra cui l’importantissima Coca-Cola 600, la corsa più lunga della stagione. L’ovale della North Carolina, mai modificato più di tanto nella sua longeva attività, è composto da 4 curve dal banking elevato (ben 24°) e da una sede stradale decisamente stretta, che rendono il tracciato uno dei preferiti dal pubblico, sia per le gare avvincenti, sia per l’alto numero di incidenti, spesso molto spettacolari, che avvengono ogni anno.
La Blue Cross NC 300, gara autunnale della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series a Charlotte, è un evento dalla lunga storia. La corsa, nonostante sia presente nel calendario addirittura dal 1982, è tornata quest’anno a svolgersi sulla configurazione ovale del tracciato dopo essersi tenuta sulla variante “Roval” dal 2018 al 2025. La lunghezza dell’evento, fissata a 200 giri, è rimasta immutata (salvo il periodo appena citato) fin dalla sua primissima edizione.
Sono 38 gli iscritti alla ventinovesima tappa della OAPS. Partendo da Chevrolet, JR Motorsports torna a schierare la sua quinta vettura, la #9, per Jake Finch, mentre la #32 di Jordan Anderson Racing passa dalle mani di Patterson a quelle di Carson Brown.
In DGM Racing with Jesse Iwuji Motorsports, Mason Maggio passa dalla #91 alla #92, prendendo il sedile lasciato libero da Williams e lasciando quello occupato precedentemente a Myatt Snider. Austin Green torna sulla ZL1 di Patterson Racing, dove sostituisce Pulliam.
Derek Lemke partecipa all’evento sulla #53 di Joey Gase Motorsports with Scott Osteen, sostituendo Lothian. Le due vetture di Alpha Prime Racing si scambiano di marchio, visto che la #44 torna a essere una Chevrolet, mentre la #45 diventa una Ford. J. J. Yeley torna in pista dopo un round di assenza sulla Mustang #38 di RSS Racing.
A causa delle precipitazioni che hanno colpito il tracciato, l’ordine di partenza è stato deciso seguendo l’ordine di entrata in pista “invertito” previsto per le qualifiche. A occupare la prima fila sono quindi due Chevrolet, la #1 di JR Motorsports guidata da Carson Kvapil e la #17 di Hendrick Motorsports, portata in pista da Corey Day.
La gara
Per via delle precipitazioni che si sono abbattute sul tracciato durante la giornata di sabato, la gara è stata rimandata alla prima serata di domenica 11 ottobre (alle 2:00 italiane di lunedì). Nonostante ciò, un leggero scroscio ha rimandato l’inizio della corsa di un’ulteriore mezz’ora rispetto a quanto previsto inizialmente.
Alla partenza, Kvapil, interno, allunga immediatamente su Day, esterno, che, nonostante ciò, riesce a recuperare terreno sul backstretch. Il poleman, però, viene recuperato dal rookie, il quale perde ogni chance di guadagnare la leadership in curva 4.
Nonostante venga passato anche da Love, Day non vuole saperne di mollare. Al terzo giro, infatti, il rookie supera il campione in carica in curva 2 e, dopo aver preso l’interno, si lancia all’attacco di Kvapil alla 4.
Le difese del poleman, nonostante un inizio promettente, si riveleranno meno efficaci del previsto. Al quarto giro, infatti, Kvapil viene superato in curva 2 da Day, che apre il terreno anche a Love e Mayer, che guadagnano una posizione all’altezza della 3 e della 4.
Durante la fuga di Day, più precisamente al giro 20, Staropoli ha dei problemi alla scocca della sua Chevrolet, che va a contatto con le gomme, generando del fumo. Il pilota-oculista, per evitare guai, decide di fermarsi dai meccanici per svolgere una sosta. Al giro 21, però, la direzione gara manda in pista la pace car per la competition caution, necessaria a seguito dell’assenza di prove libere e qualifiche. Al termine della serie di soste, Cram torna in coda al gruppo.
Al restart Day, interno, scatta meglio di Love su cui si impone poco prima di cambiare corsia in curva 2. In quel frangente, il campione in carica viene attaccato, senza successo, anche da Mayer, che gli tornerà subito alle spalle.
Corey Day taglia il traguardo in prima posizione al termine dello stage 1 al termine della sua fuga. Love, Mayer, Allgaier, Kvapil, Hill, Crews, Clements, Gray e Retzlaff completano la top 10. La corsa riparte al termine della seconda sosta di giornata, che coincide con il secondo lucky dog di Cram.
Il secondo stage si apre nel segno di Love che, dall’interno, viene spinto da Kvapil, il quale riesce addirittura, in un certo periodo del primo giro, a mettere il paraurti davanti ad Allgaier che, nonostante ciò, terminerà la tornata inaugurale del secondo stage in seconda posizione. E Day? Beh, il vincitore della porzione inaugurale di gara ha commesso un’infrazione durante il passaggio in pit lane (ha percorso troppe piazzole prima di fermarsi sulla sua) che lo ha obbligato a lasciare passare tutti gli avversari prima che venisse nuovamente sventolata la bandiera verde.
La Chevrolet di Love è un missile nello short run e, per questo motivo, il campione in carica riesce a scappare nelle prime miglia in bandiera verde. Allgaier, però, inizia presto a recuperare terreno nei confronti del rivale. Durante questo periodo si assiste ai ritiri di Yeley per un guasto alla pompa dell’acqua (giro 63) e di Cram per un problema ai freni (66).
Allgaier raggiunge Love al giro 71, e da lì inizia una fase di studio che dura fino al settantaquattresimo passaggio, quello in cui il veterano esce bene da curva 4 e supera il rivale all’esterno all’imbocco del frontstretch, ponendo così le basi di quella che poi si rivelerà essere la sua fuga per la vittoria.
Justin Allgaier, pilota della Chevrolet #7 di JR Motorsports, vince lo stage 2 a Charlotte. Love, Gray, Mayer, Crews, Hill, Day (in rimonta dal fondo), Kvapil, Smith e Creed completano la top 10. La corsa riparte al termine della sosta generale, condita dal lucky dog di Gase.
L’inizio del terzo stage è quello che regala meno spettacolo, almeno fra quelli di questa gara. La lotta per la leadership, infatti, si conclude subito, visto che Love, interno, beffa Gray, esterno, già all’ingresso di curva 2.
Le gerarchie cambiano al giro 109, quello in cui Kvapil è vittima di una foratura alla gomma posteriore destra. Il figlio d’arte, in questo frangente, è costretto a compiere delle riparazioni prima di montare quattro pneumatici nuovi.
La prima caution “artificiale” è, però, dietro l’angolo. A causarla è un testacoda di Ryan Sieg avvenuto durante il giro 113, più precisamente in curva 4, che permette a tutti i piloti (ad esclusione di Crews) di svolgere il quarto pit stop di giornata. DiBenedetto lucky dog.
Il restart sorride a Love. Il campione in carica, scattato dalla linea interna, beffa già pochissimi metri dopo il via Crews, che, montando delle gomme usurate, soffre moltissimo nel corso del primo giro di bandiera verde, che terminerà addirittura in settima posizione.
La quinta caution, però, è dietro l’angolo. Un problema all’asse posteriore porta la vettura di Caruth a essere particolarmente ballerina in curva 2. Il “Chase Contender” tocca così il compagno Finch, che striscia contro le barriere per un periodo, rallentando notevolmente la sua corsa. Durante il periodo di neutralizzazione, la #88 si ritira, mentre la #1 di Kvapil rientra nei box per svolgere delle riparazioni estese. Ryan Sieg ringrazia e torna in lotta per le posizioni che contano.
La ripartenza sorride nuovamente a “Short Run Man” Jesse Love. Il pilota di RCR, infatti, sfrutta la linea interna per imporsi immediatamente su Mayer, esterno, il quale conclude la prima tornata in regime di bandiera verde in seconda posizione dopo aver lottato fino a curva 4 con Gray.
Poco dopo il ritorno in pista di Kvapil, avvenuto durante il passaggio numero 144, la fuga di Love viene interrotta da Allgaier, che, dopo essere risalito fino alla seconda posizione, inizia a duellare con il campione in carica. Contemporaneamente, Kyle Sieg si ritira per un guasto al motore.
Il sorpasso che permette a Allgaier di guadagnare la testa della corsa avviene durante il giro 149, quello in cui Love scoda in curva 4, lasciando così strada libera al veterano. Poco dopo, durante il passaggio numero 155, Crews si ferma per svolgere il pit stop.
La strategia di quasi tutti i piloti viene stravolta al giro 158, quello in cui un incidente contro le barriere di curva 2 da parte di Ellis, dovuto alla foratura dello pneumatico posteriore sinistro, riporta in pista la pace car. Durante questo periodo, oltre alla sosta generale, Bilicki guadagna un miglio e mezzo, mentre Staropoli (oltre al pilota della #02 che ha causato la neutralizzazione) si ritira per problemi alle sospensioni.
La ripartenza sorride a Allgaier. Il veterano, campione della serie nel 2024, mette, infatti, il paraurti della sua Chevrolet davanti a quello della Toyota di Gray già prima di curva 2, punto nel quale si sposta verso l’esterno, tappando così fisicamente il rivale in forza a Joe Gibbs Racing.
Al giro 174 la situazione si è stabilizzata. Allgaier è leader in solitaria, anche se Love e Day stanno iniziando a recuperare terreno. Durante questa fase, Finch si ritira per delle noie alle sospensioni, probabilmente dovuto all’incidente con Caruth avvenuto quasi un’ora prima.
Allgaier, poco dopo il ritiro di Finch, viene recuperato da Love e Day. I due, però, devono attendere l’errore del veterano, reo di aver allargato troppo la traiettoria, andando a strisciare contro le barriere di cruva 4, per poterlo superare al giro 183.
Il (possibile) duello tra Day e Love viene interrotto al giro 186, quello in cui una foratura improvvisa alla gomma anteriore destra spedisce Crews nelle barriere di curva 2, il quale sfrutta la caution conseguente all’impatto per svolgere delle riparazioni e un cambio gomme (scelta strategica condivisa anche da Mayer).
L’ultimo restart di giornata è una guerra: Love, interno, avanza immediatamente su Day grazie all’ottima spinta datagli da Allgaier. Nel momento in cui si ritrova in mezzo alla pista in uscita da curva 2, sembra tutto finito per il rookie che, però, ha dalla sua un’arma importante: l’astuzia tattica.
Già, perché, Love, spostatosi all’esterno all’ingresso del backstretch, si ritrova in lotta per la leadership proprio con Allgaier, che ha deciso di posizionarsi al centro della pista. Day, vedendo uno spiraglio, decide così di posizionarsi sulla linea interna. La manovra non solo gli permette di recuperare terreno, ma anche di beffare i rivali grazie a un sorpasso magnifico. Nel frattempo, Mayer è vittima di una foratura (gomma posteriore destra) che lo obbliga a rallentare notevolmente in rettilineo.
Corey Day vince in solitaria la Blue Cross NC 300 al Charlotte Motor Speedway. Il rookie in forza a Hendrick Motorsports anticipa Love, Creed, Allgaier, Brown, Jones, Hill, Alfredo, Gray e Poole sotto la bandiera a scacchi.
Corey Day, classe 2005 originario di Clovis, California, conquista la sua quarta vittoria stagionale (nonché seconda consecutiva) in quella che è la sua prima stagione completa in NASCAR. Il rookie, infatti, è uno dei principali contendenti al titolo, e questa affermazione potrebbe solo che aumentare il suo valore in vista di un approdo futuro nella classe regina delle stock car.
I risultati odierni
La classifica della “Blue Cross NC 300”
La classifica generale
Così in campionato a 4 gare dalla fine della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026
Sheldon Creed, terzo sul traguardo nonostante sia stato autore di una gara piuttosto opaca, guida il campionato piloti con 2294 punti. Il campione Truck 2020 è, però, poco distante in classifica da Jesse Love (2292) e Corey Day (2287).
I prossimi appuntamenti
Il paddock della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series si trasferirà al Phoenix Raceway per la Timberland PRO 200, trentesima gara stagionale (e sesta della Chase) che si terrà sabato 17 ottobre (sarà già domenica notte in Italia nel momento della partenza). La classe “di mezzo” delle stock car dividerà la pista con NASCAR Cup Series, NASCAR Craftsman Truck Series e ARCA Menards Series West durante il prossimo weekend di gara.
Immagine: Media NASCAR
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