Il minimo necessario a Charlotte per la OAP Series. Chastain prende il comando al momento giusto prima della bandiera rossa
Che il weekend di Charlotte fosse tormentato da tanti fattori è ormai noto, ma la gara della NASCAR OAP Series ne è l’esempio: 91 giri completati (lo stretto necessario) di cui 37 di corsa vera e ben 54 di caution, una bandiera rossa di oltre 4h per la pioggia e pure degli incidenti a condire il tutto. Ad avere la meglio è stato Ross Chastain, salvatosi come solo lui sa fare sull’olio lasciato dalla #35 di Cram che ha innescato quella che poi è diventata la caution definitiva. Dietro alla #9 di JRM, Jesse Love ed Austin Hill, i quali hanno onorato al meglio la memoria di Kyle Busch, anche se la vittoria non è arrivata.
La gara
Il cielo e l’umore plumbeo permeano anche il sabato di Charlotte, infatti la pioggia (mai abbondante, ma sempre sufficiente) fa saltare quasi tutti i piani. Per la OAP Series il fatto che ci siano sole 38 auto iscritte (nessuna vera sorpresa a parte il solito shuffle con Zilisch sulla #1, Chastain sulla #9 e Kvapil sulla #91, ma anche la presenza di Custer con la #0) facilita i compiti della direzione gara non essendoci DNQ. La pista umida (che ha fatto saltare per la seconda volta i Truck) prima fa cancellare le qualifiche nella speranza di salvare almeno le libere, poi invece tutto il programma viene annullato.
Griglia di partenza decisa dall’algoritmo, pole position per Allgaier davanti a Day, Mayer, Jones, Zilisch, Hill, Sawalich, Smith, R.Sieg e Caruth. Poi, dopo pranzo una tregua e quindi la partenza prevista per le 17:00 locali viene confermata. C’è fretta però di partire, infatti c’è altra pioggia in arrivo. Dunque, bandiera verde per una canonica gara da 200 giri (45+45+110) e 300 miglia con competition caution fissata al giro 20.
Bristol, caution al primo giro; Kansas, caution al secondo giro; Talladega, caution al primo giro; Texas, caution al primo giro; Charlotte, caution al secondo giro. L’ultimo mese nella OAP Series è stato decisamente sfortunato per tanti piccoli incidenti in apertura di corsa, ed è tutto molto frustrante. Stavolta la causa è un testacoda di Harrison Burton in curva3 su una minima toccata da dietro di Jesse Love; colpa forse da dividere 50:50 perché Burton (con papà Jeff entrato in settimana nella Hall of Fame insieme ad Harvick) è un po’ indeciso nello scendere all’interno.
Intanto, in questo giro e tre quarti, Day dalla prima fila era partito male permettendo ad Allgaier di portarsi dietro Mayer e Zilisch, tuttavia Sam non è rimasto fermo a lungo e già in curva3 ha attaccato il leader. I due viaggiano affiancati fino alla bandiera gialla e alla moviola viene dato al comando la #41.
Dopo le soste di Burton, Cram e Patterson che fumava vistosamente (possibile tire rub) alla partenza, tutto è pronto per il restart con Mayer davanti ad Allgaier, Zilisch, Day, Hill, Jones, Caruth, R.Sieg, Smith e Sawalich, tuttavia iniziano a cadere le prime gocce di pioggia. L’indecisione nei minuti successivi (piove? Sì, no, forse, non abbastanza, qui è umido, qui gocciola, qui è ancora asciutto) fa perdere probabilmente tempo prezioso, poi viene data la bandiera verde ai -34 con la consapevolezza che durerà per poco, anche se la NASCAR ha spostato la competition caution al giro 25.
Nei successivi 14 giri succede parecchio, frutto di auto che non hanno ancora un assetto a posto. Mayer non scatta alla grande, ma alla fine Allgaier deve riaccodarsi, alle sue spalle Zilisch deve aspettare che la questione si risolva e ne approfitta Day che lo passa. La vettura di Mayer non è la migliore in questa fase, già al giro14 Allgaier si infila al suo interno e completa il controsorpasso in curva3. Day scivola per rimanere con loro e Zilisch lo ripassa sul trioval con l’aiuto di Hill.
La #41 inizia a scivolare in curva e apre la porta a molti, il primo è Zilisch che passa e così può provare a ricucire l’allungo di Allgaier. Dietro a loro Day si rilancia all’esterno di Hill, ma anche Austin scivola e così toglie la traiettoria a Sam che deve alzare il piede permettendo l’attacco (mancato) di Ryan Sieg. Corey è l’unico a cercare volontariamente la traiettoria esterna, ma così apre la porta sia a Ryan che a Jones che di lì a poco passerà Sieg. Chi sta rimontando da dietro è però Chastain, partito 14°, che in sequenza passa Hill (che non riesce a viaggiare sui binari, anzi) e Mayer che iniziano una veloce discesa, ma poi anche Sieg e Jones.
Alla competition caution Allgaier (annullato 1.8″ di margine) precede Zilisch, Day, Chastain, Jones, R.Sieg, un Crews anch’egli in recupero, Hill, Caruth e Mayer. Tutti vanno ai box e non ci sono scossoni, dunque si riparte con Allgaier sempre primo su Zilisch, Day, Jones, Chastain, Crews, Mayer, Caruth, Creed e Love, Hill e Love scendono al 13° e 14° posto.
Come in precedenza, durante la caution arriva l’acqua, inizia a gocciolare, ma stavolta è la perturbazione che si temeva. Dopo qualche passaggio dietro la pace car, la direzione getta momentaneamente la spugna dopo 36′ esatti di gara e 33 giri completati.
La NASCAR però non si arrende, è ufficialmente in modalità disperazione dato che siamo a sabato sera e delle tre gare del weekend non ne ha completata nemmeno una. Quindi, a due riprese, prova ad asciugare la pista evitando, più che la pioggia, nebbia e umidità al 100%. Dopo una lunghissima pausa, alla fine viene annunciata la riaccensione dei motori per le 22:00 locali, le 4:00 italiane. Dopo 4h21’59” viene tolta la bandiera rossa e si riaccendono i motori, con l’obiettivo non dichiarato di cercare di arrivare almeno al giro 90 (ovvero la fine della seconda stage) per dichiarare la gara ufficiale. Intanto, i Truck hanno subito il terzo rinvio.
Malgrado la nebbiolina che oscura anche limita la vista agli spotter, si riprende la pista. Dopo un paio di giri di ricognizione senza soste di rilievo (solo J.Burton, Perkins, Bilicki, Starr e Gase), si riparte per uno sprint di otto giri nella prima stage. Allgaier ha scelto l’interno, Zilisch sembra scattare bene, ma in progressione deve già accodarsi in curva2. Love, invece, lancia il 3-wide all’esterno.
Mentre il gruppo è in battaglia con Day e Jones affiancati, con Brandon che in curva3 scivola e si infila nel mezzo aprendo il 3-wide, Allgaier e Zilisch scappano. Della lotta in casa Toyota che prosegue anche al giro successivo, ne beneficia Chastain che sale al quarto posto. Alla fine, Crews entra in top5 mentre Jones scivola all’esterno.
Ai -6 Zilisch ricuce i pochi centimetri che lo separavano da Allgaier, si infila in curva4, prosegue sul trioval, ma in curva2 si deve nuovamente riaccodare. Un giro di tregua (in cui un Mayer rivitalizzato ripassa Crews), poi Connor si rilancia, Allgaier perde la corda in curva3 e apre la porta non solo alla #1, ma anche alla #17. Justin si salva approcciando meglio curva1-2 tornando davanti a Day (che di slancio viene attaccato da Chastain), ma Zilisch è davanti e deve tenere a bada ora tre (due e mezzo, tecnicamente) compagni di squadra.
Chastain è scatenato e ai -2 attacca anche Allgaier in curva1 ed i due si fanno tutto il giro affiancati, fino a quando Chastain alla bandiera bianca scivola in curva2 e deve arrendersi. Zilisch vince la prima stage davanti ad Allgaier, Chastain, Day, Mayer, Love, Jones, Caruth, Crews (rimbalzato indietro dopo la ripartenza) e Creed. Ancora nessun lucky dog perché ovviamente sono tutti a pieni giri.
Sosta generale al break (non per Perkins che tira dritto), Allgaier decide di rischiare facendo solo il pieno e in uscita dai box precede Hill (due gomme), poi le soste complete di Zilisch, Day, Love, Chastain, Jones, Mayer, Crews, Sawalich, Creed, Gray e Caruth. Ripartenza ai -39 nella seconda stage e al dichiarare la corsa ufficiale.
Perkins scatta bene a differenza di Allgaier che però in progressione avanza e si porta dietro anche Hill. Dietro di loro il gruppo è compatto e si è anche 3-wide ed è qui che arriva l’incidente. Creed cerca di approfittare di un rallentamento di Jones, prova ad infilarsi alla sua destra aprendo così un 4-wide, ma Sheldon non scarta abbastanza e così tocca la #20 sul lato destro del paraurti, la #20 sbanda, centra Crews alla sua sinistra e innesca l’incidente in cui, incredibilmente, solo un’altra auto viene coinvolta ed è la #24 di Harrison Burton. quindi, finiscono ko tre Toyota e tutte e tre sono ridotte male. Ritiro anche per Yeley con la pompa della benzina ko.
Non ci sono soste al comando, dunque ai -32 si riparte (con la nebbia sempre presente sulla pista e gli spotter che non vedono lucidamente curva3) con Allgaier al comando davanti a Hill, Day, Chastain, Perkins, Love, Mayer, Zilisch (che ha perso terreno dietro a Blaine), Sawalich e Gray. Allgaier è sempre interno e Hill rimane con lui mentre Zilisch cerca il recupero andando 3-wide aggirando Mayer e Perkins. L’inerzia dell’esterno, unita alla spinta di Chastain, mandano HIll davanti a tutti, tuttavia Ross non molla e al giro successivo, mentre Allgaier scivola ma resiste, esce meglio da curva2 infilandosi alla piega successiva.
Ma la gara resta maledetta, passano solo pochi secondi e Mayer perde il controllo in curva1 (mentre è nel mezzo fra Zilisch e Day) per il sovrasterzo e sbatte a muro per una nuova caution. #41 distrutta e ritiro per lui. Ancora nessuna sosta, dunque ripartenza ai -24 con Chastain al comando davanti a Hill, Love, Allgaier, Day, Zilisch, Sawalich, Gray, R.Sieg e Kvapil.
Chastain non scatta al meglio e Hill in curva2 ha il muso davanti al suo e a complicargli la vita ci pensa anche l’altro pilota RCR, ovvero Love, che va 3-wide sul rettilineo opposto mettendo Ross nel mezzo. Alla fine Jesse prende il comando in curva4 davanti a Chastain mentre Hill è scivolato largo aprendo la porta a Day. I due allungano approfittando della battaglia alle loro spalle che dura fino al giro successivo e in cui Hill mantiene il terzo posto prima di essere riattaccato con successo da Corey.
Non passa nemmeno una tornata e Chastain approccia meglio in curva4 e completa il controsorpasso su love con uno slide job in curva1 al giro 69. Love tenta il contrattacco sul trioval e risponde pure lui con uno slide job in curva1, Chastain incrocia verso curva3 e, malgrado un piccolo rischio in curva4, si tuffa in curva1 al giro 71. Day alle loro spalle può solo osservare, stavolta è Love a incrociare in uscita, Chastain in curva3-4 sceglie l’esterno e si rilancia tornando all’attacco in curva2 al giro successivo, completando il sorpasso in curva3.
Inizia così il giro 73, ma i colpi di scena non sono finiti dopo questa fase spettacolare: in curva1, infatti, tutti i leader scivolano larghi, ma stavolta non è per assetto, la pista è bagnata. Quello che non si sa immediatamente, però, è che questa non è pioggia. Cram in coda, infatti, ha rotto il motore e c’è olio sull’asfalto. Ross, molto “alla Chastain”, si appoggia al muro ma non alza troppo il piede, Love sfiora le barriere, Day si intraversa per evitare la #2, gli altri reagiscono di conseguenza e rallentano. Quando Chastain è in curva3, arriva la bandiera gialla perché in tutto questo Creed e Gray sono finiti duramente contro le barriere mentre Allgaier, che era in mezzo ai due, si è salvato clamorosamente.
Gray e Creed sono costretti al ritiro, intanto si procede sotto caution, in fondo mancano ancora 16 giri a fine stage e, dopo la pulizia della pista, si potrebbe anche riprendere. Dunque, la pit lane apre regolarmente e Allgaier deve pittare insieme a Clements per riparare la fiancata comunque ammaccata. Con lui anche Clements e, poco più tardi, anche J.Burton, Perkins, Bilicki, Poole (soste multiple) e pochi altri. I leader invece proseguono.
La pulizia della pista prosegue a lungo, la scia di olio lasciata da Cram in curva1-2 è davvero consistente al punto che si deve applicare il filler per ben due volte ed è, come ulteriore aggravante, proprio sulla traiettoria ideale. Ai -7, mentre si pulisce la seconda posa del filler, la notizia peggiore: ricomincia a gocciolare. Nonostante questo, si va al choose cone e ai -6 si è pronti per ripartire. La visibilità però sta diminuendo parecchio, persino da curva2 la piega successiva sembra annebbiata. In curva3, quindi davvero all’ultimo, la pace car riaccende le luci e questo fa arrabbiare parecchio Love, tuttavia in pit lane la nebbia si è condensata ed è diventata davvero pioggerellina. E gli spotter ora non vedono nemmeno le vetture in curva1-2.
Si prova ad andare avanti dietro alla pace car per cercare di non “perdere” la pista, il radar sarebbe anche sgombro, ma le nuvole sono talmente basse che non vengono rilevate. Si arriva a fine stage e la gara a questo punto è ufficiale, ma la pista ormai ha perso calore, la visibilità è bassa e così la NASCAR decide di esporre nuovamente la bandiera rossa già nel passaggio successivo. Alle 23:13 locali (le 5:13 in Italia) Chastain vince la seconda stage, alle 23:15 arriva la red flag, alle 23:21 la NASCAR decide che per oggi basta così e dichiara conclusa la gara.
Ross Chastain vince (malgrado due bulloni mal fissati sulle ruote, per questo multa e squalifica di un meccanico) a Charlotte davanti a Love, Hill, Sawalich, Day, Zilisch, R.Sieg, Custer, Kvapil e Caruth, 11° un anonimo Smith davanti a Retzlaff, Allgaier 29°, ultimo a pieni giri. La lunga giornata di Charlotte si chiude con un ultimo omaggio a Kyle Busch: un inchino alla Rowdy per Rowdy e una frase “alla Saetta McQueen” dell’amareggiato Jesse Love: nella vita ci sono cose molto più importanti di un trofeo.

I risultati odierni
La classifica della “Charbroil 300”
La classifica generale
I prossimi appuntamenti
Dopo tre rinvii, oggi alle 16:00 a Charlotte – sempre meteo permettendo – ci sarà la gara della Truck Series mentre a mezzanotte andrà in scena la Coca-Cola 600, la gara più lunga della NASCAR Cup Series; a partire dalla pole, dopo la cancellazione delle qualifiche, sarà Tyler Reddick. La OAP Series tornerà in pista sabato prossimo a Nashville.
Immagine: Media NASCAR
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