13 caution, addirittura 4 bandiere rosse e 2 OT. Tutto è pronto per un vincitore a sorpresa ad Atlanta, ma a vincere è il solito Allgaier
Una gara dai due volti ad Atlanta, una prima fase tranquilla, una seconda fin troppo caotica e che ha regalato poco da raccontare se non la descrizione degli incidenti. Mai nella storia della NASCAR in una corsa c’erano state quattro bandiere rosse esclusivamente per incidente (per fortuna qui solo per pulizia fluidi) e la selezione è stata brutale. Alla fine, ad emergere dal caos è stato un Justin Allgaier che si è sempre tenuto fuori dai guai, per esperienza e anche per fortuna. Peccato per gli outsider, con Poole al comando alla bandiera bianca, ma anche per Sanchez, fregato dai motivi economici negli ultimi mesi ma ancora in lotta per una vittoria in Georgia.
La gara
La NASCAR OAP Series torna ad Atlanta dopo la tappa primaverile (prima vittoria in carriera di Sheldon Creed) e la prima parte di giornata, fino a più o meno al giro 30, sembra davvero un copia e incolla di quando visto qualche mese fa.
Come di consueto, sugli superspeedway niente prove libere e si va dritti in qualifica per i 38 iscritti (nessuna grossa sorpresa, in casa JRM questa volta sulla #9 c’è il quasi rookie Jake Finch). Pronti via e Carson Ware, sulla #47 del team di Mike Harmon che per la seconda settimana di fila schiera una auto in collaborazione – dopo mille promesse – con il Team Stange, rischia grosso con un pendolo in bilico sull’apron ma si salva.
Non è un buon sabato per il team di Jordan Anderson: prima Perkins chiude il giro a passo d’uomo sul traguardo, poi lo stesso titolare sulla #32 fora la posteriore destra in curva4, infine Jeb Burton completerà in gara ben zero giri a causa di problemi ai freni in una delle gare che per la #27 erano da circoletto rosso in calendario. Alla fine, la pole – come in primavera – è per Sam Mayer che batte Kvapil, Love, Sawalich, Smith, Creed, Crews, Caruth, Gray e la sorpresa Staropoli che si è qualificata al secondo round ai danni di Hill.
Evitato il rischio temporali e retrocessi in fondo alla griglia per modifiche in parco chiuso Perkins, Anderson e Leitz, può avere inizio una critica quartultima gara di regular season sulla distanza dei 163 giri (45+45+73, quattro set di gomme a disposizione) e circa 250 miglia.
Perso immediatamente, come detto, Jeb Burton, bandiera verde e la corsia esterna scatta meglio al punto che in curva3 Carson Kvapil per poco non prende il comando, poi però Mayer torna sotto malgrado la corsia interna abbia un buco dietro a Gray. Sam tiene giù il piede e, malgrado un rischio nel mettersi davanti alla #1 che stava rimontando, mantiene il comando giusto in tempo per la prima caution di serata: la #55 di Gase rompe il motore e sparge olio per metà pista.
Forse sarebbe necessaria la bandiera rossa per pulire al meglio la pista, invece per ora si prosegue a lungo (quasi dieci giri) dietro alla pace car. In questa fase, oltre alle soste dei già nominati Anderson e Perkins, c’è anche il pit stop di Austin Hill che lamenta un pedale dell’accelerazione che non risponde come vorrebbe il recente dominatore degli superspeedway. Per il pilota della #21, la sosta funziona come un placebo: i meccanici (intervenuti sotto il cofano e nell’abitacolo) non notano nulla di rilevante, ma Hill uscendo dai box nota una situazione migliorata.
Ripartenza ai -32 con classifica quasi invariata (Mayer su Kvapil, Love, Sawalich e Smith) rispetto al via originario. Stavolta Sam e Carson sono nella stessa corsia e la #41 tiene a bada Love rimanendo al comando; Jesse finisce loose all’interno di Kvapil e, malgrado il rischio, riesce ad accodarsi alla #1 venendo però attaccato da Smith. Si sviluppa in fretta una sorta di fila indiana al comando mentre Hill approfitta del gruppo compatto per avvicinare subito la top20.
Nel gruppo di testa ci sono alcuni attacchi per guadagnare delle posizioni e a fasi alterne la corsia interna si popola di un paio di auto alla volta, il primo è Sanchez e la coppia Allgiaer-Jones lo copre per passare Alfredo; questo innesca una mini fuga a quattro. Poi, però, nuova caution: Honeyman finisce da solo in testacoda in curva4 appoggiandosi leggermente al muro e viene evitato in qualche modo da tutti.
Siamo a metà stage e qualcuno ne approfitta per una sosta per sistemare l’assetto. Entrano in pit lane Crews, R.Sieg, Reed, Ware, Bilicki. H.Burton, Anderson, Perkins, Scott e ovviamente Honeyman, solo che Brent lo fa in modo irregolare (da curva4 e non da curva3 come è la particolarità di Atlanta) e viene penalizzato.
Nuova bandiera verde ai -19 con Mayer sempre davanti a Kvapil, Love, Smith, Caruth, Sawalich, Creed, Allgaier, Jones e Sanchez. Carson spinge ancora Sam, poi però i due devono vedersela col tandem Smith-Caruth. Alla fine, lo status quo non cambia e iniziano i rimescolamenti dietro alla coppia di testa con Creed che riesce a trovare un varco all’esterno; Hill rientra in top15 mentre Gray perde posizioni nella corsa interna in cui sono rimasti solo lui e Sanchez.
Nick, di nuovo sulla #87, però viene aiutato da Hill che cerca di guadagnare posizioni ed i due cercano di saltare davanti a Staropoli. All’attacco va anche Jones su Clements e a lui si uniscono Allgaier, che non trova un varco davanti a Creed, e Sawalich.
Ai -10 la gara svolta, come in primavera: mentre Clements passa all’attacco, chi piazza la manovra rapida e di successo è proprio Kvapil che in curva1 infila Mayer e passa al comando. Jeremy, invece, sembra destinato a rimbalzare perché solo, invece avanza velocemente, passa Creed e arriva al livello di Smith. Passa un paio di giri e Mayer sbanda in curva3, infatti a forato e si è pure appoggiato al muro dovendo farsi un giro su tre ruote, esattamente come in primavera.
Il parapiglia generato dalla #41 addirittura porta Clements ad attaccare il leader Kvapil, tuttavia la #51 stavolta sì non completando la manovra rimbalza. Il gruppo di testa si è un po’ spezzato, Creed attacca senza successo Smith e così Caruth chiude il buco. Intanto, un Ware molto lento viene doppiato e così Mayer perde il lucky dog.
Ai -2 Love si stacca di qualche metro e sfruttando la scia si lancia all’attacco di Kvapil passandolo in curva1, tuttavia Carson incrocia e in curva3 torna davanti e viene seguito di slancio al giro successivo anche dalla #8 che approfitta del sottosterzo di Jesse in curva3-4.
Kvapil vince così la prima stage davanti a Smith, Love, Caruth, Creed, Clements, Day, Allgaier, Sawalich e Thompson che chiude il gruppo di testa perché in curva4 è arrivato un incidente: Jones finisce loose all’esterno di Sawalich e viene toccato da dietro da un incolpevole Hill (muso danneggiato per la #21) che gli rifila il colpo di grazia mandandolo in testacoda. Lucky dog per Ware che lascia a -1 Mayer e Honeyman.
Al break si completa il giro di soste: tirano dritto solo Crews e H.Burton, poi dai box emerge R.Sieg (pit più breve) davanti a Smith, Caruth, Love (meccanico scivolato a terra), Day, Creed, Kvapil (sosta lenta alla posteriore sinistra) e Sawalich, niente wave around per Mayer e Honeyman, riparazioni per Hill e Jones, drift nello stallo per Clements dove invece Thompson arriva lungo.
Restart ai -37 e Smith mette subito 3-wide Sieg facendolo saltare dalla fila (scivolerà in un giro in fondo alla top20), favorendo così la fuga momentanea di H.Burton e Caruth mentre Crews deve faticare per tornare al livello di Rajah. L’attacco di Sammy porta Harrison a difendere l’esterno e Crews ad essere portato 3-wide al giro successivo e così anche Brent perde terreno. Alla fine, la #8 passa dall’interno ai -35 ed Harrison perderà progressivamente terreno perché ormai su quella corsia è rimasto solo Caruth.
A riaprire le danze ci pensa però Love che si tuffa in curva4 seguito da Creed per passare Burton, tuttavia Sheldon non completa il sorpasso e si ritrova nei giri seguenti il tappo della #24 davanti mentre viene infilato da diverse auto, primi fra tutti Caruth e Day in livrea Hendrick. La #00, per cercare un varco, al giro successivo addirittura bacerà il muro all’ingresso di curva3 e verrà messo 3-wide da Sawalich e Kvapil.
Nella lotta alle spalle di Smith a prevalere è Caruth che riesce a passare Love, ma non a infilare di slancio Sammy. Rajah si rimette in fila e così per un attimo sono tutti allineati, o quasi dato che Staropoli finisce in testacoda tutto solo in curva4 e, riprendendo subito la marcia, non fa uscire la bandiera gialla. Anche Perkins va ai box e perderà quattro giri seguito poco dopo da Ware che si ritira con la sospensione ko e poi anche da Bearden senza pressione benzina. Intanto Hill e Jones rientrano in top20.
Riprendono subito gli attacchi e il primo a muoversi è uno scatenato Clements che si vede chiudere la porta da Love e così si deve riaccodare a Sawalich. Allora è Creed ad attaccare Love nella scia di Kvapil (Sheldon poi si toccherà con Carson sul trioval) che sta puntando Day. L’assestamento di questo vede la formazione di un pokerissimo JRM+Hendrick con Smith davanti ad Allgaier (che senza fare nulla si è trovato al secondo posto), Caruth, Kvapil e Day che solo per qualche giro cede la posizione a Creed. Insieme a questi ci sono anche Clements, Retzlaff, Love e Sawalich per una fuga a 10 che praticamente non verrà ripresa fino a fine stage dato che gli inseguitori ci metteranno troppo a superare H.Burton.
Con il long run, tuttavia, il gruppetto si sfilaccia un po’: Sawalich è da subito al gancio e verrà ripreso nei giri seguenti da Sanchez, Crews ed Hill in battaglia. Clements e Retzlaff provano un attacco coordinato, poi però è solo Jeremy a proseguire nell’iniziativa che porterà come accennato al controsorpasso di Day su Creed. Ai -15 vanno via Smith, Allgaier e Caruth sulla coppia Kvapil-Day. Rajah sembra pronto ad un attacco ai compagni di squadra, tuttavia in vista del traguardo perderà metri preziosi sul più bello. Nel finale cede qualcosa anche Creed, passato da ben tre auto.
Allo sprint finale sono rimasti dunque solo Smith e Allgaier. Justin si può accontentare, ma non lo fa, anzi approfitta di Sammy che, difendendo troppo l’interno, scivola largo in curva3-4 in vista del traguardo intermedio. Allgaier vince la seconda stage per appena 0.003″ su Smith, a 1.2″ Caruth, a 2.0″ la coppia Kvapil-Day, a 6.0″ il gruppetto di Clements, Love, Retzlaff e Creed che era stato appena ripreso da Hill che guadagna un punto ai danni di Sawalich, Crews e Sanchez. Jones 14°, lucky dog per Smithley (30°) che lascia a -1 Staropoli, Mayer e Honeyman.
E la fase tranquilla della corsa termina qui. Purtroppo l’ultima stage vedrà negli effettivi 74 giri finali addirittura quattro bandiere rosse nove caution per una selezione brutale, e forse evitabile. Si parte dal secondo giro di soste in cui Day arriva lungo nello stallo e Allgaier, sfruttando il posto migliore in pit lane, rimane al comando su Smith, Caruth, Kvapil, Love, Hill (si forma così la coppia RCR), Creed, Crews, Sawalich e Jones.
Dopo un po’ di fuel saving (manca pochissimo per andare fino a fine gara con questo pieno), si riparte ai -65. Allgaier scatta bene, ma alle sue spalle Smith si pianta perché il tandem RCR passa subito all’azione, va 3-wide all’esterno e mette la #8 nel mezzo. Poi però si piantano anche Love ed Hill, dunque a prendere il comando è Caruth seguito da Kvapil, con Creed e Crews di rincorsa. La coppia JRM si sposta all’esterno aprendo proprio la porta a Sheldon che avanza e, quando arriva al livello della #88 mentre Love e Hill si stanno rilanciando all’esterno, arriva una nuova caution. Tutti contenti per il fuel saving tranne Harrison Burton il cui motore è appena esploso e Jones che ha toccato nuovamente il muro. Lucky dog per Mayer che, finalmente, torna a pieni giri.
Dopo pochissime soste (Maggio, Reed e K.Sieg), ripartenza ai -54 con Creed davanti a Caruth, Crews, Kvapil, Allgaier, Smith, Retzlaff, Love, Hill e Sawalich. I due tandem (#88-#1 e #00-#19) scattano alla pari e l’ago della bilancia sembra essere nuovamente la coppia RCR che attacca in 3-wide, tuttavia stavolta l’accordo fallisce subito e Hill si riporta in fila lasciando da solo al vento Love. Jesse precipita mentre a rilanciare l’attacco esterno ci pensa Retzlaff che poi viene riattaccato anche da Hill.
Ma arriva una nuova caution e cadono i primi big: Jones perde nuovamente il controllo all’esterno di Sanchez, alle sue spalle Alfredo e Thompson riescono ad evitarlo, non Gray e Day che finiscono nel tamponamento a catena. Gara finita sia per Taylor che per Corey, lucky dog per Honeyman. E qui arriva la prima bandiera rossa da 8’11”: la #17 ha il muso distrutto e per tornare ai box ha lasciato fluidi in pista.
Solo Jones va ai box, dunque nuovo restart ai -45 con Creed che era riuscito a mettere il muso davanti a Caruth, poi Crews, Kvapil, Hill, Sanchez, Retzlaff, Allgaier, Smith e Clements. Green e ripartenza convulsa: mentre prosegue il doppio tandem nella configurazione precedente, in coda c’è un nuovo tamponamento a catena e ad avere la peggio sono Maggio, spinto sull’apron, e soprattutto Mayer che distrugge pure lui il muso. Nell’incertezza fra tire rub e fluidi, al giro successivo nuovo incidente con un altro leggero effetto a catena nella corsia interna, Clements si trova davanti Sawalich che rallenta e viene toccato da dietro da Alfredo quel tanto che basta per farlo finire in testacoda; lucky dog per Staropoli.
Mentre Mayer si ritira, arriva una nuova bandiera rossa: effettivamente erano fluidi quelli lasciati dalla #41. Dopo 5’19” di fermo e l’unica sosta di Kyle Sieg, ennesima procedura con Creed davanti a Caruth, Crews, Kvapil, Hill, Sanchez, Smith, Allgaier, Retzlaff e Love. Green ai -36 con Sheldon che stavolta si abbina a Rajah mentre Brent si trova dietro Austin. Caruth spinge forte e manda ancora davanti Creed malgrado Sanchez tenti il 3-wide all’esterno. Hill viene fatto saltare, ma in qualche modo ritrova Love nella sua scia.
Mentre Creed e Caruth cercano di controllare il gruppo, Smith lancia un clamoroso attacco all’interno e apre il 3-wide, Sheldon viene un po’ sorpreso e deve alzare il piede al centro, guadagna terreno Rajah seguito da Kvapil mentre la coppia RCR segue a distanza Smith, al punto che ben presto lo mollano e Love è protagonista di un doppio cambio di corsia sul trioval che lo porta anche a toccare leggermente il muro. Jesse nella manovra si trova dietro a Finch, che appena entrato in top10 aveva salvato Creed nella corsia centrale, lo fa saltare e si riunisce a Hill.
Poi, però, nuova caution con il testacoda di Reen sul trioval con la #53 che riparte a fatica. Lucky dog per Perkins che recupera uno dei quattro giri persi in precedenza e che beffa nella procedura Scott che aveva appena forato la posteriore sinistra ed era ai box. La bandiera gialla esce quando la #45 è sul jack, dunque Perkins è il primo dei doppiati, ma per quando il pit stop è completato (seguiranno quelli di Smithley e K.Sieg) ha perso un giro.
La classifica rimescolata vede Caruth al comando su Kvapil, Allgaier, Sanchez, Hill, Love, Smith, Finch e Creed con gli abbinamenti #88-#1 e #7-#21-#2 dopo il choose cone che porta alla ripartenza dei -26. Hill spinge bene Allgaier, ma non è sufficiente per mandarlo al comando, Caruth recupera e si torna alla pari. Love si smarca di nuovo e va 3-wide con Sanchez, poi però in curva4 Finch perde il controllo e in qualche modo viene evitato da tutti. Nuova caution e lucky dog stavolta per Scott mentre Bilicki era dovuto andare ai box.
Altro piccolo rimescolamento, stavolta Caruth precede Allgaier, Hill, Kvapil, Sanchez, Smith, Love, Creed, Crews e Alfredo e stavolta Justin sceglie di stare col compagno di squadra lasciando all’interno Austin e Carson in vista del restart dei -19. La tregua dura appena un giro in cui, tuttavia, la classifica cambia nuovamente. Infatti, Hill scatta molto bene si porta dietro Kvapil che, poi, dovrà anche chiudere bruscamente in uscita di curva favorendo la risalita di Caruth che stava per recuperare quando Finch, uscito dai box, finisce nuovamente in testacoda con la vettura danneggiata. Lucky dog per Bilicki.
L’unica sosta è per Ellis, dunque la nuova ripartenza vede Hill davanti a Kvapil, Allgaier, Caruth, Sanchez, Smith, Love, Creed, Crews e Alfredo con gli abbinamenti #21-#1 e #7-#88. Green ai -13 e ripartenza pari al millesimo, Caruth spinge forte verso curva1 e Allgaier quasi sbanda, ma in curva2 riesce a coprire Hill che per contrattaccare all’interno viene messo di un 3-wide fra Smith e Kvapil. Sammy avanza e affianca Caruth.
Il 3-wide fa ingolosire un clamoroso nuovo ingresso in top10. Anderson alla ripartenza era 12°, ma si trova già nella lotta per la top5. E qui sbaglia tutto, perché si tuffa 4-wide verso curva1, ma il margine per tenere la vettura non c’è e Jordan fa letteralmente strike travolgendo o coinvolgendo Creed, Love, Sawalich, Crews, Jones, Thompson, Leitz, Poole, Honeyman e Retzlaff. Bandiera rossa per 8’09” per pulire la pista in cui a finire ko sono Crews, Creed, Love, lo stesso Anderson, Honeyman e Leitz, gli altri invece riparazioni.
Classifica completamente stravolta, anche perché ora ci sono praticamente solo 23 auto in pista di cui 16 (quasi) intatte e 21 nel complesso a pieni giri (Bilicki è a -1 col lucky dog mentre Perkins è a -2). Allgaier si è trovato al comando davanti a Kvapil, Caruth, Smith, Hill, Sanchez, Clements, R.Sieg, Alfredo e Poole. Con i trenini #7-#88-#87 e #1-#8-#21, bandiera verde ai -7.
Allgaier scatta bene, tuttavia Kvapil torna sotto. A fare la differenza, come spesso capita, è la terza fila dove Sanchez si stacca a differenza di Hill e così Carson avanza portandosi dietro Smith che si tuffa in curva3. Caruth molla subito e si mette nella scia di Hill che tocca il muro in curva4. Austin viene così attaccato da Allgaier, tuttavia Hill rifila un piccolo bump alla #7 e Justin finisce largo. Kvapil e Smith sono ancora affiancati, Carson però deve anche guardarsi dietro e deve coprire Hill andato esterno in curva1, Austin scivola e Sammy prima si mette in mezzo ai due, poi si rilancia in curva3, ma i due si ostacolano e sul trioval Hill va 3-wide.
Smith è al centro e deve alzare il piede, ma a perdere il controllo è proprio Hill, al quale Sanchez toglie l’aria dallo spoiler e così la #21 finisce a muro travolgendo Ellis, Smith, Kyle Sieg, Staropoli e Caruth mentre Allgaier viene solo sfiorato. Quarta e ultima bandiera rossa da 8’01” che manda tutti all’overtime.
L’ulteriore selezione ha portato Kvapil al comando su Sanchez, R.Sieg, Clements, Alfredo, Allgaier, Poole, Jones, Maggio e Sawalich con gli abbinamenti dopo il choose cone che sono #1-#39-#96 e #87-#51-#7. Green e subito caution: Allgaier spinge troppo e manda in testacoda e a muro Clements con Scott che non riesce ad evitare la #51. Perkins torna a pieni giri.
Secondo overtime e, mentre la corsia esterna rimane uguale, stavolta fra Sanchez e Allgaier si mette Poole. Pronti via e Ryan Sieg rimane a secco, con Alfredo pronto a farlo saltare via. L’esterno perde quindi velocità e avanza Sanchez seguito da Poole e Allgaier. Il più lesto è proprio Poole che in curva2 si crea da solo il varco e Nick deve concederlo allargandosi. I tre stanno però allungando troppo e la scia permette il recupero.
Alla bandiera bianca Poole viene attaccato da Sanchez, i due sono all’esterno verso curva1 e probabilmente si guardano troppo, arriva anche un leggero contatto fiancata contro fiancata e non notano che di slancio è arrivato Kvapil. Troppo di slancio, infatti Carson tocca leggermente Nick che sbanda e finisce stavolta davvero contro Brennan. I due outsider finiscono ko, ma non arriva la caution. Allgaier ringrazia e a seguirlo c’è Retzlaff con una vettura danneggiata nel big one. Parker non ha lo spunto per riprendere la #7, anzi sul traguardo viene attaccato e passato da Kvapil.
Justin Allgaier conquista così ad Atlanta, dopo una corsa folle, la sesta vittoria stagionale precedendo sul traguardo Kvapil, Retzlaff, Sawalich, Alfredo, Smithley, Jones, K.Sieg, Caruth e Clements. Justin con questo risultato vince matematicamente la regular season. Gli altri big ko: Smith 18°, Sanchez 19°, Hill 22°, Crews 24°, Creed 25°, Love 26° ma è aritmeticamente il secondo qualificato alla Chase, Mayer 31°, Day 32°, Gray 33°.
I risultati odierni
La classifica della “Focused Health 250”
La classifica generale
I prossimi appuntamenti
Stanotte ad Atlanta, in diretta su P300.it, ci sarà la gara della NASCAR Cup Series; prima fila tutta Penske con pole di Blaney davanti a Logano. La OAP Series tornerà in pista, dopo un weekend di riposo, sabato 25 luglio sull’ovale di Indianapolis.
Immagine: Media NASCAR
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